La vita mentale dell'essere umano si fonda su un'architettura neurale formatasi in milioni di anni. Scrive lo psicologo Daniel Goleman nel libro "Intelligenza emotiva": Se parliamo in termini di biologia dei fondamentali circuiti neurali dell'emozione, dobbiamo ammettere che quelli di cui siamo dotati sono i meccanismi rivelatisi più funzionali nelle ultime cinquantamila generazioni umane - si badi bene, non nelle ultime cinquemila, e meno che mai nelle ultime cinque. Le forze che hanno plasmato le nostre emozioni, forze evolutive, lente e ponderate, hanno impiegato un milione di anni per compiere il loro lavoro; nonostante gli ultimi diecimila anni siano stati testimoni della rapida ascesa della civiltà e dell'esplosione della popolazione umana da cinque milioni a cinque miliardi di anime, essi hanno tuttavia lasciato pochissime tracce nella matrice biologica della vita emotiva umana." La maggior parte delle persone, secondo uno studio limitato a poche migliaia di soggetti, passano il 46,9 per cento del loro tempo di veglia pensando a qualcosa di diverso da ciò che stanno facendo. Il motivo è, secondo lo psicologo Michael Corballis, che il vagare della mente ha portato a innumerevoli vantaggi all'evoluzione umana, quali: creatività, apprendimento, ragionamento, ecc. tutti vantaggi di cui i robot umanoidi sono piuttosto privi!
È necessario, dunque, secondo il neurofisiologo Antonio Damasio (vedi bibliografia 2003), superare il dualismo corpo/cervello in cui anche le neuroscienze sono ricadute, e considerare le due componenti, strettamente intrecciate, che costituiscono il sé, cioè il "sé mentale" (che crea continuamente mappe neurali di oggetti ed eventi del mondo esterno che attingendo alla memoria ci permettono di ricostruire un'autobiografia e un senso di identità), e il "sé biologico o immunologico" (che crea continuamente mappe neurali dello stato dei vari organi del corpo allo scopo di mantenerlo in vita).
Le recenti tecniche di brain imaging hanno permesso di dimostrare che il feedback, integrato centralmente nel cervello, e proveniente da varie parti del corpo gioca un ruolo determinante nell'esperienza emotiva.
La consapevolezza corporea di sè include l’interocezione, ovvero il sentire il nostro respiro, la nostra digestione, la nostra attivazione, il nostro dolore, la nostra fatica, ecc e allo stesso tempo una consapevolezza di movimento e coordinazione fra le diverse parti del corpo e fra il corpo e l’ambiente.
- Propriocezione (proprioception): è la percezione inconscia (di natura neurologica) del movimento, della posizione e dell'equilibrio del proprio corpo dovuto ai propriocettori, cioè alle sensazioni provenienti dalle terminazioni nervose dei muscoli e delle articolazioni oltre che dall'orecchio interno
- Interocezione (interoception): è la consapevolezza dei segnali provenienti dal corpo dell'individuo (dai suoi organi interni quali cuore, polmoni, stomaco, ecc)
- Esterocezione (exteroception): è la consapevolezza di tutti gli stimoli provenienti ai sensi dal mondo esterno al soggetto (stimoli visuali, uditivi, olfattivi, tattili, gustativi)
- Focus narrativo: associato a esperienze nel tempo che seguono un percorso neurale posto nella corteccia mediale prefrontale
- Focus esperienziale: associato all'esperienza somatica (basata sull'attenzione al corpo e al respiro) del "momento presente"
L'addestramento del MBSR [un protocollo meditativo Mindfulness di otto settimane] si risolse in riduzioni marcate e pervasive dell'attività dei circuiti associati con il focus narrativo e un'aumentata attivazione della rete associata con il focus esperienziale. Ciò suggerisce che queste due forme molto diverse di auto referenzialità, che spesso avvengono in contemporanea, possono essere separate attraverso l'addestramento alla mindfulness, una scoperta che potrebbe essere di importanza clinica per allentare la presa di narrazioni egocentriche associate alla ruminazione mentale depressiva e ad altre abitudini inconsce di preoccupazione per se stessi e assorbimento in se stessi che causano e amplificano la sofferenza.
Ricerche recenti dimostrano che focalizzare l'attenzione sul flusso della narrazione della coscienza, come la memoria e l'autoconoscenza riflessiva, utilizza un percorso neurale separato rispetto a quello di focalizzare l'attenzione sull'esperienza sensoriale del momento presente. Secondo il neuropsicologo Norman Farb, esiste una fondamentale disconnessione neurale tra questi due distinti modi di autoconsapevolezza.
Un ostacolo allo studio della consapevolezza centrata sul presente è la consolidata tendenza della mente a vagare e diventare distratta dal momento presente in favore di un pensiero temporalmente distante e indipendente dallo stimolo.
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Pagina aggiornata il 12 maggio 2024
L'addestramento del MBSR [un protocollo meditativo Mindfulness di otto settimane] si risolse in riduzioni marcate e pervasive dell'attività dei circuiti associati con il focus narrativo e un'aumentata attivazione della rete associata con il focus esperienziale. Ciò suggerisce che queste due forme molto diverse di auto referenzialità, che spesso avvengono in contemporanea, possono essere separate attraverso l'addestramento alla mindfulness, una scoperta che potrebbe essere di importanza clinica per allentare la presa di narrazioni egocentriche associate alla ruminazione mentale depressiva e ad altre abitudini inconsce di preoccupazione per se stessi e assorbimento in se stessi che causano e amplificano la sofferenza.
Ricerche recenti dimostrano che focalizzare l'attenzione sul flusso della narrazione della coscienza, come la memoria e l'autoconoscenza riflessiva, utilizza un percorso neurale separato rispetto a quello di focalizzare l'attenzione sull'esperienza sensoriale del momento presente. Secondo il neuropsicologo Norman Farb, esiste una fondamentale disconnessione neurale tra questi due distinti modi di autoconsapevolezza.
Un ostacolo allo studio della consapevolezza centrata sul presente è la consolidata tendenza della mente a vagare e diventare distratta dal momento presente in favore di un pensiero temporalmente distante e indipendente dallo stimolo.