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Coloro cui sfugge completamente l'idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Gli Stili di apprendimento sono un mito sconfessato dalla ricerca pedagogica?
TEORIE > CONCETTI > INSEGNAMENTO
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Ognuno di noi apprende in modo unico e diverso dagli altri? Immagini, Suoni, Odori, Movimenti arrivano dai nostri canali sensoriali allo stesso modo ma vengono poi interpretati, acuiti o inibiti dal cervello in modo diverso? Come molte idee sbagliate sull'apprendimento e sul cervello, la credenza negli stili di apprendimento deriva da un'interpretazione errata dei risultati della ricerca validi e dei fatti scientificamente stabiliti. Ad esempio, è vero che diversi tipi di informazioni vengono elaborati in diverse parti del cervello. È anche vero che gli individui hanno differenze nelle abilità e nelle preferenze. Dagli anni '70, tuttavia, le revisioni sistematiche della ricerca e le meta-analisi che esaminano la validità degli stili di apprendimento e la loro applicazione all'istruzione sono giunte alla stessa conclusione: nonostante l'attrattiva intuitiva, c'è poca o nessuna prova empirica che gli stili di apprendimento siano reali. Gli psicologi Harold Parsley, Mark McDaniel e Doug Rohrer, che hanno svolto uno studio per valutare l'efficacia degli stili nell'insegnamento, attribuiscono il loro successo alla spinta dei fornitori di test e scrivono: "Il termine "stili di apprendimento" si riferisce alla visione che persone diverse apprendono le informazioni in modi diversi. Negli ultimi decenni, il concetto di stili di apprendimento ha guadagnato costantemente influenza. [...] Il concetto di stili di apprendimento sembra avere un'ampia accettazione non solo tra gli educatori, ma anche tra i genitori e il pubblico in generale. Questa accettazione forse non è sorprendente perché l'idea degli stili di apprendimento è attivamente promossa dai fornitori che offrono molti test diversi, dispositivi di valutazione e tecnologie online per aiutare gli educatori a identificare gli stili di apprendimento dei loro studenti e ad adattare di conseguenza i loro approcci didattici [...] La visione degli stili di apprendimento ha acquisito una grande influenza nel campo dell'istruzione e si incontra frequentemente a livelli che vanno dalla scuola materna alla scuola di specializzazione. Esiste una fiorente industria dedicata alla pubblicazione di test sugli stili di apprendimento e guide per gli insegnanti e molte organizzazioni offrono workshop di sviluppo professionale per insegnanti ed educatori costruiti attorno al concetto di stili di apprendimento. Lo psicologo William Furey li considera un "neuromito" e sconfessa la pratica di abbinare l'istruzione agli stili di apprendimento preferiti dagli individui per promuovere l'apprendimento. Gli psicologi Daniel Willingham, Elizabeth Hughes e David Dobolyi sostengono che gli stili di apprendimento sono diventati di moda a causa del Confirmation Bias. Insomma, pare che la maggior parte delle opinioni dei pedagogisti consideri gli stili di apprendimento un mito creato dai fornitori di servizi didattici e rafforzato dal bias di conferma di insegnanti e genitori.
Valutazione Stili di apprendimento
Per una appropriata valutazione tutti devono fare lo stesso esame: per favore scalate quell'albero. (Immagine: Quora)
Il punto chiave
Ognuno di noi ha un proprio stile di apprendimento. Apprendiamo in modo diverso, usando canali e strategie differenti. C’è chi apprende meglio attraverso le immagini, chi attraverso l’ascolto, chi ancora attraverso la parola scritta. Queste differenze riflettono quello che si definisce Stile di Apprendimento. (Martina Mattei)
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Il contrasto tra l'enorme popolarità dell'approccio degli stili di apprendimento all'interno dell'istruzione e la mancanza di una prova credibile della sua utilità è, a nostro avviso, sorprendente e inquietante. (Harold Pashler)
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Per stile di apprendimento s’intende “ l’approccio all’apprendimento preferito di una persona, il suo modo tipico e stabile di percepire, elaborare, immagazzinare e recuperare le informazioni". (Luciano Mariani)
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Dagli anni '70, tuttavia, le revisioni sistematiche della ricerca e le meta-analisi che esaminano la validità degli stili di apprendimento e la loro applicazione all'istruzione sono giunte alla stessa conclusione: nonostante l'attrattiva intuitiva, c'è poca o nessuna prova empirica che gli stili di apprendimento siano reali. I campi della psicologia cognitiva e delle neuroscienze li considerano un "neuromito" e sconfessano la pratica di abbinare l'istruzione agli stili di apprendimento preferiti dagli individui per promuovere l'apprendimento. (William Furey)
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Il termine "stili di apprendimento" si riferisce al concetto che gli individui differiscono in merito a quale modalità di insegnamento o studio è più efficace per loro. I sostenitori della valutazione dello stile di apprendimento sostengono che l'istruzione ottimale richiede la diagnosi dello stile di apprendimento degli individui e l'adattamento dell'istruzione di conseguenza. (Harold Pashley, Mark McDaniel, Doug Rohrer)
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Le teorie sugli stili di apprendimento suggeriscono che gli individui pensano e imparano meglio in modi diversi. Queste non sono differenze di abilità ma piuttosto preferenze per l'elaborazione di determinati tipi di informazioni o per l'elaborazione delle informazioni in determinati modi. Se accurate, le teorie sugli stili di apprendimento potrebbero avere importanti implicazioni per l'istruzione perché il rendimento degli studenti sarebbe un prodotto dell'interazione tra istruzione e stile dello studente. C'è motivo di pensare che le persone considerino le teorie degli stili di apprendimento ampiamente
accurate, ma, di fatto, manca il supporto scientifico per queste teorie. Suggeriamo che il tempo e l'energia degli educatori siano spesi meglio su altre teorie che potrebbero aiutare l'istruzione. (Daniel Willingham, Elizabeth Hughes, David Dobolyi)
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Oggi credenze e miti didattici escono dal recinto di innocue opinioni, il cui danno poteva essere limitato ad attività dispersive o di scarsa rilevanza ma diventano il tramite per il formarsi di nuove micro-comunità educative chiuse al dialogo e al confronto critico. (Antonio Calvani, Roberto Trinchero p.5)

Cliccando sull'immagine si accede al questionario VAK (Visual, Auditory, Kinesthetic/Tactile Modality la cui compilazione consente di valutare il proprio stile di apprendimento
Evitare che la realtà vada in frantumi: prima di parlare di stili di apprendimento converrebbe parlare degli obiettivi dell'apprendimento
Ogni studente (e anche ogni pensatore critico) deve superare i limiti delle singole discipline che trattano dell'essere umano e del suo ambiente socioculturale, per integrare e amalgamare i concetti di diverse discipline scientifiche ed umanistiche. Lo storico Michel Serres, nel delineare il cambiamento in atto nelle scuole favorito dalla connettività delle nuove tecnologie, scrive (nel libro "Non è un mondo per vecchi" p.38):


Il sapere si offriva un tempo soltanto ritagliato, fatto a pezzi. Una pagina dopo l'altra, le classificazioni scientifiche distribuivano ad ogni disciplina una parte, una sezione, dei locali, dei laboratori, una porzione di biblioteca, dei crediti, dei portavoce e il relativo corporativismo. Il sapere si divideva in sette. Così la realtà andava in frantumi.


Evitare che la realtà vada in frantumi è anche lo scopo del filosofo Edgar Morin il quale, nel riflettere sulla complessità del pensiero umano, incita a cercare sempre le relazioni tra ogni fenomeno e il suo contesto. Egli scrive (nel libro "La testa ben fatta" p.19):


Lo sviluppo dell'attitudine a contestualizzare tende a produrre l'emergenza di un pensiero "ecologizzante", nel senso che esso situa ogni evento, informazione o conoscenza in una relazione di inseparabilità con il suo ambiente culturale, sociale, economico, politico e, beninteso, naturale. Esso non si limita a situare un evento nel suo contesto, ma incita a vedere come modifichi questo contesto o come lo chiarisca altrimenti. Tale pensiero diventa con ciò anche inevitabilmente pensiero del complesso, poichè non basta inscrivere ogni cosa ed evento in un "quadro" od "orizzonte".


Un approccio interdisciplinare all'insegnamento e all'apprendimento impiega metodologie, strumenti interpretativi e terminologie di diverse discipline, per affrontare lo studio di un tema specifico. In tal modo gli studenti acquisiscono e integrano prospettive diverse su quel tema piuttosto che conoscenze specifiche derivanti da un'unica disciplina. L'assimilazione di prospettive multisciplinari e interdisciplinari rafforza gradualmente le abilità metacognitive, il pensiero critico e la costruzione di una epistemologia personale. Questo tipo di apprendimento significativo  contribuisce all'assimilazione di conoscenza che gli studenti sono in grado poi di trasferire ad altri contesti, questioni, problemi. In tal modo, forse, possono ridurre il rischio di diventare dei perfetti conformisti.

L'assimilazione di prospettive multisciplinari e interdisciplinari rafforza gradualmente le abilità metacognitive, il pensiero critico e la costruzione di una epistemologia personale. Questo tipo di apprendimento significativo  contribuisce all'assimilazione di conoscenza che gli studenti sono in grado poi di trasferire ad altri contesti, questioni, problemi. In tal modo, forse, possono ridurre il rischio di diventare dei perfetti conformisti. Questa modalità probabilmente non è per tutti, come sostengono i pedagogisti Calvani e Trinchero nella pagina "Falsi miti didattici", ma solo per gli studenti più dotati

Le differenze tra vari approcci all'insegnamento e all'apprendimento sono mostrate nella tabella sottostante:

Caratteristiche di vari processi di apprendimento

Livello  strutturale di apprendimento

Descrizione

Risultati

Unidisciplinare

ci si focalizza su una singola disciplina

Conoscenza dichiarativa e procedurale in una disciplina

Multidisciplinare

si studiano diverse discipline ma non le si integra

Conoscenza dichiarativa e procedurale in diverse discipline relative a un tema centrale

Interdisciplinare
(Relazionale)
(interdisciplinare ma limitato a un tema centrale)

si integrano le conoscenze di diverse discipline attorno a un tema centrale (vengono sviluppate capacità di pensiero critico e la consapevolezza dei pregi e dei limiti delle prospettive offerte da ogni singola disciplina)

Conoscenza dichiarativa e procedurale in diverse discipline relative a un tema centrale e capacità di pensiero interdisciplinare.
Acquisizione di capacità critiche e metacognitive

Interdisciplinare
(astratto ed esteso)
(interdisciplinare ed esteso a diversi temi)

si acquisisce una struttura conoscitiva che integra diversi strumenti interpretativi (concetti, metodi, strumenti, teorie, paradigmi, ecc.). Si usano capacità metacognitive per monitorare i propri processi di pensiero.

Conoscenza dichiarativa e procedurale; capacità critiche e metacognitive.
Sviluppo di credenze epistemologiche.
Capacità di trasferimento di conoscenza interdisciplinare


Tabella tratta da "Interdisciplinary Learning: Process and Outcomes" degli psicologi e neuroscienziati della Central Michigan University: Lana Ivanitskaya, Deborah Clark, George Montgomery e Ronald Primeau (2002). Tale tassonomia dei processi di apprendimento deriva dagli studi degli psicologi John B. Biggs e Kevin F. Collis i quali, nel loro libro "Evaluating the quality of learning - The SOLO Taxonomy (Structure of the observed learning outcome)", proposero nel 1982 un metodo per valutare le risposte degli studenti in una vasta gamma di discipline. Biggs e Collis presero in considerazione molti fattori che influenzano l'apprendimento degli studenti quali ad esempio: conoscenza pregressa, idee errate, motivazioni e intenzioni riguardo alla formazione e le loro strategie di apprendimento. Per approfondire sulla valutazione dell'apprendimento andare alla pagina: Evidence Based Education.
Quali sono i modelli degli stili di apprendimento di base (VAK o VARK)
I modelli degli stili di apprendimento descrivono spesso tre (VAK) o quattro (VARK) stili di apprendimento di base:

  1. Apprendimento visivo (impara vedendo)
  2. Apprendimento verbale/uditivo (impara ascoltando)
  3. Lettura/scrittura (impara elaborando il testo) (Questa categoria non è sempre elencata.)
  4. Apprendimento cinestetico o pratico (imparare facendo).
Teach.com (2U) crea, fornisce e supporta centinaia di offerte educative digitali e di persona, inclusi diplomi, certificati professionali, boot camp basati su Trilogy e corsi brevi GetSmarter
Gli studenti non beneficiano nello studio in accordo al loro supposto stile di apprendimento
Una coppia di ricercatori della Indiana University School of Medicine ha condotto nel 2018, un'indagine con centinaia di studenti universitari. Ancora una volta i risultati non hanno supportato il concetto di stili di apprendimento, rafforzando l'idea tra gli psicologi tradizionali che esso sia poco più di un mito.
Gli stili di apprendimento sono un mito?
Cliccare per approfondire
VAK o VARK?
Gli psicologi di Teach.com (2016) scrivono:

Capire il VARK: Una delle interpretazioni più accettate degli stili di apprendimento è che gli stili di apprendimento degli studenti rientrano in tre categorie: studenti visivi, studenti uditivi e studenti cinestetici. Questi stili di apprendimento si trovano all'interno del modello VARK dell'apprendimento degli studenti del teorico dell'educazione Neil Fleming. VARK è un acronimo che si riferisce ai quattro tipi di stili di apprendimento: visivo, uditivo, preferenza di lettura/scrittura e cinestetico. (Il modello VARK è indicato anche come modello VAK, eliminando la lettura/scrittura come categoria di apprendimento preferenziale.) Il modello VARK riconosce che gli studenti hanno approcci diversi al modo in cui elaborano le informazioni, denominati "modalità di apprendimento preferite". Le idee principali di VARK sono delineate in Stili di apprendimento: VARKing up the right tree! (Fleming & Baume, 2006)

  • Le modalità di apprendimento preferite dagli studenti hanno un'influenza significativa sul loro comportamento e apprendimento.
  • Le modalità di apprendimento preferite dagli studenti dovrebbero essere abbinate a strategie di apprendimento appropriate.
  • Le informazioni a cui si accede attraverso l'uso da parte degli studenti delle loro preferenze di modalità mostrano un aumento dei loro livelli di comprensione, motivazione e metacognizione.

Identificare i tuoi studenti come studenti visivi, uditivi, di lettura/scrittura, cinestetici, studenti e allineare il tuo curriculum generale con questi stili di apprendimento si rivelerà vantaggioso per l'intera classe. Tieni presente che a volte potresti scoprire che è una combinazione di tutte e tre le modalità sensoriali che può essere l'opzione migliore. Consentire agli studenti di accedere alle informazioni nei termini con cui si sentono a proprio agio aumenterà la loro fiducia accademica.
Ricerca psicologica sugli stili di apprendimento
Gli psicologi Harold Parsley, Mark McDaniel e Doug Rohrer hanno svolto uno studio sugli stili di apprendimento per valutarne l'efficacia nell'insegnamento delle strategie didattiche e scrivono (vedi bibliografia 2009):
Il termine "stili di apprendimento" si riferisce alla visione che persone diverse apprendono le informazioni in modi diversi. Negli ultimi decenni, il concetto di stili di apprendimento ha guadagnato costantemente influenza. In questo articolo descriviamo l'intenso interesse e discussione che il concetto di stili di apprendimento ha suscitato tra gli educatori professionali a tutti i livelli del sistema educativo. Inoltre, il concetto di stili di apprendimento sembra avere un'ampia accettazione non solo tra gli educatori, ma anche tra i genitori e il pubblico in generale. Questa accettazione forse non è sorprendente perché l'idea degli stili di apprendimento è attivamente promossa dai fornitori che offrono molti test diversi, dispositivi di valutazione e tecnologie online per aiutare gli educatori a identificare gli stili di apprendimento dei loro studenti e ad adattare di conseguenza i loro approcci didattici (esempi citati più avanti). [...] La visione degli stili di apprendimento ha acquisito una grande influenza nel campo dell'istruzione e si incontra frequentemente a livelli che vanno dalla scuola materna alla scuola di specializzazione. Esiste una fiorente industria dedicata alla pubblicazione di test sugli stili di apprendimento e guide per gli insegnanti e molte organizzazioni offrono workshop di sviluppo professionale per insegnanti ed educatori costruiti attorno al concetto di stili di apprendimento. [...] La nostra revisione della letteratura ha rivelato un'ampia evidenza che bambini e adulti, se richiesto, esprimeranno preferenze su come preferiscono che le informazioni vengano loro presentate. Vi sono anche numerose prove a sostegno del fatto che le persone differiscono nel grado in cui hanno alcune attitudini abbastanza specifiche per i diversi tipi di pensiero e per l'elaborazione di diversi tipi di informazioni. Tuttavia, non abbiamo trovato praticamente alcuna prova del modello di interazione sopra menzionato, che è stato giudicato una precondizione per convalidare le applicazioni educative degli stili di apprendimento. Sebbene la letteratura sugli stili di apprendimento sia enorme, pochissimi studi hanno utilizzato anche una metodologia sperimentale in grado di testare la validità degli stili di apprendimento applicati all'educazione. Concludiamo quindi che al momento non esiste un'adeguata base di prove per giustificare l'incorporazione delle valutazioni degli stili di apprendimento nella pratica educativa generale. [...] Tuttavia, data la mancanza di studi metodologicamente validi sugli stili di apprendimento, sarebbe un errore concludere che tutte le possibili versioni degli stili di apprendimento siano state testate e ritenute carenti; molti semplicemente non sono stati affatto testati. Ulteriori ricerche sull'uso della valutazione degli stili di apprendimento nell'istruzione possono in alcuni casi essere giustificate, ma tali ricerche devono essere eseguite in modo appropriato.
Il concetto di stili di apprendimento sembra avere un'ampia accettazione non solo tra gli educatori, ma anche tra i genitori e il pubblico in generale. Questa accettazione forse non è sorprendente perché l'idea degli stili di apprendimento è attivamente promossa dai fornitori che offrono molti test diversi, dispositivi di valutazione e tecnologie online per aiutare gli educatori a identificare gli stili di apprendimento dei loro studenti e ad adattare di conseguenza i loro approcci didattici. La visione degli stili di apprendimento ha acquisito una grande influenza nel campo dell'istruzione e si incontra frequentemente a livelli che vanno dalla scuola materna alla scuola di specializzazione. Tuttavia, non abbiamo trovato praticamente alcuna prova del modello di interazione sopra menzionato, che è stato giudicato una precondizione per convalidare le applicazioni educative degli stili di apprendimento. Sebbene la letteratura sugli stili di apprendimento sia enorme, pochissimi studi hanno utilizzato anche una metodologia sperimentale in grado di testare la validità degli stili di apprendimento applicati all'educazione. Concludiamo quindi che al momento non esiste un'adeguata base di prove per giustificare l'incorporazione delle valutazioni degli stili di apprendimento nella pratica educativa generale
Perchè gli stili di apprendimento sono diventati di moda: Confirmation bias?
Gli psicologi Daniel Willingham, Elizabeth Hughes e David Dobolyi hanno svolto uno studio per capire come mai gli stili di apprendimento siano diventati così di moda. Essi scrivono (vedi bibliografia 2015):


Le teorie sugli stili di apprendimento fanno due previsioni semplici. In primo luogo, si propone che uno stile di apprendimento sia un attributo coerente di un individuo, quindi lo stile di apprendimento di una persona dovrebbe essere costante in diverse situazioni. Di conseguenza, qualcuno ritenuto uno studente uditivo imparerebbe meglio attraverso processi uditivi indipendentemente dall'argomento (ad esempio, scienze, letteratura o matematica) o dall'ambiente (ad esempio, scuola, pratica sportiva, o lavoro). In secondo luogo, la funzione cognitiva dovrebbe essere più efficace quando è coerente con lo stile preferito di una persona; quindi, lo studente visivo dovrebbe ricordare meglio (o risolvere meglio i problemi o frequentare meglio) con materiali visivi piuttosto che con altri materiali. Considera la prima previsione. Abbastanza semplicemente, significa che se sei uno studente visivo oggi, non dovresti essere uno studente uditivo domani, o se sei uno studente visivo nell'attività X, tu non dovresti essere uno studente uditivo nell'attività Y. Questa barra, la coerenza, sembra piuttosto bassa per una previsione teorica, ma la maggior parte delle teorie sugli stili di apprendimento non sono riuscite a superarla. Benchè ci siano una moltitudine di inventari e modelli per valutare gli stili d'apprendimento, la maggior parte non sono affidabili.

Ci sono probabilmente più ragioni per cui le persone credono che le teorie sugli stili di apprendimento siano corrette, e due di queste ragioni ci colpiscono come particolarmente rilevanti. Primo, le persone spesso considerano le cose come fatti scientifici quando non hanno visto nessuna delle prove [contrarie] che suppongono che debbano esistere. Ad esempio, le persone più istruite credono nella teoria atomica della materia, ma la loro conoscenza delle prove a sostegno è scarsa. È solo qualcosa che "loro" (cioè gli scienziati) hanno capito. La convinzione delle persone è ulteriormente rafforzata dalle prove sociali: così tante altre persone credono che teoria atomica della materia, che sembrerebbe stranamente perversa, andrebbe sfidata. Inoltre, gli insegnanti sono esposti a una pletora di materiali che presumibilmente rispettano gli stili di apprendimento degli studenti, materiali che spesso rivendicano una base scientifica per il loro contenuto. Una volta esposto a tutte queste fonti apparentemente affidabili (o almeno non dichiaratamente inaffidabili), il bias di conferma (Nickerson, 1998) potrebbe facilmente sostenere e mantenere la convinzione. Ad esempio, supponiamo che un insegnante stesse aiutando uno studente alle prese con un concetto. L'insegnante prova diversi modi per spiegarlo ma inutilmente. Infine, disegna un diagramma e l'idea colpisce. È naturale che l'insegnante concluda: "Ah, questo studente deve essere uno studente visivo". Ma forse qualsiasi studente capirebbe il diagramma perché era un efficace modo per comunicare quella particolare idea. O forse lo studente aveva bisogno di sentire solo un'altra spiegazione. Molti punti a favore dell'intuizione improvvisa sono possibili, ma il bias di conferma porterebbe a un'interpretazione che sostiene le credenze esistenti in ognuno.
Daniel Willingham, Elizabeth Hughes e David Dobolyi scrivono: Gli psicologi hanno dato un contributo impressionante all'apprendimento. Quando si tratta di stili di apprendimento, tuttavia, il massimo che ci meritiamo è il merito dello sforzo e della perseveranza. Le teorie sugli stili di apprendimento non hanno funzionato, ed è nostra responsabilità assicurarci che gli studenti lo sappiano
Gli stili di apprendimento sono un neuromito?
Scrive lo psicologo William Furey di Education Net (2021):

Come molte idee sbagliate sull'apprendimento e sul cervello, la credenza negli stili di apprendimento deriva da un'interpretazione errata dei risultati della ricerca validi e dei fatti scientificamente stabiliti. Ad esempio, è vero che diversi tipi di informazioni vengono elaborati in diverse parti del cervello. È anche vero che gli individui hanno differenze nelle abilità e nelle preferenze. Dagli anni '70, tuttavia, le revisioni sistematiche della ricerca e le meta-analisi che esaminano la validità degli stili di apprendimento e la loro applicazione all'istruzione sono giunte alla stessa conclusione: nonostante l'attrattiva intuitiva, c'è poca o nessuna prova empirica che gli stili di apprendimento siano reali. I campi della psicologia cognitiva e delle neuroscienze li considerano un "neuromito" e sconfessano la pratica di abbinare l'istruzione agli stili di apprendimento preferiti dagli individui per promuovere l'apprendimento.
Stili di apprendimento: i campi della psicologia cognitiva e delle neuroscienze li considerano un "neuromito" e sconfessano la pratica di abbinare l'istruzione agli stili di apprendimento preferiti dagli individui per promuovere l'apprendimento
Quali stili di apprendimento? Lo stile globale rende multidisciplinari
Apprendere significa "avere uno stile cognitivo", che ogni studente forma inconsciamente durante le proprie esperienze di vita. Forse una visione più realistica degli stili di apprendimento, ma anche questa adatta a studenti particolarmente dotati, la propone il sito "apprenderemaieuticamente" (2016), che scrive:

Uno studente dallo stile globale, di fronte ad un testo o ad una immagine, tenderà a cogliere inizialmente l’aspetto generale. I globali tendono a concettualizzare con facilità la visione globale di un problema; tendono a cercare di comprendere i principi generali e sviluppare e testare ipotesi multiple in una sola volta. Riescono con facilità ad avere una visione d’insieme. Intrinsecamente motivati, i pensatori globali si sviluppano in ambienti flessibili, dove sono liberi di perseguire i propri interessi al proprio ritmo. Quando approcciano un argomento cercano immediatamente di comprendere il quadro generale, acquisendo una visione equilibrata che li aiuta a entrare nel contesto. Ma a volte hanno difficoltà a cogliere la distinzione tra i diversi elementi. Agli studenti globali dovrebbe essere data la libertà di definire i propri metodi di apprendimento o di risoluzione dei problemi piuttosto che essere costretti ad adottare la strategia dell’insegnante. Non apprendono in maniera lineare, ma a “balzi”: fanno salti intuitivi e possono non essere in grado di spiegare come sono arrivati alla soluzione o alla comprensione e sono efficaci nella sintesi e nel pensiero divergente. Gli studenti globali a volte riescono meglio saltando direttamente ai contenuti più complessi e difficili. La scuola è spesso un’esperienza difficile per loro: dal momento che non imparano in maniera stabile o prevedibile, tendono a sentirsi fuori passo con i compagni e incapaci di soddisfare le aspettative dei loro insegnanti. Possono sentirsi banali quando sono in difficoltà a padroneggiare materiale o contenuti con cui la maggior parte dei loro coetanei analitici sembrano avere pochi problemi. Qualcuno di essi alla fine si scoraggia con l’istruzione e abbandona. Tuttavia gli studenti globali sono gli ultimi studenti che dovrebbero essere persi: per l’istruzione superiore e la società costituiscono una ricca risorsa. Sono i sintetizzatori, i ricercatori multidisciplinari, i pensatori, quelli che vedono le connessioni che nessun altro vede. Possono essere davvero eccezionali se sopravvivono al processo educativo. Mentre sono dolorosamente consapevoli degli svantaggi del loro stile di apprendimento, di solito è una novità per loro sapere che beneficiano di vantaggi, che la loro creatività e l’ampiezza di visione può essere un eccezionale valore per la carriera, per i futuri datori di lavoro e per la società. Se sono aiutati a capire come funziona il loro processo di apprendimento, essi possono diventare più efficaci, meno critici di se stessi, e più positivi verso l’istruzione in generale. Se viene data l’opportunità di mostrare le loro abilità uniche e i loro sforzi sono incoraggiati a scuola, le possibilità di sviluppo e la loro applicazione di quelle abilità nella vita aumentano nettamente.
Gli studenti globali tendono a concettualizzare con facilità la visione globale di un problema; tendono a cercare di comprendere i principi generali e sviluppare e testare ipotesi multiple in una sola volta. Riescono con facilità ad avere una visione d’insieme. Intrinsecamente motivati, i pensatori globali si sviluppano in ambienti flessibili, dove sono liberi di perseguire i propri interessi al proprio ritmo. Quando approcciano un argomento cercano immediatamente di comprendere il quadro generale, acquisendo una visione equilibrata che li aiuta a entrare nel contesto. Non apprendono in maniera lineare, ma a “balzi”: fanno salti intuitivi e possono non essere in grado di spiegare come sono arrivati alla soluzione o alla comprensione e sono efficaci nella sintesi e nel pensiero divergente. La scuola è spesso un’esperienza difficile per loro: dal momento che non imparano in maniera stabile o prevedibile, tendono a sentirsi fuori passo con i compagni e incapaci di soddisfare le aspettative dei loro insegnanti. Tuttavia gli studenti globali sono gli ultimi studenti che dovrebbero essere persi: per l’istruzione superiore e la società costituiscono una ricca risorsa. Sono i sintetizzatori, i ricercatori multidisciplinari, i pensatori, quelli che vedono le connessioni che nessun altro vede.
Altan
What is meritocracy, dad?

Forget it, that's not your stuff.
Lo psicologo Paul Kirshner scrive: "c'è una bella differenza tra il modo in cui qualcuno preferisce imparare e ciò che porta effettivamente a un apprendimento efficace ed efficiente. In secondo luogo, una preferenza per come uno studia non è uno stile di apprendimento"
Nelle conclusioni di uno studio degli psicologi Harold Pasler et Al. si legge:

La nostra revisione della letteratura sugli stili di apprendimento ci ha portato a definire un particolare tipo di evidenza che vediamo come prerequisito minimo per convalidare l'uso di una valutazione dello stile di apprendimento in una impostazione didattica. Come descritto in precedenza, non siamo stati in grado di trovare qualsiasi prova che soddisfi chiaramente questo standard. Inoltre, diversi studi che hanno utilizzato il tipo appropriato di disegno di ricerca trovato risultati che contraddicono la versione più diffusa dell'ipotesi degli stili di apprendimento, ovvero ciò che abbiamo chiamato l'ipotesi del meshing (Constantinidou & Baker, 2002; Massa & Mayer, 2006). Il contrasto tra l'enorme popolarità dell'approccio degli stili di apprendimento all'interno dell'istruzione e la mancanza di una prova credibile della sua utilità è, a nostro avviso, sorprendente e inquietante. Se la classificazione degli stili di apprendimento degli studenti ha utilità pratica, resta da dimostrare.

Lo psicologo ed educatore Paul Kirshner scrive (vedi bibliografia 2016):

Siamo tutti diversi gli uni dagli altri in una moltitudine di modi, e come tali preferiamo anche molte cose diverse che si tratti di musica, cibo o apprendimento. Per questo molti studenti, genitori, insegnanti, amministratori e persino ricercatori ritengono che sia intuitivamente corretto dire che poiché persone diverse preferiscono imparare visivamente, uditivamente, cinesteticamente o in qualunque altro modo si possa pensare, dovremmo anche adattare l'insegnamento, le situazioni di apprendimento e materiali didattici a tali preferenze. Questo è un problema? La risposta è clamorosa: Sì! In generale, ci sono una serie di grossi problemi con la nozione di stile di apprendimento. Primo, c'è una bella differenza tra il modo in cui qualcuno preferisce imparare e ciò che porta effettivamente a un apprendimento efficace ed efficiente. In secondo luogo, una preferenza per come uno studia non è uno stile di apprendimento. La maggior parte dei cosiddetti stili di apprendimento si basa sui tipi; essi classificano le persone in gruppi distinti. Il presupposto che le persone si raggruppino in gruppi distinti, tuttavia, riceve pochissimo sostegno da studi oggettivi. Finalmente quasi tutti gli studi che riportano le prove per gli stili di apprendimento non riescono a soddisfare quasi tutte le chiavi criteri di validità scientifica. Questo articolo offre un appello informato agli insegnanti,
amministratori e ricercatori per smettere di diffondere il mito degli stili di apprendimento.
Conclusioni (provvisorie): gli stili di apprendimento sembra siano un mito creato dai fornitori di servizi didattici e rafforzato dal bias di conferma di insegnanti e genitori
  
Ognuno di noi apprende in modo unico e diverso dagli altri? Immagini, Suoni, Odori, Movimenti arrivano dai nostri canali sensoriali allo stesso modo ma vengono poi interpretati, acuiti o inibiti dal cervello in modo diverso? Come molte idee sbagliate sull'apprendimento e sul cervello, la credenza negli stili di apprendimento deriva da un'interpretazione errata dei risultati della ricerca validi e dei fatti scientificamente stabiliti. Ad esempio, è vero che diversi tipi di informazioni vengono elaborati in diverse parti del cervello. È anche vero che gli individui hanno differenze nelle abilità e nelle preferenze. Dagli anni '70, tuttavia, le revisioni sistematiche della ricerca e le meta-analisi che esaminano la validità degli stili di apprendimento e la loro applicazione all'istruzione sono giunte alla stessa conclusione: nonostante l'attrattiva intuitiva, c'è poca o nessuna prova empirica che gli stili di apprendimento siano reali. Gli psicologi Harold Parsley, Mark McDaniel e Doug Rohrer, che hanno svolto uno studio per valutare l'efficacia degli stili nell'insegnamento, attribuiscono il loro successo alla spinta dei fornitori di test e scrivono: "Il termine "stili di apprendimento" si riferisce alla visione che persone diverse apprendono le informazioni in modi diversi. Negli ultimi decenni, il concetto di stili di apprendimento ha guadagnato costantemente influenza. [...] Il concetto di stili di apprendimento sembra avere un'ampia accettazione non solo tra gli educatori, ma anche tra i genitori e il pubblico in generale. Questa accettazione forse non è sorprendente perché l'idea degli stili di apprendimento è attivamente promossa dai fornitori che offrono molti test diversi, dispositivi di valutazione e tecnologie online per aiutare gli educatori a identificare gli stili di apprendimento dei loro studenti e ad adattare di conseguenza i loro approcci didattici [...] La visione degli stili di apprendimento ha acquisito una grande influenza nel campo dell'istruzione e si incontra frequentemente a livelli che vanno dalla scuola materna alla scuola di specializzazione. Esiste una fiorente industria dedicata alla pubblicazione di test sugli stili di apprendimento e guide per gli insegnanti e molte organizzazioni offrono workshop di sviluppo professionale per insegnanti ed educatori costruiti attorno al concetto di stili di apprendimento. Lo psicologo William Furey li considera un "neuromito" e sconfessa la pratica di abbinare l'istruzione agli stili di apprendimento preferiti dagli individui per promuovere l'apprendimento. Gli psicologi Daniel Willingham, Elizabeth Hughes e David Dobolyi sostengono che gli stili di apprendimento sono diventati di moda a causa del Confirmation Bias. Insomma, pare che la maggior parte delle opinioni dei pedagogisti consideri gli stili di apprendimento un mito creato dai fornitori di servizi didattici e rafforzato dal bias di conferma di insegnanti e genitori.
per scaricare le conclusioni (in pdf):
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Pagina aggiornata il 15 settembre 2021

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Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
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