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Coloro cui sfugge completamente l'idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Buoni o cattivi argomenti
TEORIE > METODI > ARGOMENTAZIONE
Scopo di questa pagina
Viviamo in un mondo sempre più popolato da Fake news, e il dibattito pubblico è saturo di cattivi argomenti, sostiene la filosofa Franca D'Agostini nel libro "Verità avvelenata". Il nostro presente postideologico, sembra procedere per avvelenamento sistematico della verità (post-verità), sia sui massmedia che sui socialmedia.
Ma c'è una via d'uscita: il potere democratico è ancora nelle mani di chi ascolta e valuta gli argomenti dei politici, degli intellettuali, dei manipolatori dell'opinione pubblica. Quanto più si impara a valutare gli argomenti e a conoscere la fragilità e insieme l'imprescindibilità della verità, tanto più si indebolisce il veleno che infetta la comunicazione pubblica. Questa pagina cerca di chiarire gli aspetti che indirizzano la qualità argomentativa, e a indicare i criteri utili a distinguere i buoni dai cattivi argomenti. Cerca inoltre di fornire i criteri con i quali costruire una buona argomentazione.
Cos'è un BUON argomento

Secondo le attribuzioni fatte dalla filosofa Franca D'Agostini (2010, ved.bibliografia), un argomento, per essere BUONO, deve essere:

  • vero (cioè deve essere verificato il rispetto delle sue condizioni di verità)

  • valido (cioè deve essere rispettata la logica dal punto di vista formale)

  • efficace (cioè deve tener conto del sistema di valori del destinatario).

Il punto chiave

La logica "naturale" di ogni essere umano è diversa da quella "formale" usata dai logici e dai matematici. Questo spiega gli errori logici in cui incorre, nei ragionamenti quotidiani, la maggior parte delle persone.

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La conoscenza delle tecniche argomentative non è distribuita equamente tra le persone che partecipano a un dibattito, ma proprio per questo il rispetto di regole fondamentali dovrebbe impedire che la verità finisca sepolta dalle bordate retoriche del partecipante più abile. (Claudio Tugnoli)
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Nel significato assoluto le fallacie sono intese come l’analogo raziocinativo delleillusioni percettive: l’intuizione suggerisce che il ragionamento sia corretto, ma a una più attenta analisi si scopre che esso è in realtà erroneo. Si pone allora il problema:esistono fallacie “assolute” nel senso inteso da Aristotele, cioè errori di ragionamento in cui si può tende a incorrere e che sono indipendenti dal contesto? La tesi che sostengo è che tali fallacie a rigore non esistono. (Alberto Mura)
Uno spendido giornale
The truth is not told so everyone can invent his own.
Pure democracy!
Un argomento, per essere BUONO, deve essere: vero (cioè deve essere verificato il rispetto delle sue condizioni di verità), valido (cioè deve essere rispettata la logica dal punto di vista formale) ed efficace (cioè deve tener conto del sistema di valori del destinatario)
Analisi della bontà argomentativa

Un argomento è costituito da una o più proposizioni con le quali si cerca di dare fondamento e sostegno a una certa asserzione (o tesi). Si ritiene infatti che, senza tale sostegno, l'asserzione verrebbe rifiutata dal lettore (o interlocutore). La nostra esperienza ci dice che raramente ci imbattiamo in buoni argomenti, più spesso ne leggiamo (o ascoltiamo) di cattivi. Cosa distingue un buon argomento da un cattivo argomento? In particolare tre proprietà:

VERITÁ
: si intende una verità epistemologica, cioè la verifica della verità delle premesse e delle conclusioni dell'argomento. Come ha scritto N.Bobbio nell'introduzione al libro "Trattato dell'argomentazione" di C.Perelman "tra la verità assoluta e la non verità c’è posto per le verità da sottoporsi a continua revisione, mercé la tecnica dell’addurre ragioni pro o contro".

VALIDITÁ
: si intende una validità logica; non ci si occupa quindi del contenuto dell'argomento ma solo della forma degli enunciati e delle relazioni formali tra premesse e conclusioni nel ragionamento. Si tratta quindi di verificare la validità delle inferenze logiche (deduzioni, induzioni, abduzioni) delle proposizioni che costituiscono l'argomento.

EFFICACIA (o PERSUASIVITÁ)
: si intende un'efficacia nei riguardi di una specifica persona (o specifico pubblico). Infatti gli argomenti sono efficaci non in senso universale, quanto in senso specifico: è il destinatario della comunicazione che ne guida la scelta.

Sappiamo che la correttezza di un argomento non sempre porta alla sua accettazione, infatti gli argomenti sono efficaci non in senso universale, quanto in senso specifico: è il destinatario della comunicazione che ne guida la scelta
Esempi

Un argomento è costituito dalla coppia di elementi premesse e conclusione; le premesse possono essere vere, false o probabili. Si hanno dunque i seguenti casi:

  • se le premesse sono vere e l'inferenza è valida la conclusione sarà necessariamente vera. In questo caso l'argomento sarà definito CORRETTO. (es: premesse: tutti gli iscritti ai club rossoneri sono milanisti, si dà il caso che tu sia iscritto al club rossonero - conclusione:  sei milanista)


  • se l'argomento è CORRETTO ed è rivolto a un ricevente che lo riterrà credibile esso sarà anche EFFICACE e, dunque, BUONO. (es: l'argomento dell'esempio precedente verrà ritenuto efficace da coloro che seguono il calcio e non efficace da coloro che non sanno cos'è un club sportivo)


  • se le premesse sono false e l'inferenza è valida, la conclusione sarà FALSA.  (es: premesse: la maggior parte di coloro i quali vivono a Milano sono milanisti, si dà il caso che tu viva a Milano - conclusione:  sei milanista)


  • se le premesse sono solo probabili e l'inferenza è valida, la conclusione sarà solo probabile. In questo caso l'argomento può essere definito DUBBIO (es: premesse: la maggior parte di coloro i quali vivono a Milano sono milanisti, tu non hai una residenza stabile e giri l'Italia per lavoro - conclusione: non so se sei milanista)


  • se la conclusione non è nè vera nè probabile ma errata avremo una fallacia e l'argomento sarà definito FALLACE (es: premesse: la maggior parte di coloro i quali vivono a Milano sono milanisti, quindi (conclusione) coloro i quali sono milanisti vivono a Milano)


Verità

La filosofa Franca D'Agostini, nel suo libro "Verità avvelenata", descrive a lungo le circostanze di base da tenere in considerazione quando si valuta la verità di una argomentazione. Il primo punto da tenere a mente è che la pretesa di verità  è un dato strutturale di ogni argomentazione, ed è cosa diversa dalla verità. Il punto debole di ogni argomentazione va cercato nelle verità incerte o controverse inserite nelle premesse. Il brano qui sotto riportato, preso come esempio, presenta due diverse opinioni sul tema dell'adesione al nazismo: l'opinione di papa Benedetto XVI (Joseph Ratzinger), e quella della filosofa Hanna Arendt. Procediamo a una verifica della verità di tali opinioni.

Esempio: brano da analizzare

Brano tratto da "Verità avvelenata" (F.D'Agostini, Bollati Boringhieri 2010 - p.91):


In un suo discorso del 9 agosto 2009, papa Benedetto XVI (Ratzinger) ha identificato nichilismo e nazismo: il nazismo - ha sostenuto - fu la presa del potere da parte di un manipolo di criminali, e questa presa di potere fu possibile grazie al nichilismo che pervadeva e pervade la morale pubblica moderna. La diagnosi di Hanna Arendt è opposta. E' vero che i crimini nazisti sono stati possibili grazie all'allineamento dei molti che accettarono il regime; Arendt ricorda però che si allinearono preferenzialmente proprio coloro che credevano nei valori tradizionali, mentre furono anzitutto gli individui liberi, senza speciali radici nella società che non fossero dovute al libero esercizio della loro intelligenza, a non accettare il nazismo. Dunque il problema non è che persone di scarsa moralità o addirittura delinquenti prendano il potere, ma che ci siano persone, molte persone, che glielo lasciano fare, o anzi li incoraggiano su questa via.

Opinioni a confronto

Ratzinger
Joseph Ratzinger
fallacie
Hannah Arendt
2ª opinione - Hanna Arendt

Franca D'Agostini non ha indicato, nel brano in esame, la fonte dell'opinione di Arendt, ma ha indicato nella bibliografia generale il testo Responsabilità e Giudizio di Hanna Arendt (Einaudi Editore - 2010), dal quale scegliamo autonomamente il seguente brano (p.37-38):

"Lo spartiacque tra quanti vogliono pensare e debbono perciò giudicare da sé, e quanti invece non lo vogliono, è trasversale rispetto alle differenze di tipo sociale, culturale o educativo. In questa prospettiva, il totale collasso morale della società rispettabile durante il regime di Hitler può insegnarci che in tali circostanze coloro che hanno cari i valori etici e ci tengono alle norme e agli standard morali non sono gente affidabile:
sappiamo ormai che tali norme e tali standard possono cambiare dal mattino alla sera e che tutto ciò che resta, allora, è solo il fatto di tenersi aggrappati a qualche cosa. Molto più affidabili, in casi come questi, si rivelano i dubbiosi e gli scettici, non perchè il dubbio o lo scetticismo siano un bene in sé, ma perchè grazie a essi ci abituiamo a esaminare le cose e a farci una nostra idea in proposito. I migliori tra tutti sono quanti hanno una sola certezza: qualunque cosa accada, finchè vivremo, dovremo continuare a convivere con noi stessi".



1ª opinione - Benedetto XVI

Brano originale tratto da Angelus 9 agosto 2009

I lager nazisti,
come ogni campo di sterminio, possono essere considerati simboli estremi del male, dell’inferno che si apre sulla terra quando l’uomo dimentica Dio e a Lui si sostituisce, usurpandogli il diritto di decidere che cosa è bene e che cosa è male, di dare la vita e la morte. Purtroppo però questo triste fenomeno non è circoscritto ai lager. Essi sono piuttosto la punta culminante di una realtà ampia e diffusa, spesso dai confini sfuggenti. I santi, che ho brevemente ricordato, ci fanno riflettere sulle profonde divergenze che esistono tra l’umanesimo ateo e l’umanesimo cristiano; un’antitesi che attraversa tutta quanta la storia, ma che alla fine del secondo millennio, con il nichilismo contemporaneo, è giunta ad un punto cruciale, come grandi letterati e pensatori hanno percepito, e come gli avvenimenti hanno ampiamente dimostrato. Da una parte, ci sono filosofie e ideologie, ma sempre più anche modi di pensare e di agire, che esaltano la libertà quale unico principio dell’uomo, in alternativa a Dio, e in tal modo trasformano l’uomo in un dio, ma è un dio sbagliato, che fa dell’arbitrarietà il proprio sistema di comportamento. Dall’altra, abbiamo appunto i santi, che, praticando il Vangelo della carità, rendono ragione della loro speranza; essi mostrano il vero volto di Dio, che è Amore, e, al tempo stesso, il volto autentico dell’uomo, creato a immagine e somiglianza divina.

Confronto delle due argomentazioni e conclusioni

Parafrasando l'argomentazione di Ratzinger otteniamo la seguente frase: il male del nazismo, vale a dire l'usurpazione del diritto di decidere che cosa è bene e che cosa è male, non è circoscritto ai lager ma trova riscontro in filosofie quali il nichilismo contemporaneo, in ideologie e modi di pensare che fanno dell'arbitrarietà il proprio sistema di comportamento.

Parafrasando l'argomentazione di Arendt otteniamo la seguente frase: il collasso morale della società durante il nazismo, ci insegna che coloro che si attengono ai valori etici e agli standard morali del loro tempo non sono affidabili perchè queste norme possono cambiare rapidamente, e queste persone non sono in grado di pensare autonomamente e si aggrappano a qualunque cosa . Molto più affidabili sono gli scettici e i dubbiosi che ci insegnano a esaminare le cose e a farci una nostra idea, ci spingono cioè a pensare.

Dunque, il brano di Franca D'Agostini è vero, poichè la verifica delle fonti citate (Ratzinger e Arendt) consente di affermarlo.

Conclusioni
Scrive Claudio Tugnoli (vedi bibliografia 2019):

La conclusione di un argomento dovrebbe produrre qualche nuova informazione rispetto alle premesse. La regola della fecondità vale per la teoria dell’argomentazione, ma non per la logica, che si limita a stabilire la coerenza formale e la deducibilità della conclusione dalle premesse.
Modus Tollens: il 50% delle persone sbaglia questa inferenza!
fallacies
I pinguini sono bianchi e neri.
Alcuni vecchi programmi TV sono in bianco e nero, allora alcuni pinguini sono vecchi programmi TV.
Validità

Fino a non molti anni addietro gli psicologi identificavano il ragionamento umano con la logica formale, vale a dire una logica matematica. Sono stati però evidenziati sperimentalmente errori logici nel ragionamento umano. Ad esempio, riguardo a due delle principali regole logiche, Modus Ponens (dal latino modus ponendo ponens, cioè modo che ponendo afferma) e Modus Tollens (dal latino tollere che significa levare o negare), la prima è effettuata correttamente da tutte le persone, la Modus Tollens invece viene fallita da circa il 50% delle persone.


Esempio Modus Ponens: se mangi tanti popcorn ti verrà sete e dovrai bere tanta coca cola. Tu compri tanti popcorn, allora dovrai bere della coca cola.


Esempio Modus Tollens: se piove apro l'ombrello. Se accade che "non apro l'ombrello", allora "non piove".


Gli psicologi sono stati quindi costretti a ipotizzare che la logica formale non è quella usata dall'essere umano per ragionare, e hanno prodotto teorie alternative. M.D.Braine (1978) "On the relationship between the natural logic of reasoning and standard logic", Kahneman e Tversky (1973) che hanno teorizzato una logica naturale in cui entrano in gioco meccanismi euristici, Johnson-Laird (1981) con la teoria dei modelli mentali, nella quale il modus tollens è più difficile perchè occorre rendere esplicite (cioè visualizzarne le rappresentazioni) le possibilità mantenute implicite.
Gli studi sono ancora in corso e non c'è una spiegazione certa della differenza tra le due logiche.

Vari esempi di ragionamento
Fallacie

Si definiscono fallacie gli argomenti che sembrano corretti ma non lo sono.

I requisiti che rendono corretta un'inferenza, vale a dire: la validità formale, la validità induttiva, la verità delle premesse, la rilevanza delle premesse per la conclusione, la fecondità della conclusione, possono essere ingannevolmente validi.

Le principali famiglie di fallacie sono: formali, induttive, di falsa premessa, di rilevanza e di circolarità.
E' possibile consultare un elenco piuttosto completo di fallacie (con relativi esempi) a questo indirizzo: Fallacies, oppure a questo: Fallacie argomentative, oppure ancora a questo (parzialmente in italiano): non commetterai fallacie logiche.

Gli esempi più comuni di fallacie:


  • Ad hominem: quando qualcuno attacca la persona invece dell'argomento (es: Marco ha fallito l'ultimo test scolastico; non dovresti fidarti di lui per chiarire i tuoi dubbi.)

  • Ricorso all'autorità: quando un'affermazione è considerata vera perché è verificata da qualcuno che è una "autorità" sull'argomento.

  • Appello all'ignoranza: quando un'affermazione è considerata vera perché non è stato smentita. (es: non vedo alcuna prova per cui gli alieni non esistono, quindi devono esistere!)

Le dieci fallacie più comuni qui.

Si definiscono fallacie gli argomenti che sembrano corretti ma non lo sono. I requisiti che rendono corretta un'inferenza, vale a dire: la validità formale, la validità induttiva, la verità delle premesse, la rilevanza delle premesse per la conclusione e la fecondità della conclusione, possono essere ingannevolmente validi
Come insegnare il modo di scoprire le fallacie
Cliccando sull'immagine si accede a consigli che gli insegnanti possono usare per insegnare ai loro studenti come scoprire le fallacie.
Fallacia "ad hominem"
Strategia di discussione: vinci il confronto con attacchi ad hominem. No, la tua faccia è una fallacia logica!
Un poster con le principali fallacie logiche
Cliccare per approfondire
Efficacia

La forza persuasiva degli argomenti, nei confronti di uno specifico ricevente del quale si conoscono (o si ipotizzano) valori, pregiudizi e desideri, dipende dai seguenti fattori:

  • meno generici sono gli enunciati e più sono forti gli argomenti


  • più sono forti le premesse e deboli le conclusioni e più sono forti gli argomenti nel loro complesso

Esempio sull'efficacia

Premessa maggiore: "il 3% degli italiani ha problemi di diabete" (è un enunciato forte perchè dà una informazione precisa, della cui verità non ci occupiamo in questa analisi ma che supponiamo sia stata verificata)
Premessa minore: "in Italia si consuma molta carne" (è un enunciato meno forte del precedente  perchè generico)
Conclusione
: "probabilmente Il consumo di carne rende diabetici gli italiani" (è un enunciato debole perchè introduce una probabilità, un'incertezza)

Valutazione
: abbiamo un argomento con premesse forti e conclusione debole, valido induttivamente, quindi sicuramente CORRETTO e aspira ad essere forte e persuasivo, cioè diventare un BUON argomento per un certo pubblico.
Esso sarà efficace se il pubblico a cui si rivolge è quello delle persone diabetiche e per i medici che lo considereranno un BUON argomento, sarà un argomento neutro per le persone vegetariane e un cattivo argomento per gli allevatori italiani.

argomenti
No more viruses.
Let's change subject.
Yes. Let's talk about the pandemic.
Quali sono i criteri che guidano la costruzione di un BUON argomento

Ogni "testo argomentativo" si fonda su una tesi che deve essere dimostrata attraverso, in sintesi, l'applicazione del seguente schema:




La formatrice argomentativa Silvia Del Longo, nella sua tesi di dottorato scrive (vedi bibliografia):


L’argomentazione può essere definita come un insieme di pratiche comunicative messe in atto in presenza di una questione controversa rispetto alla quale esiste un disaccordo riconosciuto tra le parti. Essa presuppone un dialogo con un pubblico critico e viene messa in campo allo scopo di convincere tale pubblico della validità di una o più affermazioni in merito alla questione oggetto di discussione.


Esempio di struttura argomentativa
Cliccare per approfondire
Conclusioni (provvisorie): Il ragionamento causale costituisce una pre-condizione per l'inferenza quotidiana dell'essere umano, cioè per l'abduzione.
Viviamo in un mondo sempre più popolato da Fake news, e il dibattito pubblico è saturo di cattivi argomenti, sostiene la filosofa Franca D'Agostini nel libro "Verità avvelenata". Il nostro presente informativo, sembra procedere con un avvelenamento sistematico della verità, secondo i dettami della post-verità, che infestano sia i massmedia che i socialmedia. Molte informazioni che ci arrivano dai social media e dal web sono distorte dai nostri amici/conoscenti o da giornalisti e manipolatori di professione che fanno leva sulle emozioni per ricevere la nostra attenzione. Ma molti di noi non sono ingrado di accorgersi se l'informazione che ci arriva sia basata su argomenti corretti. Ma c'è una via d'uscita: il potere democratico è ancora nelle mani di chi ascolta e valuta gli argomenti dei politici, degli intellettuali, dei manipolatori dell'opinione pubblica. Quanto più si impara a valutare gli argomenti e a conoscere la fragilità e insieme l'imprescindibilità della verità, tanto più si indebolisce il veleno che infetta la comunicazione sia privata che pubblica.
Un argomento è costituito da una o più proposizioni con le quali si cerca di dare fondamento e sostegno a una certa asserzione (o tesi). Si ritiene infatti che, senza tale sostegno, l'asserzione verrebbe rifiutata dal lettore (o interlocutore). La nostra esperienza ci dice che raramente ci imbattiamo in buoni argomenti, più spesso ne leggiamo (o ascoltiamo) di cattivi. Cosa distingue un buon argomento da un cattivo argomento? In particolare tre proprietà: verità, validità ed efficacia. Ma effettuare in ogni discorso o testo, la verifica di queste tre proprietà può rivelarsi difficoltoso, a volte a causa di qualche fallacia logica. Si definiscono fallacie gli argomenti che sembrano corretti ma non lo sono. I requisiti che rendono corretta un'inferenza, vale a dire: la validità formale, la validità induttiva, la verità delle premesse, la rilevanza delle premesse per la conclusione, la fecondità della conclusione, possono essere ingannevolmente validi.
per scaricare le conclusioni (in pdf):
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Libri consigliati
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Spesa annua pro capite in Italia per gioco d'azzardo 1.583 euro, per l'acquisto di libri 58,8 euro (fonte: l'Espresso 5/2/17)

Pagina aggiornata il 9 gennaio 2021

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Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
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