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Coloro cui sfugge completamente l'idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Progettare il futuro con il Cono dei futuri
TEORIE > CONCETTI > FUTURO
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Il Cono dei futuri (Futures Cone) è uno strumento metodologico che proietta la visione del domani verso una rosa di futuri possibili. Diversi esperimenti neuroscientifici hanno accertato nel cervello umano la presenza sistematica di un comportamento "predittivo" dovuto alla necessità evoluzionistica di adattamento all'ambiente. Negli ultimi anni, a seguito di molti esperimenti neuroscientifici (riportati nella pagina "Anticipazione e futuro") è emersa una visione secondo cui la previsione o l'anticipazione rappresenta un principio fondamentale del funzionamento cerebrale dell'essere umano che è “al centro della cognizione”. Inoltre, sul piano sociale, anche per effetto dell'imprevista pandemia di Covid19, si è rafforzata una visione del mondo orientata alla alfabetizzazione culturale sul Futuro ("Futures Literacy"), che consenta l'analisi e la progettazione del futuro in realtà sociali sempre più complesse e investite da fenomeni sconosciuti, rapidi e incerti. I Futures Studies sono un ambito di studio il cui scopo è lo studio sistematico del futuro per anticipare i grandi cambiamenti che potrebbero verificarsi. L'analista Roberto Cobianchi ha scritto: "L’assunto di base è che non esiste un unico futuro. Il futuro non è ancora scritto e può plasmarsi in modi differenti in base a (a) come i trend attuali e le forze di cambiamento si intersecano per rallentare o accelerare i cambiamenti; (b) i segnali deboli che potrebbero diventare mainstream; (c) eventi che potrebbero accadere in modo inaspettato." Insieme alle metodologie per l'analisi e la progettazione del futuro è emerso uno strumento d'indagine chiamato "Cono dei Futuri", ideato dall'analista Joseph Voros e che viene brevemente descritto in questa pagina. L’Unesco ha definito la Future Literacy come “l’abilità che permette alle persone di capire meglio il ruolo che il futuro gioca in ciò che vedono e fanno”. La gente può diventare più esperta ad “usare-il-futuro”, più “futures literate” per i seguenti motivi: il futuro non esiste ancora, si può solo immaginare e gli esseri umani hanno innata proprio questa capacità.  Come risultato sono proprio le persone ad essere in grado di imparare a immaginare il futuro per motivi e in modi diversi diventando di conseguenza più “futures literate”. Considerato come un "modo di conoscere", il Design of Anticipation (DoA) affronta la codificazione della miriade di sistemi di anticipazione, sia consci che inconsci. Il DoA sviluppa, ordina e diffonde descrizioni dei processi/sistemi di anticipazione o di come il dopo-di-adesso entra nella realtà. I recenti progressi nella comprensione della complessità, dell'incertezza e dell'emergenza hanno aperto nuovi modi di definire e utilizzare il futuro. La domanda quindi non è come far fronte a un universo che sembra diventare più complesso, ma come migliorare la nostra capacità di sfruttare l'emergere di novità che ci ha sempre circondati.
future
I got my hand read. It read: "Future currently unavailable"
Il punto chiave
Immagina se potessimo migliorare nell'esplorazione del nostro futuro. Immagina quanto potrebbe essere migliore la nostra società se avessimo creato una varietà di visioni future. Se tutti, non solo quelli con i mezzi, potessero pensare in modo più critico a tutti i loro possibili futuri. (Alida Draudt)
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I risultati futuri possono essere influenzati dalle nostre scelte nel presente. Anche se non possiamo determinare quale futuro di un'infinita varietà possibile si verificherà, tuttavia possiamo influenzare la forma del futuro che si verificherà dalle scelte che facciamo riguardo alle nostre azioni (o inazioni) nel presente (inazione è anche un scelta). Queste scelte hanno delle conseguenze e quindi devono essere fatte più saggiamente che possiamo. [...] Tutto ciò che va oltre il momento presente è un potenziale futuro. Ciò deriva dal presupposto che il futuro è indeterminato e "aperto", non inevitabile o "fisso", che è forse l'assioma fondamentale dei Futures Studies. (Joseph Voros)
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L'Apollo Moon Landing, per esempio, era un futuro preferito del presidente Kennedy che iniziò come meramente possibile ma non ancora plausibile (dal punto di vista del 1961) perché a quel tempo non esistevano ancora le conoscenze per raggiungere l'obiettivo. La conoscenza necessaria è stata creata
durante il decennio degli anni '60 fino a quando l'idea di raggiungere effettivamente l'atterraggio nel lasso di tempo desiderato si è spostata nel regno del
plausibile, quindi del probabile, ed è stata finalmente attualizzata come realtà nel 1969. È ora, naturalmente, un evento chiave nella storia umana. (Joseph Voros)
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La ruota dei futures è una struttura di brainstorming per visualizzare le conseguenze future di una particolare tendenza o evento. (Jerome C. Glenn)
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I Futures Studies sono lo studio del futuro, inteso come molteplicità di futuri possibili, probabili e preferiti. Si indica al plurale (Futures e non Future) per sottolineare che il futuro non è predeterminato come diretta conseguenza dei trend del passato e delle evidenze del presente. Le sue origini vengono fatte risalire al XVI secolo, ma è negli ultimi 50-60 anni che ha visto uno sviluppo notevole a partire dal mondo accademico in particolare nell’ambito delle scienze sociali. (Roberto Cobianchi)
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In ambienti altamente fluidi, come quelli in cui ci troviamo ora, è importante avere un punto di vista sul futuro, anche se questo punto di vista può cambiare in risposta a nuovi contesti. Il futuro è raramente prevedibile, ma questo non deve impedirci di averne una visione e di esplorare continuamente i potenziali scenari futuri. (Roberto Cobianchi)
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Qualsiasi affermazione utile sul futuro dovrebbe inizialmente sembrare ridicola. (James Dater)
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Prendiamo ad esempio la rivista Time del 1966 che dichiarò che "lo shopping a distanza, sebbene del tutto fattibile, fallirà... perché alle donne piace uscire di casa". Voglio dire, sono una donna, mi piace uscire di casa e andare nei boschi per correre o fare escursioni abbastanza spesso, ma sono abbastanza sicura che non intendessero questo. In retrospettiva, hanno perso l'idea che le donne si unissero alla forza lavoro. Mentre quell'affermazione poteva essere del tutto fattibile negli anni '60, oggi potremmo reagire a quell'affermazione con shock e disprezzo. Questo è alla base del punto che sto facendo: le dichiarazioni sul futuro DEVONO essere ridicole per spingerci avanti. (Alida Draudt)
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Il futuro appartiene a coloro che si preparano per esso oggi. (Malcom X)
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L’ottimismo è una strategia per costruire un futuro migliore. Perché se non credi che il futuro possa essere migliore, difficilmente ti sforzerai e ti prenderai la responsabilità di renderlo tale. (Noam Chomsky)
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Alcune persone si connettono regolarmente con il loro sé futuro, ma la maggioranza no. E questo conta, al di là dei legami tra pensiero futuro e maggiore autocontrollo e comportamento pro-sociale. Pensare al futuro di cinque, dieci e trent'anni è essenziale per essere un cittadino impegnato e un risolutore di problemi creativo. La curiosità su ciò che potrebbe accadere in futuro, la capacità di immaginare come le cose potrebbero essere diverse e l'empatia per il nostro sé futuro sono tutti necessari se vogliamo creare un cambiamento nelle nostre vite o nel mondo che ci circonda. (Jane McGonigal)
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Nella misura in cui le persone sentono una maggiore continuità tra il loro sé presente e il loro sé futuro, è più probabile che prendano decisioni pensando al sé futuro. (Hal Hershfield et al.)
L’Unesco ha definito la Future Literacy come “l’abilità che permette alle persone di capire meglio il ruolo che il futuro gioca in ciò che vedono e fanno”. La gente può diventare più esperta ad “usare-il-futuro” per i seguenti motivi: il futuro non esiste ancora, si può solo immaginare e gli esseri umani hanno innata proprio questa capacità (come descritto nella pagina "Anticipazione e futuro")
Cono dei futuri (di Clem Bezold)
Le società hanno sempre sviluppato una loro idea del futuro – dalla visione greca al riconoscimento medioevale del futuro come qualcosa che può essere solo nelle mani di Dio, alle "sorti magnifiche e progressive" della nascente borghesia. Ora stiamo attraversando una fase in cui la capacità di guardare al futuro si è indebolita. A ben guardare, però, abbiamo perso anche la capacità di guardare e imparare dal passato. (Roberto Poli)
Progettare il proprio futuro con il "Cono dei futuri"
Diversi esperimenti neuroscientifici, alcuni dei quali riportati nella pagina "Anticipazione e futuro", hanno accertato nel cervello umano la presenza sistematica di un comportamento "predittivo" dovuto alla necessità evoluzionistica di adattamento all'ambiente. Quando occorre effettuare una scelta in condizioni di rischio, il cervello di un soggetto sano tende a prendere decisioni vantaggiose sulla base delle probabilità di successo che ha imparato implicitamente (cioè in modo inconscio), nel corso di esperienze precedenti. Ecco perchè è utile aver fatto molte esperienze personali: per accumulare (inconsciamente) nella propria memoria di lungo termine un catalogo di fatti significativi ai quali attingere quando è necessario prendere una nuova decisione. Le persone sane sono in grado di attuare comportamenti che accettano esiti positivi ritardati nel tempo in cambio della riduzione del rischio. Per esiti positivi si intende la ricompensa dopaminergica stimolata dall'anticipazione del futuro. Ma indipendentemente dalle  risposte che ogni individuo riesce a dare alle esigenze del proprio futuro personale, esiste un futuro sociale con complessità crescente, che occorre progettare insieme ad altri e richiede di essere analizzato in gruppo, come scrive il matematico e analista di processi aziendali Roberto Cobianchi (vedi bibliografia 2021):

I Futures Studies sono lo studio del futuro, inteso come molteplicità di futuri possibili, probabili e preferiti. Si indica al plurale (Futures e non Future) per sottolineare che il futuro non è predeterminato come diretta conseguenza dei trend del passato e delle evidenze del presente. Le sue origini vengono fatte risalire al XVI secolo, ma è negli ultimi 50-60 anni che ha visto uno sviluppo notevole a partire dal mondo accademico in particolare nell’ambito delle scienze sociali.

Da qualche decennio esitono metodi per progettare e analizzare il futuro che si rivolgono a Istituzioni, Organizzazioni o altre grandi realtà sociali. Riguardo al "Cono di plausibilità", metodo per progettare i Futures Studies, intesi come molteplicità di futuri possibili, probabili e preferiti. Si indica al plurale (Futures e non Future) per sottolineare che il futuro non è predeterminato come diretta conseguenza dei trend del passato e delle evidenze del presente. Roberto Cobianchi scrive (vedi bibliografia 2021):

La prima menzione pubblica del “Cono di Plausibilità” fu fatta da Charles Taylor nel 1988 per illustrare gli scenari geopolitici rappresentati in Alternative World Scenarios for Strategic Planning. Da questo lavoro iniziale di Taylor, molte alternative sono state sviluppate dai futurologi, tra cui Trevor Hancock, Clement Bezold e Joseph Voros.

Una storia della nascita e degli usi del concetto di "Cono dei futuri" l'ha fatta il matematico e pensatore strategico organizzativo Joseph Voros e può essere letta nell'articolo: "The Futures Cone, use and history." Inoltre Roberto Cobianchi, nel descrivere le caratteristiche del cono dei futuri, scrive:

Il vertice del cono identifica il momento presente, l’oggi; osserviamo la realtà, leggiamo di scoperte scientifiche o di proteste sociali, di nuove leggi per la difesa dei diritti umani o di fatti di cronaca drammatici, e ci chiediamo “come sarà il futuro?”. I grandi trend globali, e anche quelli meno evidenti o più locali, ci spingono a domandarci “in che mondo vivranno i nostri figli?“. Siamo, per natura (è un bias), portati a pensare che “prima” si stava meglio, qualunque sia questo “prima” e qualunque fossero le condizioni di vita. Perché “si stava meglio prima”? Perché è sempre difficile accettare il cambiamento; è faticoso, soprattutto quando non capiamo “come” le cose stanno cambiando, quando non riusciamo a intravedere la direzione. Anche quando pensiamo di capire dove stiamo andando, resta uno strato di incertezza che ci mette difficoltà. Il nostro cervello non gradisce l’incertezza, per questo tende a rifugiarsi nel passato: lo conosce, sa come funziona. Nel desiderio di tornare a quando si stava meglio è nascosta la tranquillità di sapere come ci si viveva. La base del cono è l’insieme delle possibili forme che il futuro potrebbe assumere: alcune sono più probabili di altre, altre ancora sono semplicemente assurde. È lo spazio nel quale possiamo agire con la nostra immaginazione, disegnando scenari alternativi e forzando la mente a uscire dai confini di ciò che già vediamo e conosciamo per entrare nello spazio delle possibilità. Lo spazio tra il vertice del cono (TODAY) e la sua base (10 YEARS) è il tempo che abbiamo a disposizione per costruire il futuro desiderato; è lo spazio temporale delle nostre decisioni e azioni. La figura del cono ci suggerisce anche che il futuro non è predeterminato; di conseguenza possiamo intervenire, poco o tanto, per indirizzarlo verso uno scenario preferibile.

Come pensiamo a noi stessi nel futuro? Un avvertimento neurologico.
I nostri sé futuri ci sono estranei. Questa non è una metafora poetica; è un fatto neurologico. Gli studi FMRI suggeriscono che quando immagini il tuo sé futuro, il tuo cervello fa qualcosa di strano: smette di comportarsi come se stessi pensando a te stesso. (Cliccare per approfondire)
Lo psicologo Peter Rendell ed altri hanno condotto uno studio sulla difficoltà che hanno gli anziani ad immaginare il proprio futuro e scrive: "Il pensiero futuro episodico si riferisce al viaggio mentale in avanti nel tempo per pre-vivere un evento e la ricerca emergente suggerisce che questo è più difficile per gli anziani. Abbiamo condotto esperimenti su adulti giovani (n = 24) e anziani (n = 25), ai quali è stato chiesto di costruire a) scenari atemporali, b) scenari futuri e c) una narrazione che coinvolgesse la navigazione. Ognuna di queste condizioni valuta la capacità di costruire e descrivere una scena, ma solo lo scenario futuro richiede un senso soggettivo di sé nel tempo (coscienza autonoetica). La misura composita delle prestazioni ha mostrato che rispetto ai giovani adulti, gli anziani hanno una capacità sostanzialmente ridotta per tutti e tre i tipi di costruzione, suggerendo che la difficoltà legata all'età a immaginare eventi episodici futuri può riflettere un declino cognitivo più generale con l'età. Questi deficit nel pensiero futuro episodico hanno implicazioni per la vita quotidiana degli anziani in termini di anticipazione e pianificazione per il futuro".
I molteplici futuri di Joseph Voros
Il Futures Cone proietta la visione del domani verso una rosa di futuri possibili che Voros ha classificato in questo modo:

Assurdo (Preposterous) – questi sono i futuri che giudichiamo “ridicoli”, “impossibili” o che “non accadrà mai”. Questa categoria nasce in omaggio a James Dator e alla sua Seconda Legge del Futuro – “qualsiasi idea utile sul futuro dovrebbe apparire ridicola” e ad Arthur C. Clarke e alla sua Seconda Legge – “l’unico modo di trovare i limiti del possibile è superarli nell’impossibile “.

Possibile – questi sono i futuri che pensiamo “potrebbero” accadere, in forza di conoscenze future che ancora non possediamo, ma che potremmo un giorno acquisire, in genere sul piano tecnologico e scientifico.

Plausibile – quelli che pensiamo “potrebbero” accadere in base alla nostra attuale comprensione di come funziona il mondo (leggi fisiche, processi sociali, ecc.).

Previsto – il default, il business as usual, il futuro estrapolato come “continuazione del passato attraverso il presente”. Questo singolo futuro viene di solito considerato come “il più probabile” dei futuri probabili a causa di un bias cognitivo che ci fa percepire come più probabile ciò che già conosciamo.

Probabile: quelli che riteniamo “probabili”, generalmente in base alle tendenze attuali (in molti casi quantitative).

Preferibili (o Preferiti) – quelli che pensiamo “dovrebbero accadere”, quelli che vorremmo contribuire a costruire. Oltre alle conoscenze quantitative che sostengono i futuri probabili, qui entrano in gioco le nostre aspettative e desideri sul futuro. Ovviamente c’è anche la classe inversa associata – i futuri non preferiti; una forma “ombra” di futuri anti-normativi che pensiamo non dovrebbe accadere né che possa accadere (ad esempio, vengono in mente scenari di cambiamento climatico globale).
Il cono del futuro: come progettare un futuro
La base del cono è l’insieme delle possibili forme che il futuro potrebbe assumere: alcune sono più probabili di altre, altre sono semplicemente assurde. È lo spazio nel quale possiamo agire con la nostra immaginazione, disegnando scenari alternativi e forzando la mente a uscire dai confini di ciò che già vediamo e conosciamo per entrare nello spazio delle possibilità. Lo spazio tra il vertice del cono (TODAY) e la sua base (10 YEARS) è il tempo che abbiamo a disposizione per costruire il futuro desiderato; è lo spazio temporale delle nostre decisioni e azioni. (Cliccare per approfondire)
Il modo migliore per predire il tuo futuro è crearlo.
(Abraham Lincoln)
Cosa serve per analizzare il contesto e creare il Futuro
Roberto Cobianchi scrive (vedi bibliografia 2021):

Se le caratteristiche del mondo in cui viviamo sono la volatilità, l’incertezza (Uncertainty), la complessità e l’ambiguità (il mondo VUCA), allora le due prime attitudini da acquisire sono la capacità di leggere il contesto anche al di là delle semplici apparenze e la flessibilità di adattare visioni e comportamenti al cambiamento anche improvviso. “Essere flessibili” potrebbe far pensare alla semplice capacità di adattamento: accade qualcosa e modifico l’approccio per non esserne travolto. Però non basta essere reattivi al cambiamento; serve una “flessibilità proattiva”, cioè quella che ci aiuta a perseguire uno scopo adattando il percorso in base alle condizioni di contesto. Come ricorda Bob Johansen nel suo Get There Early, per prosperare in un mondo incerto occorre una chiarezza di visione. Avere una visione chiara significa sapere dove si vuole andare, qual è il Punto B verso il quale strategia e azioni sono orientati. E qui, ecco la prima capacità: quella di imparare a leggere il contesto. In ambienti altamente fluidi, come quelli in cui ci troviamo ora, è importante avere un punto di vista sul futuro, anche se questo punto di vista può cambiare in risposta a nuovi contesti. Il futuro è raramente prevedibile, ma questo non deve impedirci di averne una visione e di esplorare continuamente i potenziali scenari futuri.

Riassumendo, le caratteristiche che occorre creare per analizzare il futuro sono:

  • Sapere dove si vuole andare

  • Capacità di leggere il contesto

  • Flessibilità di adattare visioni e comportamenti al cambiamento

  • Aver maturato una "flessibilità proattiva" (cioè adattare il percorso al contesto)

  • Esplorare continuamente i potenziali scenari futuri
Procedura per progettare futuri, in due fasi
Scrive l'analista Alida Draudt (vedi bibliografia 2017): "Dobbiamo iniziare con una linea di base o un futuro previsto. Questa è la base da cui lanceremo la nostra esplorazione in molti futuri. I molti futuri assumeranno la forma di estremi: prima ci spingeremo oltre i confini per esplorare un'ampia gamma di possibilità. Dopo averne esplorati molti, identificheremo un futuro preferibile. Questo può essere uno dei possibili futuri esplorati in precedenza o una combinazione di diversi. Quindi riporteremo quel futuro preferibile al presente: lo faremo retrocedere per comprendere i passaggi necessari per arrivare al nostro futuro preferito e creare azioni discrete da intraprendere nel presente. Infine, tracceremo le implicazioni di tali azioni. Come sappiamo, tutte le azioni hanno delle conseguenze. Sebbene le azioni che intraprendiamo possano effettivamente portarci al nostro futuro preferibile, potrebbero esserci altre implicazioni che dobbiamo tracciare in modo da poter essere preparati per molte eventualità. Questo passaggio è una specie di prototipazione rapida delle nostre azioni in relazione al nostro futuro".
Quanti futuri sono immaginabili?
futuri
Non c'è crescita nella zona di comfort e non c'è comfort nella zona di crescita
Esplorazione dei vari futuri
Alida Draudt
Alida Draudt: "Un grave errore che commettiamo come esseri umani quando pensiamo al futuro è che tendiamo a basarli su ciò che già sappiamo o abbiamo sperimentato, piuttosto che accettare che il futuro sarà intrinsecamente diverso".
Procedura per progettare futuri: prima fase
Scrive l'analista Alida Draudt (vedi bibliografia 2017): "Alternative Futures è un metodo che utilizza una serie di quattro archetipi per il futuro per suggerire la scelta di scenari. Questo metodo viene utilizzato per massimizzare la differenza creando scenari futuri estremi. I quattro archetipi utilizzati in Alternative Futures sono: Crescita, Vincolo, Collasso e Trasformazione. Lo scenario Crescita è quello in cui alcuni elementi della vita continuano ad aumentare. Negli Stati Uniti, soprattutto nel mondo degli affari, questo è spesso l'unico scenario che possiamo immaginare. Lo scenario Vincolo è quello in cui gli elementi della vita sono gestiti deliberatamente. Prendi, ad esempio, la regolamentazione del governo o del tuo posto di lavoro. Lo scenario del collasso è quello in cui la vita familiare si sta disintegrando, con implicazioni in tutti i settori della vita. Quello che sta accadendo ad Aleppo e nella più ampia Siria [oggi potremmo dire in Afganistan], è un esempio di uno scenario di crollo moderno. E infine, lo scenarioTrasformazione è quello in cui si verifica un cambiamento notevole. Questo cambiamento sta trasformando il nostro modo di pensare. Un esempio è l'improvvisa adozione degli smartphone. Per molti è difficile immaginare la vita senza la tecnologia che portiamo in tasca, eppure non è sempre stato così. [...] Attraverso il metodo Alternative Futures abbiamo appena esplorato quattro mondi futuri molto diversi. Ora è il momento di identificare un futuro preferito. Questo può essere uno dei quattro scenari o una combinazione di tutti. Una volta identificato il nostro futuro preferito, è il momento di fare il backcast di quel futuro per creare passi successivi attuabili nel presente".
Pensare ai vari futuri per dirigersi verso quello preferibile
Procedura per progettare futuri: seconda fase
Scrive Alida Draudt: La Ruota delle Implicazioni (o Ruota del Futuro) è il primo passo per rendere tangibile un futuro preferito. Inizieremo dal cerchio centrale con la nostra azione principale: scrivere un pensiero sulla nostra prospettiva sul design grafico. Ci chiederemo: se scrivo un pensiero, quale potrebbe essere un'implicazione di ciò? Forse trovo che mi piace scrivere tanto quanto mi piace progettare. Ottimo, scriviamolo nel prossimo cerchio. Ci chiediamo ancora, se scopro che mi piace scrivere più di quanto mi piaccia progettare, quale potrebbe essere un'implicazione di ciò? Forse sposterò la mia attenzione quotidiana dal 100% di progettazione al 50/50 di progettazione e scrittura. Lo scriviamo nel prossimo cerchio. E ci chiediamo ancora una volta: se sposto la mia attenzione su 50/50 design e scrittura, quale potrebbe essere un'implicazione di ciò? Forse scriverò il mio primo romanzo l'anno prossimo. Lo scriveremo nell'ultimo cerchio.
Abbiamo appena tracciato un braccio di implicazione su questa ruota, e mentre abbiamo iniziato con un'azione che pensavamo ci avrebbe portato a viaggiare in futuro, in realtà abbiamo intrapreso un percorso completamente diverso verso la scrittura di un romanzo. Ma ci sono molte braccia nella Ruota del Futuro!
Può essere utilizzato per testare tutte le implicazioni che potrebbero derivare da azioni o decisioni, in modo da poter vedere potenziali traiettorie prima di intraprendere queste azioni.
Creare la Ruota delle implicazioni
La World Future Studies Federation (WFSF) è un organismo che sostiene un approccio pluralistico agli studi sul futuro. Essi scrivono: "Gli studi sui futuri sono lo studio sistematico dei futuri possibili, probabili e preferibili, comprese le visioni del mondo e i miti che sono alla base di ogni futuro. Negli ultimi cinquant'anni circa, lo studio del futuro è passato dalla previsione del futuro alla mappatura di futuri alternativi, alla definizione dei futuri desiderati e talvolta all'anticipazione dell'emergenza, ovvero abbracciando la novità, l'incertezza, la complessità e l'emergenza, sia a livelli collettivi esterni, e a livelli individuali interiori
Brainstorming con la Ruota dei futuri
La Ruota dei Futuri è uno strumento standard nella cassetta degli attrezzi di qualsiasi futurologo. È un metodo strutturato per i gruppi che li aiuta a scoprire e mappare le conseguenze di un certo cambiamento o tendenza. È stato sviluppato dal futurologo e filosofo Jerome C Glenn all'inizio degli anni '70 e da allora è stato ampiamente utilizzato dai futurologi.

La Ruota dei Futures è uno strumento con il quale i gruppi che vogliono analizzare la conseguenze di un fenomeno possono sviluppare una mappa delle conseguenze di un terzo o più ordine di un certo cambiamento o tendenza. Il processo può, ad esempio, essere utilizzato per identificare problemi specifici che devono essere affrontati. Ma può anche essere utilizzato per incoraggiare e strutturare gli sforzi di un pensiero più ampio in gruppi più grandi. Dal punto di vista del workshop, la Ruota dei Futures può anche funzionare come primo passo per generare input per altri tipi di strumenti come ad esempio la pianificazione degli scenari. Per gestire un workshop sulla Ruota dei Futures, l'unico requisito è un foglio di grandi dimensioni o una lavagna su cui disegnare. Al centro della lavagna, il facilitatore scrive il cambiamento o la tendenza che verrà analizzata. Per utilizzare la Ruota dei Futuri si può fare riferimento al documento di Jerome C. Glenn (vedi bibliografia 2020).

La pandemia di Covid19 ha cambiato il mondo e il modo di pensare il futuro dell'intera società (politici, economisti, indistriali, sociologi, scienziati, ecc.). L'Institute for the Future (iftf), nel chiedersi cosa succederà dopo la pandemia scrive:

Se la crisi del COVID-19 ci ha insegnato qualcosa, è che la storia del futuro può cambiare in un attimo. E può cambiare in modi che nessuno si aspetta. La lungimiranza in questo momento non consiste nel trovare l'unica strada da percorrere. Si tratta di nutrire le nostre numerose visioni umane di ciò che è possibile ora, l'anno prossimo e nei decenni a venire. Riguarda la diversità delle nostre speranze e dei nostri sogni sulla scia di una pandemia che cambia il mondo.
Mappare le conseguenze del Coronavirus utilizzando Futures Wheel
La Ruota dei Futures è uno strumento standard nella cassetta degli attrezzi di qualsiasi futurologo. È un metodo strutturato per i gruppi che li aiuta a scoprire e mappare le conseguenze di un certo cambiamento o tendenza. È stato sviluppato da Jerome C Glenn all'inizio degli anni '70 e da allora è stato ampiamente utilizzato dai futurologi. (Cliccare per approfondire)
Più di tutto mi ricordo il futuro.
(Salvador Dalì)
Conclusioni (provvisorie): Il futuro non è ancora scritto e può plasmarsi in modi differenti in base alle nostre azioni
Il Cono dei futuri (Futures Cone) è uno strumento metodologico che proietta la visione del domani verso una rosa di futuri possibili. Diversi esperimenti neuroscientifici hanno accertato nel cervello umano la presenza sistematica di un comportamento "predittivo" dovuto alla necessità evoluzionistica di adattamento all'ambiente. Negli ultimi anni, a seguito di molti esperimenti neuroscientifici (riportati nella pagina "Anticipazione e futuro") è emersa una visione secondo cui la previsione o l'anticipazione rappresenta un principio fondamentale del funzionamento cerebrale dell'essere umano che è “al centro della cognizione”. Inoltre, sul piano sociale, anche per effetto dell'imprevista pandemia di Covid19, si è rafforzata una visione del mondo orientata alla alfabetizzazione culturale sul Futuro ("Futures Literacy"), che consenta l'analisi e la progettazione del futuro in realtà sociali sempre più complesse e investite da fenomeni sconosciuti, rapidi e incerti. I Futures Studies sono un ambito di studio il cui scopo è lo studio sistematico del futuro per anticipare i grandi cambiamenti che potrebbero verificarsi. L'analista Roberto Cobianchi ha scritto: "L’assunto di base è che non esiste un unico futuro. Il futuro non è ancora scritto e può plasmarsi in modi differenti in base a (a) come i trend attuali e le forze di cambiamento si intersecano per rallentare o accelerare i cambiamenti; (b) i segnali deboli che potrebbero diventare mainstream; (c) eventi che potrebbero accadere in modo inaspettato." Insieme alle metodologie per l'analisi e la progettazione del futuro è emerso uno strumento d'indagine chiamato "Cono dei Futuri", ideato dall'analista Joseph Voros e che viene brevemente descritto in questa pagina. L’Unesco ha definito la Future Literacy come “l’abilità che permette alle persone di capire meglio il ruolo che il futuro gioca in ciò che vedono e fanno”. La gente può diventare più esperta ad “usare-il-futuro”, più “futures literate” per i seguenti motivi: il futuro non esiste ancora, si può solo immaginare e gli esseri umani hanno innata proprio questa capacità.  Come risultato sono proprio le persone ad essere in grado di imparare a immaginare il futuro per motivi e in modi diversi diventando di conseguenza più “futures literate”. Considerato come un "modo di conoscere", il Design of Anticipation (DoA) affronta la codificazione della miriade di sistemi di anticipazione, sia consci che inconsci. Il DoA sviluppa, ordina e diffonde descrizioni dei processi/sistemi di anticipazione o di come il dopo-di-adesso entra nella realtà. I recenti progressi nella comprensione della complessità, dell'incertezza e dell'emergenza hanno aperto nuovi modi di definire e utilizzare il futuro. La domanda quindi non è come far fronte a un universo che sembra diventare più complesso, ma come migliorare la nostra capacità di sfruttare l'emergere di novità che ci ha sempre circondati.
per scaricare le conclusioni (in pdf):
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Libri consigliati
a chi è interessato a capire come indirizzare il futuro
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Spesa annua pro capite in Italia per gioco d'azzardo 1.583 euro, per l'acquisto di libri 58,8 euro (fonte: l'Espresso 5/2/17)

Pagina aggiornata il 29 dicembre 2021

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Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
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