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Coloro cui sfugge completamente l'idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Il Mondo nuovo di Aldous Huxley, l'antropotecnica e il futuro dell'uomo
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Stiamo entrando in una nuova Era che il filosofo Peter Sloterdjik definisce "antropotecnica", nella quale la tecnica e la tecnologia incrementeranno le potenzialità umane al di là di ogni limite. Per capire cosa Sloterdjik intende per antropotecnica citiamo la filosofa Maria Teresa Pansera: "A partire dalla mano che afferra la pietra, l’uomo ha sempre cercato di superare i limiti imposti dall’ambiente naturale e, attraverso l’uso delle più moderne tecnologie, ha avviato quel processo di “domesticazione” che lo ha portato a far parte del “parco umano”. «Se ‘c’è’ un uomo è solo perché una tecnica l’ha prodotto a partire dalla preumanità», egli, quindi, non si dà mai come semplice essere naturale, ma, al contrario, è sempre il risultato di un artificio, per cui l’agire tecnico è, come sostiene anche Gehlen, la vera essenza dell’uomo, in quanto gli permette di superare i suoi inadattamenti, primitivismi e carenze grazie alla sua capacità di creare un modo culturale." Nel 1932 lo scrittore Aldous Huxley immaginò un mondo nuovo per l'umanità collocandolo temporalmente intorno al 2500 d.C. Si trattava di un mondo basato non solo sugli avanzamenti tecnologici ma, soprattutto, su quelli biologici. Quel libro (Il mondo nuovo) costituisce oggi un monito per l'umanità attuale che si avvia verso nuove, profonde possibilità di modifica del corpo umano basate sulle nanotecnologie molecolari. Il romanzo di Huxley ipotizzava una società nella quale la fecondazione vivipara veniva sostituita da quella artificiale. Gli individui (in embrione) venivano corporalmente "allevati" in speciali incubatori e mentalmente "condizionati" per molti anni con tecniche neopavloviane e ipnotiche. Veniva artificialmente creata una società suddivisa in caste (dalla superiore Alfa Plus e scendendo, via via, a quelle destinate a compiti inferiori quali le Beta, Gamma, Delta, Epsilon). Gli individui vivevano poi una vita sociale predestinata all'interno di ambienti sociali creati appositamente per la loro casta di appartenenza. Una società senza padri, madri, fratelli, sorelle, mariti e mogli né altri vincoli di parentela. Una società che aveva amalgamato tutte le differenze sociali (etniche, culturali, religiose) e nella quale, ad esempio, il governatore europeo aveva nome "Mustafà Mond" confermando le capacità profetiche di Huxley che aveva previsto la crescita dell'influenza musulmana. Lo scopo di quella società era di realizzare la "felicità universale" eliminando emozioni e sentimenti. Per raggiungere lo scopo erano stati aboliti la famiglia, la monogamia, il romanticismo, la storia, la cultura, le religioni, ecc. Era una società basata esclusivamente sul consumo e sulla stabilità. Nel 1958, alla luce della realtà della seconda guerra mondiale, Huxley scrisse un aggiornamento del suo libro: "Ritorno al mondo nuovo", con le sue riflessioni, sulle caratteristiche principali delle sue invenzioni letterarie nel mondo nuovo: sovrappopolazione, superorganizzazione, propaganda, lavaggio dei cervelli, persuasione chimica e subconscia e, infine, i suoi consigli per educare alla libertà. Huxley ha descritto un'umanità priva degli attributi emotivi e mentali che oggi la contraddistinguono, ma il suo “mondo nuovo” del 1932 permette di riflettere sulle caratteristiche umane odierne con gli strumenti aggiornati delle neuroscienze e della psicologia cognitiva.
Ci avviamo verso una società come quella immaginata da Huxley nel "Mondo nuovo"? Cioè una società che per realizzare la "felicità universale" eliminerà emozioni e sentimenti? Una società basata sul consumo e sulla stabilità, per ottenere i quali verranno aboliti la famiglia, la monogamia, il romanticismo, la storia, la cultura, le religioni, ecc. ?
In quale era geologica stiamo entrando?
I quattro miliardi e mezzo della storia geologica della Terra sono divisi in eoni, che si suddividono poi ulteriormente in ere, periodi ed epoche. Ad oggi, la Commissione Internazionale di Stratigrafia classifica l’epoca in cui viviamo come Olocene, l’ultima parte del periodo Quaternario dell’era Cenozoica. L’Olocene è iniziato al termine dell’ultima fase glaciale della Terra, nota anche come glaciazione di Würm, circa 11.500 anni fa. All’interno dell’Olocene si è svolto l’intero sviluppo storico della civiltà umana, che nel senso comune inizia con la scoperta dell’agricoltura, circa 10.000 anni fa. Il termine Antropocene fu utilizzato per la prima volta negli anni Ottanta dal biologo Eugene Stroemer. Ha cominciato però a farsi strada nel dibattito scientifico ed intellettuale soprattutto dall’inizio del nuovo millennio. L’iniziatore fu il Nobel per la chimica Paul Crutzen: durante un convegno sulla biosfera, annunciò che per quanto lo riguardava l’Olocene era da considerarsi concluso. Si era entrati in una nuova epoca geologica della Terra: l’Antropocene. Il geologo Telmo Pievani ha descritto in un interessante podcast l'Antropocene. Il filosofo Marco Pavanini descrive la visione del filosofo Peter Sloterdijk (vedi bibliografia 2020):

Sloterdijk propone una visione sistemica dell’antropocene, come epoca nella quale l’uomo deve riconoscere, da un lato, l’irrimediabile e catastrofica retroattività delle sue azioni sull’intera biosfera; dall’altro, assumere programmaticamente le conseguenze di questa circostanza

L’AWG ha deciso che nel 2021 proporrà formalmente alla Commissione Internazionale di Stratigrafia di aggiungere l’Antropocene all’interno della storia della Terra. L’inizio della nuova era potrebbe coincidere con la metà del ‘900, il momento dal quale, secondo l’AWG, è possibile individuare nelle rocce la presenza di radionuclidi provenienti dalla detonazione della prima bomba atomica della storia.
Il punto chiave
Se ‘c’è’ un uomo è solo perché una tecnica l’ha prodotto a partire dalla preumanità. (Peter Sloterdijk)

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Nel 1932 Aldous Huxley scrisse "Il mondo nuovo", immaginando una società disumanizzata, tecnologicamente avanzata ma con gli uomini ridotti ad automi senza emozioni e sentimenti. Oggi, viviamo in un "mondo nuovo" irretito da tecnologie che si propongono di cambiare la natura umana, un mondo artificiale che prelude a una fase di mutazione umana basata sulle nanotecnologie alla quale le corporation della Silicon Valley si stanno preparando.

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Huxley ha sorvegliato questo confuso mondo in cui viviamo con la fredda obiettività di uno scienziato, col distacco dell'osservatore equilibrato e, d'altro canto, con la sensibilità dell'artista. (Paolo Bonsignore)
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Huxley rappresenta la libertà da ogni sorta di ortodossia, convenzionalità, malafede, rispetto per le forme costituite del sapere e tabù sessuali. (Stephen Spender)
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In 1984 [di Orwell] la brama di potere si soddisfa infliggendo dolore agli altri; nel Mondo nuovo, invece infliggendo una forma di piacere, forse non meno umiliante. (Andrea Coccia)
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Sloterdijk propone una visione sistemica dell’antropocene, come epoca nella quale l’uomo deve riconoscere, da un lato, l’irrimediabile e catastrofica retroattività delle sue azioni sull’intera biosfera; dall’altro, assumere programmaticamente le conseguenze di questa circostanza, al fine di condurre intenzionalmente il corso dello sviluppo planetario verso orizzonti ecosostenibili e capaci di garantire la sopravvivenza a se stesso e al suo mondo-ambiente. (Marco Pavanini)
darwin
They say there is no more money for evolution
Ere geologiche
Quale evoluzione per l'uomo?
Stiamo entrando in una nuova Era che il filosofo Peter Sloterdjik (ved. bibliografia Lucci) definisce "antropotecnica", nella quale la tecnica e la tecnologia incrementeranno le potenzialità umane al di là di ogni limite. Scrive il filosofo Antonio Lucci a proposito delle idee di Sloterdjik (pp. 89-90):


Abbiamo riportato come, secondo Sloterdjik, il processo di antropogenesi, la nascita dell'essere umano propriamente detto, avvenga a partire dalla sua coesistenza già culturale nell'orda. Sarebbe stata la convivenza in entità microsociali ai tempi della preistoria ad aver influito in maniera decisiva sull'evoluzione dell'essere umano, provocando una sua deriva da essere vivente della specie homo sapiens a Uomo. Abbiamo quindi definito l'uomo come l'unico animale che si separa dal corso biologico-evolutivo della propria specie in virtù di un'automanipolazione dovuta al proprio modo di rapportarsi (tecnico) alla natura circostante. Sloterdjik definirà questi processi autoplastici col termine "antropotecniche".


Per capire cosa Sloterdjik intende per antropotecnica citiamo la filosofa Maria Teresa Pansera (vedi bibliografia 2016):

A partire dalla mano che afferra la pietra, l’uomo ha sempre cercato di superare i limiti imposti dall’ambiente naturale e, attraverso l’uso delle più moderne tecnologie, ha avviato quel processo di “domesticazione” che lo ha portato a far parte del “parco umano”. «Se ‘c’è’ un uomo è solo perché una tecnica l’ha prodotto a partire dalla preumanità», egli, quindi, non si dà mai come semplice essere naturale, ma, al contrario, è sempre il risultato di un artificio, per cui l’agire tecnico è, come sostiene anche Gehlen, la vera essenza dell’uomo, in quanto gli permette di superare i suoi inadattamenti, primitivismi e carenze grazie alla sua capacità di creare un modo culturale.

Sloterdjik sviluppa la sua visione nel libro "Devi cambiare la tua vita", di cui la Pansera scrive (vedi bibliografia 2016):

Sviluppare l’omeotecnica diviene una necessità per noi che viviamo quotidianamente nel rischio di una catastrofe ecologica per il nostro pianeta e di un mutamento genetico per la nostra specie; in questa direzione si colloca il testo di Sloterdijk del 2009 "Devi cambiare la tua vita" dove l’antropotecnica assorbe le istanze omeotecniche attraverso una nuova prospettiva che non considera più gli individui nella loro costituzione psico-biologica e sociale, ma nella loro capacità di agire su se stessi attraverso le pratiche filosofiche e l’esercizio atletico.

L'antropotecnica era già stata portata alle sue estreme conseguenze, profeticamente nel 1932, dallo scrittore Aldous Huxley con il libro "Il mondo nuovo", e le prossime conquiste di Intelligenza Artificiale (AI) e di Realtà virtuale (VR) avvieranno un processo di "transumanizzazione" chepromette di potenziare percezione e cognizione umana, prima mediante dispositivi esterni al corpo umano (wearables), poi con dispositivi interni (implantables) impiantandoli nell'organismo.

L'antropotecnica, sarà l'Era nella quale la tecnica e la tecnologia incrementeranno le potenzialità umane al di là di ogni limite. L'antropotecnica era già stata anticipata, profeticamente nel 1932, dallo scrittore Aldous Huxley con il libro "Il mondo nuovo"
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Bucchi
My mistake was to sign up for DNA
Il mondo nuovo di Aldous Huxley e il mondo futuro delle élite della Silicon Valley

Nel 1932 lo scrittore Aldous Huxley immaginò un mondo nuovo per l'umanità collocandolo temporalmente intorno al 2500 d.C. Si trattava di un mondo basato non solo sugli avanzamenti tecnologici ma, soprattutto, su quelli biologici. Quel libro costituisce oggi un monito per l'umanità attuale che si avvia verso nuove, profonde possibilità di modifica del corpo umano basate sulle nanotecnologie molecolari (vedi bibliografia Jacobstein 2006).

Una società perfetta

Il romanzo di Huxley ipotizzava una società nella quale la fecondazione vivipara veniva sostituita da quella artificiale. Gli individui (in embrione) venivano corporalmente "allevati" in speciali incubatori e mentalmente "condizionati" per molti anni con tecniche neopavloviane e ipnotiche.
Veniva artificialmente creata una società suddivisa in caste (dalla superiore Alfa Plus e scendendo, via via, a quelle destinate a compiti inferiori quali le Beta, Gamma, Delta, Epsilon). Gli individui vivevano poi una vita sociale predestinata all'interno di ambienti sociali creati appositamente per la loro casta di appartenenza. Una società senza padri, madri, fratelli, sorelle, mariti e mogli né altri vincoli di parentela. Una società che aveva amalgamato tutte le differenze sociali (etniche, culturali, religiose) e nella quale, ad esempio, il governatore europeo aveva nome "Mustafà Mond" confermando le capacità profetiche di Huxley che aveva previsto la crescita dell'influenza musulmana. Lo scopo di quella società era di realizzare la "felicità universale" eliminando emozioni e sentimenti. Per raggiungere lo scopo erano stati aboliti la famiglia, la monogamia, il romanticismo, la storia, la cultura, le religioni, ecc. Era una società basata esclusivamente sul consumo e sulla stabilità.

L'essere umano disumanizzato di Huxley e l'uomo attuale

Nel 1958, alla luce della realtà della seconda guerra mondiale, Huxley scrisse un aggiornamento del suo libro: "Ritorno al mondo nuovo", con le sue riflessioni, sulle caratteristiche principali delle sue invenzioni letterarie nel mondo nuovo: sovrappopolazione, superorganizzazione, propaganda, lavaggio dei cervelli, persuasione chimica e subconscia e, infine, i suoi consigli per educare alla libertà.
Huxley ha descritto un'umanità priva degli attributi emotivi e mentali che oggi la contraddistinguono, ma il suo “mondo nuovo” del 1932 permette di riflettere sulle caratteristiche umane odierne con gli strumenti aggiornati delle neuroscienze e della psicologia cognitiva.
Ad esempio, oggi sappiamo che la capacità decisionale umana è affidata alle emozioni (Damasio 2003) e che la razionalità è un'illusione del positivismo (Simon 1955). Le emozioni (positive e negative) sono il punto di congiunzione tra mente e corpo e costituiscono l'essenza dell'umanità attuale, ciò che distingue un uomo da un automa e ciò che permea i suoi comportamenti (anche quelli che vengono chiamati razionali), e la psicologia cognitiva ne ha studiato l'origine (Buss 2007, Cosmides e Tooby 1997).

Per questi motivi buona parte dell'umanità attuale è fortemente condizionabile, manipolabile e "programmabile" quanto quella creata da Huxley (Lippman 1922, Vance 1957, Edelman 1967, ecc). I bias cognitivi della mente umana, maturati nel corso dell'evoluzione come effetto collaterale di comportamenti utili alla sopravvivenza, non sono facilmente contrastabili (Kahneman e Tversky 1973), e sta per avviarsi quella rivoluzione biologica che consentirà sperimentazioni senza precedenti.

Per un'analisi dell'opera narrativa e saggistica di Aldous Huxley consiglio l'ottima tesi di laurea di Paolo Bonsignore (vedi bibliografia 1996).
Ci avviamo verso una società come quella immaginata da Huxley nel "Mondo nuovo"? Cioè una società che per realizzare la "felicità universale" eliminerà emozioni e sentimenti? Una società basata sul consumo e sulla stabilità, per ottenere i quali verranno aboliti la famiglia, la monogamia, il romanticismo, la storia, la cultura, le religioni, ecc. ?
L'uomo del futuro sarà ibrido? (l'opinione di Google)
Il futurologo Ray Kurzweil (dal 2012 ingegnere capo di Google) sostiene, nel suo libro "La singolarità", che il balzo tecnologico-evoluzionistico basato sull'interazione tra genetica, nanotecnologie e robotica, consentirà di "costruire" già dal 2030 individui ibridi che trascenderanno le nostre radici biologiche. Tali ibridi avranno dei nanobot (a base di DNA) nel sangue che, attraverso il flusso sanguigno, si distribuiranno in tutto il corpo umano innalzandone le difese immunitarie. Alcuni nanobot potranno agire nella neocorteccia, collegandosi con le piattaforme cloud, e incrementando l'intelligenza dell'essere umano (un progetto che Elon Musk ha già realizzato con la sua azienda Neuralink).
Conclusioni (provvisorie): il “mondo nuovo” di Alcous Huxley del 1932 permette di riflettere sulle caratteristiche umane odierne (e di quelle che verranno) con gli strumenti aggiornati della genetica, delle neuroscienze e della psicologia cognitiva
Stiamo entrando in una nuova Era che il filosofo Peter Sloterdjik definisce "antropotecnica", nella quale la tecnica e la tecnologia incrementeranno le potenzialità umane al di là di ogni limite. Per capire cosa Sloterdjik intende per antropotecnica citiamo la filosofa Maria Teresa Pansera: "A partire dalla mano che afferra la pietra, l’uomo ha sempre cercato di superare i limiti imposti dall’ambiente naturale e, attraverso l’uso delle più moderne tecnologie, ha avviato quel processo di “domesticazione” che lo ha portato a far parte del “parco umano”. «Se ‘c’è’ un uomo è solo perché una tecnica l’ha prodotto a partire dalla preumanità», egli, quindi, non si dà mai come semplice essere naturale, ma, al contrario, è sempre il risultato di un artificio, per cui l’agire tecnico è, come sostiene anche Gehlen, la vera essenza dell’uomo, in quanto gli permette di superare i suoi inadattamenti, primitivismi e carenze grazie alla sua capacità di creare un modo culturale." Nel 1932 lo scrittore Aldous Huxley immaginò un mondo nuovo per l'umanità collocandolo temporalmente intorno al 2500 d.C. Si trattava di un mondo basato non solo sugli avanzamenti tecnologici ma, soprattutto, su quelli biologici. Quel libro (Il mondo nuovo) costituisce oggi un monito per l'umanità attuale che si avvia verso nuove, profonde possibilità di modifica del corpo umano basate sulle nanotecnologie molecolari. Il romanzo di Huxley ipotizzava una società nella quale la fecondazione vivipara veniva sostituita da quella artificiale. Gli individui (in embrione) venivano corporalmente "allevati" in speciali incubatori e mentalmente "condizionati" per molti anni con tecniche neopavloviane e ipnotiche. Veniva artificialmente creata una società suddivisa in caste (dalla superiore Alfa Plus e scendendo, via via, a quelle destinate a compiti inferiori quali le Beta, Gamma, Delta, Epsilon). Gli individui vivevano poi una vita sociale predestinata all'interno di ambienti sociali creati appositamente per la loro casta di appartenenza. Una società senza padri, madri, fratelli, sorelle, mariti e mogli né altri vincoli di parentela. Una società che aveva amalgamato tutte le differenze sociali (etniche, culturali, religiose) e nella quale, ad esempio, il governatore europeo aveva nome "Mustafà Mond" confermando le capacità profetiche di Huxley che aveva previsto la crescita dell'influenza musulmana. Lo scopo di quella società era di realizzare la "felicità universale" eliminando emozioni e sentimenti. Per raggiungere lo scopo erano stati aboliti la famiglia, la monogamia, il romanticismo, la storia, la cultura, le religioni, ecc. Era una società basata esclusivamente sul consumo e sulla stabilità. Nel 1958, alla luce della realtà della seconda guerra mondiale, Huxley scrisse un aggiornamento del suo libro: "Ritorno al mondo nuovo", con le sue riflessioni, sulle caratteristiche principali delle sue invenzioni letterarie nel mondo nuovo: sovrappopolazione, superorganizzazione, propaganda, lavaggio dei cervelli, persuasione chimica e subconscia e, infine, i suoi consigli per educare alla libertà. Huxley ha descritto un'umanità priva degli attributi emotivi e mentali che oggi la contraddistinguono, ma il suo “mondo nuovo” del 1932 permette di riflettere sulle caratteristiche umane odierne con gli strumenti aggiornati delle neuroscienze e della psicologia cognitiva.
Ci avviamo verso una società come quella immaginata da Huxley nel "Mondo nuovo"? Cioè una società che per realizzare la "felicità universale" eliminerà emozioni e sentimenti? Una società basata sul consumo e sulla stabilità, per ottenere i quali verranno aboliti la famiglia, la monogamia, il romanticismo, la storia, la cultura, le religioni, ecc. ?
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Pagina aggiornata il 18 maggio 2021

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Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
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