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Coloro cui sfugge completamente l'idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Framing: come gestire la nostra comprensione degli eventi (frames), e la nostra comunicazione (evitando fakenews)
TEORIE > CONCETTI > INCONSCIO e COSCIENZA
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Come ognuno di noi interpreta la realtà in cui vive e che sperimenta quotidianamente? I "frame" sono strutture basilari della comprensione che danno un senso agli eventi, infatti non ci si può muovere in nessuna realtà se prima non la si comprende. Il framing è quello sforzo che ogni persona compie ogni volta che si trova in un nuovo contesto e consiste nel riconoscere "cosa sta accadendo in quel contesto". I frame hanno una natura euristica, cioè sono scorciatoie mentali che consentono di interpretare rapidamente nuove informazioni e situazioni, e per questo motivo essi appartengono al pensiero intuitivo (Sistema 1), sono inconsci e non fruiscono di elaborazione razionale (Sistema 2). Il concetto di "frame" venne introdotto dall'antropologo e filosofo Gregory Bateson nel 1972. Bateson dimostrò che nessuna comunicazione, sia verbale che non verbale, potrebbe essere compresa senza un messaggio metacomunicativo che spieghi quale frame interpretativo applicare alla comunicazione. Egli derivò tale conclusione osservando allo Zoo di San Francisco il gioco di alcune scimmie, su cui scrisse: "Quello in cui mi imbattei allo zoo è un fenomeno ben noto a tutti: vidi due giovani scimmie che giocavano. Era evidente, anche all'osservatore umano, che la sequenza nel suo complesso non era un combattimento, ed era evidente all'osservatore umano che, per le scimmie che vi partecipavano, questo era "non combattimento". Ora questo fenomeno, il gioco, può presentarsi solo se gli organismi partecipanti sono capaci in qualche misura di metacomunicare, cioè di scambiarsi segnali che portino il messaggio: "Questo è un gioco". Il metamessaggio metteva ogni scimmia in grado di decifrare l'intenzione "non ostile" dei comportamenti delle altre scimmie. Questa osservazione permise a Bateson di chiarire il significato di comunicazione. Egli scrisse: "Se si riflette sull'evoluzione della comunicazione, è evidente che una fase molto importante in questa evoluzione viene raggiunta quando l'organismo cessa a poco a poco di rispondere 'automaticamente' ai segni dello stato di umore dell'altro, e diviene capace di riconoscere che il segno è un segnale, di riconoscere cioè, che i segnali dell'altro individuo, e anche i suoi, sono soltanto segnali, che possono essere creduti, non creduti, contraffatti, negati, amplificati, corretti, e così via. E' chiaro che questa consapevolezza che i segnali sono segnali non è affatto completa, neppure tra gli uomini. Troppo spesso noi tutti reagiamo in modo automatico ai titoli dei giornali, come se questi stimoli fossero indicazioni oggettive dirette di eventi del nostro ambiente, piuttosto che segnali elaborati e trasmessi da creature le cui motivazioni sono altrettanto complesse delle nostre." Nella realtà odierna, che è basata su un'informazione eccessiva e multimediale, si dovrebbe ricordare spesso ai cittadini che "Questo è gioco" dove il rischio di manipolazione è crescente e occorre attivare un pensiero critico, come suggerito dal decalogo "antibufale" del MIUR.
Non capire il contesto...
Altan
It's a whole life that I hide my head and now they warn me that it was shit, not sand.
Punti chiave
I "frame" sono strutture basilari della comprensione che danno un senso agli eventi, infatti non ci si può muovere in nessuna realtà se prima non la si comprende. Il framing è quello sforzo che ogni persona compie ogni volta che si trova in un nuovo contesto e consiste nel riconoscere "cosa sta accadendo in quel contesto". (Erving Goffman Frame Analysis p. 53)
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E' evidente che mentre anche i migliori leader non sempre possono controllare gli eventi, essi possono (e lo fanno), influenzare come le situazioni sono viste e interpretate. (Gail Fairhurst, Robert Sarr)
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Uno studio del 2010 (Cheng F, Wu C.) ha rilevato che "le persone coinvolte in un problema sono più motivate a elaborare sistematicamente messaggi persuasivi e sono più interessate ad acquisire informazioni sul prodotto rispetto alle persone meno coinvolte nel problema". Ciò che possiamo trarre da questi risultati è che dovremmo riflettere sulle nostre scelte riguardanti un problema e cercare di diventare più informati su di esso. Una strategia più specifica, in linea con questo approccio più generale, è quella di fornire motivazioni per le nostre scelte. (The Decision Lab)
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Per "frame" si intende la selezione di alcuni aspetti di una realtà percepita per renderli più salienti in un testo, in modo da promuovere una particolare definizione del problema, un'interpretazione causale, una valutazione morale, e/o una raccomandazione per l'elemento descritto. (Robert Entman)
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Se in una società prevale un particolare modo di interpretare la realtà, possiamo affermare di essere in presenza di una forma di pensiero unico che si esercita grazie ad un’egemonia cognitiva: non vi è infatti un controllo diretto dei comportamenti delle persone, bensì una direzione delle conoscenze e, attraverso queste, delle coscienze. Caratteristica distintiva dell’egemonia cognitiva è di esulare dalla consapevolezza, in quanto è essa stessa a costruire il quadro entro cui si produce la consapevolezza della realtà sociale. In questo senso si distingue dall’ideologia per differenze sottili ma determinanti: infatti, se l’ideologia cerca di imporsi come unica forma di pensiero accettabile, l’egemonia cognitiva mira a porsi inavvertitamente come unica forma di pensiero possibile; se la prima si manifesta apertamente in ogni ambito che riesce a raggiungere, la seconda pervade silenziosamente lo spazio sociale: la sua invisibilità è condizione per la sua efficacia. (Lorenzo De Cani)
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Gli effetti del framing si verificano quando le persone danno risposte diverse a problemi strutturalmente simili a seconda della loro "cornice". (Hugo Mercier, Dan Sperber)
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Troveremo che il mondo della vita di tutti i giorni, il mondo del senso comune, ha una posizione suprema tra le varie province di realtà, poichè solo all'interno di esso diventa possibile la comunicazione con i nostri simili. (Erving Goffman Frame Analysis p.49)
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Il mio fine è provare a isolare alcune delle strutture basilari della comprensione disponibili nella nostra società per dare un senso agli eventi, e analizzare le particolari vulnerabilità a cui questi frames di riferimento sono soggetti. Comincio con il fatto che mentre dal particolare punto di vista di un individuo potrebbe momentaneamente sembrare che stia realmente capitando qualcosa, di fatto ciò che sta realmente accadendo è semplicemente un gioco o un sogno, un incidente o un errore, un fraintendimento o un inganno o una rappresentazione teatrale e così via. L'attenzione verrà rivolta a tutto ciò che riguarda il nostro senso di ciò che sta accadendo che lo rende così bisognoso di queste varie reinterpretazioni. (Erving Goffman Frame Analysis p. 53)
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La ricerca scientifica mette in evidenza il ruolo centrale di specifici processi psicologici, in particolare quelli legati al Sé, nelle varie forme di sofferenza e fioritura umana. Questa visione è condivisa dal buddismo e da altre tradizioni contemplative e umanistiche, che hanno sviluppato pratiche di meditazione per regolare questi processi. Suggeriamo che la meta-consapevolezza, la presa di prospettiva, la rivalutazione cognitiva e l'autoindagine possono essere meccanismi importanti in specifiche famiglie di meditazione e che le alterazioni in questi processi possono essere utilizzate per colpire stati di fusione esperienziale, schemi del sé disadattivi. (Cortland J. Dahl, Antoine Lutz, Richard J. Davidson)
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La meditazione, concettualizzata come decondizionamento della mente predittiva, può fornire un metodo unico per indagare scientificamente la plasticità e l'automaticità dell'elaborazione predittiva rivelando ciò che è suscettibile di cambiare dall'interno e ciò che non lo è. (Ruben E. Laukkonen, Helen A. Slagter)
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La ricerca scientifica sugli effetti della meditazione è agli inizi. Sebbene i risultati preliminari suggeriscano che la meditazione e altre forme di allenamento mentale possono produrre cambiamenti dimostrabili nell'esperienza soggettiva, nel comportamento, nei modelli di attività neurale e nella biologia periferica, sono ancora necessari studi rigorosi per scoprire i meccanismi precisi alla base di questi cambiamenti. In particolare, studi randomizzati, gruppi di controllo attivo e studi longitudinali che esaminano i cambiamenti all'interno e tra i soggetti nel tempo, nonché i confronti tra le pratiche, saranno particolarmente importanti nel determinare l'efficacia dei paradigmi di allenamento alla meditazione. Inoltre, sono necessari i correlati soggettivi, comportamentali e clinici dei cambiamenti neurali legati alla meditazione per valutare l'impatto dei diversi stili di meditazione. (Cortland J. Dahl, Antoine Lutz, Richard J. Davidson)
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Il nostro studio ha evidenziato che un uso compulsivo e incontrollato di Instagram - dice Natale Canale del Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell’Università di Padova - può accentuare i vissuti negativi circa il corpo, spingendo così le nostre partecipanti a pensare d’intraprendere degli interventi di chirurgia estetica. Occorre educare ad un uso più consapevole e funzionale di Instagram per scongiurare possibili perdite di controllo circa l’utilizzo del social media e serie compromissioni della vita individuale e sociale. Ritengo inoltre utile aprire una discussione circa possibili leggi specifiche che possano favorire una maggiore bellezza reale con una nuova policy di body neutrality sulle orme di alcuni paesi – ad esempio Norvegia e Regno Unito. (Unipd)
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Gli analfabeti del XXI secolo non saranno quelli che non sanno leggere e scrivere, ma quelli che non saranno in grado di imparare, disimparare e reimparare (Alvin Toffler)
Il principio che guida la società
framing
Vedere il bicchiere mezzo pieno, e comunicarlo, rende il messaggio più persuasivo, perchè l'essere umano è, evolutivamente (euristicamente), contrario alla perdita.
Cos'è il framing: l'organizzazione dell'esperienza, le narrazioni prevengono che il mondo possa sconvolgerci
Il framing è, in generale, l'organizzazione mentale che ogni individuo fa della propria esperienza, nel mondo in cui vive. In pratica il framing è quel processo inevitabile di attribuzione di significati che ogni persona fa nel corso della propria vita. Si tratta della vita stessa e del modo in cui nella mente di ogni persona vanno ad affastellarsi le informazioni che riceve dall'ambiente, vivendo, interpretando  e facendo esperienze di ogni natura. Solo recentemente (negli anni '80), con gli esperimenti degli psicologi Daniel Kahneman e Amos Tverski, l' "effetto framing" ha assunto una connotazione più rivolta ai contesti decisionali e specifica delle scienze comportamentali, in quanto è stato impiegato per spiegare che le decisioni delle persone sono influenzate dalle condizioni con le quali vengono presentate le informazioni. Il ruolo comunicativo, infatti, sta diventato primario anche per l'opinione pubblica, sia per l'influenza crescente della pubblicità, sia per l'incremento delle "fake news" che sembrano dominare l'informazione soprattutto sui social networks. Questo secondo ambito in cui il framing ha un peso crescente, vale a dire la "comunicazione", sta provocando effetti sempre maggiori in una società sempre più informatizzata, interconnessa e globalizzata. Della normalità e della scontatezza con cui ognuno di noi affronta le situazioni quotidiane, quasi senza pensarci, parla il libro "Frame Analysis" di Erving Goffman, che descrive con un elevato livello di dettagli anche bizzarri, cos'è il framing.

Il sociologo Erving Goffman, nell'introduzione al suo libro "Frame Analysis" (p.47) scrive:


Presumibilmente una "definizione della situazione" può essere trovata quasi sempre, ma quelli che si trovano nella situazione normalmente non creano questa definizione, anche se si può dire che la loro società lo fa spesso; comunemente tutto ciò che fanno è valutare correttamente la situazione per poi agire in modo appropriato. E' vero che noi negoziamo personalmente tutti gli accordi secondo cui viviamo, ma spesso una volta negoziati, continuiamo meccanicamente come se niente fosse.


Questo accade perchè il framing è euristico e, una volta creato scivola nell'inconscio

Goffman chiarisce inoltre le intenzioni del suo libro "Frame Analysis" scrivendo (p. 57):

In tutto il libro è fatto considerevole uso di aneddoti citati dalla stampa e da libri del genere biografico. Sarebbe difficile trovare dati con meno valore apparente. Ovviamente, gli eventi casuali che sono tipici o caratteristici non fanno notizia proprio per quel motivo, solo quelli straordinari fanno notizia, e anche questi sono soggetti alla violenza editoriale usata comunemente dai gentili scrittori. La nostra comprensione del mondo precede queste storie, determinando quali di queste verranno selezionate dai giornalisti e come saranno raccontate quelle selezionate. [...] La progettazione di questi eventi riferiti è pienamente rispondente alle nostre esigenze che non ricercano fatti ma esemplificazioni. Il loro essere raccontate dimostra il potere delle nostre idee convenzionali di fronteggiare i bizzarri potenziali della vita sociale, i limiti più lontani dell'esperienza. Ciò che sembra essere allora una minaccia al nostro modo di dare un senso al mondo si rivela essere una difesa di esso ingegnosamente selezionata. Noi affidiamo queste storie al vento; esse prevengono che il mondo ci sconvolga. Generalmente non presento questi aneddoti come prove o dimostrazioni, ma come descrizioni chiarificatrici, come fantasie di frame che riescono, attraverso le centinaia di libertà prese dai loro narratori, a celebrare le nostre credenze riguardo al lavorio del mondo.

Nelle notizie, l'essere umano non cerca fatti, ma solo esemplificazioni

Le nostre decisioni vengono influenzate dal modo in cui le informazioni vengono presentate, ad esempio, nella seguente figura, viene preferita l'immagine di destra che propone uno yogurt con l'80% di grasso in meno piuttosto che quello di sinistra con la presenza del 20% di grasso, anche se l'informazione presenta due prodotti perfettamente uguali in termini di contenuto grasso:



Le decisioni basate sull'effetto framing vengono prese concentrandosi sul modo in cui le informazioni vengono presentate anziché sull'informazione stessa. Il motivo per cui ciò accade è stato spiegato dagli psicologi Danel Kahneman e Amos Tverski in un articolo (vedi bibliografia 1981) e, soprattutto con la Teoria del Prospetto. Secondo questa teoria, una perdita è percepita come più significativa, e quindi più degna di essere evitata, di un guadagno equivalente. Si preferisce un guadagno sicuro a uno probabile, e una perdita probabile a una perdita certa. Poiché vogliamo evitare perdite sicure, cerchiamo opzioni e informazioni con un certo guadagno. Il modo in cui qualcosa è strutturato può influenzare la nostra certezza che porterà guadagni o perdite. Questo è il motivo per cui lo troviamo interessante quando vengono evidenziate le caratteristiche positive di un'opzione invece di quelle negative. L'euristica della disponibilità è la nostra tendenza a utilizzare le informazioni che vengono in mente rapidamente e facilmente quando si prendono decisioni sul futuro. Gli studi hanno dimostrato che l'effetto framing è più prevalente negli anziani che hanno risorse cognitive più limitate e che quindi preferiscono le informazioni presentate in un modo che sia loro facilmente accessibile.

sopravvalutare il modo in cui qualcosa viene detto (il suo incorniciamento) può farci sottovalutare ciò che
viene detto, che di solito è più importante

In generale, per parlare della vita umana, occorre far ricorso alla filosofia e io scelgo di avvalermi delle idee del filosofo Robert Nozick, anche per la sua attenzione al concetto di esperienza che ha espresso nella "Macchina dell'esperienza", che risulterà utile nelle future riflessioni applicative del "Metaverso".
Robert Nozick, nell'introduzione al libro "La vita pensata"(pp.3-4), scrive:

Quando a guidarci nella vita è l'immagine del mondo che ci siamo fatti durante l'adolescenza o nei primi anni dell'età adulta, un'immagine non perfettamente matura, allora perdiamo anche qualcosa. Freud ha descritto con molta efficacia l'influsso potente e durevole di un'età ancora precedente, il modo in cui gli appassionati desideri del bambino, una comprensione insufficiente, un ristretto ambito affettivo, la limitatezza delle opportunità e degli strumenti d'azione si fissano sulla vita emotiva e sui suoi atteggiamenti da adulto e continuano a condizionarli. E' una situazione (come minimo) disdicevole: progettereste voi una specie intelligente perennemente plasmata sulla sua infanzia, una specie le cui emozioni non avessero mai una caduta di intensità e in cui regole e limiti potessero essere invocati solo con gran difficoltà? Una cosa simile vale per i primi anni dell'età adulta: non è un insulto pensare che i giovani non possono ancora saperne abbastanza per decidere o comprendere l'intero corso di una vita. Sarebbe triste se strada facendo non si apprendesse niente di importante sull'esistenza.
Il filosofo Robert Nozick scrive: "Quando a guidarci nella vita è l'immagine del mondo che ci siamo fatti durante l'adolescenza o nei primi anni dell'età adulta, un'immagine non perfettamente matura, allora perdiamo anche qualcosa. Freud ha descritto con molta efficacia l'influsso potente e durevole di un'età ancora precedente, il modo in cui gli appassionati desideri del bambino, una comprensione insufficiente, un ristretto ambito affettivo, la limitatezza delle opportunità e degli strumenti d'azione si fissano sulla vita emotiva e sui suoi atteggiamenti da adulto e continuano a condizionarli. E' una situazione (come minimo) disdicevole: progettereste voi una specie intelligente perennemente plasmata sulla sua infanzia, una specie le cui emozioni non avessero mai una caduta di intensità e in cui regole e limiti potessero essere invocati solo con gran difficoltà? "
Quali sono i principali fattori che influenzano la mente di una persona
La Teoria Cognitiva Sociale è l'interazione dinamica tra fattori personali, ambiente e comportamento. La caratteristica unica della teoria cognitiva sociale è l'enfasi sull'influenza sociale e la sua enfasi sul rinforzo sociale esterno e interno. La teoria considera il modo unico in cui gli individui acquisiscono e mantengono il comportamento, considerando anche l'ambiente sociale in cui gli individui eseguono il comportamento. La teoria tiene conto delle esperienze passate di una persona, che determinano se si verificherà un'azione comportamentale. Queste esperienze passate influenzano rinforzi e aspettative, che determinano se una persona si impegnerà in un comportamento specifico e le ragioni per cui una persona si impegna in quel comportamento.
Comunicazione e metacomunicazione

Il concetto di "frame" venne introdotto dall'antropologo, biologo, psicologo, ecc. Gregory Bateson nel 1972 nel capitolo "Una teoria del gioco e della fantasia" del libro "Verso un'ecologia della mente (pp. 216-235)". Bateson dimostrò che nessuna comunicazione, sia verbale che non verbale, potrebbe essere compresa senza un messaggio metacomunicativo che spieghi quale frame interpretativo applicare alla comunicazione. Egli derivò tale conclusione osservando allo Zoo di San Francisco il gioco di alcune scimmie (p. 219):


Quello in cui mi imbattei allo zoo è un fenomeno ben noto a tutti: vidi due giovani scimmie che giocavano, cioè erano impegnate in una sequenza interattiva, le cui azioni unitarie, o segnali, erano simili, ma non identiche, a quelle del combattimento. Era evidente, anche all'osservatore umano, che la sequenza nel suo complesso non era un combattimento, ed era evidente all'osservatore umano che, per le scimmie che vi partecipavano, questo era "non combattimento". Ora questo fenomeno, il gioco, può presentarsi solo se gli organismi partecipanti sono capaci in qualche misura di metacomunicare, cioè di scambiarsi segnali che portino il messaggio: "Questo è un gioco". [this is play]


Il metamessaggio metteva ogni scimmia in grado di decifrare l'intenzione "non ostile" dei comportamenti delle altre scimmie. Questa osservazione permise a Bateson di chiarire il significato di comunicazione. Egli scrisse (p. 217):


Se si riflette sull'evoluzione della comunicazione, è evidente che una fase molto importante in questa evoluzione viene raggiunta quando l'organismo cessa a poco a poco di rispondere 'automaticamente' ai segni dello stato di umore dell'altro, e diviene capace di riconoscere che il segno è un segnale, di riconoscere cioè, che i segnali dell'altro individuo, e anche i suoi, sono soltanto segnali, che possono essere creduti, non creduti, contraffatti, negati, amplificati, corretti, e così via. E' chiaro che questa consapevolezza che i segnali sono segnali non è affatto completa, neppure tra gli uomini. Troppo spesso noi tutti reagiamo in modo automatico ai titoli dei giornali, come se questi stimoli fossero indicazioni oggettive dirette di eventi del nostro ambiente, piuttosto che segnali elaborati e trasmessi da creature le cui motivazioni sono altrettanto complesse delle nostre.

Metacomunicazione: il significato attribuito alla comunicazione
Una fase molto importante dell'evoluzione viene raggiunta quando l'organismo diviene capace di riconoscere che il segno è un segnale, di riconoscere cioè, che i segnali dell'altro individuo, e anche i suoi, sono soltanto segnali, che possono essere creduti, non creduti, contraffatti, negati, amplificati, corretti, e così via
Ciò che non può essere capito in un contesto, lo sarà in un altro

Successivamente il concetto di frame venne ripreso dal sociologo Erving Goffman che lo applicò alla realtà umana e definì l'importanza di "incorniciare" le situazioni sociali al fine di comprenderne il significato. Secondo Goffman se ognuno di noi non facesse questo "lavoro di inquadramento" della realtà quotidiana, non sarebbe in grado di capire il mondo in cui si trova. Questa capacità non è innata ma si costruisce lentamente, utilizzando esperienze precedenti e interagendo con altre persone.

Anche tra gli umani ogni processo comunicativo è suddiviso in due livelli: comunicazione e metacomunicazione. Come scrive lo psicologo Luigi Anolli nel libro "Fondamenti di psicologia della comunicazione (p. 34):


Quando si passa al livello della metacomunicazione, l'oggetto della comunicazione diventa la cornice (o frame) in base alla quale intendere o interpretare il messaggio stesso. Infatti, la metacomunicazione "inquadra" e fornisce un orizzonte di riferimento alla comunicazione. In questo processo l'attenzione si sposta dall'informazione e dai contenuti trasmessi, alla "relazione interpersonale" che si crea fra due o più interlocutori nel momento stesso che comunicano fra loro. Per esempio, a un commento informativo della moglie come:

Moglie: se non chiudi adagio lo sportello dell'armadio, si rompono le cerniere

Il marito può cogliere il tono seccato della moglie e fornire una risposta che segna il passaggio alla metacomunicazione e che sposta lo scambio comunicativo sulla loro relazione come:

Marito: Anche quando mi devi dire qualcosa, continui a farmi dei rimproveri e a trattarmi come un bambino


Una volta creato il frame della situazione, possiamo utilizzarlo con un'attività che Goffman ha chiamato "keying", cioè trasformando il contenuto del frame. Ad esempio, come nella deduzione di Bateson scaturita dall'osservazione del gioco delle scimmie, "mettere in chiave" un frame significa creare uno strato di possibilità all'interno del frame, che consente alle scimmie di scegliere un comportamento giocoso e benevolo o uno guerresco e violento. I frame fanno parte del senso comune che viene alimentato dal sistema mediatico. Goffman espresse le sue idee nel suo libro più ambizioso "Frame Analysis" che il sociologo Massimo Cerulo così descrive (p. 21 ):


Il libro, che risente dell’influsso esercitato sull’autore dalla fenomenologia e da materie come l’etologia e la linguistica, analizza, come scrive lo stesso Goffman in una incredibile, per forme e significati, introduzione, l’organizzazione dell’esperienza; in particolare l’attenzione è rivolta alle credenze, alle categorie mentali, all’attivo riflettere con cui ci rappresentiamo come la società lavora e mediante cui attribuiamo un senso al mondo. Frame Analysis è un libro di non facile lettura (a differenza delle altre opere goffmaniane); è un libro che parla di psicologia cognitiva, di sociologia e di antropologia; è un libro che trae le sue basi dalle teorie e dagli interessi di studiosi come Brentano, Husserl, Wittgenstein, Austin e, soprattutto, William James e Alfred Schutz. Ma nello stesso tempo è un libro bellissimo. E’ come se l’autore dipingesse un quadro che ha per oggetto l’esperienza e, prendendoci per mano, ce lo mostrasse un po’ per volta, dandoci chiavi di lettura sempre diverse.


Massimo Cerulo, spiegando la visione di realtà che Goffman diede, scrive (p. 23):


Il contesto quindi, non fa altro che escludere la nostra definizione della situazione “sbagliata” ed ammettere quella “giusta”, ci consente cioè di essere “al sicuro” all’interno di quel particolare frame o, per dirla con le parole di Schutz, sfera di realtà dove ci troviamo. L’inspiegato non è l’inspiegabile poiché tutto può essere compreso: ciò che non può essere capito all’interno di un contesto sarà chiaro in un altro. I frames di Goffman non sono rigidi, bensì mobili ed incerti ed imparare  a maneggiarli è un’arte decisiva per la nostra esistenza, proprio perché facendolo riusciamo a “muoverci” nella quotidianità organizzando di conseguenza la nostra esperienza.


L'essere umano usa dei modelli mentali per dare un senso al proprio mondo. La maggior parte di questi modelli mentali emerge da esperienze condivise, e di solito vengono ereditati dalle generazioni precedenti. Essi possono permanere a lungo anche se generano conseguenze negative per gli individui e le comunità. Interventi politici possono contribuire ad esporre le persone ad esperienze che cambiano i loro modelli mentali. Gli storici (ved.bibliografia World Development Report 2015 p.72) attribuiscono la nascita del mondo moderno al cambiamento dei modelli mentali sul funzionamento dell'universo.

Il politologo Robert Entman ha dato la seguente definizione di "frame":


Per "frame" si intende la selezione di alcuni aspetti di una realtà percepita per renderli più salienti in un testo, in modo da promuovere una particolare definizione del problema, un'interpretazione causale, una valutazione morale, e/o una raccomandazione per l'elemento descritto.


I frame sono dunque dispositivi interpretativi della realtà che ci permettono di interpretarla, isolando alcuni elementi che la compongono, e di agire conseguentemente. La necessità dell'essere umano di "inquadrare la realtà" è stata espressa chiaramente da Gregory Bateson (pp. 225):

La distinzione tra 'gioco' e 'non gioco', come la distinzione tra fantasia e non fantasia, è certo una funzione del processo secondario, "o ego". All'interno del sogno, il sognatore di solito non si rende conto di sognare, e all'interno del 'gioco' gli si deve spesso ricordare "Questo è gioco". Similmente, all'interno del sogno o della fantasia, il sognatore non impiega il concetto di 'falso': egli impiega asserzioni di ogni tipo, ma ha la curiosa incapacità di formulare meta-asserzioni; egli non è in grado, se non quando è in procinto di svegliarsi, di sognare un'asserzione relativa al suo sogno (vale a dire, che lo 'inquadri').

Ciò significa che, nella realtà odierna che è basata su un'informazione eccessiva e multimediale, si dovrebbe ricordare spesso ai cittadini che "Questo è gioco" dove il rischio di manipolazione è crescente e occorre attivare un pensiero critico, come suggerito dal decalogo "antibufale" del MIUR.
La manipolazione dei frame e la metafora dell'optometrista
framing

Ogni persona "vede" il mondo attraverso il filtro dei suoi frame e distorce inconsciamente tutto ciò che non corrisponde ai suoi frame per adattarlo ad essi o rifiutando ciò che essi negano. Per utilizzare una metafora, è come quando si va dall'optometrista perchè ci si accorge di non vederci bene. Così come l'optometrista ci fa provare diverse lenti fino a trovare quella che mette a fuoco la realtà della "tavola optometrica decimale", dei soggetti esterni (giornalisti, politici, industriali, ecc) possono modificare con il linguaggio i nostri frame, tutto ciò semplicemente cambiando i filtri con cui guardiamo alla realtà (culturale, politica, commerciale, ecc).

I frame hanno una natura euristica, cioè sono scorciatoie mentali che consentono di interpretare rapidamente nuove informazioni e situazioni, e per questo motivo essi appartengono al pensiero intuitivo (Sistema 1) e non fruiscono di elaborazione razionale (Sistema 2).

I frame sono dispositivi interpretativi della realtà che ci permettono di interpretarla, isolando alcuni elementi che la compongono, e di agire conseguentemente
Come possono essere presentate due medesime opzioni?
Framing e "Senso comune"

Il senso comune è un sistema di significati che guida il comportamento umano. Esso definisce i comportamenti quotidiani fornendo soluzioni ripetitive a problemi sociali senza che tali soluzioni siano sostenute da particolari teorie. Si tratta di comportamenti che noi diamo per scontati, ma che sono invece il risultato di un consolidamento storico basato su rituali, pratiche e stereotipi che si formano molto lentamente in ogni società. Il filosofo Giovanbattista Vico diede del senso comune la seguente definizione:


Il senso comune è un giudizio senz’alcuna riflessione, comunemente sentito da tutto un ordine, da tutto un popolo, da tutta una nazione o da tutto il genere umano.


Il giurista Gustavo Zagrebelsky, nell'ambito della Biennale Democrazia del 2015, tenne una Lectio nella quale descrisse i luoghi comuni che costruiscono il "senso comune" e descrivendo in che modo sono entrate nel bagaglio culturale dell'Occidente alcune idee chiave che agiscono nella società attuale (vedi bibliografia p. 1-2):


Un luogo comune può essere “comune” solo se è semplice e se semplifica. Per semplificare deve essere unilaterale, cioè guardare le cose esclusivamente da un lato; mostrare qualcosa, ma occultare qualche altra cosa. Lo sguardo da più lati, o da tutti i lati, non porta a una visione comune, poiché ci sarà chi vede un aspetto e chi un altro. Vedere tutto e simultaneamente ciò che occorrerebbe per avere una visione completa, non è nelle nostre facoltà. Ciò nonostante, non possiamo accontentarci  del primo sguardo. De-costruire luoghi comuni significa complicare e la complicazione rende inquieti, affatica, contrappone. Semplificare, invece, tranquillizza ed è riposante. Riposante, sì, ma anche fuorviante e pericoloso. “Considerare le cose da tutti i lati”, cioè complicare, è il monito che viene da Antigone. Chi guarda da un lato solo e non vuol sapere dell’esistenza d’altri lati ch’egli per il momento non vede, è un individuo pericoloso. Si lascia convincere dalle apparenze, poiché non sa scorgere ciò che le ombre nascondono.


La sociologa Laura Bovone, nel ricostruire quanta verità aggiunge la conoscenza scientifica alla conoscenza di senso comune, esprime l'opinione che l'unico strumento che abbiamo a disposizione è, in fondo, la ragione mondana, cioè il senso comune, che indirizza il nostro pensiero. Essa scrive (vedi bibliografia p. 154).


Anche se la ragione mondana è una gabbia da cui non si prevede l'evasione, è una gabbia che, come quella famosa di weberiana memoria, si è storicamente costruita. Oggi di questa gabbia siamo più consapevoli rispetto al passato, questa consapevolezza fa parte dell'aumento di consapevolezza-riflessività che è tipico del nostro tempo e di cui la riflessività della sociologia costituisce la punta di un fragile iceberg dal quale è possibile gettare uno sguardo panoramico sui vari campi del sapere. L'importante è non immobilizzarsi su questa cima, per la paura di caderne. L'importante è usare al suo meglio la ragione mondana che abbiamo a disposizione.
Nella realtà odierna, che è basata su un'informazione eccessiva e multimediale, si dovrebbe ricordare spesso ai cittadini che "Questo è gioco" dove il rischio di manipolazione è crescente e occorre attivare un pensiero critico
Le idee di Robert Entman sul framing
Com'è cambiata la visione del framing in Entman dal 1993 al 2003
Le narrazioni come strumento di framing

Il framing non ha, di per sè, caratteristiche negative e fraudolente, tuttavia è potenzialmente in grado di manipolare la mente delle persone mediante l'attribuzione a entità di diverso tipo, quali situazioni, notizie, ambienti, ecc, di significati appropriati agli scopi dei soggetti manipolatori. Ad esempio il framing mediante il linguaggio e la narrazione (che nella società multimediale è diventato il digital storytelling), è molto usato per scopi politici. La costruzione narrativa delle campagne elettorali è uno dei tratti che caratterizzano le scelte dei politici con lo scopo di indirizzare il consenso degli elettori. Scrive il consulente politico Gianluca Giansante in un articolo del 2009 (vedi bibliografia p.25):


Uno degli elementi rilevanti nella costruzione di un messaggio politico è la creazione di narrazioni, di storie collettive che producono un senso condiviso.


Le narrazioni creano e rendono concreti i "frame" che organizzano la realtà collettiva coinvolgendo il pubblico. La trama della narrazione viene costruita al solo scopo di portare il pubblico verso la conclusione (attesa) della storia.
Tecniche di framing

Secondo i linguisti Gail Fairhurst e Robert Sarr la capacità di persuadere le persone a vedere le cose dal punto di vista dell'oratore si avvale delle seguenti tecniche che usano il linguaggio per creare dei frame:


  • Metafore: per dare un'idea o programmare un nuovo significato confrontandolo con qualcos'altro
  • Storie (miti e leggende): per incorniciare un tema con un aneddoto in modo vivido e memorabile
  • Tradizioni (riti, rituali e cerimonie): per strutturare e definire un'organizzazione sociale a intervalli di tempora regolari, che servano a confermare e riprodurre i valori organizzativi
  • Slogan, gerghi e parole d'ordine: per incorniciare un tema in un modo memorabile e familiare
  • Manufatti: per illuminare i valori aziendali attraverso vestigia fisiche (a volte in un modo che il linguaggio non permette)
  • Contrasto: per descrivere un tema in termini di ciò che esso non è
  • Rotazione: per descrivere un concetto in modo da dargli una connotazione positiva o negativa

Tutte queste tecniche possono servire a manipolare la mente degli ascoltatori o elettori. Ad esempio il linguista George Lakoff, durante l'amministrazione Bush, mise in rilievo il ripetuto uso delle parole "sollievo fiscale" usate da George Bush. Mediante l'accostamento del significato della parola "sollievo (relief)", normalmente associata ai crimini e alle loro vittime, alla parola "tasse", venne creato un frame nel quale le tasse si trasformarono in crimini (vedi bibliografia 2009 Pregliasco).

La vita umana è un continuo "framing" e "re-framing"
framing
Il framing non ha, di per sè, caratteristiche negative e fraudolente, tuttavia è potenzialmente in grado di manipolare la mente delle persone mediante l'attribuzione a entità di diverso tipo, quali situazioni, notizie, ambienti, ecc, di significati appropriati agli scopi dei soggetti manipolatori. Uno degli elementi rilevanti nella costruzione di un messaggio politico è la creazione di narrazioni, di storie collettive che producono un senso condiviso
Come aiutare il re-framing della propria mente
Riconfigurare il proprio "sé" con la meditazione?
La necessità di "riconfigurare" il proprio "" diventerà una esigenza sempre più urgente a causa dei meccanismi dannosi dei nuovi modelli d'interazione sociale, presenti nella società interconnessa e globalizzata in cui viviamo. In particolare la spinta verso un narcisismo sempre più esasperato documentato, ad esempio, dallo studio condotto dagli psicologi Francesca Guizzo, Natale Canale e Fabio Fasoli su 247 donne italiane, sulla dannosità di Instagram che ha aumentato l'insoddisfazione delle donne per il proprio corpo e indirizzato verso un intervento chirurgico per adeguarlo ai modelli proposti.
Essi scrivono:

Instagram è un social media visivamente centrato che prevede la presenza di immagini sessuali pubblicate dagli utenti. Tale sessualizzazione di Instagram può avere un impatto negativo sull'immagine corporea delle donne. Il presente studio ha esaminato se l'esposizione alla sessualizzazione di Instagram, in particolare i post di donne sessualizzate insieme a commenti relativi all'aspetto, influisse sulla soddisfazione del corpo delle donne e sulle intenzioni di chirurgia estetica.

L'esposizione alla sessualizzazione di Instagram, influisce sulla soddisfazione del corpo delle donne e sulle intenzioni di chirurgia estetica


I neuroscienziati e psicologi Cortland J. Dahl, Antoine Lutz e Richard J. Davidson hanno pubblicato nel 2016 uno studio con cui sostengono che la decostruzione e la successiva ricostruzione dell' "Io" di un individuo possono essere tentate con un certo numero di pratiche meditative che loro hanno suddiviso in tre famiglie attenzionali, costruttive e decostruttive. Essi scrivono (vedi bibliografia 2015):

Secondo questo modello, i meccanismi cognitivi primari in queste tre famiglie sono rispettivamente (1) regolazione dell'attenzione e meta-consapevolezza, (2) presa di prospettiva e rivalutazione e (3) autoindagine. Per illustrare il ruolo di questi processi nelle diverse forme di meditazione, discutiamo di come la fusione esperienziale, lo schema del sé disadattivo e la reificazione cognitiva siano presi di mira in modo differenziato da questi processi nel contesto della meditazione buddista, integrando le prospettive di altri soggetti contemplativi, filosofici e prospettive cliniche quando pertinente. I meccanismi e gli obiettivi che proponiamo sono tratti dalle scienze cognitive e dalla psicologia clinica. Sebbene questi processi psicologici siano teoricamente complessi, così come le pratiche di meditazione che li prendono di mira, proponiamo questo nuovo quadro come primo passo per identificare specifici meccanismi cognitivi per aiutare nello studio scientifico di diverse famiglie di meditazione e l'impatto di queste pratiche sul benessere.

Il gruppo di meditazioni che chiamiamo "famiglia decostruttiva" mira a disfare i modelli cognitivi disadattivi esplorando le dinamiche di percezione, emozione e cognizione e generando intuizioni sui propri modelli interni di sé, degli altri e del mondo. Proponiamo che un meccanismo centrale nella famiglia decostruttiva sia l'autoindagine, che definiamo come il processo di investigazione della dinamica e della natura dell'esperienza cosciente. Sebbene l'autoindagine abbia ricevuto poca attenzione come argomento di ricerca scientifica, varie forme di indagine sono impiegate in una gamma di tradizioni contemplative. L'autoindagine può implicare un'analisi discorsiva o un esame diretto dell'esperienza cosciente e spesso implica l'esplorazione di processi correlati al sé. L'analisi discorsiva potrebbe comportare l'identificazione dei presupposti che stanno alla base della reificazione di un particolare oggetto o esperienza e successivamente pensare e mettere in discussione la coerenza logica di questi presupposti. Nella famiglia decostruttiva, l'autoindagine viene praticata per ottenere insight. L'intuizione è stata inquadrata come un cambiamento nella coscienza, spesso improvviso, che implica la sensazione di conoscere, comprendere o percepire qualcosa che in precedenza era sfuggito alla propria comprensione. Gli studi scientifici su questo fenomeno si sono concentrati sull'esplosione di comprensione che può verificarsi in relazione alla risoluzione di semplici problemi matematici o semantici. La ricerca ha scoperto che questa forma di intuizione è collegata alle differenze emisferiche nel cervello, con studi recenti che dimostrano che la stimolazione facilitatrice della corrente continua della corteccia frontale-temporale destra insieme alla stimolazione inibitoria della regione corrispondente nell'emisfero sinistro ha notevolmente migliorato l'intuizione basata capacità di risoluzione dei problemi. Ad oggi, lo studio scientifico dell'insight non ha indagato le forme di insight che possono sorgere attraverso l'autoindagine, né c'è stata un'indagine sistematica sulla relazione tra insight e benessere. Questa è un'area che richiede ricerche future, soprattutto perché una varietà di tradizioni meditative ritiene che forme specifiche di insight, come l'insight nella natura del sé, siano di particolare importanza quando si tratta di coltivare il benessere.
L'autoindagine può implicare un'analisi discorsiva o un esame diretto dell'esperienza cosciente e spesso implica l'esplorazione di processi correlati al sé. L'analisi discorsiva potrebbe comportare l'identificazione dei presupposti che stanno alla base della reificazione di un particolare oggetto o esperienza e successivamente pensare e mettere in discussione la coerenza logica di questi presupposti.
La neuroplasticità, se stimolata con l'apprendimento,  può cambiare i circuiti neurali di una persona
Stimolazione cerebrale per attivare la neuroplasticità
Illustration By Chris Gash
È un concetto che sarebbe stato ritenuto impossibile cinquant'anni fa. All'epoca, gli scienziati credevano che la struttura del cervello fosse fissa e immutabile dopo la prima infanzia. Ma grazie ai progressi nella stimolazione cerebrale e nella tecnologia di imaging, come la stimolazione cerebrale magnetica e la risonanza magnetica funzionale (fMRI), è diventato chiaro che il cervello è flessibile e adattabile, in grado di riorganizzarsi per tutta la vita e creare nuovi percorsi neurali per adattarsi a i suoi bisogni. Questa incredibile adattabilità è chiamata neuroplasticità, afferma il dottor Robert Chen, scienziato senior presso il Krembil Research Institute di Toronto e neurologo presso il Toronto Western Hospital. "La neuroplasticità è la capacità del cervello di cambiare, in risposta a cose come la memoria e l'apprendimento", afferma il dottor Chen. (Cliccare per approfondire)
Come inquadrare i problemi aiuta a capirne l'origine
Importanza dell'insegnamento nell'educare al re-framing

Il sociologo Lorenzo De Cani in un articolo del 2014 (vedi bibliografia ) descrive le distorsioni che avvengono nel processo educativo quando l'insegnante, oltre a fornire le specifiche conoscenze nozionistiche, non addestra gli allievi a riconoscere i frame presenti in quelle nozioni. Per far questo si avvale di un esempio riguardante l'economia e in particolare il ruolo pervasivo assunto dal "neoliberismo" nella società attuale, ruolo che lo ha reso egemonico trasformandolo in un "neoliberismo culturale". Egli parte dal descrivere il ruolo dell'insegnamento (p. 21) :


E' ormai acclarata l’importanza di un pensiero critico e informato come precondizione per un esercizio efficace della libertà; in egual misura è fondamentale che quest’attenzione formale generi un impegno effettivo volto a far sì che questa capacità cruciale venga appresa dalle nuove generazioni che si formano nell’ambito del sistema formativo. Della formazione al “pensare” si sono occupati innumerevoli autori, e non solo di ambito strettamente pedagogico. Il nostro contributo intende proporne una lettura che, a partire da una denuncia del dilagare di un pensiero omologato al ribasso, inviti gli insegnanti e chi ricopre responsabilità educative a sviluppare consapevolezza dei meccanismi che sottendono all’induzione al conformismo mentale per poter insegnare ai ragazzi a pensare “con la propria testa”. Il ragionamento critico rappresenta lo strumento più efficace, oltre all’indispensabile possesso di nozioni, con cui opporsi alla silenziosa influenza presente in tutti i contesti potenzialmente esposti ai pericoli del pensiero unico. Con questa locuzione ci si riferisce propriamente al predominio delle teorie economiche di indirizzo neoliberista nell’insegnamento e nella pratica decisionale dell’economia politica.


Nell'ambito economico De Cani denuncia la decisione acritica delle autorità accademiche nell'insegnare un solo paradigma economico nelle Università di tutto il mondo, senza prenderne in considerazione altri (p. 21):

Partendo dall’ambito dell’economia, è doveroso specificare che sotto accusa non è la teoria neoliberista in quanto tale, bensì l’anomalia accademica per cui nella quasi totalità delle facoltà di economia politica del mondo viene insegnato pressoché esclusivamente questo paradigma, senza che vengano approfondite le altre (precedenti o successive) teorie economiche, nell’assenza completa di un dibattito su queste ultime. Poiché le alternative scuole di pensiero sono deliberatamente ignorate, l’intero sistema d’insegnamento dell’economia, una disciplina speculativa di indubbia centralità nella società contemporanea, risulta pertanto articolato attorno ad un unico modello che, di conseguenza, propone un’unica formulazione degli assunti e un’unica derivazione delle leggi che governerebbero l’unico mondo (economico) possibile.

Ciò porta a instaurare nella società una sorta di "pensiero unico" che, invisibilmente, permea l'intera società (p. 24):

Se in una società prevale un particolare modo di interpretare la realtà, possiamo affermare di essere in presenza di una forma di pensiero unico che si esercita grazie ad un’egemonia cognitiva: non vi è infatti un controllo diretto dei comportamenti delle persone, bensì una direzione delle conoscenze e, attraverso queste, delle coscienze. Caratteristica distintiva dell’egemonia cognitiva è di esulare dalla consapevolezza, in quanto è essa stessa a costruire il quadro entro cui si produce la consapevolezza della realtà sociale. In questo senso si distingue dall’ideologia per differenze sottili ma determinanti: infatti, se l’ideologia cerca di imporsi come unica forma di pensiero accettabile, l’egemonia cognitiva mira a porsi inavvertitamente come unica forma di pensiero possibile; se la prima si manifesta apertamente in ogni ambito che riesce a raggiungere, la seconda pervade silenziosamente lo spazio sociale: la sua invisibilità è condizione per la sua efficacia.
Come insegnare il re-framing cognitivo
Il giornalista Baldwin van Gorp, esperto di framing, introduce il tema
Il processo educativo può essere la circostanza adatta a parlare dei "frame". Quando l'insegnante, oltre a fornire delle conoscenze nozionistiche, può educare al re-framing, cioè addestrare gli allievi a riconoscere i frame presenti nelle nozioni che egli dà dell'economia, della politica, della storia, ecc. Questo è il compito educativo più difficile e impegnativo, ma sarebbe utile farlo perchè costringerebbe più insegnanti a riflettere sulle proprie credenze e a re-impostare il proprio insegnamento in modo critico, cioè proponendo alternative, a confrontarle e a promuovere gli eventuali dubbi. Mantenere ed educare ad avere una "mente aperta" è l'obiettivo più importante per la società futura.
Conclusioni (provvisorie): ogni insegnante, oltre a fornire conoscenze nozionistiche, può educare al re-framing, cioè addestrare gli allievi a riconoscere i frame presenti nelle nozioni che egli dà della sua materia
I "frame" sono strutture basilari della comprensione che danno un senso agli eventi, infatti non ci si può muovere in nessuna realtà se prima non la si comprende. Il framing è quello sforzo che ogni persona compie ogni volta che si trova in un nuovo contesto e consiste nel riconoscere "cosa sta accadendo in quel contesto". I frame hanno una natura euristica, sono cioè scorciatoie mentali che consentono di interpretare rapidamente nuove informazioni e situazioni, e per questo motivo essi appartengono al pensiero intuitivo (Sistema 1) e non fruiscono di elaborazione razionale (Sistema 2). Il concetto di "frame" venne introdotto dall'antropologo e filosofo Gregory Bateson nel 1972. Bateson dimostrò che nessuna comunicazione, sia verbale che non verbale, potrebbe essere compresa senza un messaggio metacomunicativo che spieghi quale frame interpretativo applicare alla comunicazione. Egli derivò tale conclusione osservando allo Zoo di San Francisco il gioco di alcune scimmie, su cui scrisse: "Quello in cui mi imbattei allo zoo è un fenomeno ben noto a tutti: vidi due giovani scimmie che giocavano. Era evidente, anche all'osservatore umano, che la sequenza nel suo complesso non era un combattimento, ed era evidente all'osservatore umano che, per le scimmie che vi partecipavano, questo era "non combattimento". Ora questo fenomeno, il gioco, può presentarsi solo se gli organismi partecipanti sono capaci in qualche misura di metacomunicare, cioè di scambiarsi segnali che portino il messaggio: "Questo è un gioco". Il metamessaggio metteva ogni scimmia in grado di decifrare l'intenzione "non ostile" dei comportamenti delle altre scimmie. Questa osservazione permise a Bateson di chiarire il significato di comunicazione. Egli scrisse: "Se si riflette sull'evoluzione della comunicazione, è evidente che una fase molto importante in questa evoluzione viene raggiunta quando l'organismo cessa a poco a poco di rispondere 'automaticamente' ai segni dello stato di umore dell'altro, e diviene capace di riconoscere che il segno è un segnale, di riconoscere cioè, che i segnali dell'altro individuo, e anche i suoi, sono soltanto segnali, che possono essere creduti, non creduti, contraffatti, negati, amplificati, corretti, e così via. E' chiaro che questa consapevolezza che i segnali sono segnali non è affatto completa, neppure tra gli uomini. Troppo spesso noi tutti reagiamo in modo automatico ai titoli dei giornali, come se questi stimoli fossero indicazioni oggettive dirette di eventi del nostro ambiente, piuttosto che segnali elaborati e trasmessi da creature le cui motivazioni sono altrettanto complesse delle nostre."  Il framing non ha, di per sè, caratteristiche negative e fraudolente, tuttavia è potenzialmente in grado di manipolare la mente delle persone mediante l'attribuzione a entità di diverso tipo, quali situazioni, notizie, ambienti, ecc, di significati appropriati agli scopi dei soggetti manipolatori. Uno degli elementi rilevanti nella costruzione di un messaggio politico è la creazione di narrazioni, di storie collettive che producono un senso condiviso. Nella realtà odierna, che è basata su un'informazione eccessiva e multimediale, si dovrebbe ricordare spesso ai cittadini che "Questo è gioco" dove il rischio di manipolazione è crescente e occorre attivare un pensiero critico, come suggerito, ad esempio, dal decalogo "antibufale" del MIUR. Il processo educativo può essere la circostanza adatta a parlare dei "frame", infatti ogni insegnante, oltre a fornire conoscenze nozionistiche, può educare al re-framing, cioè addestrare gli allievi a riconoscere i frame presenti nelle nozioni che egli dà della sua materia ad esempio dell'economia, della politica, della storia, ecc.
per scaricare le conclusioni (in pdf):
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Libri consigliati
a chi è interessato a capire il ruolo del framing  nel determinare decisioni razionali
Spesa annua pro capite in Italia per gioco d'azzardo 1.583 euro, per l'acquisto di libri 58,8 euro (fonte: l'Espresso 5/2/17)

Pagina aggiornata il 9 luglio 2022

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Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
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