Privacy Policy Cookie Policy
Vai ai contenuti
Brain
europa
brain
critic
Coloro cui sfugge completamente l'idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
Salta menù
Salta menù
Salta menù
Una rivoluzione antropologica è alle porte e l'essere umano è fragile e deve prepararsi ad affrontarla per difendersi dalle richieste dei robot umanoidi e geminoidi
TEORIE > CONCETTI > QUANTISTICA2
Scopo di questa pagina
L'idea che l'essere umano "crei" la realtà è piuttosto recente. Lo psicologo Jerome Bruner la descrive nel suo libro "La mente a più dimensioni: "La visione costruttivistica, secondo la quale ciò che esiste è un prodotto di ciò che si pensa, può essere fatta risalire a Kant che per primo la sviluppò compiutamente [nella Critica della ragion pura]. A sua volta, Kant ha attribuito la propria intuizione alla scoperta humiana che nel mondo reale certe relazioni, lungi dal poter essere attribuite agli eventi, sono piuttosto costruzioni mentali proiettate su un "mondo oggettivo". La relazione di causa ed effetto rappresenta per Kant il caso esemplare. Hume aveva visto nella causazione una costruzione mentale imposta ad una semplice sequenza di eventi." Uno studio degli psicologi Alyson Gopnik ed Al. ha evidenziato la straordinaria capacità dell'essere umano di sviluppare forme di apprendimento di natura "causale", cioè riguardanti modelli inferenziali causa-effetto. In tale studio gli autori ipotizzano che nel periodo evolutivo del pensiero umano vi sia stata una forte spinta a intrattenere nell'infanzia un apprendimento esplorativo che ha condotto la specie umana verso l'impiego di modelli causali. Tale capacità ha dato all'essere umano la possibilità di immaginare, e successivamente realizzare, artefatti, prodotti, stili di vita che ci hanno portato fin qui. Essi scrivono: "Il grande enigma dell'evoluzione della cognizione umana è determinare come piccoli cambiamenti genetici in un periodo così breve possano aver portato a cambiamenti così enormi nel comportamento. In questo studio, sottolineiamo due sviluppi interconnessi che potrebbero aver interagito in modo coevolutivo per fornire grandi differenze rispetto a piccoli cambiamenti. Il primo è il cambiamento nel programma di sviluppo che ha portato al periodo straordinariamente lungo dell'infanzia umana. Ipotizziamo che questo cambiamento abbia permesso ai protoumani immaturi di godere di periodi di apprendimento più lunghi e, in particolare, di impegnarsi maggiormente nella libera esplorazione trovata nel gioco. In secondo luogo, proponiamo che questo cambiamento di sviluppo abbia creato il contesto per l'applicazione di meccanismi di apprendimento più potenti. In particolare, questi meccanismi di apprendimento includevano una capacità e una motivazione più sofisticata e di natura generale verso la conoscenza della causalità e la costruzione di modelli causali."  Noi viviamo in un mondo reale nel quale possiamo fare le nostre osservazioni e attuare le nostre azioni, ma la nostra specie è tra le poche (a parte i primati e alcune specie di uccelli) che può vivere, mentalmente, in più "mondi possibili". Questa straordinaria capacità ha dato all'essere umano la possibilità di immaginare e, successivamente, realizzare nuovi artefatti, prodotti, stili di vita. Il filosofo M. J. Cresswell ha spiegato le supposizioni controfattuali che avvengono nei "mondi possibili". Egli ha scritto: "I mondi possibili sono cose di cui possiamo parlare o che possiamo immaginare, ipotizzare, in cui possiamo credere o che possiamo auspicare. Tuttavia, non possiamo mai arrivare in un mondo possibile che non sia il mondo reale; perchè, se potessimo, e richiede solo che si pensi un attimo alla fantascienza per vedere come potremmo pensare di potere, allora quel mondo sarebbe parte del mondo reale. Le cose stanno così in quanto il mondo reale non è altro che la totalità di ciò che accade nella realtà."  Il semiologo Salvatore Zingale esprime il concetto di creatività legandolo all'abduzione, l'inferenza che ci guida nella creazione della realtà. Egli scrive: "Il pensiero abduttivo e l’attitudine progettuale sono, per così dire, il vero dono che Adamo ed Eva ricevettero una volta cacciati dall’Eden, insieme alle “tuniche di pelle” per coprire la nudità e proteggersi dal freddo. È il dono di uno strumento per sopravvivere nell’ambiente, una volta diventati anche loro “bestie selvatiche”. Il dono della progettualità, stando all’allegoria biblica, appartiene a tutta la specie umana, come coscienza e consapevolezza dei nostri limiti di fronte alla durezza del mondo-ambiente. Da Peirce sappiamo infatti che è per via di continue interpretazioni che la mente procede nella formazione di abiti, e abiti sono anche i piccoli o grandi artefatti che accompagnano il nostro operare e attraverso cui organizziamo la nostra vita quotidiana e diamo forma all’habitat. Proviamo allora a vedere l’abduzione soprattutto come schema interpretativo e progettuale, e il pensiero progettuale come una disposizione della mente. L’interpretazione, che vede nell’Interpretante il momento di conclusione momentanea e di riavvio della semiosi, non può essere immaginata senza il salto abduttivo. [...]  Se il pensiero è inferenziale, l’abduzione è l’unica inferenza in grado di farlo procedere, di pensare all’“essere in futuro”. [...] In quanto stato di ricerca permanente, l’abduzione è però a suo modo anche una forma di inquietudine. Sia perché nell’abduzione, come nell’irritazione del dubbio, la mente non si trova affatto ‘a riposo’, sia perché l’abduzione è una tensione verso un assente: possibile, ma ancora da raggiungere." Il ricorso all'abduzione vede nel paradosso uno strumento importante per arrivare a nuove conclusioni, quali quelle imposte alla realtà dalla meccanica quantistica che, agli inizi del Novecento, ha modificato la visione della realtà.
Un mondo possibile è quello che si presenterà all'essere umano nei prossimi anni in cui la società verrà invasa da robot umanoidi e, soprattutto, geminoidi, che svolgeranno ogni lavoro utile nell'ambito di ambienti variegati dove forniranno servizi di vario genere, tra cui quelli di assistenza agli anziani. Le persone anziane saranno quelle più soggette a subire le richieste dei robot e più impreparate ad affrontarle perché non in grado di accettare il fatto che i robot non hanno sentimenti né emozioni e possono solo "simulare" di averli.
mondi possibili
Go and face the future.
Come along too so introduce it to me.
Punto chiave di questa pagina
QUALI SONO I MONDI POSSIBILI? L'idea che l'essere umano "crei" la realtà è piuttosto recente. Lo psicologo Jerome Bruner la descrive nel suo libro "La mente a più dimensioni (p.119): "La visione costruttivistica, secondo la quale ciò che esiste è un prodotto di ciò che si pensa, può essere fatta risalire a Kant che per primo la sviluppò compiutamente [nella Critica della ragion pura]. A sua volta, Kant ha attribuito la propria intuizione alla scoperta humiana che nel mondo reale certe relazioni, lungi dal poter essere attribuite agli eventi, sono piuttosto costruzioni mentali proiettate su un "mondo oggettivo". La relazione di causa ed effetto rappresenta per Kant il caso esemplare. Hume aveva visto nella causazione una costruzione mentale imposta ad una semplice sequenza di eventi."
Punti di riflessione
Le cose potrebbero essere andate diversamente. David Bowie potrebbe essere ancora con noi, il sole potrebbe aver brillato su Nottingham e le potenze dell'Asse potrebbero aver vinto la seconda guerra mondiale. Tali modi alternativi li chiamiamo mondi possibili . Ogni mondo possibile è un modo in cui le cose avrebbero potuto essere. (Questa caratterizzazione iniziale non dice nulla di cosa siano i mondi possibili, metafisicamente parlando). Il mondo reale è il modo più generale e completo in cui le cose di fatto sono. Nel mondo reale, i nazisti hanno perso la seconda guerra mondiale, il cielo che uno di noi vede dal suo ufficio a Nottingham è nuvoloso e David Bowie è morto all'inizio del 2016. (Francesco Berto, Mark Jago)
_
Proprio come i mondi possibili sono caratterizzati da come le cose avrebbero potuto essere, così i mondi impossibili sono spesso caratterizzati da come le cose non avrebbero potuto essere. L'intuizione iniziale è che non tutto è possibile. Alcune cose semplicemente (assolutamente) non possono accadere. Tutto ciò che non può accadere deve essere un'impossibilità assoluta; e questi modi in cui il mondo non potrebbe essere sono mondi impossibili. Beall e van Fraassen (2003), Restall (1997), Salmon (1984) e Yagisawa (1988) pensano in questo modo ai mondi impossibili. (Francesco Berto, Mark Jago)
_
I mondi possibili sono cose di cui possiamo parlare o che possiamo immaginare, ipotizzare, in cui possiamo credere o che possiamo auspicare. Tuttavia, non possiamo mai arrivare in un mondo possibile che non sia il mondo reale; perchè, se potessimo, e richiede solo che si pensi un attimo alla fantascienza per vedere come potremmo pensare di potere, allora quel mondo sarebbe parte del mondo reale. Le cose stanno così in quanto il mondo reale non è altro che la totalità di ciò che accade nella realtà. (M.J. Cresswell)
_
Dato l'impatto trasformativo che la modellistica causale ha avuto sulle scienze sociali e mediche, è naturale aspettarsi che una trasformazione simile passi attraverso le tecnologie di apprendimento automatico, una volta arricchite con la guida di un modello nel processo di generazione dei dati. Mi aspetto che questa simbiosi produca sistemi che comunicano con gli utenti nella loro lingua madre di causa ed effetto e, sfruttando questa capacità, diventino il paradigma dominante dell'AI di prossima generazione. (Judea Pearl)
_
Cézanne dipinse decine di volte la montagna Sainte-Victoire, da diverse posizioni e in diverse condizioni atmosferiche. “Ho bisogno di conoscere la geologia, come la Sainte-Victoire si radica – diceva al poeta e critico d’arte Joachim Gasquet –, il colore geologico delle terre, tutto ciò mi commuove, mi rende migliore” (Doran 1978: 124). Senza l’interesse per queste due qualità – morfologia e colore –, forse non avremmo avuto gran parte della pittura di Cézanne. (Salvatore Zingale)
_
Intuitivamente, un mondo possibile può essere pensato come una situazione controfattuale, ossia come una situazione che potrebbe esistere se le cose fossero andate diversamente da come sono andate nel mondo reale. Così, in qualche mondo possibile diverso da quello reale, Milano potrebbe essere un porto, i gatti potrebbero essere verdi, e così via. Le verità necessarie sono quelle che sono vere non solo nel mondo reale, ma anche in tutti i mondi possibili che si possano concepire. (Marcello Frixione)
Conclusioni (provvisorie): Se il pensiero è inferenziale, l’abduzione è l’unica inferenza in grado di farlo procedere, di pensare all’“essere in futuro”
L'idea che l'essere umano "crei" la realtà è piuttosto recente. Lo psicologo Jerome Bruner la descrive nel suo libro "La mente a più dimensioni: "La visione costruttivistica, secondo la quale ciò che esiste è un prodotto di ciò che si pensa, può essere fatta risalire a Kant che per primo la sviluppò compiutamente [nella Critica della ragion pura]. A sua volta, Kant ha attribuito la propria intuizione alla scoperta humiana che nel mondo reale certe relazioni, lungi dal poter essere attribuite agli eventi, sono piuttosto costruzioni mentali proiettate su un "mondo oggettivo". La relazione di causa ed effetto rappresenta per Kant il caso esemplare. Hume aveva visto nella causazione una costruzione mentale imposta ad una semplice sequenza di eventi." Uno studio degli psicologi Alyson Gopnik ed Al. ha evidenziato la straordinaria capacità dell'essere umano di sviluppare forme di apprendimento di natura "causale", cioè riguardanti modelli inferenziali causa-effetto. In tale studio gli autori ipotizzano che nel periodo evolutivo del pensiero umano vi sia stata una forte spinta a intrattenere nell'infanzia un apprendimento esplorativo che ha condotto la specie umana verso l'impiego di modelli causali. Tale capacità ha dato all'essere umano la possibilità di immaginare, e successivamente realizzare, artefatti, prodotti, stili di vita che ci hanno portato fin qui. Essi scrivono: "Il grande enigma dell'evoluzione della cognizione umana è determinare come piccoli cambiamenti genetici in un periodo così breve possano aver portato a cambiamenti così enormi nel comportamento. In questo studio, sottolineiamo due sviluppi interconnessi che potrebbero aver interagito in modo coevolutivo per fornire grandi differenze rispetto a piccoli cambiamenti. Il primo è il cambiamento nel programma di sviluppo che ha portato al periodo straordinariamente lungo dell'infanzia umana. Ipotizziamo che questo cambiamento abbia permesso ai protoumani immaturi di godere di periodi di apprendimento più lunghi e, in particolare, di impegnarsi maggiormente nella libera esplorazione trovata nel gioco. In secondo luogo, proponiamo che questo cambiamento di sviluppo abbia creato il contesto per l'applicazione di meccanismi di apprendimento più potenti. In particolare, questi meccanismi di apprendimento includevano una capacità e una motivazione più sofisticata e di natura generale verso la conoscenza della causalità e la costruzione di modelli causali."  Noi viviamo in un mondo reale nel quale possiamo fare le nostre osservazioni e attuare le nostre azioni, ma la nostra specie è tra le poche (a parte i primati e alcune specie di uccelli) che può vivere, mentalmente, in più "mondi possibili". Questa straordinaria capacità ha dato all'essere umano la possibilità di immaginare e, successivamente, realizzare nuovi artefatti, prodotti, stili di vita. Il filosofo M. J. Cresswell ha spiegato le supposizioni controfattuali che avvengono nei "mondi possibili". Egli ha scritto: "I mondi possibili sono cose di cui possiamo parlare o che possiamo immaginare, ipotizzare, in cui possiamo credere o che possiamo auspicare. Tuttavia, non possiamo mai arrivare in un mondo possibile che non sia il mondo reale; perchè, se potessimo, e richiede solo che si pensi un attimo alla fantascienza per vedere come potremmo pensare di potere, allora quel mondo sarebbe parte del mondo reale. Le cose stanno così in quanto il mondo reale non è altro che la totalità di ciò che accade nella realtà."  Il semiologo Salvatore Zingale esprime il concetto di creatività legandolo all'abduzione, l'inferenza che ci guida nella creazione della realtà. Egli scrive: "Il pensiero abduttivo e l’attitudine progettuale sono, per così dire, il vero dono che Adamo ed Eva ricevettero una volta cacciati dall’Eden, insieme alle “tuniche di pelle” per coprire la nudità e proteggersi dal freddo. È il dono di uno strumento per sopravvivere nell’ambiente, una volta diventati anche loro “bestie selvatiche”. Il dono della progettualità, stando all’allegoria biblica, appartiene a tutta la specie umana, come coscienza e consapevolezza dei nostri limiti di fronte alla durezza del mondo-ambiente. Da Peirce sappiamo infatti che è per via di continue interpretazioni che la mente procede nella formazione di abiti, e abiti sono anche i piccoli o grandi artefatti che accompagnano il nostro operare e attraverso cui organizziamo la nostra vita quotidiana e diamo forma all’habitat. Proviamo allora a vedere l’abduzione soprattutto come schema interpretativo e progettuale, e il pensiero progettuale come una disposizione della mente. L’interpretazione, che vede nell’Interpretante il momento di conclusione momentanea e di riavvio della semiosi, non può essere immaginata senza il salto abduttivo. [...]  Se il pensiero è inferenziale, l’abduzione è l’unica inferenza in grado di farlo procedere, di pensare all’“essere in futuro”. [...] In quanto stato di ricerca permanente, l’abduzione è però a suo modo anche una forma di inquietudine. Sia perché nell’abduzione, come nell’irritazione del dubbio, la mente non si trova affatto ‘a riposo’, sia perché l’abduzione è una tensione verso un assente: possibile, ma ancora da raggiungere." Il ricorso all'abduzione vede nel paradosso uno strumento importante per arrivare a nuove conclusioni, quali quelle imposte alla realtà dalla meccanica quantistica che, agli inizi del Novecento, ha modificato la visione della realtà.
Un mondo possibile è quello che si presenterà all'essere umano nei prossimi anni in cui la società verrà invasa da robot umanoidi e, soprattutto, geminoidi, che svolgeranno ogni lavoro utile nell'ambito di ambienti variegati dove forniranno servizi di vario genere, tra cui quelli di assistenza agli anziani. Le persone anziane saranno quelle più soggette a subire le richieste dei robot e più impreparate ad affrontarle perché non in grado di accettare il fatto che i robot non hanno sentimenti né emozioni e possono solo "simulare" di averli.
per scaricare le conclusioni (in pdf):
La razionalità richiede impegno personale!
Iscriviti alla Newsletter di pensierocritico.eu per ricevere in anteprima nuovi contenuti e aggiornamenti:
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


Scrivi, se non sei d'accordo
Se ritenete che le tesi del "punto chiave" non vengano sufficientemente supportate dagli argomenti presenti in questa pagina potete esprimere il vostro parere (motivandolo).
Inviate una email con il FORM. Riceverete una risposta. Grazie della collaborazione.
Libri consigliati
a chi è interessato a capire i principali concetti del costruttivismo
Spesa annua pro capite in Italia per gioco d'azzardo 1.583 euro, per l'acquisto di libri 58,8 euro (fonte: l'Espresso 5/2/17)

Pagina aggiornata il 13 Maggio 2026

creative commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
Torna ai contenuti