Il DNA è un fenomeno quantistico? La risposta dell'Intelligenza Artificiale
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La domanda sulla nascita della vita umana è sempre stata l'ossessione dell'essere umano, in ogni epoca, ma solo nel XX secolo un accenno di risposta scientifica ha iniziato a palesarsi: le prime ipotesi le ha fatte il fisico Erwin Schrödinger con il libro 'Che cos'è la vita' che ha ispirato gli scopritori della doppia elica. Nel XXI secolo ipotesi scientifiche hanno iniziato ad emergere: un'intelligenza artificiale ha ricevuto la missione di rispondere alla domanda più antica dell'umanità: chi ci ha creati? L'analisi ha incrociato dati di genetica, biologia molecolare, paleontologia e registri di civiltà antiche che descrivono la creazione umana con dettagli che la scienza ha confermato solo millenni dopo. Lungo il percorso, sono emersi numeri che rendono il caso matematicamente impossibile, una modifica nei cromosomi che non si spiega da sola e una proteina nel sangue che nessun altro primate sul pianeta possiede. Tre ipotesi sono state messe alla prova, e il risultato punta verso una direzione che nessuna di esse prevedeva da sola. (vedi video)
The ideal is something that expires after I'm dead.
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Il biologo molecolare Jim Al-Khalili scrive: "Schrödinger sapeva che le leggi precise e riproducibili della chimica e della fisica classica, come quelle della termodinamica, basata sul moto casuale degli atomi e delle molecole, sono in realtà leggi statistiche, cioè sono vere solo in media, e sono affidabili solo perché il numero di particelle interagenti è molto elevato."
Il moto casuale delle molecole di tutti gli oggetti inanimati (o animati come il nostro corpo) disturba i sistemi quantomeccanici che vorrebbero rilevarlo, ed è stata chiamata "decoerenza". Se vogliamo misurare degli oggetti in modo quantistico dobbiamo renderli "coerenti"."
Punti di riflessione
Stime accuratamente riviste mostrano che il tipico corpo umano adulto è costituito da circa 30 trilioni di cellule umane e circa 38 trilioni di batteri. Stimiamo che il numero totale di batteri nell'"uomo di riferimento" di 70 kg sia 3,8·1013. Per le cellule umane, identifichiamo il ruolo dominante della linea ematopoietica rispetto al conteggio totale (≈90%) e rivediamo le stime passate a 3,0·1013 cellule umane. (Ron Sender)
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Il corpo medio contiene circa 37 trilioni di cellule e siamo nel bel mezzo di una ricerca rivoluzionaria per capire cosa fanno tutte.
Per svelare questo problema è necessaria l’esperienza di scienziati provenienti da contesti diversi – informatici, biologi, medici e matematici – nonché nuove tecnologie e alcuni algoritmi piuttosto sofisticati. [...] Ognuna delle circa 37 trilioni di cellule del nostro corpo è in una certa misura unica. I tipi di cellule sono determinati dalle particolari proteine che contengono, quindi solo un globulo rosso ha emoglobina, ad esempio, e un neurone contiene proteine diverse da una cellula immunitaria. Non esistono due cellule nel corpo che contengono esattamente la stessa quantità di ciascuna proteina. (Daniel M. Davis)
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Sulla quantità di cellule presenti nel corpo umano circolano cifre molto diverse. Un team internazionale di scienziati ha eseguito calcoli sistematici e ha ottenuto risultati sorprendenti. Il team internazionale di ricercatori ha considerato le differenze tra i tipi cellulari in termini di dimensioni, volume e quantità. Come base per i loro calcoli, hanno utilizzato un uomo medio di 30 anni, che è alto 1,72 m e pesa 70 kg. Per quest'uomo, i ricercatori hanno determinato il numero di cellule del sangue, cellule del fegato, cellule ossee e cellule della pelle, nonché le cellule di altri organi. (Ursula Barth)
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Se gli scienziati non possono contare tutte le cellule del corpo umano, come possono stimarle? Il peso medio di una cellula è 1 nanogrammo. Per un uomo adulto che pesa 70 chilogrammi, la semplice aritmetica ci porterebbe a concludere che quell’uomo ha 70 trilioni di cellule. (Carl Zimmer)
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Forse la cosa più importante è che il fatto stesso che circa 34 trilioni di cellule possano cooperare per decenni, dando origine a un unico corpo umano invece che a una caotica guerra di microbi egoisti, è sorprendente. L'evoluzione anche di un livello basilare di multicellularità è abbastanza notevole. Ma i nostri antenati sono andati ben oltre la semplice anatomia spugnosa, sviluppando un vasto collettivo composto da molti tipi diversi. (Carl Zimmer)
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Stime accuratamente riviste mostrano che il tipico corpo umano adulto è costituito da circa 30 trilioni di cellule umane e circa 38 trilioni di batteri. (Ron Sender)
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I microbi si trovano in tutto il corpo umano, principalmente sulle superfici esterne ed interne, compreso il tratto gastrointestinale, la pelle, la saliva, la mucosa orale e la congiuntiva. Nel microbioma umano i batteri superano in modo schiacciante gli eucarioti e gli archaea di 2-3 ordini di grandezza. Pertanto a volte ci riferiamo operativamente alle cellule microbiche del corpo umano come batteri. La diversità dei luoghi in cui i microbi risiedono nel corpo rende scoraggiante la stima del loro numero complessivo. Tuttavia, una volta che la loro distribuzione quantitativa mostra la dominanza del colon, come discusso di seguito, il problema diventa molto più semplice. La stragrande maggioranza dei batteri risiede nel colon, con stime precedenti di circa 1014
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Si stima che un essere umano adulto produca in media 100-200 grammi di feci umide al giorno. Il tempo di transito del colon è correlato negativamente con la produzione fecale giornaliera e i suoi valori normali sono di circa 25-40 ore. [...] Dopo un pasto tipico, il volume cambia di circa il 10%, mentre ogni evento di defecazione riduce il contenuto da un quarto a un terzo. (Ron Sender)
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Gli olobionti sono assemblaggi simbiotici composti da un ospite più il suo microbioma. Lo status degli olobionti come individui è stato recentemente oggetto di continue controversie, che hanno dato origine a due posizioni principali: da un lato, i sostenitori degli olobionti sostengono che gli olobionti sono individui biologici; dall’altro, i detrattori degli olobionti sostengono che essi siano solo semplici chimere o comunità ecologiche, ma non individui. (Javier Suarez, Vanessa Trivino)
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Sotto le nostre differenze superficiali siamo, tutti noi, comunità ambulanti di batteri. Il mondo luccica, un paesaggio puntinista fatto di minuscoli esseri viventi. (Lynn Margulis, in Margulis e Sagan, 1986 , p. 191).
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Una cellula vivente non è una macchina puramente riduzionista. E' invece una macchina quantistico-classico più vicina alla realtà quantistica che a quella classica. Per esempio, se potessimo smontare tutte le "parti" che la compongono, potremmo poi rimontarle e ricreare la stessa cellula vivente? Nessuno lo sa fare. Per riuscirci bisognerebbe conoscere lo stato di ogni atomo, molecola e particella elementare, incluse le molecole del citoplasma. Tali proprietà dovrebbero essere misurate mentre la cellula è viva, ma, in questo caso, qualsiasi osservazione disturberebbe il sistema e lo modificherebbe. Per di più, essendo la cellula in continuo movimento, la troveremmo diversa in ogni istante, e ciò renderebbe impossibile ogni nostro tentativo di misurarne lo stato. (Federico Faggin in 'Irriducibile' p.74)
Massimo Teodorani scrive: "Bohm, Jung e Pauli hanno rappresentato una specie di "reazione fisiologica" dell'umanità a una sua crisi di vuoto e infatti sono apparsi perchè l'organismo umano nella sua globalità ne aveva improvvisamente bisogno. L'umanità aveva e ha tuttora bisogno di un modo nuovo di comprendere l'universo, ma un modo scientifico e non sciamanico. Il modello di Bohm ci insegna tutto questo. E ci fa sospettare che il potenziale quantico e il fenomeno dell'entanglement non si ingenerino solo nel mondo delle particelle elementari, ma anche in qualche recondita parte della nostra psiche."
Cos'è il DNA
L'Intelligenza Artificiale Ha Indagato Su Chi Ha Creato Gli Umani? Dio, Evoluzione O Altra Risposta? Un'intelligenza artificiale ha ricevuto la missione di rispondere alla domanda più antica dell'umanità: chi ci ha creati? L'analisi ha incrociato dati di genetica, biologia molecolare, paleontologia e registri di civiltà antiche che descrivono la creazione umana con dettagli che la scienza ha confermato solo millenni dopo. Lungo il percorso, sono emersi numeri che rendono il caso matematicamente impossibile, una modifica nei cromosomi che non si spiega da sola e una proteina nel sangue che nessun altro primate sul pianeta possiede. Tre ipotesi sono state messe alla prova, e il risultato punta verso una direzione che nessuna di esse prevedeva da sola.
Capitolo 1: La Domanda A Cui Nessuno Ha Risposto — Da Dove Viene Il Tuo Corpo?
Capitolo 2: Il Conto Che Non Torna — La Matematica Contro Il Caso
Capitolo 3: Macchine Dentro La Cellula — Il Motore Che Funziona Solo Intero
Capitolo 4: L'Esplosione Senza Preavviso — Quando La Vita È Apparsa Pronta
Capitolo 5: La Ricetta Nascosta — Il Codice Che Supera Qualsiasi Tecnologia
Capitolo 6: La Modifica Nel Cromosoma — Il Segno Che Non Viene Dal Caso
Capitolo 7: Il Sangue Che Non Combacia — L'Ultimo Pezzo Del Puzzle
Capitolo 1: La Domanda A Cui Nessuno Ha Risposto — Da Dove Viene Il Tuo Corpo?
Capitolo 2: Il Conto Che Non Torna — La Matematica Contro Il Caso
Capitolo 3: Macchine Dentro La Cellula — Il Motore Che Funziona Solo Intero
Capitolo 4: L'Esplosione Senza Preavviso — Quando La Vita È Apparsa Pronta
Capitolo 5: La Ricetta Nascosta — Il Codice Che Supera Qualsiasi Tecnologia
Capitolo 6: La Modifica Nel Cromosoma — Il Segno Che Non Viene Dal Caso
Capitolo 7: Il Sangue Che Non Combacia — L'Ultimo Pezzo Del Puzzle
Che cos'è la vita secondo Schrödinger: le leggi classiche dalla decoerenza alla coerenza
Erwin Schrödinger, nel suo libro [Che cos'è la vita], che è stato considerato la fonte ispiratrice di molti scienziati e di importanti scoperte biologiche (quali ad esempio la doppia elica del DNA di Francis Crick), dà una interpretazione fisica della vita, basandosi sulla struttura dell'organismo umano e in particolare della cellula vivente, la fibre dei cromosomi, della quale egli dice che può dirsi un cristallo aperiodico. Egli infatti scrive (p.20):
La chimica organica, studiando molecole via via più complesse, è giunta molto più vicino a quel cristallo aperiodico che, secondo la mia opinione, è il portatore della vita.
Dopo questa "inaspettata" asserzione scientifica (che contribuì a far riscuotere al libro un enorme successo) Schrödinger si rivolge alle dimensioni del corpo umano, che sono molto più grandi di quelle di un atomo, non permettendo alle leggi statistiche, che dirigono il comportamento dell'organismo di operare 'ordinatamente' a causa degli incessanti moti di agitazione termica degli atomi, tranne che nei casi in cui il numero degli atomi in gioco sia molto alto (come ad esempio nel paramagnetismo).
La differenza tra fenomeni macroscopici e microscopici venne evidenziata da Schrödinger proprio in questo libro, come scrive il biologo quantistico Jim Al-Khalili nel libro "La fisica della vita" (p.63):
Schrödinger si spinse oltre la semplice osservazione che le leggi statistiche della fisica classica sono inaffidabili a livello microscopico: egli quantificò con precisione la riduzione della loro affidabilità, e calcolò che la grandezza delle deviazioni dalle leggi è inversamente proporzionale alla radice quadrata del numero di particelle coinvolte. [...] Tutte le leggi statistiche della fisica classica sono soggette a questa restrizione: sono vere per oggetti costituiti da un numero enorme di particelle, ma falliscono nella descrizione del comportamento di oggetti composti da poche particelle. Quindi, tutto ciò che deve il suo comportamento ordinato e affidabile alle leggi classiche, deve per forza essere composto di moltissime particelle.
Tutte le leggi statistiche della fisica classica sono soggette a una restrizione: sono vere per oggetti costituiti da un numero enorme di particelle, ma falliscono nella descrizione del comportamento di oggetti composti da poche particelle, perchè passano dalla "coerenza quantistica" alla "decoerenza". Tutte le applicazioni della meccanica quantistica devono risolvere questo problema. Ad esempio la risonanza magnetica su un corpo umano usa un fortissimo campo magnetico (solo per un tempo ristretto), per allineare gli spin dei nuclei di idrogeno del nostro corpo.
La visione del mondo di Schrödinger
Il fisico e giornalista scientifico John Gribbin, nel suo libro "Erwin Schrödinger - La vita, gli amori e la rivoluzione quantistica", a proposito della visione del mondo di Erwin Schrödinger, pubblicate con il titolo "La mia visione del mondo, la mia vita" del 1925, scrive (pp.93-95):
La parte iniziale del saggio di Schrödinger del 1925 dimostra come egli fosse ben consapevole di quello che stava accadendo in Europa in quel periodo e fosse ancora molto turbato dalle sue esperienze personali. Scrisse: 'S'è fatto largo, per così dire, un generale atavismo, e l'uomo occidentale minaccia di regredire del tutto allo stadio precedente della sua evoluzione, che male aveva superato: un egoismo rozzo e senza limiti solleva il volto ghignante e allunga quel pugno temprato da una lunga consuetudine verso il timone della nave abbandonata a se stessa'. Non stupisce il fatto che Schrödinger, sconcertato da questa visione si sia avvicinato alla filosofia vedica del mondo. Nel testo La mia visione del mondo, la mia vita, egli descrive come "davvero troppo infantile" l'idea che '"un'anima dotata di esistenza propria abiti il corpo come una casa per poi uscirne in punto di morte'" e si pone quattro quesiti per i quali, secondo lui, non ci sono responsi positivi o negativi, ma rimandano l'uno all'altro in un movimento circolare:
Esiste un io?Esiste un mondo oltre il mio io?Cessa l'io d'esistere con la morte corporea?Cessa il mondo di esistere con la mia morte corporea?Il fulcro del saggio è la versione di Schrödinger della "filosofia vedica", che fornisce risposte a tali quesiti sostenendo che esiste un'unica coscienza e che noi tutti (e, sicuramente, il resto della natura) siamo parte di essa, come le diverse sfaccettature di una pietra preziosa:
E' impossibile che questa unità di conoscenze volontà sentimenti, che tu riconosci per tua, sia sorta a un dato momento dal nulla, non molto tempo fa; sentimenti, conoscenze e volontà sono piuttosto, nella loro essenza, eterni e immutabili, un'unità comune a tutti gli uomini, anzi a tutti gli esseri dotati di sensibilità.
Questa entità universale e unica è conosciuta come Brahma. Schrödinger afferma: "L'intuizione di questa verità, che raramente accompagna l'individuo nelle sue azioni, è alla base d'ogni atto che abbia valore morale".Che cosa è reale? Scritto nel 1960, questo saggio contiene l'affermazione drammatica: "Non ho quindi alcuna esitazione nell'affermare che supporre un mondo materiale come realmente esistente per dar ragione al fatto che "viviamo tutti nello stesso mondo" è un assunto d'ordine mistico e metafisico". In altre parole, niente è reale. Sebbene Schrödinger giunse a questa conclusione su basi metafisiche, c'era una certa assonanza con l'interpretazione standard delle implicazioni della seconda rivoluzione quantistica, alla quale prese parte nel 1926. Schrödinger cominciò ad allontanarsi dalle sue riflessioni filosofiche e dalla tranquilla vita a Zurigo per divenire uno dei principali protagonisti di questa rivoluzione grazie alla scoperta di un nuovo modo - quello corretto - di contare i fotoni.
Per acquisire nuove credenze abbiamo bisogno di nuove informazioni da interpretare, prima di decidere se farle nostre. Questo difficile compito, per coloro che non ci riescono (malati di mente, traumatizzati, ecc.) è affidato agli psicoterapeuti. In ogni caso, anche le persone normali, quando si trovano di fronte a informazioni che stravolgono le credenze possedute subiscono un "trauma epistemico" che le mette in difficoltà e che necessita di tempo e ulteriori conferme prima di essere accettate. Questo è, ad esempio, il caso dell'accettazione della meccanica quantistica che, inizialmente sconvolse anche il grande Albert Einstein.
Importanza della "meiosi" nel processo di riproduzione umana
A questo punto Schrödinger, si rivolge a quell'evento che egli considera essenziale nella riproduzione di un individuo (La meiosi, è il processo di divisione cellulare che si verifica nelle cellule sessuali, in cui una cellula madre si divide in quattro cellule figlie con la metà dei cromosomi della cellula madre). Egli scrive (p.52):
L'evento essenziale, determinante nel processo di riproduzione di un individuo, non è la fecondazione ma la meiosi. Una serie di cromosomi proviene dal padre, l'altro dalla madre. Né il caso né il destino possono avere influenza su questo fatto. Ogni uomo deve esattamente la metà della sua eredità alla madre e l'altra metà al padre. Che l'una o l'altra eredità sembri talora prevalere è dovuto a un diverso ordine di cause di cui ci occuperemo nel seguito (il sesso è ovviamente il più semplice esempio di tale prevalenza). Se però voi andate a cercare l'origine della vostra eredità all'indietro, risalendo fino ai vostri nonni, la cosa si presenta sotto un aspetto diverso. Consideriamo la mia serie paterna di cromosomi e in particolare uno di essi, per esempio il numero 5. Esso è una copia fedele o del numero 5 che mio padre ricevette da suo padre o del numero 5 ch'egli ricevette da sua madre. La scelta tra i due fu decisa, con probabilità 1:1, nella meiosi ch'ebbe luogo nel corpo di mio padre nel novembre 1886 e che produsse lo spermatozoo che pochi giorni dopo doveva essere utilizzato per dar vita a me. Esattamente la stessa storia potrebbe ripetersi per i cromosomi numero 1,2,3,.......,24, della mia serie paterna e, mutatis mutandis, per ciascuno dei miei cromosomi materni. Inoltre, tutte le 48 scelte sono del tutto indipendenti. Anche se fosse noto che il mio cromosoma numero 5 proviene da mio nonno Josef Schrödinger, si avrebbe ancora per il cromosoma numero 7 una uguale probabilità ch'esso provenga ancora da lui oppure da sua moglie Maria nata Bogner.
La vita è un fenomeno quantistico
Riguardo all'ereditarietà il biologo quantistico Jim Al-Khalili scrive nel suo libro "La fisica della vita" (pp.64-65):
Mentre Schrodinger scriveva "Che cos'è la vita?" [...] pose una semplice domanda: i geni sono abbastanza grandi da giustificare la loro precisione sulla base delle leggi statistiche "dell'ordine dal disordine"? [...] Se l'ereditarietà fosse basata su leggi classiche, e quindi statistiche, dovrebbe generare errori (deviazioni dalla legge) circa in uno ogni mille casi. Eppure era ben noto che i geni si trasmettevano fedelmente con percentuali (errori) di meno di uno su un miliardo. Questo livello straordinario di precisione convinse Schrodinger che le leggi dell'ereditarietà non potevano basarsi su regole classiche, di tipo 'ordine dal disordine'. Pertanto, ipotizzò che i geni fossero degli oggetti più simili ai singoli atomi o alle singole molecole: soggetti cioè alle regole non classiche, ma comunque stranamente ordinate, della scienza che egli stesso aveva contribuito a fondare: la meccanica quantistica. [...] La vita, sosteneva Schrodinger, è un fenomeno quantistico capace di volare, di camminare su due o quattro zampe, di nuotare nell'oceano, di crescere nella terra, o naturalmente di leggere questo libro.
Il salto quantistico delle mutazioni
Schrödinger si rivolge quindi all'emersione di 'mutazioni' come fenomeni quantistici. Egli scrive (p.65):
Circa quaranta anni fa l'olandese De Vries scoprì che nella discendenza di una razza anche assolutamente pura, un piccolissimo numero di individui, due o tre su decine di migliaia, mostra dei cambiamenti piccoli ma discreti. Il termine 'discreto' è qui usato non nel senso che il cambiamento sia considerevole, ma nel senso ch'esso è discontinuo, perché non vi sono forme intermedie tra la forma originaria e le poche mutate. De Vries chiamò tale fenomeno una mutazione. La caratteristica più importante di esso è la discontinuità. Esso richiama alla mente del fisico la storia dei quanti, ove appunto non possono comparire energie intermedie tra quelle di due livelli contigui.
E inoltre, nel libro "Schrödinger - L'immagine del mondo" Schrödinger stesso scrive (a pag.108) :
E' mia profonda convinzione che non ci sia in ciò una pura e semplice somiglianza esteriore, un'analogia di metodi, ma bensì un legame profondo, diretto ed essenziale, in quanto le mutazioni sono - a mio parere - proprio veri salti quantici- Il voler trattare l'argomento più in particolare ci condurrebbe troppo lontano. Vorrei però aggiungere un'osservazione, nella quale si riscontrerà forse in effetti una semplice analogia; ma mi sembra che si tratti tuttavia d'una cosa interessante. Noi vediamo già oggi in fisica con sufficiente chiarezza, che la nostra concezione dell'atomismo della materia e dell'energia è ancora troppo ingenua, anche se non sappiamo come si potrebbe far meglio. Le particelle non sono veramente esseri singoli, con un'individualità che si possa considerar fissa. In un certo modo vi s'insinua, sovrapponendosi, il concetto di campo, che le collega, scambia in modo incontrollabile le parti che esse sostengono, eccetera.
Massimo Teodorani scrive: [il fisico David Bohm afferma] "Il mondo macroscopico può esistere solo se esistono lo spazio e il tempo e quindi la fisica che lo descrive ha caratteristiche locali, mentre il mondo microscopico non ha bisogno dello spazio e del tempo ma percepisce la guida e l'informazione in maniera istantanea, in tal modo che la fisica che lo descrive viene definita "non locale". Il mondo microscopico riflette l'esistenza di un infinito al di fuori dello spazio e del tempo e non riceve l'informazione da un luogo preciso, ma la riceve da tutto l'universo la cui "locazione" viene identificata in una specie di "prespazio", sede della coscienza dell'universo, un ordine che esiste sotto il livello delle particelle fondamentali e precede le nozioni di spazio e di tempo. Nel prespazio non esiste nessuna distinzione tra spazio, tempo e materia."
Per approfondire andare alla pagina "In che universo viviamo"
Alcuni studi di biofisica suggeriscono che l'entanglement quantistico tra gli elettroni giochi un ruolo fondamentale nel mantenere stabile la struttura a doppia elica del DNA. Nello specifico, le forze di London-van der Waals (che uniscono le basi azotate) possiedono una natura quantistica.
The processes generating quantum entanglement in DNA
Sono stati studiati i processi di migrazione di una quasi-particella positiva che genera entanglement quantistico nel DNA. Lo studio è stato condotto su brevi filamenti di DNA. È stato dimostrato che l'entanglement migra lungo la catena di basi azotate a seguito dell'effetto tunnel. I processi di entanglement sono stati studiati su catene di DNA per le quali la migrazione di carica è stata confermata sperimentalmente, così come su brevi sequenze del gene LIPA (lipasi A lisosomiale di tipo acido) dell'Homo sapiens. È stato riscontrato un elevato grado di entanglement delle basi azotate, raggiungendo valori compresi tra l'80% e il 90%. È stato dimostrato che l'entanglement nel DNA crea le condizioni per il trasferimento di energia e stati quantistici nei geni non solo attraverso i legami chimici, ma anche attraverso un canale quantistico che utilizza l'entanglement stesso. Il lavoro conclude che l'entanglement quantistico può agire come un ulteriore canale di comunicazione tra le basi azotate nel DNA in caso di sua parziale distruzione.
Conclusioni (provvisorie):Il DNA è un fenomeno quantistico
Un'intelligenza artificiale ha ricevuto la missione di rispondere alla domanda più antica dell'umanità: chi ci ha creati? L'analisi ha incrociato dati di genetica, biologia molecolare, paleontologia e registri di civiltà antiche che descrivono la creazione umana con dettagli che la scienza ha confermato solo millenni dopo. Lungo il percorso, sono emersi numeri che rendono il caso matematicamente impossibile, una modifica nei cromosomi che non si spiega da sola e una proteina nel sangue che nessun altro primate sul pianeta possiede. Tre ipotesi sono state messe alla prova, e il risultato punta verso una direzione che nessuna di esse prevedeva da sola.
per scaricare le conclusioni (in pdf):
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Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)
- Ursula Barth (2017), How Many Cells Are in Your Body? Probably More Than You Think! - Eppendorf Handling Solutions
- Anna Naumova et al. (2014), Clinical imaging in regenerative medicine
- Simone Petralia (2017), Lynn Margulis, la biologa eterodossa che ha teorizzato l’endosimbiosi - OggiScienza
- Carl Zimmer (2013), How Many Cells Are In Your Body? - National Geographics
- Ron Sender et al. (2016), Revised Estimates for the Number of Human and Bacteria Cells in the Body [4813 citazioni]
- Daniel M. Davis (2022), The human body has 37 trillion cells. If we can work out what they all do, the results could revolutionise healthcare - The Conversation
- Javier Suarez (2019), THE HOLOGENOME CONCEPT OF EVOLUTION: A PHILOSOPHICAL AND BIOLOGICAL STUDY (PDF)
- Mariagrazia Portera, Mauro Mandrioli, Chi sono io? Forme dell’individuo tra filosofia e biologia (PDF)
- Moamen Elmassry, Birgit Piechulla (2020), Volatilomes of Bacterial Infections in Humans - Research Gate
- Giovanni Chetta (2021), Microbiota https://www.giovannichetta.it/microbiota.html
- Giovanni Chetta (2021), Genetica, Epigenetica, Nutrigenetica, Nutrigenomica (PDF)
- S.E. Shirmovski, A.V. Chizhov (2025), The processes generating quantum entanglement in DNA
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Pagina aggiornata il 29 Maggio 2026
