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Coloro cui sfugge completamente l'idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Maggio 2019
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pensierocritico.eu
I temi trattati in questo numero sono:

  1. Insegnamento lettura: Come scrive il teorico della traduzione Bruno Osimo: "La lettura è un processo mentale attivo, in cui il lettore è impegnato a ricostruire il messaggio dell'autore. I segni impressi sulla carta (e i suoni che compongono i messaggi orali) inducono una mente attiva a riflettere sulle alternative possibili per la ri-costruzione del contenuto del messaggio. Nella lettura si ha un testo di partenza però, in arrivo, non si ha un testo ma un insieme di congetture e ricostruzioni ipotetiche circa il possibile intento dell'autore nell'emettere il messaggio. Il libro "Il lettore infinito" di Aidan Chambers può essere utile a tutti coloro che si propongono di aiutare i giovani lettori a scoprire nella letteratura "la fonte della nostra libertà e della nostra immaginazione" e accompagnarli in un percorso di lettura e di crescita personale che non conosce limiti. Come afferma lo scrittore Nicola Gardini "
    Leggere non è un'attività esclusiva della mente. Con la lettura non intervengono solo l'intelligenza, la memoria, la coscienza linguistica, la volontà di capire. Anche il corpo svolge una sua funzione fondamentale, e il corpo detta la percezione della realtà circostante, e da tale percezione il lettore è continuamente sollecitato a sapersi impegnato nella lettura." Educare alla lettura significa educare al pensiero critico, e servono adulti che abbiano il senso della propria responsabilità e che abbiano amore per i libri, la lettura, la letteratura.

  2. Qualità della Lettura online (su schermo) e offline (su carta): La lettura è un'attività innaturale per l'essere umano, nel senso che deve essere appresa. La qualità della lettura e il piacere che l'essere umano ne ricava dipendono da molti fattori, tra i quali la responsabilità di chi progetta i testi e quella del lettore che ne fruisce. Nel dibattito sulle trasformazioni cognitive indotte da internet sui "nativi digitali" la qualità della lettura su schermo è stata messa in discussione da diversi pedagogisti.
    Carta e schermo sottintendono modalità di fruizione ed elaborazione diverse. Al giorno d’oggi si è imposta una forma di lettura ibrida, in cui si passa costantemente dallo schermo alla carta, e per cui è necessario trovare i modi migliori per utilizzare i vantaggi di entrambe le tecnologie, per tutte le fasce d'età e per tutti gli scopi.
    Il meta-studio E-READ di 54 studi che ha coinvolto più di 170.000 partecipanti (Dichiarazione di Stavanger del 2018), dimostra che la comprensione di testi informativi lunghi è maggiore quando si legge sulla carta piuttosto che sugli schermi, in particolare quando sono imposti dei limiti di tempo. Nessuna differenza è stata rilevata invece in riferimento ai testi narrativi. Gli ambienti digitali pongono delle sfide. Nella lettura su supporto digitale, rispetto a quella da stampa, i lettori tendono a sopravvalutare le loro capacità di comprensione, in particolare quando sono loro imposti dei limiti di tempo, inducendoli a leggere in modo più superficiale e meno concentrato.

  3. Leggere criticamente: Il passaggio dalla tradizione orale alla tradizione scritta ha costituito una frattura epistemica, nella cultura umana, segnando il passaggio da un "modo di pensare" basato sulla parola (poetica) e sulla musica, ad un altro modo di pensare basato sul ragionamento e sul pensiero argomentativo. E' stata fortemente sviluppata, rispetto al periodo precedente, la capacità logica che permette l'analisi e la sintesi di concetti complessi. Secondo lo psicologo David Olson il passaggio dall'oralità alla scrittura segna anche il passaggio dalla conoscenza di senso comune (concepito per scopi sociali più che logici) alla conoscenza scientifica (codificata per la riflessione, per la ricerca di leggi universali, ecc). Si può affermare che la scrittura (e la lettura ad essa associata) abbia reso possibile forme simboliche essenziali per lo sviluppo della cultura (storia, scienza, filosofia, ecc). Il pensiero umano viene attivato, prevalentemente, dalle argomentazioni, mentre l'affettività viene attivata dalla parola poetica. Come scrivono i formatori
    Manuele De Conti e Matteo Giangrande nel libro Debate (p.53): "Gli atti intuitivi, noetici, immediati dell'intelletto non permettono alcuna comunicazione della conoscenza. I processi discorsivi, dianoetici, mediati dalla ragione, al contrario, rendono possibile la trasmissione e la ricezione di informazioni, lo scambio di opinioni, la comunicazione del proprio pensiero e la sua comprensione da parte di altri individui razionali." Distinguere le buone dalle cattive argomentazioni, nei discorsi o nei testi degli altri, non è facile ma è importante se non si vuole essere manipolati dalle opinioni altrui.

  4. Metafora e pensiero: La metafora è stata a lungo considerata solo un puro ornamento del linguaggio, un abbellimento della forma linguistica, certamente rilevante per la creazione poetica, ma generalmente confinabile nell'ambito della linguistica. Nel 1980 Il filosofo Mark Johnson e il linguista George Lakoff, abbracciando una prospettiva neuroscientifica, scrissero un libro ("Metafora e vita quotidiana) che  gettò nuova luce sul significato e l'utilità della metafora per l'essere umano.
    I successivi studi neuroscientifici sulla metafora sono giunti alla conclusione che esistono dei processi cognitivi primordiali e universali, radicati nel corpo e messi in atto da ogni individuo nei primi anni di vita. Esistono "metafore primarie", radicate nella realtà fisica e nella corporeità. Tali metafore, sono chiamate "primitive", e alcune delle quali sono: affetto è calore, le difficoltà sono pesi, intimità è vicinanza, le categorie sono contenitori, gli scopi sono destinazioni, la conoscenza è visione, le cause sono forze fisiche.
    Solo in un secondo momento, nella vita di un essere umano, la combinazione di metafore primarie dà luogo a "metafore complesse". La metafora è dunque il principale meccanismo mentale attraverso cui noi comprendiamo concetti astratti e mettiamo in atto ragionamenti astratti.
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Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
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