Insegnamento lettura: educare alla lettura significa educare al pensiero critico - Pensiero Critico

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Coloro cui sfugge completamente l'idea che
è possibile aver torto non possono imparare nulla,
tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Insegnamento lettura: educare alla lettura significa educare al pensiero critico

Teorie > Concetti > Lettura Critica
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Il punto chiave
Leggere vuol dire spogliarsi d'ogni intenzione e d'ogni partito preso, per essere pronto a cogliere una voce che si fa sentire quando meno ci s'aspetta. (Italo Calvino)
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Io sono qui per insegnarvi a vedere attraverso le bugie che non so che sto dicendo (Aidan Chambers)
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Educare alla lettura significa educare al pensiero critico, e servono adulti che abbiano il senso della propria responsabilità e che abbiano amore per i libri, la lettura, la letteratura.
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Il libro "Il lettore infinito" può essere utile a tutti coloro che si propongono di aiutare i giovani lettori a scoprire nella letteratura "la fonte della nostra libertà e della nostra immaginazione" e accompagnarli in un percorso di lettura e di crescita personale che non conosce limiti. (Aidan Chambers)
Altan
Che cos'è la lettura
La lettura è sostanzialmente una traduzione, nel senso che ogni lettore deve interpretare il senso di un testo traducendo (almeno in parte) il significato dato dall'autore in un significato valido per se stesso. Scrive il teorico della traduzione Bruno Osimo, nel "Corso di traduzione" di Logos.it:

La lettura è un processo mentale attivo, in cui il lettore è impegnato a ricostruire il messaggio dell'autore. I segni impressi sulla carta (e i suoni che compongono i messaggi orali) inducono una mente attiva a riflettere sulle alternative possibili per la ri-costruzione del contenuto del messaggio. Nella lettura si ha un testo di partenza però, in arrivo, non si ha un testo ma un insieme di congetture e ricostruzioni ipotetiche circa il possibile intento dell'autore nell'emettere il messaggio.
[...] Un conto, insomma, è pensare a una parola, un altro conto è pensare ai suoi significati. Quando comunque la lettura avviene in assenza di disturbi interni o esterni, si passa rapidamente dalla riproduzione mentale della parola alla ricerca dei significati possibili. La rapidità di questo processo, o meglio di questa successione di processi, non dipende soltanto dalla familiarità acquisita con singole lettere e parole (fenomeno che riguarda perlopiù chi si appresta a imparare una lingua), ma soprattutto dalla familiarità con le strutture grafiche/fonetiche più ricorrenti. Infatti il lettore esperto non legge effettivamente tutte le lettere di tutte le parole di tutte le frasi, ma ne capta la porzione minima indispensabile per completare mentalmente l'unità di senso, sulla base delle proprie competenze enciclopediche.

Processo per educare gli adulti a leggere efficacemente
Il pedagogista Aidan Chambers nel libro "Il lettore infinito" si propone il seguente scopo (p. 8):

Aiutare i giovani lettori a scoprire nella letteratura "la fonte della nostra libertà e della nostra immaginazione" e accompagnarli in un percorso di lettura e di crescita personale che non conosce limiti.

Chambers ha sintetizzato il processo da lui proposto in un modello denominato "The reading circle" (Il cerchio della lettura), nel quale l'educatore alla lettura (insegnante, genitore, amico, ecc) è l'elemento più importante di questo modello. A tal proposito egli scrive (p. 19):


è assodato che, alla fine, gli apprendisti lettori dipendono da adulti competenti e consapevoli del loro ruolo, perchè ci sono alcuni aspetti di qualsiasi arte e di qualsiasi abilità - e la lettura è sia un'arte sia un'abilità - che si imparano solo dall'esperienza e che possono essere trasmessi solo da coloro che li hanno appresi attraverso l'esperienza.

Il libro descrive il significato delle attività che "l'educatore" deve compiere per predisporre le attività delle tre fasi del cerchio della lettura:

    1. Selezione dei libri da leggere (come orientare le scelte dei lettori, come orientare le scelte dell'insegnente, come allestire mostre di libri, come guidare l'esplorazione dei lettori)

    2. Lettura dei libri scelti (come valutare il set del lettore, cioè le sue precedenti esperienze e aspettative, come valutare il setting del contesto, cioè l'ambiente di lettura, come orientare il lettore a scegliere le storie che li aiutino a costruire la propria personalità).

    3. Conversazione sui libri letti (come insegnare ai lettori a parlare dei libri letti, come approcciare la "giusta" lettura del testo, come indirizzare verso le giuste domande sul testo)
The reading circle
Il cerchio della lettura è il modello proposto dal pedagogista Aidan Chambers per descrivere il processo da seguire per favorire l'insegnamento efficace della lettura
Come imparano a leggere i bambini: tre tappe
Lo psicologo Stanislas Dehaene nel suo libro "I neuroni della lettura" scrive (p.231):

Nel 1985 la psicologa inglese Uta Frith ha proposto un modello che è ancora un punto di riferimento: quello dei tre stadi di lettura. Notiamo anzitutto, che queste tappe non sono rigidamente distinte. Il bambino passa di continuo da una tappa all'altra, in una scala di qualche mese o qualche anno. La transizione da lettore novizio a lettore esperto è piuttosto lenta.

  1. (5-6 anni): stadio logografico o pittorico. Il bambino non conosce ancora la logica della scrittura, quindi il suo sistema visivo cerca di riconoscere le parole dalle forme, colori e orientamento delle lettere.

  2. (6-7anni): stadio fonologico. Il bambino impara a convertire i grafemi in fonemi avviando una vera rivoluzione mentale nel corso della quale egli scopre che ogni parola è composta di particelle (grafemi) che possono essere ricombinate per formare parole nuove, e che a ogni grafema corrisponde un fonema.

  3. (dai 9anni in poi): stadio ortografico. Il cervello del bambino crea un repertorio di unità visive di dimensione variabile ed esegue migliaia di statistiche sulla frequenza d'uso di ogni lettera, una parola rara viene letta più attentamente. Come scrive Dehaene (p.237): "il sistema visivo fornisce un codice sempre più compatto di parole che rappresenta in un sol colpo la configurazione dell'insieme delle lettere. Questo "indirizzo neuronale", organizzato come un albero gerarchico, può essere trasmesso direttamente, seduta stante, alle regioni coinvolte sia nell'analisi del significato sia nella pronuncia delle parole."

L'apprendimento della lettura presenta difficoltà variabili in funzione della lingua materna. Scrive Dehaene (p.268):

Un bambino finlandese o italiano sa leggere in qualche mesequalunque parola della propria lingua, dato che questa non soffre di nessuna irregolarità. [...] una volta compreso in che modo si pronuncia ogni grafema, sa leggere e scrivere tutti i suoni [...] Al contrario i bambini francesi, danesi e soprattutto inglesi impiegheranno molti anni per giungere a una lettura efficace.
Difficoltà di apprendimento
Nelle lingue in cui la trasparenza ortografica è debole, cioè a ogni lettera possono corrispondere più suoni, si incontrano maggiori difficoltà di apprendimento. (fonte Dehaene p.269)
Cosa succede al corpo durante la lettura
Una ricerca della Virginia University
Come cambiano il corpo e la mente durante la lettura
L'attività di lettura non coinvolge solo il cervello ma l'intero corpo del lettore. Scrive lo scrittore Nicola Gardini (vedi bibliografia) recensendo un libro di Lina Bolzoni:

Leggere non è un'attività esclusiva della mente. Con la lettura non intervengono solo l'intelligenza, la memoria, la coscienza linguistica, la volontà di capire. Anche il corpo svolge una sua funzione fondamentale, e il corpo detta la percezione della realtà circostante, e da tale percezione il lettore è continuamente sollecitato a sapersi impegnato nella lettura. La lettura si mischia con il qui e l'ora, e ne è perfino minacciato.

Gli effetti della lettura sul corpo sono stati attestati da una ricerca della Virginia University il cui esito è descritto nell'infografica a fianco.
La ricerca dell’università americana analizza gli effetti neurologici e cognitivi della lettura di libri o ebook in un arco di tempo che va dai 10 minuti ad anni dopo che si è letto il libro:

  • Dopo 10 minuti: Stimolazione istantanea del sistema sensoriale: la tattilità dell'oggetto-libro, l'impatto visivo tipografico, e il senso di una nuova esperienza trasportano il lettore su un piano nuovo. L'olfatto può essere stimolato: anche il lettore più stagionato può essere sopraffatto da "un odore di vecchi libri". Gli effetti intellettuali iniziali possono includere disorientamento di fronte a nuove terminologie, una certa resistenza alle nuove idee e un generale aumento dell’attività celebrale.

  • Dopo 30 minuti: Gli effetti aumentano e si può arrivare a sperimentare allucinazioni uditive o visive: il lettore viene “letteralmente” trasportato in un altro mondo e in un altro tempo. Inizia anche un rapporto fisico con il libro: si piegano gli angoli delle pagine per farne dei segnalibri, si sottolineano alcune frasi, si scrivono note a margine.

  • Dopo 60 minuti: L’immersione nel libro è totale. Il lettore può provare sensazioni opposte, dalla risata al dolore. Spesso, chi legge narrativa, prova una sorta di connessione emotiva con i personaggi e gli eventi del libro, mentre il “mondo reale” tende a scomparire. Il lettore è completamente sopraffatto e può succedere che interrompa la lettura e si metta a fissare il vuoto. Si pensa che questo sia un effetto collaterale, insieme all’esposizione a fatti e idee completamente nuovi e una più profonda conoscenza della condizione umana: questo fenomeno è noto come “apprendimento”.

  • Dopo più di 60 minuti: Il libro adesso ha assorbito completamente il lettore, che se ne distacca malvolentieri. Il bisogno del lettore di continuare a leggere la storia è ora così forte che è incapace di interromperla, anche per bisogni primari come mangiare o dormire.

  • Dopo giorni, settimane, mesi: La durata dipende dalle abitudini del lettore e dalla lunghezza del libro, ma a questo punto il libro è finito. Questo provoca un senso di intensa malinconia nel lettore. Alcuni rileggeranno il libro una seconda o una terza volta nel tentativo di riprovare il sentimento (in caso di narrativa) che hanno provato la prima volta. Altri vorrebbero tornare alla vita precedente alla lettura del libro, quando il mondo sembrava meno complicato. Paradossalmente, sono questi i lettori che, dopo un periodo di riposo, passano a libri ancora più impegnativi.

  • Dopo anni: Gli effetti del libro sono ancora visibili. Molti sono diventati lettori abituali e hanno incrementato le loro conoscenze, entrando in un ciclo di apprendimento che dura tutta la vita.
  • Conclusioni (provvisorie): la lettura avvia un percorso di crescita personale che non conosce limiti.
    La lettura è un'attività innaturale per l'essere umano, ciononostante essa è l'attività più importante per lo sviluppo dell'individuo. Essa consente infatti non solo di acquisire nozioni utili per la futura attività lavorativa, ma, soprattutto, se ben indirizzata nella fase scolastica, di maturare un atteggiamento di crescita personale ininterrotto. Come scrive il pedagogista Aidan Chambers, insegnare la lettura è "Aiutare i giovani lettori a scoprire nella letteratura "la fonte della nostra libertà e della nostra immaginazione" e accompagnarli in un percorso di lettura e di crescita personale che non conosce limiti.

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      E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
      Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

      1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
      2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
      3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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      Pagina aggiornata il 5 maggio 2019

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