Dalla Bibliometria allo sviluppo della Webometria - Pensiero Critico

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Dalla Bibliometria allo sviluppo della Webometria

Teorie > Metodi > Analisi Quantitative
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Il punto chiave

Non tutto ciò che può essere contato conta e non tutto ciò che conta può essere contato. (Albert Einstein)

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Trasparenza in cambio di banalità?

La Bibliometria è nata con lo scopo di misurare l'impatto delle istituzioni scientifiche e delle loro pubblicazioni sull'ambiente scientifico. Molto è cambiato da quando E.Garfield, nel 1960, propose un sistema bibliografico per la letteratura scientifica che aveva lo scopo di arricchire i riferimenti bibliografici dei documenti scientifici introducendo parametri utili a determinarne l'importanza.  Oggi assistiamo a un travaso dei metodi bibliometrici sul Web e alla creazione di nuove modalità di misura consentite dai nuovi mezzi di comunicazione. Ma i nuovi mezzi citazionali basati sul web e sui social network presentano anche il rischio di consentire a molti di pubblicare banalità con pochi controlli, come ha messo in guardia Blaise Cronin (ved. bibliografia) nel suo articolo "Rank stupidity?".

Impatto della ricerca scientifica

Come scrive Susan Wainwright nel report "Measuring Impact- A guide to resources", molte persone vorrebbero conoscere l'impatto delle loro organizzazioni sull'ambito di riferimento ma poi non sanno definirlo. La definizione che la Wainwright propone (p.10) è la seguente:

Impatto è ogni cambiamento risultante da un'attività, un progetto o un'organizzazione. Esso include effetti voluti e non voluti, negativi e positivi, a lungo termine così come a breve termine.



Alcune definizioni

I termini che trattano del problema della misura dell'informazione esistono dagli anni '60 ma sono stati definiti e caratterizzati nel corso degli ultimi cinquanta anni.
Nella bibliografia in fondo a questa pagina sono disponibili documenti che tracciano la nascita e l'affinamento di queste discipline.

Misura dell'impatto dei contributi scientifici
Bibliometrics, Webometrics, Altmetrics
Cliccare per ingrandire


  • Bibliometrics (Bibliometria): applicazione di metodi matematici e statistici a libri ed altri strumenti di comunicazione (Alan Pritchard)

  • Informetrics (Informetria): si occupa della misura, delle teorie matematiche e della modellizzazione di tutti gli aspetti dell'informazione, oltrechè della sua memorizzazione e ricerca (Leo Egghe, Ronald Rousseau)
  • Scientometrics (Scientometria): studio quantitativo dello sviluppo della scienza (W. Nalimov, Z.M. Mulchenko)
  • Cybermetrics (Cybermetria): analisi quantitativa di contenuti e applicazioni dell'intero Web, comprendente searching, email, newsgroup, ecc. (L.Bjorneborn, P.Ingwersen)
  • Webometrics (Webometria): analisi quantitativa di contenuti web, indirizzata a risolvere problemi bibliometrici (M.Thelwal)
  • Altmetrics: analisi e impiego di indicatori d'impatto in ambito scientifico basati su attività e strumenti online (J.Priem, P.Groth, D.Taraborelli)
Aree tematiche nelle quali avviene la misura dell'informazione
Webometrics
Questo diagramma è una rappresentazione grafica approssimativa dei confini della varie aree tematiche, utile solo a chiarire i diversi ambiti di applicazione delle tecniche di misura dell'informazione.
(Cliccare per ingrandire)
Mappa della Scienza basata sul clickstream di accesso alle riviste scientifiche e alle loro connessioni reciproche
Bollen
Cliccare per andare all'articolo di Johan Bollen et al. 'Clickstream Data Yields High-Resolution Maps of Science'
Vantaggi e svantaggi della Webometria

Lo sviluppo del Web ha causato un'evoluzione della Bibliometria con la creazione di nuovi indicatori complementari alla classica misura di impatto basato sull'analisi citazionale. L'esigenza di andare oltre la Bibliometria è nata dalla possibilità di svolgere analisi quantitative su un'enorme massa di documenti scientifici prima non accessibili. Per soddisfare questa esigenza è nata la Webometria che, secondo M.Thelwall (2008 Bibliometrics to Webometrics), presenta tre vantaggi rispetto alla Bibliometria:

  • Il web è più aggiornato dei classici database ISI, infatti il tempo che tradizionalmente intercorre tra l'inizio di una ricerca e la pubblicazione dei risultati è mediamente pari a due anni, mentre la pubblicazione su un website dell'evoluzione di una ricerca può essere analizzata fin dall'inizio con metodi webometrici senza attendere la sua pubblicazione.

  • il web contiene una vasta gamma di artefatti legati alla ricerca (brevetti, presentazioni, dati, website, software, ecc) che sono in grado di evidenziare le connessioni possibili tra quella ricerca e altre ricerche, oltre che il suo futuro impatto.

  • il web offre accesso libero permettendo lo svolgimento di analisi quantitative anche a chi non ha accesso ai database ISI


D'altro canto il web presenta degli svantaggi
:

  • la sua qualità non è controllata, quindi i dati webometrici sono solo indicativi piuttosto che assicurare una robusta evidenza come nel caso dei dati ISI

  • i dati non sono standardizzati e questo rende difficoltosa la loro estrazione

  • sebbene i dati sul web siano molto aggiornati è difficile essere sicuri della data di pubblicazione che spesso non è presente

  • la completezza dei dati non è garantita, infatti essa varia in funzione delle scelte del singolo ricercatore o gruppo di ricerca

Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Libri consigliati a chi è interessato alla qualità della ricerca
 
Nicola De Bellis
Chiara Faggiolani
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 17 ottobre 2015

 
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