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1984: si stanno avverando le previsioni di George Orwell?

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1984 è il romanzo più famoso di George Orwell, che lo scrisse nel 1948 e lo intitolò 1984 immaginando quella data abbastanza lontana perchè potessero crearsi le condizioni per un potere totalitario come quello da lui descritto. Oggi, dopo il Datagate e le rivelazioni di Edward Snowden sulle intercettazioni della NSA, le vendite del romanzo hanno avuto una vertiginosa impennata secondo Amazon, e una rilettura del romanzo può portare a interpretazioni diverse da quelle del passato.

La trama del romanzo è disponibile qui. Nel 1984 il regista Michael Radford realizzò un film (1984) basato fedelmente sul testo di Orwell. Una delle scene più significative (La stanza 101) è mostrata in questa pagina.

In corsa verso una società di automi: a cosa servono i romanzi distopici

Una breve lista di romanzi distopici:


    • 1925: Il Processo di Franz Kafka
    • 1932: Il mondo nuovo di Aldous Huxley
    • 1945: La fattoria degli animali di George Orwell
    • 1948: 1984 di George Orwell
    • 1952: Piano meccanico di Kurt Vonnegut
    • 1958: Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley
    • 1954: Il signore delle mosche di William Golding
    • 1995: Cecità di Jorge Saramago


Lo scopo di molti romanzi distopici è quello di mostrare la disumanizzazione della società condotta con vari metodi.


In ogni società, anche di fronte alle più forti pressioni psicologiche, vi sono sempre individui che resistono.

Ad esempio, nel romanzo "1984", piccoli funzionari di partito come Winston Smith, adibiti a falsificare le informazioni sul presente per adeguarle ai dettami del Grande Fratello, sono ben consci della manipolazione che subiscono e credono che vi siano altri come loro anche tra gli elevati funzionari di partito. Nel romanzo "Piano meccanico" di Kurt Vonnegut, pubblicato nel 1952, la maggior parte della società è stata privata del lavoro da parte delle macchine e gli individui che ne fanno parte, denominati "Relitti e Puzzoni", aspirano ad eliminare le macchine per riconquistare il proprio ruolo umano. In "Ritorno al mondo nuovo" di Aldous Huxley l'umanità, manipolata geneticamente, è stata trasformata in una società di automi, mentre in una riserva sopravvive un branco di selvaggi, tra i quali due persone, madre e figlio, civilizzate ma sfuggite per errore alla manipolazione genetica.

Il punto chiave

L'Europa di oggi non è quella uscita dalla seconda guerra mondiale, però esistono inquietanti analogie sulle condizioni economiche che hanno ispirato George Orwell a scrivere 1984: una di queste è la distruzione della classe media, l'altra è l'incalzare delle tecnologie di realtà virtuale.

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Le tecnologie, impegnate in una incessante trasformazione della realtà, creano un terreno propizio alle utopie positive e negative.
(Stefano Rodotà - Tecnopolitica p.3)

Big Brother NSA
Confronto tra le piramidi sociali

Il modo in cui stiamo riorganizzando il mondo attorno alle Reti Digitali non è sostenibile perchè la distribuzione della ricchezza è squilibrata verso chi gestisce le informazioni e non verso chi le produce. Scrive l'informatico Jaron Lanier (La dignità ai tempi di internet p.19):


Con il software e le reti che diventano sempre più importanti, possiamo decidere se avviarci verso un sistema in cui l'informazione è gratuita mentre quasi tutti vivono in uno stato di insicurezza, oppure verso uno in cui l'informazione si paga ma la classe media è più forte che mai. Il primo sembra un caso più ideale, in astratto, ma il secondo è un percorso più realistico verso una democrazia e una dignità durature.


Questo significa che stiamo distruggendo la classe media mentre si arricchiscono pochissimi individui che acquisiscono un potere oligarchico. In Rete il valore delle informazioni usate dai singoli e dalle imprese per prendere decisioni non proviene dal talento dei migliori ma dalle medie delle statistiche. Progressivamente non vi sarà più differenza tra una persona comune e una di talento, e l'evoluzione tecnologica che impiega modelli statistici predittivi distruggerà il talento alla base del capitalismo.


Il primo confronto tra il nostro tempo e la situazione descritta da Orwell in 1984 riguarda la piramide sociale e la distribuzione della ricchezza. Nelle due immagini mostrate in basso è possibile vedere una ricostruzione della piramide sociale "immaginaria" tratta dal romanzo e la piramide sociale "reale" stimata da Anthony Shorrocks ed altri studiosi nel 2010.

Ciò che salta all'occhio è che nella piramide sociale 'reale' è presente una classe media di benestanti pari al 23,5% del totale: proprio quella classe media che, a causa della globalizzazione e della crescente diseguaglianza sociale indotta dalla digitalizzazione dell'economia, è sotto attacco e rischia di scomparire in pochi anni. Se la scomparsa della classe media si avverasse avremmo una società per molti versi simile a quella creata da Orwell (con una violenza psicofisica di tipo diverso e basata sulla manipolazione consentita dal web).

Piramide sociale 'immaginaria' in 1984
1984 big brother
Struttura della società immaginata da Orwell in 1984: 85% di proletari, meno del 2% di elevati funzionari di partito e il restante 13% impiegati di basso livello (funzionari di partito) come Winston Smith, il protagonista del romanzo.
Piramide sociale 'reale' nel 2010
99%
Struttura della società nel 2010: 68,4% di proletari, 23,5% di benestanti (classe media), 7,5% di ricchi e 0,5% di straricchi.
L'odio dei funzionari di partito
L'ora d'odio alla quale erano periodicamente costretti a partecipare i piccoli burocrati del partito somiglia alle manifestazioni di odio in rete (hate speech) alle quali il web ci ha abituati.
Funzionari di partito adibiti a falsificare continuamente la realtà
I funzionari di partito avevano il compito di adeguare le informazioni trasmesse al pubblico ai dettami del partito, cancellando fatti e dati reali per sostituirli con nuove false informazioni. Qualunque nuovo dato che non corrispondesse alla versione decisa dal partito doveva essere bruciato. Solo così poteva essere messo in atto il motto del partito: chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente, controlla il passato.
La Stanza 101 è quella dove l'uomo viene disumanizzato

Qualche anno dopo essere stato nella Stanza 101 dove si svolge la scena visibile nel video a fianco, Winston incontra casualmente Julia (p.321):

"Ti ho tradito" disse lei, con semplicità. "Ti ho tradito" disse lui.
Essa gli diede un'altra occhiata piena di antipatia. "Certe volte" disse "minacciano di fare certe cose...certe cose che non si possono sopportare in nessun modo, che non si riesce nemmeno a pensare. E allora si dice: Non lo fate a me, fatelo a qualcun altro, fatelo al tal dei tali. Forse, dopo, si può anche far finta che era soltanto un trucco, e che s'era detto soltanto per farli smettere, e che non si voleva proprio dirlo sul serio. Ma non è vero. Mentre succede, si dice sul serio. Si pensa che non c'è altro modo, per salvarsi, e si è completamente pronti a servirsi  di quell'idea, per salvarsi. Si vuole che succeda all'altra persona. Non importa un cavolo fottuto quanto possa soffrire. Importa solo di se stessi."
"Importa soltanto di se stessi" echeggiò lui.
"E dopo di ciò, non si provano più gli stessi sentimenti di prima, verso l'altra persona"


La scena finale del film
Nella stanza 101 avviene la resa incondizionata di Winston al Grande Fratello: egli rinuncia ad avere dei sentimenti e tradisce Julia. Qualche anno dopo, incontrando casualmente Julia (anche lei ridotta ad essere un automa), scopre che anche lei lo ha tradito.
1984
George Orwell alla macchina da scrivere
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 22 aprile 2016

 
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