1984: si stanno avverando le previsioni di George Orwell o stiamo andando verso qualcosa di diverso? - Pensiero Critico

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1984: si stanno avverando le previsioni di George Orwell o stiamo andando verso qualcosa di diverso?

TEORIE > CONCETTI > DEMOCRAZIA E WEB
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Il punto chiave

L'Europa di oggi non è quella uscita dalla seconda guerra mondiale, però esistono inquietanti analogie sulle condizioni economiche che hanno ispirato George Orwell a scrivere 1984: una di queste è la distruzione della classe media, l'altra è l'incalzare delle tecnologie di realtà virtuale.

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Le tecnologie, impegnate in una incessante trasformazione della realtà, creano un terreno propizio alle utopie positive e negative.

(Stefano Rodotà - Tecnopolitica p.3)

Lo scopo di molti romanzi distopici è quello di mostrare la disumanizzazione della società condotta con vari metodi. Tuttavia, in ogni società, anche di fronte alle più forti pressioni psicologiche, vi sono sempre individui che resistono
La sorveglianza digitale delle agenzie di intelligence danneggia solo la privacy o anche la democrazia?

1984 è il romanzo più famoso di George Orwell, che lo scrisse nel 1948 e lo intitolò 1984 immaginando quella data abbastanza lontana perchè potessero crearsi le condizioni per un potere totalitario come quello da lui descritto. Oggi, dopo il Datagate e le rivelazioni di Edward Snowden sulle intercettazioni della NSA, secondo i dati di vendita forniti dagli editori statunitensi le vendite del romanzo hanno avuto una vertiginosa impennata, e una rilettura del romanzo può portare a interpretazioni diverse da quelle del passato.
La trama del romanzo è disponibile qui. Nel 1984 il regista Michael Radford realizzò un film (1984) basato fedelmente sul testo di Orwell. Una delle scene più significative (La stanza 101), quella dove avviene la disumanizzazione dell'uomo, è mostrata in questa pagina.

In corsa verso una società di automi: a cosa servono i romanzi distopici

Una breve lista di romanzi distopici:


    • 1925: Il Processo di Franz Kafka
    • 1932: Il mondo nuovo di Aldous Huxley
    • 1945: La fattoria degli animali di George Orwell
    • 1948: 1984 di George Orwell
    • 1952: Piano meccanico di Kurt Vonnegut
    • 1958: Ritorno al mondo nuovo di Aldous Huxley
    • 1954: Il signore delle mosche di William Golding
    • 1995: Cecità di Jorge Saramago


Lo scopo di molti romanzi distopici è quello di mostrare la disumanizzazione della società condotta con vari metodi. Tuttavia, in ogni società, anche di fronte alle più forti pressioni psicologiche, vi sono sempre individui che resistono.


Ad esempio, nel romanzo "1984", piccoli funzionari di partito come Winston Smith, adibiti a falsificare le informazioni sul presente per adeguarle ai dettami del Grande Fratello, sono ben consci della manipolazione che subiscono e credono che vi siano altri come loro anche tra gli elevati funzionari di partito. Nel romanzo "Piano meccanico" di Kurt Vonnegut, pubblicato nel 1952, la maggior parte della società è stata privata del lavoro da parte delle macchine e gli individui che ne fanno parte, denominati "Relitti e Puzzoni", aspirano ad eliminare le macchine per riconquistare il proprio ruolo umano. In "Ritorno al mondo nuovo" di Aldous Huxley l'umanità, manipolata geneticamente, è stata trasformata in una società di automi, mentre in una riserva sopravvive un branco di selvaggi, tra i quali due persone, madre e figlio, civilizzate ma sfuggite per errore alla manipolazione genetica.

I fatti "alternativi" di Trump
La strategia di comunicazione di Trump su Twitter (secondo Lakoff)
Donald Trump usa Twitter per la sua comunicazione politica per influenzare l'opinione pubblica in quattro modi, come fa notare il sociologo Silvio Ghidini Ottonelli attingendo a una comunicazione di George Lakoff (vedi bibliografia 2019):


Un modello indicativo di come il framing viene utilizzato oggi in politica ci è fornito da Lakoff. Dopo quasi un anno di presidenza Trump, il linguista cognitivo ha pubblicato un grafico che cerca di classificare e ricostruire le caratteristiche dei messaggi che il tycoon condivide su Twitter, suo principale e semi-ufficiale mezzo di comunicazione e propaganda. Possiamo brevemente riassumere i principali aspetti evidenziati in quattro punti:

1. Il preemptive framing (il framing preventivo), che permette a Trump di giocare d’anticipo sui competitors ed essere il primo a definire e inquadrare a suo vantaggio le questioni;

2. Il diversion (il diversivo, o la distrazione), per deviare l’attenzione da materie spinose o controversie postando contenuti forti e/o provocatori su argomenti distanti da quello in questione e non rilevanti per il dibattito pubblico;

3. La deflection (la deflazione), con l’obiettivo di screditare e delegittimare i media che lo attaccano (o potrebbero fare): gli attacchi di questo tipo vengono indirizzati verso singoli organi stampa ma anche in generale verso il sistema dei mass media. La costante aggressione dei mezzi di informazione ha l’obiettivo di minare la loro immagine agli occhi dell’opinione pubblica e, al contempo, a presentare sé stesso e il web come uniche fonti attendibili;

4. il trial baloon, cioè ventilare un’ipotesi o sottoporre all’attenzione generale un’idea per provocare e/o tastare il terreno su quella che potrebbe essere la reazione dell’opinione pubblica, in pieno stile postverità (il fatto non è vero ma potrebbe esserlo)
Confronto tra le piramidi sociali

Oggi le società totalitarie esistono solo fuori dall'Occidente e il mondo tende a dichiararsi democratico anche se spesso si tratta solo di un'etichetta. Il modo in cui stiamo riorganizzando il mondo attorno alle Reti Digitali non è sostenibile perchè la distribuzione della ricchezza è squilibrata verso chi gestisce le informazioni e non verso chi le produce. Scrive l'informatico Jaron Lanier (La dignità ai tempi di internet p.19):


Con il software e le reti che diventano sempre più importanti, possiamo decidere se avviarci verso un sistema in cui l'informazione è gratuita mentre quasi tutti vivono in uno stato di insicurezza, oppure verso uno in cui l'informazione si paga ma la classe media è più forte che mai. Il primo sembra un caso più ideale, in astratto, ma il secondo è un percorso più realistico verso una democrazia e una dignità durature.


Questo significa che stiamo distruggendo la classe media mentre si arricchiscono pochissimi individui che acquisiscono un potere oligarchico. In Rete il valore delle informazioni usate dai singoli e dalle imprese per prendere decisioni non proviene dal talento dei migliori ma dalle medie delle statistiche. Progressivamente non vi sarà più differenza tra una persona comune e una di talento, e l'evoluzione tecnologica che impiega modelli statistici predittivi distruggerà il talento alla base del capitalismo.


Il primo confronto tra il nostro tempo e la situazione descritta da Orwell in 1984 riguarda la piramide sociale e la distribuzione della ricchezza. Nelle due immagini mostrate in basso è possibile vedere una ricostruzione della piramide sociale "immaginaria" tratta dal romanzo e la piramide sociale "reale" stimata da Credit Suisse nel 2016.

Ciò che salta all'occhio è che nella piramide sociale 'reale' del 2016 è presente una classe media di benestanti pari al 18,5% del totale (nel 2010 erano il 23,5%): proprio quella classe media che, a causa della globalizzazione e della crescente diseguaglianza sociale indotta dalla digitalizzazione dell'economia, è sotto attacco e rischia di scomparire in pochi anni. Se la scomparsa della classe media si avverasse avremmo una società per molti versi simile a quella creata da Orwell (con una violenza psicofisica di tipo diverso e basata sulla manipolazione consentita dal web).

Jaron Lanier sostiene che il mondo attorno alle Reti Digitali non è sostenibile perchè la distribuzione della ricchezza è squilibrata verso chi gestisce le informazioni e non verso chi le produce. Se la scomparsa della classe media si avverasse avremmo una società per molti versi simile a quella creata da Orwell
Piramide sociale 'reale' nel 2016
Struttura della società nel 2016: 73,2% di proletari, 18,5% di benestanti (classe media), 7,5% di ricchi e 0,7% di straricchi.
Funzionari di partito adibiti a falsificare continuamente la realtà
Piramide sociale 'immaginaria' in 1984
1984 big brother
Struttura della società immaginata da Orwell in 1984: 85% di proletari, meno del 2% di elevati funzionari di partito e il restante 13% impiegati di basso livello (funzionari di partito) come Winston Smith, il protagonista del romanzo.
L'odio dei funzionari di partito
L'ora d'odio alla quale erano periodicamente costretti a partecipare i piccoli burocrati del partito somiglia alle manifestazioni di odio in rete (hate speech) alle quali il web ci ha abituati.  
Lo scopo di Orwell era di mostrare che un certo tipo di società, basata sulla diseguaglianza e sulla sorveglianza, mira a distruggere i sentimenti dell'individuo e disumanire la società
I funzionari di partito avevano il compito di adeguare le informazioni trasmesse al pubblico ai dettami del partito, cancellando fatti e dati reali per sostituirli con nuove false informazioni. Qualunque nuovo dato che non corrispondesse alla versione decisa dal partito doveva essere bruciato. Solo così poteva essere messo in atto il motto del partito: chi controlla il passato controlla il futuro, chi controlla il presente, controlla il passato.
La scena finale del film
Nella stanza 101 avviene la resa incondizionata di Winston al Grande Fratello: egli rinuncia ad avere dei sentimenti e tradisce Julia. Qualche anno dopo, incontrando casualmente Julia (anche lei ridotta ad essere un automa), scopre che anche lei lo ha tradito.
1984
George Orwell alla macchina da scrivere
La Stanza 101 è quella dove l'uomo viene disumanizzato

Qualche anno dopo essere stato nella Stanza 101 dove si svolge la scena visibile nel video a fianco, Winston incontra casualmente Julia (p.321):

"Ti ho tradito" disse lei, con semplicità. "Ti ho tradito" disse lui.
Essa gli diede un'altra occhiata piena di antipatia. "Certe volte" disse "minacciano di fare certe cose...certe cose che non si possono sopportare in nessun modo, che non si riesce nemmeno a pensare. E allora si dice: Non lo fate a me, fatelo a qualcun altro, fatelo al tal dei tali. Forse, dopo, si può anche far finta che era soltanto un trucco, e che s'era detto soltanto per farli smettere, e che non si voleva proprio dirlo sul serio. Ma non è vero. Mentre succede, si dice sul serio. Si pensa che non c'è altro modo, per salvarsi, e si è completamente pronti a servirsi  di quell'idea, per salvarsi. Si vuole che succeda all'altra persona. Non importa un cavolo fottuto quanto possa soffrire. Importa solo di se stessi."
"Importa soltanto di se stessi" echeggiò lui.
"E dopo di ciò, non si provano più gli stessi sentimenti di prima, verso l'altra persona"


Il potere del "Grande Altro" nell'epoca dell'intelligenza artificiale

Secondo la sociologa Shoshana Zuboff le condizioni socio-politiche esistenti al tempo di Orwell, cioè l'epoca dei totalitarismi tradizionali sono state superate dalla realtà e sostituite con un potere diverso, molto più ambiguo, pervasivo e invisibile: il potere strumentalizzante del capitalismo della sorveglianza, che la Zuboff chiama "Il Grande Altro". Ci sono pareri discordi, oggi, sull'impatto che l'intelligenza artificiale avrà sulla democrazia: la sociologa Soshana Zuboff nel suo libro "Il Capitalismo della sorveglianza" ha scritto (p.532):

Il sociologo Theodor Adorno ha attribuito il successo del nazismo al modo in cui la ricerca di una vita soddisfacente era diventata insostenibile per troppe persone: "Bisogna accettare che il nazismo e il terrore che ha causato sono collegati alla decadenza e al rivesciamento delle vecchie autorità, mentre le persone non erano ancora pronte all'autodeterminazione. Hanno ricevuto la libertà e non se ne sono dimostrati all'altezza." Se dovessimo stancarci di lottare per autodeterminarci e decidessimo di seguire le lusinghe del Grande Altro [cioè il potere strumentalizzante del capitalismo della sorveglianza, guidato dall'intelligenza artificiale e descritto alle pagine 393-414], finiremmo per barattare un futuro nel quale ci è ancora consentito di tornare a casa con una tirannia silenziosa e sterile.

Forse è troppo presto per farsi un'opinione sugli effetti dell'Intelligenza Artificiale sulla democrazia. Oggi non sono prevedibili.
Il Grande Altro
La sociologa Soshana Zuboff ipotizza la trasformazione che l'Intelligenza Artificiale opererà sulla società e la descrive così: "Il potere strumentalizzante del "Grande Altro" è quello che riduce l'esperienza umana a un comportamento osservabile e misurabile, rimanendo indifferente al significato di tale esperienza. Gli individui vengono ridotti al minimo comune denominatore, organismi tra gli organismi. Non c'è alcun fratello, grande o piccolo che sia, buono o cattivo, non ci sono legami familiari, nemmeno dei peggiori. Non ci sono relazioni tra il "Grande Altro"  e gli individui resi oggetti-altri. Il "Grande Altro" non si cura di quel che pensiamo, sentiamo o facciamo, basta che milioni, miliardi, migliaia di miliardi di occhi e orecchie senzienti, attivanti e computazionali, possano osservare, renderizzare, trasformare in dati e strumentalizzare i grandi serbatoi di surplus comportamentale generati nel marasma galattico di connessioni e comunicazioni. In questo nuovo regime, le nostre vite si svolgono  in un contesto morale di oggettificazione. Il "Grande Altro" può imitare l'intimità per mezzo dell'instancabile devozione dell'Unica Voce - la ciarliera Alexa di Amazon, le informazioni instancabili e i promemoria del Google Assistant"

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Pagina aggiornata il 29 aprile 2020

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