La credibilità scientifica nel Web (open access e social peer-review) si sta riducendo? - Pensiero Critico

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La credibilità scientifica nel Web (open access e social peer-review) si sta riducendo?

Teorie > Concetti > Credibilità
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Il punto chiave

La valutazione di credibilità dei contributi scientifici è in fase di trasformazione a causa della crescita del mondo editoriale digitale Open Access e dei social media. Si stanno trasformando i criteri sia della valutazione qualitativa (affidata alla social peer-review) sia di quella quantitativa (affidata all'analisi citazionale).
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Gli scienziati che barano non sono casi isolati, ma il prodotto di meccanismi degenerativi che facilitano comportamenti scorretti e che si stanno acuendo negli ultimi anni. (Telmo Pievani)

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Il ciclo di credito scientifico tradizionale è ancora valido?

La credibilità di ogni nuovo contributo scientifico dipende dal suo impatto sulla comunità scientifica. Per approfondire il concetto di impatto in ambito scientifico andare alla pagina Webometria.


Latour e Woolgar (1986) hanno studiato la credibilità scientifica elaborando un modello denominato "Cycle of credit
" (figura a fianco), che mostra le due componenti (epistemologica ed economica) dell'attività scientifica.
In questo modello l'obiettivo dell'attività di marketing degli investitori scientifici (Istituti di ricerca, Editori, Produttori) è quello di accelerare la "conversione" della credibilità (di una istituzione scientifica, di un autore, di un libro, di una rivista, ecc) in capitale economico
che consenta di sostenere e ripercorrere il ciclo. Questo modello appartiene al mondo scientifico tradizionale delle scienze dure, nel quale la revisione tra pari (peer review) avviene ex-ante ed è impossibile pubblicare qualcosa senza essere stati sottoposti a valutazione preliminare.

Il nuovo mondo dell'Open Access

Nel mondo dell'editoria digitale Open Access, il modello tradizionale è stato fortemente modificato: il meccanismo di revisione è diventato aperto, dialogico e meno autoreferenziale (valutazione aperta anche ai non accademici). Questo nuovo modello è in evoluzione e attualmente presenta aspetti controversi riguardo alla qualità del meccanismo di revisione. Per approfondire andare alla pagina Peer Review.

Conversione del capitale scientifico in capitale economico

Nel modello del cycle of credit di Latour-Woolgar si possono individuare quattro fasi iterative:

  • Ogni autore cerca di trasformare l'oggetto dei suoi interessi scientifici (o di quelli dell'istituto di ricerca per il quale lavora) in articoli scientifici da sottoporre alla peer-review e alla pubblicazione

  • La pubblicazione degli articoli/studi ne consente la diffusione a un pubblico  di studiosi più ampio dei pochi che  hanno condotto la peer-review

  • Il Capitale scientifico accumulato da un autore dipende dal riconoscimento dell'ambiente scientifico e si misura con il numero di citazioni ricevute

  • Se l'autore riesce a convertire  il suo capitale scientifico in maggiore autorevolezza all'interno del suo istituto di ricerca, per effetto di investimenti generati dalle sue  ricerche, il ciclo viene ripercorso con nuovi studi, altrimenti egli può decidere di abbandonare il ciclo dedicandosi all'insegnamento universitario

Ciclo tradizionale della credibilità scientifica
Cycle of Credit
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Scienze dure e scienze umane

I processi di valutazione della credibilità con metodi bibliometrici, applicati inizialmente solo alle scienze dure (il cosiddetto settore delle pubblicazioni STM: Scientific, Technical, Medical), sembravano inapplicabili alle scienze umane (sociologia, linguistica, arte, ecc). L'avvento della webometrica e delle metodologie rivolte al mondo Open Access consente invece, anche per le scienze umane, l'analisi statistica dei dati di uso da parte dei lettori (clickstream) in alternativa alla tradizionale analisi citazionale. Un esempio è mostrato nella mappa di Bollen, tratta dall'articolo in bibliografia.
L'articolo in questione fornisce un'interessante messe di dati sulla sua visualizzazione/citazione/ download, che mostrano le potenzialità della webometrica nel valutare l'impatto che l'articolo ha avuto sul pubblico dei lettori. Dati aggiornati possono essere visualizzati qui
.
La tabella nel box a fianco è invece tratta dall'articolo di A.De Robbio citato in bibliografia.

Scienze
Cliccare per ingrandire
Indicatori tradizionali (non-Open Access) della Bibliometria

L'Institute of Science Index propose, nel tempo, vari indici di misurazione delle citazioni, tra i quali:

  • Science Citation Information (SCI)

  • Social Science Citation Information (SSCI)
  • Arts & Humanities Citation Information (AHCI)

  • Engineering Index (EI)
  • Electronic Social and Science Citation Index (ESSCI) che tratta le riviste online


Nuovi Indicatori Bibliometrici, Webometrici e Altmetrici

Alcuni indicatori innovativi basati sul Web:

  • Ranking Web of Universities (Composite WIF)

  • Scimago Journal Rank (SJR)
  • Eigenfactor (EI)
  • Indice di Hirsch (H-Index)

  • Indice di Egghe (G-Index)
  • Usage Factor (UF)
I principali indicatori bibliometrici e webometrici
Bibliometrics and webometrics indicators
Cliccare per ingrandire
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


Libri consigliati a chi non vuole correre il rischio di affidarsi a ricerche scientifiche inaccurate, false o fuorvianti
 
Guido Gili
Enrico Bucci
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 31 marzo 2016

 
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