Dati, Informazioni, Conoscenze, Saggezza - Pensiero Critico

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Coloro cui sfugge completamente l'idea che
è possibile aver torto non possono imparare nulla,
tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Dati, Informazioni, Conoscenze, Saggezza

TEORIE > CONCETTI > PIRAMIDE DELLA CONOSCENZA
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Il punto chiave
Nella nostra era, i lettori non hanno nessun dubbio quando ascoltano termini come "conoscenza", "informazione", e "dati", e alcuni possono sentirsi confusi sulle differenze tra loro  e sulla loro interrelazione. Adesso io sto proponendo di gettare un altro termine, "modello causale", nella mischia e il lettore può giustificatamente chiedersi se questo non fa che aumentare la confusione. Non lo farà! infatti, ancorerà le nozioni sfuggenti di scienza, conoscenza e dati in un contesto concreto e significativo e ci permetterà di vedere come i tre lavorano insieme per produrre risposte a difficili domande scientifiche. (Judea Pearl)
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La saggezza richiede di vedere attraverso l'illusione. L'idea popolare che la saggezza possa arrivare con l'età esprime l'idea che, spesso, impariamo attraverso le illusioni solo soffrendo attraverso di esse. (Patrick McKee, Clifton Barber)
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La saggezza è conoscere la strada giusta da prendere. (Patrick McKee)
I dati in quanto tali, sono stupidi
Il giornalista Gilberto Corbellini, recensendo il libro (vedi bibliografia) "The book of why, the new science of causes and effect" che parla dell'approccio probabilistico all'intelligenza artificiale del matematico e filosofo Judea Pearl, scrive:

I dati, in quanto tali, sono stupidi. Non parlano. Non portano attaccate etichette che ci dicono cosa significano. Oggi, però, di dati si parla come se contenessero chissà quali verità. Viviamo in un'era nella quale i Big Data si pensa siano la soluzione a tutti i problemi. I corsi di "scienza dei dati" proliferano nelle università, e gli impieghi come "scienziati dei dati" sono redditizi nelle nostre società, dove l'economia "è basata su dati".  Gli strumenti statistici tradizionali, che guardano solo alle correlazioni, e gli algoritmi di Intelligenza Artificiale (IA) che usiamo per interrogare le banche dati sono, per Pearl, come gli uomini "nella famosa caverna di Platone che esplorano le ombre sulla parete della grotta e imparano a prevedere con precisione i loro movimenti. Ma non capiscono che le ombre osservate sono proiezioni di oggetti che si muovono in uno spazio tridimensionale. Ne deriva, per il teorico dell'IA basata su network bayesiani, che sono sciocchezze la "singolarità" (la super-intelligenza che prenderebbe il comando delle tecnologie), l'avvento di legioni di robot che ci schiavizzeranno o un Armageddon causato dall'IA.
I dati, in quanto tali, sono stupidi. Non parlano. Non portano attaccate etichette che ci dicono cosa significano. Oggi, però, di dati si parla come se contenessero chissà quali verità. Viviamo in un'era nella quale i Big Data si pensa siano la soluzione a tutti i problemi
What is a wise man?
He is an old man who does not remember what he did as a young man.
Modello di crescita conoscitiva

Nel modello della piramide della conoscenza (DIKW), vengono utilizzati quattro stati conoscitivi (dati, informazioni, conoscenza, saggezza) nell'ambito dei quali il singolo individuo effettua le sue inferenze e fa le sue esperienze (nell'ambiente in cui vive), per arrivare, se le cose sono andate bene, a un certo grado di saggezza.

Piramide della conoscenza: una metafora dell'intelligenza

La crescita conoscitiva è un processo dinamico e la piramide della conoscenza ci mostra come il fattore più importante per incrementare la propria conoscenza è la capacità di contestualizzare e far transitare verso uno stato conoscitivo superiore i dati in nostro possesso.


L'intelligenza è la capacità di utilizzare esperienze, competenze e conoscenze per raggiungere i propri obiettivi
Turing Test nell'Anno 2208
dati
Ieri ho fatto il Turing Test.
Interessante! Quale è stato il risultato?
Ho fallito. La macchina ha capito subito che ero io, uno stupido umano.
Cos'è l'intelligenza umana?
Cliccare per approfondire
Nascita dei concetti di dato, informazione, conoscenza e saggezza
Nascita del concetto di conoscenza

La riflessione sulla conoscenza è stata al centro dell'attenzione di filosofi e scienziati fin dai tempi di Platone (ved.bibliografia) e Aristotele, prima di diventare oggetto degli informatici e tecnologi della seconda metà del '900. Secondo il filosofo Michael  Polanyi (1958 ved.bibliografia), la conoscenza ha le sue radici nel ruolo del linguaggio il quale viene visto come uno strumento mediante il quale si può "tentare" di trasferire agli altri ciò che, di per sè, ha una dimensione tacita: vale a dire che noi conosciamo più di quanto riusciamo a dire. Conseguentemente, se una persona "sa fare qualcosa", non sa in base a quali regole riesce a farla e, quindi, non può insegnare ad altri queste regole. Gli altri possono limitarsi a osservare il suo comportamento e "imparare" traducendolo in regole personali (tacite).


Nascita dei concetti di informazione e dato

L'avvento della teoria dell'informazione e delle relative tecnologie informatiche, a partire dagli anni '40 (1948, Claude Shannon), ha messo in rilievo la distinzione tra i concetti di conoscenza e informazione. Shannon pose le basi teoriche per la realizzazione di sistemi in grado di memorizzare, aggregare e trasferire informazioni. In quest'ambito si evidenziò anche la necessità di distinguere i concetti di informazione e dato, fino ad allora ritenuti sinonimi (nel parlare comune spesso anche oggi). Infatti, in informatica, un dato è un elemento informativo costituito da simboli, e un'informazione è il risultato dell’elaborazione di più dati.
Ad esempio, il dato “Russo” esprime un cognome, il dato “Giovanni” un nome, il dato “RSSGNN80A01H501N” esprime un codice fiscale. Se si interroga un database per sapere qual è il codice fiscale del cliente Giovanni Russo, i tre dati costituiscono una informazione. L'informazione, dunque, attribuisce significato a dati che, isolatamente, non ne hanno; nel caso dell'esempio il significato si può riassumere nella frase: il codice fiscale di Giovanni Russo è RSSGNN80A01H501N
.


Nascita del concetto di saggezza

La saggezza è qualcosa che va al di là dei concetti di informazione e conoscenza e li comprende entrambi assimilandoli e trasformandoli nell'esperienza individuale. Il termine "saggezza" è stato usato attribuendogli una grande varietà di significati e ogni cultura, occidentale e orientale, lo ha espresso nella propria letteratura sapienziale. I filosofi Patrick Mckee e Clifton Barber (vedi bibliografia 1999), hanno scritto:


Noi suggeriamo che la saggezza non stia in ciò che una persona conosce, ma in "come" conosce. La cosa speciale sulla conoscenza di Socrate - ciò che la fa diventare saggezza - è che essa può essere acquisita solo oltrepassando la forte inclinazione a credere l'opposto. L'inclinazione che egli oltrepassa, è la nostra quasi universale rapidità nel credere che uno che eccelle in un campo tecnico deve anche avere risposte ad altri tipi di domande. [...] La saggezza è conoscenza che arriva dall'aver superato questo tipo di illusione ("Seeing through illusion").
Cos'è la saggezza



La saggezza è la rinuncia consapevole, da parte di uno specifico individuo, a un atteggiamento illusorio generalizzato.

Cos'è una conoscenza



Una conoscenza è l'impiego, da parte di uno specifico individuo, di un certo numero di informazioni per attuare certe "azioni" e vivere delle esperienze nel suo ambiente. L'esperienza fatta si trasformerà in conoscenza, sia che essa confermi le informazioni in suo possesso sia che le neghi.
La conoscenza è sempre individuale e non si può trasmettere perchè è generata dalle precedenti esperienze e conoscenze dell'individuo; quel che si può trasmettere è solo il racconto della propria esperienza.

Cos'è un dato




Un dato è qualcosa di percepibile dai sensi ma che non ha alcun valore intrinseco fino a quando non viene posto in un contesto di riferimento.

Cos'è una informazione



Un'informazione è la scelta di un individuo di porre alcuni dati in un contesto di riferimento, assurgendoli al ruolo di "premesse", e di effettuare su di essi una serie di inferenze, traendone delle "conclusioni".
Tali conclusioni si chiamano "informazioni" ma non acquisiscono il valore di "conoscenza" fino a quando non vengono correlate alle conoscenze ed esperienze di un soggetto specifico.



Il fattore più importante per incrementare la propria conoscenza è la capacità di contestualizzare e far transitare verso uno stato conoscitivo superiore i dati in nostro possesso

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Libri consigliati
a chi non vuole confondere dati, informazione e conoscenza
Spesa annua pro capite in Italia per gioco d'azzardo 1.583 euro, per l'acquisto di libri 58,8 euro (fonte: l'Espresso 5/2/17)

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Pagina aggiornata il 14 marzo 2020

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