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Dati, Informazioni, Conoscenze, Saggezza

Teorie > Concetti > Piramide della Conoscenza
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Il punto chiave

Essere informati non è sempre una benedizione e, talora, può essere moralmente sbagliato o pericoloso. (Luciano Floridi - La rivoluzione dell'informazione p.133)

Modello di crescita conoscitiva

Nel modello della piramide della conoscenza (DIKW), vengono utilizzati quattro stati conoscitivi (dati, informazioni, conoscenza, saggezza) nell'ambito dei quali il singolo individuo effettua le sue inferenze e le sue esperienze (nell'ambiente in cui vive), per arrivare, se le cose sono andate bene, a un certo grado di saggezza.

Piramide della conoscenza
DIKW

La crescita conoscitiva è un processo dinamico e la piramide della conoscenza ci mostra come il fattore più importante per incrementare la propria conoscenza è la capacità di contestualizzare e far transitare verso uno stato conoscitivo superiore i dati in nostro possesso.


Nascita dei concetti di dato, informazione, conoscenza e saggezza

Nascita del concetto di conoscenza

La riflessione sulla conoscenza è stata al centro dell'attenzione di filosofi e scienziati fin dai tempi di Platone (ved.bibliografia) e Aristotele, prima di diventare oggetto degli informatici e tecnologi della seconda metà del '900.
Secondo il filosofo Michael  Polanyi
(1958 ved.bibliografia), la conoscenza ha le sue radici nel ruolo del linguaggio il quale viene visto come uno strumento mediante il quale si può "tentare" di trasferire agli altri ciò che, di per sè, ha una dimensione tacita: vale a dire che noi conosciamo più di quanto riusciamo a dire. Conseguentemente, se una persona "sa fare qualcosa", non sa in base a quali regole riesce a farla e, quindi, non può insegnare ad altri queste regole. Gli altri possono limitarsi a osservare il suo comportamento e "imparare" traducendolo in regole personali (tacite).


Nascita dei concetti di informazione e dato

L'avvento della teoria dell'informazione e delle relative tecnologie informatiche, a partire dagli anni '40 (1948, Claude Shannon), ha messo in rilievo la distinzione tra i concetti di conoscenza e informazione. Shannon pose le basi teoriche per la realizzazione di sistemi in grado di memorizzare, aggregare e trasferire informazioni. In quest'ambito si evidenziò anche la necessità di distinguere i concetti di informazione e dato, fino ad allora ritenuti sinonimi (nel parlare comune spesso anche oggi). Infatti, in informatica, un dato è un elemento informativo costituito da simboli, e un'informazione è il risultato dell’elaborazione di più dati.
Ad esempio, il dato “Russo” esprime un cognome, il dato “Giovanni” un nome, il dato “RSSGNN80A01H501N” esprime un codice fiscale. Se si interroga un database per sapere qual è il codice fiscale del cliente Giovanni Russo, i tre dati costituiscono una informazione. L'informazione, dunque, attribuisce significato a dati che, isolatamente, non ne hanno; nel caso dell'esempio il significato si può riassumere nella frase: il codice fiscale di Giovanni Russo è RSSGNN80A01H501N
.


Nascita del concetto di saggezza

La saggezza è qualcosa che va al di là dei concetti di informazione e conoscenza e li comprende entrambi assimilandoli e trasformandoli nell'esperienza individuale.

Cos'è un dato




Un dato è qualcosa di percepibile dai sensi ma che non ha alcun valore intrinseco fino a quando non viene posto in un contesto di riferimento.

Cos'è una informazione



Un'informazione è la scelta di un individuo di porre alcuni dati in un contesto di riferimento, assurgendoli al ruolo di "premesse", e di effettuare su di essi una serie di inferenze, traendone delle "conclusioni".
Tali conclusioni si chiamano "informazioni" ma non acquisiscono il valore di "conoscenza" fino a quando non vengono correlate alle conoscenze ed esperienze di un soggetto specifico.



Cos'è una conoscenza



Una conoscenza è l'impiego, da parte di uno specifico individuo, di un certo numero di informazioni per attuare certe "azioni" e vivere delle esperienze nel suo ambiente. L'esperienza fatta si trasformerà in conoscenza, sia che essa confermi le informazioni in suo possesso sia che le neghi.
La conoscenza è sempre individuale e non si può trasmettere perchè è generata dalle precedenti esperienze e conoscenze dell'individuo; quel che si può trasmettere è solo il racconto della propria esperienza.

Cos'è la saggezza



La saggezza è la rinuncia consapevole, da parte di uno specifico individuo, a un atteggiamento illusorio generalizzato.

Le possibilità offerte da Internet per trasformare dati grezzi in informazioni


L'inventore del Web, Tim Berners Lee
, nel 2009 fece un appello pubblico ai governi, scienziati e istituzioni affinchè rendessero disponibili in rete dati grezzi. Nel breve video a fianco (in inglese con sottotitoli in italiano) mostra, un anno dopo quell'appello, alcuni risultati ottenuti.

Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Libri consigliati a chi non vuole confondere dati, informazione e conoscenza
 
Piccari
Floridi
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 19 agosto 2014

 
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