La cultura della Silicon Valley consiste nel penetrare e manipolare, con la tecnologia ma in modo invisibile, qualunque cosa si voglia - Pensiero Critico

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Coloro cui sfugge completamente l'idea che
è possibile aver torto non possono imparare nulla,
tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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La cultura della Silicon Valley consiste nel penetrare e manipolare, con la tecnologia ma in modo invisibile, qualunque cosa si voglia

TEORIE > METODI > INTELLIGENZA ARTIFICIALE
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Il punto chiave
C’è gente strana in Silicon Valley: un esercito di tech-miliardari divenuti più ricchi di Creso e che oggi utilizzano i loro soldi per inseguire sogni talmente bizzarri che, almeno da noi comuni mortali, sarebbero da classificare alla voce “follie da megalomani”. Ma c’è un problema: con le risorse economiche più o meno infinite che alcuni di questi personaggi hanno a disposizione – da Peter Thiel a Elon Musk, da Larry Page a Jeff Bezos – le loro follie potrebbero anche diventare realtà. (Andrea Signorelli)
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La religione tradizionale nell’area di San Francisco sta cedendo il posto a una forma diversa di culto, una forte fiducia nel potere della scienza per la salvezza dell’umanità.
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Non sono forse già signori e padroni? Pensano di potere ottenere tutto disponendo della loro ricchezza, ma non è così. (Linda Waite)
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La Silicon Valley, da decenni sinonimo di innovazione tecnologica, è ormai vittima del proprio successo: i prezzi degli immobili sono saliti alle stelle (recentemente un piccolo trilocale con garage è stato venduto a Palo Alto al prezzo di due milioni di dollari) impedendo a giovani informatici di tentare la fortuna nella valle che circonda San Francisco.
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Da innovatore, penso che dovremmo avere alcuni luoghi sicuri in cui possiamo provare cose nuove e capire quale possa essere il loro effetto sulla società e la gente. Senza doverle poi applicare al mondo normale. (Larry Page)
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Farò una previsione, tra dieci anni la laurea in filosofia varrà molto di più di una laurea in informatica”. Perché? Perché in tempi in cui le intelligenze artificiali e la nascente era robotica rischiano di relegare l’essere umano alla periferia del mondo (si pensa che il 50% dei lavori non esisteranno più nel 2028), i manager (a partire da quelli più influenti al mondo, cioè quelli della Silicon Valley) hanno compreso l’importanza di mettere al centro dello sviluppo di un’impresa gli individui, nel tentativo di creare un “neo-umanesimo digitale” in cui le tecnologie sono al servizio dell’essere umano e non viceversa. Oggi il mondo del lavoro ha bisogno di “filosofi esecutivi” perché essi permettono la diffusione del bene più raro e prezioso del nostro tempo, il pensiero. (Mark Cuban)
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La rilevanza del cyberpunk non sta calando; sta crescendo. E per i designer di oggi che vivono all'incrocio tra virtuale e reale, Molly Millions [eroina del romanzo Neuromante] non è solo una sacerdotessa e un profetessa. È una musa ispiratrice. (John Brownlee)
silicon valley
Who's that?
Boh, he will be a hacker.

(This ingenious cartoon expresses the Silicon Valley philosophy: there is a stranger in our bed and we don't know it.)
Origine della Silicon Valley
Negli anni '70 la Silicon Valley faceva riferimento a una striscia sulla penisola di San Francisco che si estendeva per circa 17 miglia da Palo Alto a San Jose e dalla baia verso ovest per 7 miglia, che comprendeva Sunnyvale e Cupertino. Era una trama che conteneva un gruppo di startup di microchip che avrebbe dato il nome a Silicon Valley e avrebbe cambiato per sempre l'informatica. Oggi, la "Silicon Valley" comprende l'intera area della baia di San Francisco, con la sua alta densità di aziende tecnologiche. Le reti che sono nate dalle società pionieristiche della Silicon Valley includevano partnership di capitale di rischio, un nuovo modello di investimento ad alto rischio e alto rendimento. Forti connessioni professionali e personali e una cultura dell'innovazione hanno alimentatto la crescita nelle tecnologie e nelle aziende in tutta la valle. L'immigrazione, soprattutto dall'Asia orientale e meridionale, si è dimostrata indispensabile fornendo ondate successive di nuovi talenti. Il mondo accademico ha contribuito a favorire il passaggio della regione dall'agricoltura e dall'estrazione di risorse minerarie alla tecnologia e alla creazione di imprese (startups).
L'Università UC Berkeley è stato un pioniere della fisica nucleare, mentre il mix di ricerca e imprenditorialità dell'Università di Stanford ha contribuito ad almeno tre dei boom della Silicon Valley: semiconduttori al silicio, personal computer e il mondo online. Perché la Silicon Valley in California? Nel 1956, il fisico William Shockley lasciò i Bells Labs nel New Jersey e si diresse a ovest per fondare la propria compagnia. Si portò dietro il suo team di ingegneri che, però, presto (nel 1957) abbandonarono il loro capo per creare la divisione Fairchild Semiconductor e i suoi innovativi chip di silicio che generarono una nuova vivace industria (quella dei circuiti integrati planari basati sulla tecnologia bipolare).
Dove si trova la Silicon Valley
Nel 1971, un giornalista di nome Don Hoefler definisce “Silicon Valley” la parte sud dell’area metropolitana di San Francisco. Silicon sta per silicio ed il silicio è un elemento chimico usato per microchip e semiconduttori che, si sa, servono a far funzionare i computer. Nel raggio di 100 km troviamo i quartier generali di Apple, Hewlett-Packard, Google, Facebook, Linkedin, Cisco, IBM, Neflix, eBay, Intel, PayPal.
La religione tradizionale nell’area di San Francisco sta cedendo il posto a una forma diversa di culto, una forte fiducia nel potere della scienza per la salvezza dell’umanità
La Silicon Valley e, al centro, l'Apple Park
Il cuore dell’Apple Park è off limits e non ci saranno tour per aprirlo al pubblico: per entrare nelle stanze dello Spaceship è obbligatorio essere un dipendente e c’è una ragione valida dietro tale politica. È l’unico modo per proteggere i segreti aziendali che Apple custodisce al suo interno.
Le èlite della Silicon Valley stanno finanziando la ricerca dell'immortalità
AI
Oggi, i transumanisti annoverano tra i loro membri alcune delle figure più influenti della Silicon Valley come il futurista Raymond Kurzweil, Direttore tecnico di Google,  Elon Musk, fondatore di Tesla e Space X, Peter Thiel, fondatore di PayPal e venture capitalist, Larry Ellison, fondatore di Oracle. Il filosofo Nick Bostrom della Oxford University è cofondatore della World Transhumanist Association e autore del bestseller "Superintelligenza" che è stato raccomandato perfino da Bill Gates.
Il mondo nuovo di Aldous Huxley e il mondo futuro delle élite della Silicon Valley

Nel 1932 lo scrittore Aldous Huxley immaginò un mondo nuovo per l'umanità collocandolo temporalmente intorno al 2500 d.C. Si trattava di un mondo basato non solo sugli avanzamenti tecnologici ma, soprattutto, su quelli biologici. Quel libro costituisce oggi un monito per l'umanità attuale che si avvia verso nuove, profonde possibilità di modifica del corpo umano basate sulle nanotecnologie molecolari (vedi bibliografia Jacobstein 2006).

Una società perfetta

Il romanzo di Huxley ipotizzava una società nella quale la fecondazione vivipara veniva sostituita da quella artificiale. Gli individui (in embrione) venivano corporalmente "allevati" in speciali incubatori e mentalmente "condizionati" per molti anni con tecniche neopavloviane e ipnotiche.
Veniva artificialmente creata una società suddivisa in caste (dalla superiore Alfa Plus e scendendo, via via, a quelle destinate a compiti inferiori quali le Beta, Gamma, Delta, Epsilon). Gli individui vivevano poi una vita sociale predestinata all'interno di ambienti sociali creati appositamente per la loro casta di appartenenza. Una società senza padri, madri, fratelli, sorelle, mariti e mogli né altri vincoli di parentela. Una società che aveva amalgamato tutte le differenze sociali (etniche, culturali, religiose) e nella quale, ad esempio, il governatore europeo aveva nome "Mustafà Mond" confermando le capacità profetiche di Huxley che aveva previsto la crescita dell'influenza musulmana. Lo scopo di quella società era di realizzare la "felicità universale" eliminando emozioni e sentimenti. Per raggiungere lo scopo erano stati aboliti la famiglia, la monogamia, il romanticismo, la storia, la cultura, le religioni, ecc. Era una società basata esclusivamente sul consumo e sulla stabilità.

L'essere umano disumanizzato di Huxley e l'uomo attuale

Nel 1958, alla luce della realtà della seconda guerra mondiale, Huxley scrisse un aggiornamento del suo libro: "Ritorno al mondo nuovo", con le sue riflessioni, sulle caratteristiche principali delle sue invenzioni letterarie nel mondo nuovo: sovrappopolazione, superorganizzazione, propaganda, lavaggio dei cervelli, persuasione chimica e subconscia e, infine, i suoi consigli per educare alla libertà.
Huxley ha descritto un'umanità priva degli attributi emotivi e mentali che oggi la contraddistinguono, ma il suo “mondo nuovo” del 1932 permette di riflettere sulle caratteristiche umane odierne con gli strumenti aggiornati delle neuroscienze e della psicologia cognitiva.
Ad esempio, oggi sappiamo che la capacità decisionale umana è affidata alle emozioni (Damasio 2003) e che la razionalità è un'illusione del positivismo (Simon 1955). Le emozioni (positive e negative) sono il punto di congiunzione tra mente e corpo e costituiscono l'essenza dell'umanità attuale, ciò che distingue un uomo da un automa e ciò che permea i suoi comportamenti (anche quelli che vengono chiamati razionali), e la psicologia cognitiva ne ha studiato l'origine (Buss 2007, Cosmides e Tooby 1997).

Per questi motivi buona parte dell'umanità attuale è fortemente condizionabile, manipolabile e "programmabile" quanto quella creata da Huxley (Lippman 1922, Vance 1957, Edelman 1967, ecc). I bias cognitivi della mente umana, maturati nel corso dell'evoluzione come effetto collaterale di comportamenti utili alla sopravvivenza, non sono facilmente contrastabili (Kahneman e Tversky 1973), e sta per avviarsi quella rivoluzione biologica che consentirà sperimentazioni senza precedenti.

Per un'analisi dell'opera narrativa e saggistica di Aldous Huxley consiglio l'ottima tesi di laurea di Paolo Bonsignore (vedi bibliografia 1996).
Le porte della percezione
Cliccare sull'immagine per scaricare una copia pdf del libro (in inglese)
Aldous Huxley e le porte della percezione
Sui libri di Huxley che descrivono l'esperienza con le droghe scrive Paolo Bonsignore (vedi bibliografia 1996):

L’esperienza dell’autore con le droghe allucinogene é stata da lui descritta in The Doors of Perception 1954 e in Heaven and Hell 1956, due saggi in cui vengono descritte le sensazioni provate e le visioni avute dallo scrittore sotto l’effetto della mescalina. Alcuni lettori hanno inteso questi due libri come un incoraggiamento a sperimentare liberamente le droghe, ma Huxley aveva messo in guardia dal pericolo di questi esperimenti in un’appendice che scrisse ai Devils of Loudun nel 1952 e in cui avvertiva che nemmeno un controllo medico costante garantiva dai pericoli impliciti nell’assunzione di queste sostanze.
Aldous Huxley e le droghe
Sul rapporto di Huxley con le droghe scrive Paolo Bonsignore (vedi bibliografia 1996):

Il 6 maggio 1953, sotto il controllo medico del Dott. Humphrey Osmond, Huxley assunse per la prima volta 400 mg. di solfato di mescalina al fine di registrare le reazioni a questa sostanza e gli effetti prodotti sulla mente. Tutto il dialogo tra Huxley e il dottore venne registrato su nastro magnetico. L’esperienza fu fondamentale, per l’autore. Egli era da tempo affascinato dalla possibilità di alterare gli equilibri chimici del cervello attraverso sostanze allucinogene, come dimostra la sua considerazione del 1931 a proposito di un libro di un farmacologo tedesco: “ho trovato grande interesse nel leggere la curiosa storia dell’assunzione delle droghe, e mi sembra uno dei capitoli più significativi della storia naturale dell’essere umano”.  
Il commento di Huxley a questa prima assunzione di mescalina fu: “How absolutely incredible”, dopodiché cominciò a descrivere l’esperienza “in diretta”: “...non sto vedendo un fiore come se fosse una cosa estranea o strana, sto vedendo cosa Adamo ha visto il mattino della sua creazione: il miracolo, momento per momento, della nuda esistenza”. In un’altra lettera agli editori Chatto & Windus scrive: “E’ senza dubbio la più straordinaria e significativa esperienza disponibile per l’essere umano, questa Beatifica Visione; e ti apre ad una moltitudine di problemi filosofici, attraverso luci intense e innalza ogni sorta di domanda nel campo dell’estetica, della religione, della teoria della conoscenza...”. L'assunzione di allucinogeni era dunque, per lui, uno stimolo alla meditazione e alla speculazione filosofica, non costituì mai una fuga né una debolezza, e questa sua esperienza viene ritrovata tale e quale in Island [L'isola]. Ufficialmente sembra che Huxley si sia sottoposto a circa 12 esperimenti con diversi allucinogeni, ma la traduttrice dei suoi testi in italiano, la Dott. Floriana Bossi, che ho intervistato in data 10 marzo 1996 a Torino, sostiene che Huxley stesso avesse dichiarato un’assunzione molto più frequente.
Timothy Leary il profeta dell'LSD
Timothy Leary conobbe Aldous Huxley che diventò “il grande vecchio” della corrente psichedelica che vuole conferire all’uso della droga una dimensione mistica. Questo avviene con due suoi famosi saggi: Le porte della percezione(1954) e Paradiso e Inferno(1956).
"Turn on, tune in, drop out" ("Accenditi, sintonizzati, abbandonati")
Lo psichiatra Timothy Leary, dopo una prestigiosa carriera accademica che si concluse all'Università di Harvard, fu allontanato dall'insegnamento perché teorizzava l'uso del LSD come strumento per ampliare la "percezione" e la "coscienza". Fu l'ispiratore del "movimento hippie", del genere letterario "cyberpunk" e di molti poeti della "beat-generation".
Il suo motto finale fu: "Turn on, tune in, drop out", per approfondire andare alla vita di Tim Leary (vedi bibliografia ):
E’ un concetto che mi ha insegnato Marshall McLuhan. Il significato è semplice: "Turn on" significa attivare la divinità o il grande spirito che è in ognuno di noi. Da migliaia di anni tutti i filosofi ripetono qualcosa di simile, accendi la spiritualità che è in te. "Tune in" significa che una volta che sei attivato spiritualmente e sei pronto per tornare in mezzo agli altri, devi trovare un mezzo per manifestare la tua nuova consapevolezza: dipingi, scrivi, suona qualcosa che sia in grado di esprimere la tua personalità. "Drop out" non significa una sorta di isolamento dovuto al consumo di marijuana ascoltando rock, ma un invito a cambiare la vita. Significa fare più cose possibili entrando ed uscendo dalla realtà
Negli anni '60 lo psichiatra Timothy Leary sperimentò l'LSD, gettando le basi per la sperimentazione con gli allucinogeni. Più invecchiava, più l'interesse di Leary si spostava dalle sostanze alla tecnologia. Egli disse: "il PC è l'LSD degli anni Novanta" e fu lui a dare il via al movimento poi conosciuto con il nome di cyberpunk. Molti membri di quella sottocultura sono poi andati a lavorare nella Silicon Valley, ed è da lì che è partita l'Era dell'Informazione.
La cultura cyberpunk ha ispirato, negli anni della gioventù, l'élite della Silicon Valley
La cultura della Silicon Valley è oggi fortemente ispirata al genere fantascientifico "Cyberpunk". Gli eroi di quel genere letterario sono hacker oppure, spesso, sono grandi corporation, in grado di hackerare la mente umana creando dei mondi distopici. Il verbo "to hack" ha in inglese molti significati, tra i quali: penetrare, tagliare a pezzi, squartare, mutilare, attaccare, rimaneggiare, ecc. Questo verbo sintetizza l'ideologia prevalente delle élite imprenditoriali della valle, cioè quella di penetrare e manipolare, con la tecnologia, qualunque cosa si voglia. Gli stessi imprenditori suggeriscono ai loro dipendenti la lettura di testi cyberpunk quali, ad esempio "Neuromante" di William Gibson. A questo proposito scrive il giornalista John Brownlee (vedi bibliografia 2017):

Si potrebbe non avere mai sentito parlare di Molly Millions, l'eroina di strada-samurai nel libro "Neuromante" di Gibson, ma in un certo senso, si sta vivendo nella sua epoca. Come Elena di Troia, il suo è una volto che ha avviato un migliaio di navi: aziende come Google, Facebook, Amazon e Snapchat sono state tutte, in un modo o nell'altro, direttamente ispirate dal cyberpunk, il genere di fantascienza anni '80, un tempo oscuro degli anni '80, a cui appartiene Molly Millions e che ora è più rilevante che mai per i designer.

L'ideologia delle élite della Silicon Valley può essere riassunta da una frase dell'imprenditore (russo-americano) Dmitry Itskov (vedi bibliografia Eordogh 2015):

Il denaro è una specie di energia. Questa energia può aiutare a trasformare la tua visione in qualcosa di reale, qualcosa che puoi toccare. Capisco che il denaro è essenziale. Ma in parallelo, c'è l'energia dell'idea.
silicon valley
They stole my profile on Facebook.
And what the fuck are they doing with it?
Cosa ha alimentato la cultura della Silicon Valley
La cultura della Silicon Valley è stata alimentata in primis dai romanzi di Aldous Huxley, in particolare "Il mondo nuovo" e "Ritorno al mondo nuovo" e, successivamente, dall'influenza dello psichiatra Timothy Leary che nel 1964 pubblicò "The Psychedelic Experience", gettando le basi pratiche per la sperimentazione con gli allucinogeni. Più invecchiava, più l'interesse di Leary si spostava dalle sostanze alla tecnologia. Egli disse: "il PC è l'LSD degli anni Novanta" e fu lui a dare il via al movimento poi conosciuto con il nome di cyberpunk. Molti membri di quella sottocultura sono poi andati a lavorare nella Silicon Valley, ed è da lì che è partita l'Era dell'Informazione (vedi bibliografia 2019), come scrive il giornalista John Brownlee :

Lo scrittore Bruce Bethke ha coniato il termine "cyberpunk" nel 1983, nel suo racconto con lo stesso titolo. Ha creato la parola per riferirsi a quelli che pensava sarebbero stati i veri perturbatori del 21 ° secolo: "la prima generazione di adolescenti che sono cresciuti con il computer"."Altri autori, ispirati alla fantascienza più psico-letteraria di JG Ballard e Philip K. Dick degli anni '60 e '70, hanno abbracciato il termine. Le opere durature del cyberpunk degli anni '80 e '90 - Neuromancer  o Snow Crash di Neil Stephenson, [hanno parlato] di un virus così micidiale da poter essere trasmesso verbalmente e hackerare la mente umana - per esaminare i futuri distopici in cui i confini tra virtuale e autentico, umano e macchina sono sfocati.

La cultura cyberpunk è in voga anche oggi, come scrive John Brownlee:

Devi solo guardare Hollywood per vedere che il cyberpunk è grande in questo momento. Blade Runner 2049 è nei cinema, Mr. Robot è in TV. Alla Fox, Tim Miller di Deadpool è al lavoro su un film di Neuromancer; Amazon ha una mini-serie Snow Crash sulla lista di produzione. Persino Steven Spielberg sta entrando in azione, con la versione cinematografica di Ready Player One, il popolare romanzo cyberpunk di Ernest Cline.

Lo storico Yuval Harari è convinto che in futuro la cultura della Silicon Valley sarà dannosa per l'Umanità perchè incrementerà la diseguaglianza creando due classi: una classe dominante costituita da una élite di imprenditori (con una longevità incrementata dall'accesso a nuove terapie antiaging) e una classe irrilevante costituita da persone inutili (per l'economia). Harari, dopo aver visitato la Silicon Valley, ed essere stato accolto con tutti gli onori dalle sue élite, pur riconoscendo che "La Silicon Valley è stata una specie di incubatore di nuovi stili di vita legati alla controcultura, alla meditazione e allo yoga", ha detto (vedi bibliografia):

Se gli umani sono animali hackerabili e se le nostre scelte e opinioni non riflettono il nostro libero arbitrio, quale dovrebbe essere il ruolo della democrazia? Come vivi quando ti rendi conto che il tuo pensiero potrebbe essere plasmato dal governo, che la tua amigdala potrebbe essere guidata da Putin e che la prossima idea che si affaccia alla tua mente potrebbe essere il prodotto di qualche algoritmo che ti conosce meglio di quanto tu conosca te stesso? [...]
La cultura della Silicon Valley è oggi fortemente ispirata al genere fantascientifico "Cyberpunk". Gli eroi di quel genere letterario sono hacker oppure, spesso, sono grandi corporation, in grado di hackerare la mente umana creando dei mondi distopici. Il verbo "to hack" ha in inglese molti significati, tra i quali: penetrare, tagliare a pezzi, squartare, mutilare, attaccare, rimaneggiare, ecc. Questo verbo sintetizza l'ideologia prevalente delle élite imprenditoriali della valle, cioè quella di penetrare e manipolare, con la tecnologia, qualunque cosa si voglia
Conclusioni (provvisorie): La Silicon Valley è stata una specie di incubatore di nuovi stili di vita legati alla controcultura, ma secondo lo storico Harari è un rischio per la democrazia
La Silicon Valley nacque in California alla fine degli anni '50 dall'iniziativa di un gruppo di ingegneri che, creando la Fairchild Semiconductors, costituirono una trama che conteneva un gruppo di startup di microchip che avrebbe cambiato per sempre l'informatica.  Oggi, la "Silicon Valley" comprende l'intera area della baia di San Francisco, con la sua alta densità di aziende tecnologiche. Le reti che sono nate dalle società pioneristiche della Silicon Valley includevano partnership di capitale di rischio, un nuovo modello di investimento ad alto rischio e alto rendimento. Forti connessioni professionali e personali e una cultura dell'innovazione hanno alimentato la crescita nelle tecnologie e nelle aziende in tutta la valle. La cultura della Silicon Valley è stata alimentata in primis dai romanzi di Aldous Huxley, in particolare "Il mondo nuovo" e "Ritorno al mondo nuovo" e, successivamente, dall'influenza dello psichiatra Timothy Leary che nel 1964 pubblicò "The Psychedelic Experience", gettando le basi pratiche per la sperimentazione con gli allucinogeni. Più invecchiava, più l'interesse di Leary si spostava dalle sostanze alla tecnologia. Egli disse: "il PC è l'LSD degli anni Novanta" e fu lui a dare il via al movimento poi conosciuto con il nome di cyberpunk. Molti membri di quella sottocultura sono poi andati a lavorare nella Silicon Valley, ed è da lì che è partita l'Era dell'Informazione.
La cultura della Silicon Valley è oggi fortemente ispirata al genere fantascientifico "Cyberpunk". Gli eroi di quel genere letterario sono hacker oppure, spesso, sono grandi corporation, in grado di hackerare la mente umana creando dei mondi distopici. Il verbo "to hack" ha in inglese molti significati, tra i quali: penetrare, tagliare a pezzi, squartare, mutilare, attaccare, rimaneggiare, ecc. Questo verbo sintetizza l'ideologia prevalente delle élite imprenditoriali della valle, cioè quella di penetrare e manipolare, con la tecnologia ma in modo invisibile, qualunque cosa si voglia. Gli stessi imprenditori suggeriscono ai loro dipendenti la lettura di testi cyberpunk quali, ad esempio "Neuromante" di William Gibson. L'ideologia delle élite della Silicon Valley può essere riassunta da una frase dell'imprenditore (russo-americano): "Il denaro è una specie di energia. Questa energia può aiutare a trasformare la tua visione in qualcosa di reale, qualcosa che puoi toccare. Capisco che il denaro è essenziale. Ma in parallelo, c'è l'energia dell'idea."

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Libri consigliati
a chi è interessato a capire come si è formata la cultura della Silicon Valley
Spesa annua pro capite in Italia per gioco d'azzardo 1.583 euro, per l'acquisto di libri 58,8 euro (fonte: l'Espresso 5/2/17)

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Pagina aggiornata il 20 giugno 2020

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