Le conseguenze sociali della cultura di Google: la presa del potere silenziosa - Pensiero Critico

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Coloro cui sfugge completamente l'idea che
è possibile aver torto non possono imparare nulla,
tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Le conseguenze sociali della cultura di Google: la presa del potere silenziosa

TEORIE > STRUMENTI > MOTORI DI RICERCA
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Il punto chiave
Dopo un inizio idealista, i due fondatori [di Google] Larry Page e Sergey Brin hanno adottato l'estrazione di dati utili all'analisi predittiva dei comportamenti, aprendo la strada alle pubblicità mirate, portatrici di profitti per l'azienda attraverso algoritmi mai rivelati, in grado di anticipare il modo di pensare degli utenti, di fatto influenzandoli. Si tratta di un potere disponibile solo a pochi superesperti a patto che dispongano anche dei capitali per costruire un'adeguata capacità computazionale e trasformare internet in una rete da pesca per gli inserzionisti. (Carlo Bastasin)
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Un mondo costruito a partire da quello che ci è familiare  è un mondo  nel quale non c'è niente da imparare. Se la personalizzazione è eccessiva, potrebbe impedirci di entrare in contatto con quelle idee e quelle esperienze che ci sconvolgono la mente, distruggono i nostri preconcetti e cambiano il nostro modo di vedere il mondo e noi stessi. (Eli Pariser)

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Il capitalismo della sorveglianza  opera sfruttando un'asimmetria senza precedenti della conoscenza e del suo potere. I capitalisti della sorveglianza sanno tutto di noi, mentre per noi è impossibile sapere quello che fanno. Accumulano un'infinità di nuove conoscenze da noi, ma non per noi. Predicono il nostro futuro perchè qualcun altro ci guadagni, ma non noi. (Soshana Zuboff)

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Google vuole essere al centro di tutto. E i loro progressi nel voice computing e nel machine learning hanno spinto l'azienda a fare proprio questo, sebbene attualmente Amazon sia molto avanti. Questa battaglia è importante perché essa è per i cuori e le menti dei consumatori. L'attenzione e l'informazione sono potere, che si traduce in denaro. (Matt Ward)
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Piuttosto che produrre trasparenza e partecipazione, internet sta creando un panopticon per la raccolta dati e servizi di sorveglianza in cui tutti noi, in quanto utenti di social network quali Facebook, finiamo per ritrovarci impacchettati come prodotti fin troppo cristallini. E anzichè creare maggior democrazia, va rafforzando il dominio dei teppisti. (Edward Keen)
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Il futuro è già arrivato, solo che non è distribuito in maniera uniforme. (William Gibson)
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Lo smart-qualcosa potrebbe veramente allontanarsi dal suo significato per diventare un trojan horse del capitalismo della sorveglianza. (Mario Mancini)
L'indirizzo IP di ogni computer ne individua la posizione e altre caratteristiche

La possibilità di essere tracciati deriva dalla necessaria presenza di un indirizzo internet per ogni dispositivo connesso alla rete. Un indirizzo IP (dall'inglese Internet Protocol address) è un'etichetta numerica che identifica "univocamente" un dispositivo (detto host) collegato alla rete pubblica Internet o a una rete locale che utilizza l'Internet Protocol come protocollo di rete. Ci sono due indirizzi IP: quello pubblico (esterno) che il fornitore dei servizi internet assegna a ogni utente e quello privato (interno) se si fa parte di una rete domestica di dispositivi connessi allo stesso router.
Questo è il vostro indirizzo IP pubblico
Se non appaiono dati vuol dire che state navigando in modo anonimo
L'ecosistema di servizi web Google

Come ognuno di noi ha potuto sperimentare personalmente Google non è più solo un motore di ricerca ma un ecosistema di prodotti e servizi interconnessi tra loro per fornire vantaggi agli utenti ma, allo stesso tempo, per gestire le informazioni sugli utenti in modo personalizzato e sinergico. Infatti, sia che l'utente interagisca con la Rete da desktop, sia da telefono mobile (con sistema operativo Android sviluppato da Google), ogni utente si trova al centro di una rete di servizi che lo avvolgono, dalle mappe stradali ai servizi finanziari.  
Dopo l'epidemia la Silicon Valley prepara una trasformazione permanente della società
L'epidemia di Covid-19 ha accelerato l'impiego delle tecnologie e la virtualizzazione delle attività sociali, come fa notare Naomi Klein che scrive (vedi bibliografia):
In qualità di presidente, Eric Schmidt - che detiene ancora più di $ 5,3 miliardi in azioni di Alphabet (la società madre di Google), nonché grandi investimenti in altre società tecnologiche - ha essenzialmente gestito uno shakedown con sede a Washington per conto della Silicon Valley. Lo scopo principale dei due consigli è quello di chiedere aumenti esponenziali della spesa pubblica per la ricerca sull'intelligenza artificiale e su infrastrutture tecnologiche come il 5G - investimenti che andrebbero a beneficio diretto delle società in cui Schmidt e altri membri di questi consigli hanno ampie partecipazioni. [...] La spinta dell'argomentazione di Schmidt è stata che dal momento che il governo cinese è disposto a spendere denaro pubblico illimitato per costruire l'infrastruttura di sorveglianza ad alta tecnologia, pur consentendo Società tecnologiche cinesi come Alibaba, Baidu e Huawei di intascare i profitti dalle applicazioni commerciali, la posizione dominante degli Stati Uniti nell'economia globale è sul precipizio del collasso. [...] A meno di due settimane dal blocco dello stato di New York, Schmidt scrisse un articolo per il Wall Street Journal che stabiliva il nuovo tono e chiariva che la Silicon Valley aveva tutte le intenzioni di sfruttare la crisi per una trasformazione permanente.
Come stiamo diventando degli zombie eterodiretti da Google
Ci sono decine e decine di pagine che si occupano dell'algoritmo di Google, ma lo fanno solo per spiegarne gli effetti sulle ricerche e suggerire ai webmaster come fare l'ottimizzazione SEO (Search Engine Optimization) per evitare penalizzazioni nel posizionamento dei propri website. Possiamo dire che tutta l'attività SEO si svolge all'interno della "logica" di Google. In questa pagina invece mettiamo in discussione la "logica di Google" argomentando sui suoi scopi e sulle sue conseguenze sociali. Tutti siamo consapevoli degli enormi vantaggi che l'invenzione di internet ha comportato per le attività umane in generale, e per le nostre in particolare. Ciò di cui non si parla sono invece gli svantaggi. Degli svantaggi parlano alcuni saggisti tra i quali Edward Keen nel libro "Internet non è la risposta" Egli scrive (pp. 4-6):


Internet non è qualcosa di completamente negativo. Ha fatto davvero molto per la società e per i singoli, in particolare per tenere in contatto famiglie, amici e colleghi di lavoro sparsi nel mondo. [...] Se usata in maniera critica, internet può rivelarsi una preziosa fonte per comprendere il mondo- da Wikipedia a Twitter, agli ottimi siti web di testate d'informazione professionali, tra cui il NewTork Times e il Guardian. Tuttavia gli aspetti negativi nascosti superano di gran lunga quelli positivi autoevidenti. [...] La sfida che ci attende è quella di dare una forma corretta ai nostri strumenti in rete prima che siano loro a plasmarci.

La sociologa Soshana Zuboff, analizzando il futuro dell'umanità nell'era dei nuovi poteri, si è scagliata contro l'asimmetria di potere esistente tra i singoli utenti  e i capitalisti della Rete, che la governano e hanno creato una sorta di "Capitalismo della sorveglianza". Un capitalismo, però, che tutti accettano perchè avvolto da un'aura di modernità. Ella scrive (p.21):


Il capitalismo della sorveglianza opera sfruttando un'asimmetria senza precedenti della conoscenza e del suo potere. I capitalisti della sorveglianza sanno tutto di noi, mentre per noi è impossibile sapere quello che fanno. Accumulano un'infinità di nuove conoscenze da noi, ma non per noi. Predicono il nostro futuro perchè qualcun altro ci guadagni, ma non noi.


Riguardo ai condizionamenti politici che i social media e la "Rete" in generale attuano, Britanny Kaiser, ex-direttrice business di Cambridge Analytica, ha detto (vedi bibliografia):

Quando fai ricerche su Google, i risultati, la pubblicità, gli articoli che ti arrivano sono messi lì con un proposito, non c’è niente di casuale. Non te ne rendi conto, ma sei bersaglio di strategie sofisticate, basate anche sulle tecniche della psicografica: l’analisi dei profili psicologici e delle fragilità di ognuno di noi. Se sfrutti queste debolezze per vendere prodotti commerciali è un conto. Con la politica le cose cambiano.

Nel 2010 l'allora CEO di Google Eric Schmidt aveva prefigurato, in una intervista (ved. bibliografia 2010), il futuro ruolo di Google nella cultura umana. Egli, parlando del futuro delle ricerche online, aveva detto che molte ricerche venivano già fatte senza che l'utente dovesse digitare nulla. Per essere esatti egli aveva detto:

Effettivamente penso che la maggior parte delle persone non voglia che Google risponda alle loro domande, essi vogliono che Google gli dica cosa fare dopo. Immagina di star camminando per strada. A causa di tutte le informazioni che Google ha raccolto su di te, noi sappiamo chi sei, a cosa sei interessato, chi sono i tuoi amici. Google sa, con l'approssimazione di pochi centimetri, dove ti trovi. Se hai bisogno di latte, e c'è un negozio che lo vende lì vicino, Google te lo segnalerà.


Oggi, nel 2019, questa
approfondita conoscenza di ciò che facciamo e desideriamo appare in tutta la sua pericolosità. Possiamo dire che la visione di Schmidt si è realizzata: Google ha creato un "ecosistema di servizi web" che segue l'utente in modo personalizzato, che si avvale di una potente profilazione degli utenti e della diffusione di smartphone equipaggiati con assistenti vocali. In tal modo ognuno di noi può andare in giro come uno zombie e ricevere in tempo reale tutte le indicazioni che Google gli propone come "utili".
Scrive Carlo Bastasin recensendo il libro "Il capitalismo della sorveglianza" (vedi bibliografia):

Dopo un inizio idealista, i due fondatori [di Google] Larry Page e Sergey Brin hanno adottato l'estrazione di dati utili all'analisi predittiva dei comportamenti, aprendo la strada alle pubblicità mirate, portatrici di profitti per l'azienda attraverso algoritmi mai rivelati, in grado di anticipare il modo di pensare degli utenti, di fatto influenzandoli. Si tratta di un potere disponibile solo a pochi superesperti a patto che dispongano anche dei capitali per costruire un'adeguata capacità computazionale e trasformare internet in una rete da pesca per gli inserzionisti.

Secondo Matt Ward (vedi bibliografia) il 77% delle ricerche online, a livello globale, viene fatto con il motore Google. Fanno eccezione circa 1.3 miliardi di persone che vivono entro i confini cinesi. Per conquistare il mercato cinese Google ha deciso di fare delle concessioni al governo cinese, come riporta Filippo Santelli (vedi bibliografia). Egli scrive su La Repubblica:

Una versione del suo motore di ricerca programmata per rispettare i desiderata del governo cinese, quindi per rendere inaccessibili agli utenti tutti i contenuti che Pechino ritiene sensibili: democrazia, diritti umani, dissidenti, ma anche le decine di parole chiave sgradite che di giorno in giorno le autorità aggiungono alla “lista nera”.

Per aggiornamenti sulle politiche di censura adottate da Google in vari paesi consultare "Censura di Google".
I prodotti hardware dell'ecosistema Google
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OK Google: gli assistenti vocali sono un catalogo di informazioni per Google, Amazon, ecc.
Google svolge un'aggressiva campagna per convincere gli utenti a usare il suo assistente vocale sullo smartphone, o ad acquistare i suoi vari dispositivi per la casa "OK Google". Il rischio di questi dispositivi per la casa per la privacy degli utenti è elevato (vedi bibliografia Matt Day), infatti essi non si limitano a profilare gli utenti per personalizzare i futuri avvisi pubblicitari, ma svolgono una vera e propria azione di spionaggio ad esempio creando una mappa dell'abitazione o consentendo l'accesso alle forze di polizia (che ne abbiano richiesto l'uso), oltre che rischiando di diventare vie d'accesso per hacker con adeguate competenze di penetrazione informatica.
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La galassia delle società Google
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Il guardiano algoritmico Google e le ricerche online

Oggi, i guardiani algoritmici che dirigono la nostra ricerca di informazioni su Internet, ci presentano risultati di ricerca selezionati per noi. Quello, che sembra apparentemente un vantaggio, nasconde il fatto che non verremo mai a conoscenza di molti risultati (magari più pertinenti ) su quel tema. Siamo sempre più inconsapevoli delle macchinazioni algoritmiche che, con un'intelligenza artificiale sempre più spinta, Google attua sulle nostre scelte e sui desideri che esprimiamo quando usiamo i suoi dispositivi o i suoi servizi.
Eli Pariser ha descritto nel libro "Il Filtro" la genesi della "personalizzazione" (non solo delle ricerche su Google ma nella Rete in generale), attribuendola all'intuizione di Nicholas Negroponte di risolvere il problema dell'aumento sconsiderato delle fonti informative (sovraccarico informativo) e del conseguente "crollo dell'attenzione" degli utenti. Il crollo dell'attenzione era importante per le imprese perchè equivaleva a una minore incisività della pubblicità. Per contrastare il crollo dell'attenzione il modo migliore era quello di offrire contenuti che fossero "rilevanti" per ogni utente, cioè corrispondenti a interessi, desideri e bisogni specifici. Pariser spiega poi in che modo, lentamente, le principali aziende della Silicon Valley (Amazon, Microsoft, Apple, ecc), abbiano introdotto nei loro processi sempre più personalizzazione per veicolare pubblicità "mirate" e come, infine, Google abbia introdotto il concetto di "rilevanza" nelle ricerche del suo motore. Ma per dare il risultato di ricerca più utile a ogni utente Google aveva bisogno di conoscere meglio i propri utenti e, quindi, introdusse una serie di servizi che avevano lo scopo (non dichiarato) di acquisire maggiori informazioni "personali", ad esempio Gmail e Google Apps.
Il ruolo crescente di Google nell'indirizzare la cultura umana
Dopo aver conquistato un'immenso potere di controllo e indirizzo (commerciale e, indirettamente, politico) degli utenti, nel 2015 i fondatori di Google (Page e Brin) hanno deciso di fare un passo ulteriore per ampliare i loro business nella società globale creando una nuova società (Alphabet). Oggi l'86% dei ricavi dell'intera galassia Google proviene dalle inserzioni pubblicitarie che appaiono sul suo motore di ricerca. Questo è un problema serio per il futuro di Google che, per contrastare il declino, ha deciso di differenziare le sue attività. Alphabet raggruppa tutte le nuove aziende che sviluppano i business su cui Page e Brin hanno deciso di investire per il futuro.
La galassia Google comprende le seguenti attività:

  1. Il motore di ricerca Google (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di creare la bolla culturale e realizzare la sorveglianza di massa)
  2. Il canale video Youtube (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di automatizzare la censura)
  3. Il venture Capital Google Ventures (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di modellare il futuro tecnologico)
  4. Il private equity Google Capital (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di effettuare speculazioni finanziarie)
  5. Le auto a guida autonoma e i droni Google X (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di monitorare gli spostamenti umani e, per i droni, di partecipare ai futuri ingenti contratti militari)
  6. Gli studi di longevità umana Calico (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo  di estendere la durata di vita dei più ricchi e di realizzare il transumanesimo)
  7. I termostati intelligenti Nest (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di monitorare le abitazioni private attraverso i sensori)
  8. Le connessioni internet ultraveloci Google Fiber (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di controllare l'infrastruttura mondiale delle comunicazioni)

Nell'immagine sotto vengono riportate le acquisizioni societarie con cui Google sta attuando la sua strategia di diversificazione. Strategia che prosegue (vedi bibliografia Bohn) con l'abbandono a dicembre 2019 di posizioni operative dei fondatori Page e Brin e l'assunzione di pieni poteri di Sundar Pichai, che diventa CEO di Alphabet con il compito sia di mantenere e sviluppare il business di Google verso l'Intelligenza Artificiale, sia di rendere profittevoli i business del futuro.
Il transumanesimo prossimo venturo di Google

Il direttore scientifico e futurologo di Google, Ray Kurzweil, crede che la biogenetica e le nanotecnologie creeranno un nuovo futuro per l'umanità. Kurzweil pensa che si avvicina il momento in cui si verificherà la singolarità tecnologica che consentirà all'essere umano di accedere a una nuova condizione tecno-biologica. E' noto che Google sta investendo molto in campo medico attraverso la sua società Calico e Google pensa di poter offrire possibilità di metamorfosi ai ricchi che potranno permettersi di pagarla in cambio dell'allungamento della loro vita e della guarigione da molte malattie attraverso miliardi di nanobot tecno-biologici iniettati nel sistema sanguigno. Secondo l'Enciclopedia Britannica la singolarità tecnologica è: "Una condizione teorica che potrebbe arrivare in un prossimo futuro quando una sintesi di diverse potenti nuove tecnologie cambierà radicalmente la realtà in cui ci troviamo in modo imprevedibile. In particolare, la singolarità implicherebbe che i programmi per computer diventino così avanzati da portare l'intelligenza artificiale a trascendere l'intelligenza umana, cancellando potenzialmente il confine tra umanità e computer." (vedi: Transumanesimo delirante e tragicomico: ecco cosa pensa Ray Kurzweil, noto futurista e figura di spicco di Google, riguardo al prossimo futuro… Dio ce ne scampi!)
La strategia di Google per la conquista del potere globale (secondo fuckoffgoogle.de)
Alphabet strategy
Vivere in una bolla culturale
Ci sono oggi (e ce n'erano in passato) molte bolle culturali dove l'essere umano può rinchiudersi isolandosi dal mondo: la moda, la musica, lo sport, le automobili, la tecnologia, il sesso, la droga, l'economia, la finanza, la politica, ecc. Tra queste la più recente è la "bolla tecnologica" il cui esempio paradigmatico è quello di Apple che è riuscita a creare (con azioni di marketing mirate) un vasto pubblico globale di fan e ammiratori che accorrono ad ogni sua presentazione di nuovi prodotti o aggiornamenti (i cosiddetti "Apple addicted").

Un'altra bolla, molto più pericolosa, l'ha creata Google (e a ruota gli altri motori di ricerca), con la personalizzazione delle ricerche che favorisce il conformismo culturale allontanandoci dalle idee di chi non la pensa come noi.

In tal modo Google crea dei compartimenti stagni (bolle) in cui si ritrovano coloro che aderiscono alla "visione" della propria bolla, senza che ci sia la possibilità di valutare criticamente la validità delle idee altrui.
La bolla culturale e l'illusione della libertà
filter bubble
Ognuno può scegliere cosa mettere nella sua bolla. Questo crea l'illusione della libertà.
Se usi Gmail non puoi pretendere la privacy

Google ha finalmente ammesso che non rispetta la privacy. Se avete a cuore le vostre informazioni personali, non usate Gmail”, ha detto John M. Simpson, attivista di Consumer Watchdog (da Internazionale 14 agosto 2013).

Massimo Bucchi
To those who are distant from our own ideas we plan to refund the journey
Rischi della personalizzazione informativa

La personalizzazione delle informazioni ha sicuramente un'utilità per il singolo lettore ma lo espone a un rischio che è stato evidenziato da Eli Pariser nel suo libro "Il Filtro" (La bolla dei filtri: quello che internet ti nasconde). Pariser sostiene che oggi i motori di ricerca e i social networks utilizzano dei filtri personalizzati per ogni utente. Questi filtri analizzano i nostri comportamenti in rete e le nostre preferenze, eliminando tutte le informazioni che pensano non possano piacerci e mostrandoci solo quelle più affini alle nostre precedenti scelte.
Questo è, secondo Pariser, un rischio per noi e per la democrazia in generale, infatti "dare al pubblico ciò che vuole" danneggia il senso civico e Pariser argomenta così tale tesi (Il Filtro p.64):


Le questioni importanti che toccano la vita di tutti noi ma sono fuori dalla sfera del nostro interesse personale immediato sono la base e la ragion d'essere della democrazia. [...] Naturalmente non c'è modo di tornare indietro. Ed è giusto che non ci sia : internet ha ancora le potenzialità di essere uno strumento di democrazia migliore di quanto abbiano mai potuto esserlo la radio e la televisione con il loro flusso di informazioni unidirezionale. Come ha osservato il giornalista A.J. Liebling, la libertà di stampa era riservata a quelli che potevano pubblicare. Adesso possiamo farlo tutti.

Il funzionamento dei filtri è efficacemente descritto da Pariser nell'articolo "Quello che internet ci nasconde", pubblicato in italiano da Internazionale il 6 luglio 2011. Nel box sottostante è possibile ascoltare Pariser (in inglese con sottotitoli in italiano) mentre descrive le sue idee sui rischi che la personalizzazione dei filtri comporta.  

Dai guardiani umani ai guardiani algoritmici: come cambia il sistema mediatico
Conferenza di Eli Pariser (9') che descrive i rischi dell'attuale filtraggio delle informazioni (personalizzato per utente) attuato dai motori di ricerca e dai social networks.
Avvertenze di Google a chi disabilita la cronologia web

Cancellare la cronologia delle tue ricerche in Google è un'operazione irreversibile.
Seppure la cronologia delle tue ricerche non sarà più disponibile per la tua consultazione, continuerà a risiedere sui server di Google per sempre. Questo significa che, nel caso di un'azione legale nei tuoi confronti, e dietro richiesta di un tribunale, Google fornirà i tuoi dati alle forze dell'ordine.

Per sottrarsi ai guardiani algoritmici

Per evitare la "cattura" delle proprie ricerche da parte dei motori il metodo più efficace è quello di usare la navigazione anonima (continuando a usare l'efficacia del motore google). La navigazione anonima rallenta un po' le ricerche e non può essere ritenuta la soluzione al problema del filtraggio personalizzato, tuttavia è consigliabile in casi estremi. Vi sono due tipi di "navigazione anonima":

  • quella che non lascia tracce sul browser dell'utente (che si può agevolmente disattivare nelle opzioni del proprio browser)

  • quella che non lascia tracce nei server del motore di ricerca


I criteri con cui google "personalizza" le ricerche degli utenti sono indicati qui
. Una soluzione comoda è l'uso del motore di ricerca Duckduckgo che non filtra le ricerche effettuate dai singoli utenti ma, ovviamente, ha un'efficacia diversa dal motore google. Per chi usa tablet e smartphone Android è consigliato il browser Orfox (ricavato da Firefox) che connette il dispositivo alla rete Tor e funziona piuttosto bene.

Il futuro della profilazione
Conclusioni (provvisorie): Google ci sta trasformando in zombie eterodiretti?
Tutti siamo consapevoli degli enormi vantaggi che l'invenzione di internet ha comportato per le attività umane in generale, e per le nostre in particolare. Ciò di cui non si parla sono invece gli svantaggi. Un ruolo preminente tra gli svantaggi l'ha conquistato Google con la "personalizzazione" delle ricerche online, sviluppata nel suo algoritmo per consentire di personalizzare la pubblicità. La sociologa Soshana Zuboff ha parlato di "Capitalismo della sorveglianza" che "opera sfruttando un'asimmetria senza precedenti della conoscenza e del suo potere. I capitalisti della sorveglianza sanno tutto di noi, mentre per noi è impossibile sapere quello che fanno. Accumulano un'infinità di nuove conoscenze da noi, ma non per noi. Predicono il nostro futuro perchè qualcun altro ci guadagni, ma non noi."
Questa visione negativa degli effetti della personalizzazione è stata contestata nel 2015 da uno studio dell'Università del Michigan il quale sostiene che gli utenti, nel rapporto che intrattengono con le news ricevute da Facebook, visualizzavano quelle contrarie al loro orientamento politico. Insomma, l'effetto della personalizzazione non è ancora chiaro. Comunque sia il potere di Google nel modellare la cultura umana è in crescita come "profeticamente" anticipato già nel 2010 dall'allora CEO di Google Eric Schmidt che aveva prefigurato, in una intervista, il futuro ruolo di Google nella cultura umana. Egli, parlando del futuro delle ricerche online, aveva detto che molte ricerche venivano già fatte senza che l'utente dovesse digitare nulla "Effettivamente penso che la maggior parte delle persone non voglia che Google risponda alle loro domande, essi vogliono che Google gli dica cosa fare dopo. Immagina di star camminando per strada. A causa di tutte le informazioni che Google ha raccolto su di te, noi sappiamo chi sei, a cosa sei interessato, chi sono i tuoi amici. Google sa, con l'approssimazione di pochi centimetri, dove ti trovi. Se hai bisogno di latte, e c'è un negozio che lo vende lì vicino, Google te lo segnalerà." Oggi, nel 2019, questa approfondita conoscenza di ciò che facciamo e desideriamo appare in tutta la sua pericolosità. Possiamo dire che la visione di Schmidt si è realizzata: Google ha creato un "ecosistema di servizi web" che segue l'utente in modo personalizzato, che si avvale di una potente profilazione degli utenti e della diffusione di smartphone equipaggiati con assistenti vocali. In tal modo ognuno di noi può andare in giro come uno zombie e ricevere in tempo reale tutte le indicazioni che Google gli propone come "utili". Il motore di ricerca non ha solo lo scopo di generare enormi ricavi per Google, ma inserisce ogni utente in una bolla culturale che lo isola. A lungo andare questa è la strada che conduce al conformismo, all'indirizzamento dei comportamenti. In tal modo Google diventa uno strumento per attuare la sorveglianza di massa. Infatti le persone che professano uno specifico orientamento politico, religioso, etico (culturale in genere) sono facilmente categorizzabili e individuabili. Questo è un rischio per la democrazia che, infatti, gli stati totalitari cercano di sfruttare pilotando le ricerche sul motore Google o censurandole in accordo con Google (vedi articolo Sole24Ore: Ricerche rintracciabili e censura preventiva: Google pronta a tutto pur di tornare in Cina).

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Pagina aggiornata il 12 dicembre 2019

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