L'algoritmo di Google crea la bolla culturale di ognuno di noi? - Pensiero Critico

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Coloro cui sfugge completamente l'idea che
è possibile aver torto non possono imparare nulla,
tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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L'algoritmo di Google crea la bolla culturale di ognuno di noi?

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Il punto chiave
Dopo un inizio idealista, i due fondatori [di Google] Larry Page e Sergey Brin hanno adottato l'estrazione di dati utili all'analisi predittiva dei comportamenti, aprendo la strada alle pubblicità mirate, portatrici di profitti per l'azienda attraverso algoritmi mai rivelati, in grado di anticipare il modo di pensare degli utenti, di fatto influenzandoli. Si tratta di un potere disponibile solo a pochi superesperti a patto che dispongano anche dei capitali per costruire un'adeguata capacità computazionale e trasformare internet in una rete da pesca per gli inserzionisti. (Carlo Bastasin)
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Un mondo costruito a partire da quello che ci è familiare  è un mondo  nel quale non c'è niente da imparare. Se la personalizzazione è eccessiva, potrebbe impedirci di entrare in contatto con quelle idee e quelle esperienze che ci sconvolgono la mente, distruggono i nostri preconcetti e cambiano il nostro modo di vedere il mondo e noi stessi. (Eli Pariser)

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La personalizzazione delle ricerche sul web, cioè l'utilizzo dei precedenti comportamenti dell'utente per determinare la lista dei successivi risultati di ricerca, può sembrare un vantaggio ma è invece un sentiero verso il conformismo culturale.

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Google vuole essere al centro di tutto. E i loro progressi nel voice computing e nel machine learning hanno spinto l'azienda a fare proprio questo, sebbene attualmente Amazon sia molto avanti. Questa battaglia è importante perché essa è per i cuori e le menti dei consumatori. L'attenzione e l'informazione sono potere, che si traduce in denaro. (Matt Ward)
L'indirizzo IP di ogni computer ne individua la posizione e altre caratteristiche

La possibilità di essere tracciati deriva dalla necessaria presenza di un indirizzo internet per ogni dispositivo connesso alla rete. Un indirizzo IP (dall'inglese Internet Protocol address) è un'etichetta numerica che identifica "univocamente" un dispositivo (detto host) collegato alla rete pubblica Internet o a una rete locale che utilizza l'Internet Protocol come protocollo di rete. Ci sono due indirizzi IP: quello pubblico (esterno) che il fornitore dei servizi internet assegna a ogni utente e quello privato (interno) se si fa parte di una rete domestica di dispositivi connessi allo stesso router.
Questo è il vostro indirizzo IP pubblico
Se non appaiono dati vuol dire che state navigando in modo anonimo
OK Google: gli assistenti vocali sono un catalogo di informazioni per Google, Amazon, ecc.
Google svolge un'aggressiva campagna per convincere gli utenti a usare il suo assistente vocale sullo smartphone, o ad acquistare i suoi vari dispositivi per la casa "OK Google". Il rischio di questi dispositivi per la casa per la privacy degli utenti è elevato (vedi bibliografia Matt Day), infatti essi non si limitano a profilare gli utenti per personalizzare i futuri avvisi pubblicitari, ma svolgono una vera e propria azione di spionaggio ad esempio creando una mappa dell'abitazione o consentendo l'accesso alle forze di polizia (che ne abbiano richiesto l'uso), oltre che rischiando di diventare vie d'accesso per hacker con adeguate competenze di penetrazione informatica.
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Come stiamo diventando degli zombie eterodiretti da Google

Il CEO di Google Eric Schmidt ha descritto, già nel 2010 in una intervista (ved. bibliografia 2010), il futuro ruolo di Google nella cultura umana. Egli, parlando del futuro delle ricerche online, ha detto che molte ricerche vengono già fatte senza che l'utente debba digitare nulla. Per essere esatti egli ha detto:


Effettivamente penso che la maggior parte delle persone non voglia che Google risponda alle loro domande, essi vogliono che Google gli dica cosa fare dopo. Immagina di star camminando per strada. A causa di tutte le informazioni che Google ha raccolto su di te, noi sappiamo chi sei, a cosa sei interessato, chi sono i tuoi amici. Google sa, con l'approssimazione di pochi centimetri, dove ti trovi. Se hai bisogno di latte, e c'è un negozio che lo vende lì vicino, Google te lo segnalerà.


Oggi, nel 2019, questa approfondita conoscenza di ciò che facciamo e desideriamo appare in tutta la sua pericolosità. Possiamo dire che la visione di Schmidt si è realizzata: per mezzo di una potente profilazione degli utenti e della diffusione di smartphone equipaggiati con assistenti vocali, ognuno di noi può andare in giro come uno zombie e ricevere in tempo reale tutte le indicazioni che Google gli propone come "utili".
Scrive Carlo Bastasin recensendo il libro "Il capitalismo della sorveglianza" (vedi bibliografia):

Dopo un inizio idealista, i due fondatori [di Google] Larry Page e Sergey Brin hanno adottato l'estrazione di dati utili all'analisi predittiva dei comportamenti, aprendo la strada alle pubblicità mirate, portatrici di profitti per l'azienda attraverso algoritmi mai rivelati, in grado di anticipare il modo di pensare degli utenti, di fatto influenzandoli. Si tratta di un potere disponibile solo a pochi superesperti a patto che dispongano anche dei capitali per costruire un'adeguata capacità computazionale e trasformare internet in una rete da pesca per gli inserzionisti.

Secondo Matt Ward (vedi bibliografia) il 77% delle ricerche online, a livello globale, viene fatto con il motore Google. Fanno eccezione circa 1.3 miliardi di persone che vivono entro i confini cinesi. Per conquistare il mercato cinese Google ha deciso di fare delle concessioni al governo cinese, come riporta Filippo Santelli (vedi bibliografia). Egli scrive su La Repubblica:

Una versione del suo motore di ricerca programmata per rispettare i desiderata del governo cinese, quindi per rendere inaccessibili agli utenti tutti i contenuti che Pechino ritiene sensibili: democrazia, diritti umani, dissidenti, ma anche le decine di parole chiave sgradite che di giorno in giorno le autorità aggiungono alla “lista nera”.

Per aggiornamenti sulle politiche di censura adottate da Google in vari paesi consultare "Censura di Google".
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Il guardiano algoritmico Google e le ricerche online

Oggi, i guardiani algoritmici che dirigono la nostra ricerca di informazioni su Internet, ci presentano risultati di ricerca selezionati per noi. Quello, che sembra apparentemente un vantaggio, nasconde il fatto che non verremo mai a conoscenza di molti risultati (magari più pertinenti ) su quel tema. Siamo sempre più inconsapevoli delle macchinazioni algoritmiche che, con un'intelligenza artificiale sempre più spinta, Google attua sulle nostre scelte e sui desideri che esprimiamo quando usiamo i suoi dispositivi o i suoi servizi.
Eli Pariser ha descritto nel libro "Il Filtro" la genesi della "personalizzazione" (non solo delle ricerche su Google ma nella Rete in generale), attribuendola all'intuizione di Nicholas Negroponte di risolvere il problema dell'aumento sconsiderato delle fonti informative (sovraccarico informativo) e del conseguente "crollo dell'attenzione" degli utenti. Il crollo dell'attenzione era importante per le imprese perchè equivaleva a una minore incisività della pubblicità. Per contrastare il crollo dell'attenzione il modo migliore era quello di offrire contenuti che fossero "rilevanti" per ogni utente, cioè corrispondenti a interessi, desideri e bisogni specifici. Pariser spiega poi in che modo, lentamente, le principali aziende della Silicon Valley (Amazon, Microsoft, Apple, ecc), abbiano introdotto nei loro processi sempre più personalizzazione per veicolare pubblicità "mirate" e come, infine, Google abbia introdotto il concetto di "rilevanza" nelle ricerche del suo motore. Ma per dare il risultato di ricerca più utile a ogni utente Google aveva bisogno di conoscere meglio i propri utenti e, quindi, introdusse una serie di servizi che avevano lo scopo (non dichiarato) di acquisire maggiori informazioni "personali", ad esempio Gmail e Google Apps.
Il ruolo crescente di Google nell'indirizzare la cultura umana
Dopo aver conquistato un'immenso potere di controllo e indirizzo (commerciale e, indirettamente, politico) degli utenti, nel 2015 i fondatori di Google (Page e Brin) hanno deciso di fare un passo ulteriore per ampliare i loro business nella società globale creando una nuova società (Alphabet). Oggi l'86% dei ricavi dell'intera galassia Google proviene dalle inserzioni pubblicitarie che appaiono sul suo motore di ricerca. Questo è un problema serio per il futuro di Google che, per contrastare il declino, ha deciso di differenziare le sue attività. Alphabet raggruppa tutte le nuove aziende che sviluppano i business su cui Page e Brin hanno deciso di investire per il futuro.
La galassia Google comprende le seguenti attività:

  1. Il motore di ricerca Google (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di creare la bolla culturale e realizzare la sorveglianza di massa)
  2. Il canale video Youtube (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di automatizzare la censura)
  3. Il venture Capital Google Ventures (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di modellare il futuro tecnologico)
  4. Il private equity Google Capital (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di effettuare speculazioni finanziarie)
  5. Le auto a guida autonoma e i droni Google X (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di monitorare gli spostamenti umani e, per i droni, di partecipare ai futuri ingenti contratti militari)
  6. Gli studi di longevità umana Calico (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo  di estendere la durata di vita dei più ricchi e di realizzare il transumanesimo)
  7. I termostati intelligenti Nest (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di monitorare le abitazioni private attraverso i sensori)
  8. Le connessioni internet ultraveloci Google Fiber (al quale il sito fuckoffgoogle.de attribuisce lo scopo di controllare l'infrastruttura mondiale delle comunicazioni)

Nell'immagine sotto vengono riportate le acquisizioni societarie con cui Google sta attuando la sua strategia di diversificazione.
Il transumanesimo prossimo venturo di Google

Il direttore scientifico e futurologo di Google, Ray Kurzweil, crede che la biogenetica e le nanotecnologie creeranno un nuovo futuro per l'umanità. Kurzweil pensa che si avvicina il momento in cui si verificherà la singolarità tecnologica che consentirà all'essere umano di accedere a una nuova condizione tecno-biologica. E' noto che Google sta investendo molto in campo medico attraverso la sua società Calico e Google pensa di poter offrire possibilità di metamorfosi ai ricchi che potranno permettersi di pagarla in cambio dell'allungamento della loro vita e della guarigione da molte malattie attraverso miliardi di nanobot tecno-biologici iniettati nel sistema sanguigno. Secondo l'Enciclopedia Britannica la singolarità tecnologica è: "Una condizione teorica che potrebbe arrivare in un prossimo futuro quando una sintesi di diverse potenti nuove tecnologie cambierà radicalmente la realtà in cui ci troviamo in modo imprevedibile. In particolare, la singolarità implicherebbe che i programmi per computer diventino così avanzati da portare l'intelligenza artificiale a trascendere l'intelligenza umana, cancellando potenzialmente il confine tra umanità e computer." (vedi: Transumanesimo delirante e tragicomico: ecco cosa pensa Ray Kurzweil, noto futurista e figura di spicco di Google, riguardo al prossimo futuro… Dio ce ne scampi!)
La galassia delle società Google
Google
La strategia di Google per la conquista del potere globale (secondo fuckoffgoogle.de)
Alphabet strategy
La bolla culturale e l'illusione della libertà
filter bubble
Ognuno può scegliere cosa mettere nella sua bolla. Questo crea l'illusione della libertà.
Vivere in una bolla culturale
Ci sono oggi (e ce n'erano in passato) molte bolle culturali dove l'essere umano può rinchiudersi isolandosi dal mondo: la moda, la musica, lo sport, le automobili, la tecnologia, il sesso, la droga, l'economia, la finanza, la politica, ecc. Tra queste la più recente è la "bolla tecnologica" il cui esempio paradigmatico è quello di Apple che è riuscita a creare (con azioni di marketing mirate) un vasto pubblico globale di fan e ammiratori che accorrono ad ogni sua presentazione di nuovi prodotti o aggiornamenti (i cosiddetti "Apple addicted").

Un'altra bolla, molto più pericolosa, l'ha creata Google (e a ruota gli altri motori di ricerca), con la personalizzazione delle ricerche che favorisce il conformismo culturale allontanandoci dalle idee di chi non la pensa come noi.

In tal modo Google crea dei compartimenti stagni (bolle) in cui si ritrovano coloro che aderiscono alla "visione" della propria bolla, senza che ci sia la possibilità di valutare criticamente la validità delle idee altrui.
Se usi Gmail non puoi pretendere la privacy

Google ha finalmente ammesso che non rispetta la privacy. Se avete a cuore le vostre informazioni personali, non usate Gmail”, ha detto John M. Simpson, attivista di Consumer Watchdog (da Internazionale 14 agosto 2013).

Rischi della personalizzazione informativa

La personalizzazione delle informazioni ha sicuramente un'utilità per il singolo lettore ma lo espone a un rischio che è stato evidenziato da Eli Pariser nel suo libro "Il Filtro" (La bolla dei filtri: quello che internet ti nasconde). Pariser sostiene che oggi i motori di ricerca e i social networks utilizzano dei filtri personalizzati per ogni utente. Questi filtri analizzano i nostri comportamenti in rete e le nostre preferenze, eliminando tutte le informazioni che pensano non possano piacerci e mostrandoci solo quelle più affini alle nostre precedenti scelte.
Questo è, secondo Pariser, un rischio per noi e per la democrazia in generale, infatti "dare al pubblico ciò che vuole" danneggia il senso civico e Pariser argomenta così tale tesi (Il Filtro p.64):


Le questioni importanti che toccano la vita di tutti noi ma sono fuori dalla sfera del nostro interesse personale immediato sono la base e la ragion d'essere della democrazia. [...] Naturalmente non c'è modo di tornare indietro. Ed è giusto che non ci sia : internet ha ancora le potenzialità di essere uno strumento di democrazia migliore di quanto abbiano mai potuto esserlo la radio e la televisione con il loro flusso di informazioni unidirezionale. Come ha osservato il giornalista A.J. Liebling, la libertà di stampa era riservata a quelli che potevano pubblicare. Adesso possiamo farlo tutti.

Massimo Bucchi
To those who are distant from our own ideas we plan to refund the journey

Il funzionamento dei filtri è efficacemente descritto da Pariser nell'articolo "Quello che internet ci nasconde", pubblicato in italiano da Internazionale il 6 luglio 2011. Nel box sottostante è possibile ascoltare Pariser (in inglese con sottotitoli in italiano) mentre descrive le sue idee sui rischi che la personalizzazione dei filtri comporta.  

Dai guardiani umani ai guardiani algoritmici: come cambia il sistema mediatico
Conferenza di Eli Pariser (9') che descrive i rischi dell'attuale filtraggio delle informazioni (personalizzato per utente) attuato dai motori di ricerca e dai social networks.
Avvertenze di Google a chi disabilita la cronologia web

Cancellare la cronologia delle tue ricerche in Google è un'operazione irreversibile.
Seppure la cronologia delle tue ricerche non sarà più disponibile per la tua consultazione, continuerà a risiedere sui server di Google per sempre. Questo significa che, nel caso di un'azione legale nei tuoi confronti, e dietro richiesta di un tribunale, Google fornirà i tuoi dati alle forze dell'ordine.

Per sottrarsi ai guardiani algoritmici

Per evitare la "cattura" delle proprie ricerche da parte dei motori il metodo più efficace è quello di usare la navigazione anonima (continuando a usare l'efficacia del motore google). La navigazione anonima rallenta un po' le ricerche e non può essere ritenuta la soluzione al problema del filtraggio personalizzato, tuttavia è consigliabile in casi estremi. Vi sono due tipi di "navigazione anonima":

  • quella che non lascia tracce sul browser dell'utente (che si può agevolmente disattivare nelle opzioni del proprio browser)

  • quella che non lascia tracce nei server del motore di ricerca


I criteri con cui google "personalizza" le ricerche degli utenti sono indicati qui
. Una soluzione comoda è l'uso del motore di ricerca Duckduckgo che non filtra le ricerche effettuate dai singoli utenti ma, ovviamente, ha un'efficacia diversa dal motore google. Per chi usa tablet e smartphone Android è consigliato il browser Orfox (ricavato da Firefox) che connette il dispositivo alla rete Tor e funziona piuttosto bene.

Il futuro della profilazione
Conclusioni (provvisorie): Google ci sta trasformando in zombie eterodiretti?
Ci sono oggi (e ce n'erano in passato) molte bolle culturali dove l'essere umano può rinchiudersi "isolandosi" dal mondo: la moda, la musica, lo sport, le automobili, la tecnologia, il sesso, la droga, l'economia, la finanza, la politica, ecc. Tra queste la più recente è la "bolla tecnologica", creata da Google (e a ruota dagli altri motori di ricerca), con la personalizzazione delle ricerche che favorisce il conformismo culturale allontanandoci dalle idee di chi non la pensa come noi.
Questa visione negativa degli effetti della personalizzazione è stata contestata nel 2015 da uno studio dell'Università del Michigan il quale sostiene che gli utenti, nel rapporto che intrattengono con le news ricevute da Facebook, visualizzavano quelle contrarie al loro orientamento politico. Insomma, l'effetto della personalizzazione non è ancora chiaro. Comunque sia il potere di Google nel modellare la cultura umana è in crescita per effetto dell'algoritmo del suo motore di ricerca che personalizza le ricerche individuali e consente la profilazione degli utenti. Google crea dei compartimenti stagni (bolle) in cui si ritrovano coloro che aderiscono alla "visione" della propria bolla, senza che ci sia la possibilità di valutare criticamente la validità delle idee altrui.
Il motore di ricerca non ha solo lo scopo di generare grandi ricavi per Google, ma inserisce ogni utente in una bolla culturale che lo isola. A lungo andare questa è la strada che conduce al conformismo, all'indirizzamento dei comportamenti. In tal modo Google diventa uno strumento per attuare la sorveglianza di massa. Infatti le persone che professano uno specifico orientamento politico, religioso, etico (culturale in genere) sono facilmente categorizzabili e individuabili. Questo è un rischio per la democrazia che, infatti, gli stati totalitari cercano di sfruttare pilotando le ricerche sul motore Google o censurandole in accordo con Google (vedi articolo Sole24Ore: Ricerche rintracciabili e censura preventiva: Google pronta a tutto pur di tornare in Cina).

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a chi non vuole rischiare di dare in pasto a chiunque i propri dati personali
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 9 novembre 2019

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