Credibilità dei sondaggi politico-elettorali - Pensiero Critico

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Credibilità dei sondaggi politico-elettorali

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Il punto chiave

I sondaggi politici tradizionali (basati su interviste telefoniche a un campione rappresentativo della popolazione) non sono mai stati attendibili e stanno per essere sostituiti da metodi di "emotional web anaysis" e "sentiment analysis" basati sui social media.

elezioni
Manipolazione delle indagini statistiche

Per ridurre il rischio di manipolazione delle indagini statistiche, o anche solo delle distorsioni non intenzionali, Darrell Huff ("Mentire con le statistiche" pp.42-52) suggerisce di farsi almeno due domande:


  1. Come è stato costruito il campione rappresentativo? (infatti un campione non è la realtà, e più è piccolo e focalizzato meno riflette la realtà che vuole rappresentare)

  2. Come sono state costruite le domande del questionario? (infatti la tipologia, la sequenza ed il modo in cui sono proposte le domande può non essere neutro ma, anzi, indirizzare le persone verso certe risposte)

Differenza tra intenzioni di voto e voto
Il sociologo Francesco Marrazzo dell'AGCOM (ved. bibliografia 2014) evidenzia che i sondaggi politico-elettorali sono un fenomeno nuovo in Italia, dato che il loro uso (e abuso) è stato lanciato nel 1984 da Silvio Berlusconi come strumento di marketing politico. La credibilità dei sondaggi dipende dalla metodologia statistica impiegata, e a questo proposito scrive Marrazzo (p.103-104)

Se sul numero di persone sentite si può discutere se questo sia sufficiente o insufficiente (in Italia la media degli intervistati varia da 500 a 1.000 persone; in Inghilterra è quasi il doppio; ma negli Stati Uniti, dove la popolazione è maggiore rispetto al nostro paese, le persone interpellate sono sempre un migliaio) si può invece discutere meno sul fatto che all’origine degli errori dei sondaggi, e all’origine anche delle notevoli differenze che esistono tra un sondaggio e un altro, c’è una questione legata al modo con cui vengono scelte le persone che fanno parte del campione. [...] Ancora, altri motivi per cui non fidarsi troppo dei sondaggi sono relativi, secondo Natale (2009), al fatto che ogni sondaggio passa per una serie di interviste che vengono rivolte ad un campione di individui, e quindi è necessario tener presente l’effetto clima di opinione (in particolare nel contesto di acceso scontro politico tipicamente italiano), ovvero la desiderabilità sociale delle risposte, nonchè la problematica dell’autoselezione dei rispondenti, che deriva dal fenomeno delle non risposte e della relativa sostituzione degli intervistati, motivo per il quale anche se il campione iniziale è probabilistico, il campione finale spesso non lo è.

Inoltre la spettacolarizzazione dell'uso dei sondaggi da parte di politici e mass media li rende inaffidabili, come scrive Marrazzo (p.100):

I risultati dei sondaggi vengono utilizzati come strumento di comunicazione in campagna elettorale, ovvero per confermare l’andamento vincente di un determinato partito/candidato. In questo senso, il sondaggio rischia non solo di manipolare l’imparzialità e la correttezza dell’informazione, ma anche di scatenare un effetto band wagon (ovvero di salita sul carro del vincitore) da parte dei cittadini: proprio da questo rischio trae l’origine il divieto di diffusione di sondaggi politico-elettorali nella fase finale del periodo elettorale, presente nelle legislazioni di alcune democrazie occidentali.

Il problema dell'inattendibilità dei sondaggi elettorali non è solo italiano, ad esempio negli USA, secondo i politologi statistici Andrew Gelman e Gary King, che hanno analizzato i dati di 45 sondaggi privati nella campagna elettorale USA del 1988 (Dudakis vs Bush) e molti altri sondaggi nelle campagne dal 1952 al 1992 (ved. bibliografia), i sondaggi non riescono a dare un'indicazione attendibile del voto finale perchè, semplicemente, si tratta di due fenomeni diversi.
Il primo fenomeno è che l'andamento della campagna è utile all'elettore per  formarsi un'idea delle opinioni dei candidati sui temi importanti, ma il secondo fenomeno è che le intenzioni di voto non sono indicative di quella che sarà la scelta finale in occasione del voto.
Secondo Gelman e King una buona parte dell'elettorato è volubile e ha la memoria corta, quindi viene influenzata dalla parte della campagna più prossima al voto e dalle opinioni espresse dai candidati in quest'ultima fase. Il ruolo dei media diventa particolarmente importante nell'ultima fase perchè i candidati possono fare delle dichiarazioni "sorprendenti" o indurre l'avversario a dire qualcosa che lo danneggi.
Negli USA un nuovo metodo di rilevazione delle intenzioni di voto

Nel 2014 Wang, Gelman et Al. (ved. bibliografia) hanno pubblicato la sperimentazione dell'esito di un nuovo metodo (con mezzi tradizionali tranne l'impiego di Internet per le comunicazioni) per svolgere sondaggi elettorali utilizzando dei campioni non-rappresentativi della popolazione (nelle elezioni USA del 2012), facendo delle correlazioni tra questi dati e altri dati rappresentativi della stessa area geografica e trovando dei risultati molto prossimi all'esito del voto (un giorno prima del voto pari a una probabilità del 88%) pur con una tecnica poco costosa come quella messa in atto (basata su un totale di 750.148 interviste con 345.858 rispondenti unici). L'impiego di Internet e della console Xbox Live per le risposte al sondaggio, ha consentito la riduzione dei costi e, per questo motivo, gli autori ritengono che il metodo possa fornire dei buoni risultati anche per altre tipologie di sondaggi.


Lo scopo del sondaggio era il seguente: se le elezioni si tenessero oggi, per chi voterebbe? Barack Obama\Mitt Romney\Altri\Non sicuro


Ecco le domande non-rappresentative fatte all'elettore:


  1. Per chi ha votato alle elezioni presidenziali del 2008? Barack Obama\ John McCain\ Altri candidati\ Non ho votato nel 2008
  2. Parlando di politica oggi, come descriverebbe il suo punto di vista politico? Liberale\ Moderato\ Conservatore\ Non sicuro
  3. Generalmente parlando, lei si ritiene . . . ? Democratico\ Republicano\ Indipemdente\ Altro
  4. E' attualmente registrato per il voto? Si \ No\ Non sicuro
  5. Lei è maschio o femmina? Maschio\ Femmina
  6. Qual è il suo livello scolastico? Non diplomato\ Diplomato\ Laureato (breve)\ Laureato (laurea magistrale)
  7. Dove vive? Indicare lo stato
  8. In quale anno è nato? 1947 o precedente\ 1948–1967\1968–1982\ 1983–1994
  9. Qual è la sua razza o gruppo etnico? Bianco\ Nero\ Ispanico\ Altro

La campagna elettorale USA 2012 su Twitter
USA
Twitter ha avuto un ruolo nella campagna americana durante le elezioni del 2012. Entrambe le campagne (quella tradizionale e quella su Twitter) sono state costruite per essere profondamente integrate nell'ambito dela strategia complessiva.
Dai sondaggi tradizionali alla sentiment analysis
A causa della scarsa attendibilità dei sondaggi tradizionali una soluzione potrebbe venire, secondo Francesco Marrazzo, dall'uso di tecniche che impieghino i giudizi espressi sui social media (dati non strutturati) per l'analisi predittiva degli atteggiamenti, scrive Marrazzo (p. 110):
Tra le tecniche implementate per l’analisi del contenuto sul web, emotional web analysis e sentiment analysis appartengono al filone che tenta la massimizzazione dell’efficacia emotiva della comunicazione al fine di analizzare l’emotività collettiva espressa in rete nei confronti di specifici oggetti/soggetti, secondo le specifiche logiche che guidano gli utenti nell’uso dei social media, nella gestione dei diversi target di pubblico a cui si rivolgono, nella narrazione di specifici argomenti, e nella ricerca della massima autenticità (Marwick, Boyd 2010); in questo senso il web si presta ad essere eletto quale contesto relazionale che possa far emergere correlazioni tra oggetti emotivamente in relazione nello stesso contesto. [...] La sentiment analysis consiste operativamente nell’attuazione di una suddivisione di testo e nella sua traduzione in polarità positive o negative, e si serve pertanto degli sviluppi del text mining (Kennedy 2012) e dell’unione con tecniche di connessione, afferenti alla social network text analysis, che si dimostra un ottimo strumento per l’individuazione di utenti leader o influenzatori ed utenti seguaci, determinandone anche la forza e il raggio di azione attraverso la posizione assunta da tali soggetti all’interno della rete, e diventando quindi assai utile in caso di studi predittivi.

I sondaggi del futuro (ved. bibliografia Umberto Grandi) saranno quindi realizzati con l'analisi automatica dei testi che gli utenti/elettori immettono spontaneamente in rete (blog post, facebook posts, tweets, commenti, online research, ecc).
L'uso di strumenti per l'analisi del linguaggio naturale (natural language processing) consente di determinare l'atteggiamento di una persona verso un candidato, una situazione sociale, una azienda, un prodotto, ecc. In particolare l'analisi dei testi consente di classificare l'atteggiamento della persona inferendo i suoi stati emotivi, ad esempio "arrabbiato", "triste", "felice", "impaurito", ecc.
L'uso politico dei sondaggi si modificherà ulteriormente con lo sviluppo di un campo di ricerca che estenderà l'efficacia predittiva della sentiment analysis e l'applicazione delle sue tecniche ai Big Data (ved. bibliografia Shinde-Pawar).
Twitter Sentiment alle elezioni del 2011 in Irlanda
Irlanda 2011
Facebook Political Sentiment nel 2014 in USA
USA 2014
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


Commenti
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Libri consigliati a chi non vuole corre il rischio di essere manipolato da sondaggi artefatti e inattendibili
Darrell Huff
Ceron, Curini, Iacus
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 25 luglio 2016

 
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