Comunicazione politica e Intelligenza Artificiale - Pensiero Critico

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Comunicazione politica e Intelligenza Artificiale

Teorie > Concetti > Democrazia e Web
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Il punto chiave

I mezzi di comunicazione di massa, benchè siano uno strumento di sviluppo della partecipazione democratica, sono anche un potenziale rischio per la democrazia. (Walter Lippmann)

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Le rappresentazioni della società contemporanea che vi propongono i giornali, la TV, i discorsi dei politici, le scienze economiche, la stessa scuola, l'Università, sono soltanto contraffazioni della realtà, elaborate a uso e consumo delle classi dominanti. E' la funzione che svolgono quotidianamente le dottrine neoliberali. (Luciano Gallino)

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E' in corso un processo di modificazione e alterazione della comunicazione politica ad opera dei cosiddetti "Political Bots". I political bots sono programmi software in grado di "fingersi umani" e intervenire (automaticamente) nelle conversazioni sui social media a favore o contro un candidato.

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I political bots sono un dispositivo di propaganda. Essi si indirizzano alle persone individualmente per persuaderli riguardo a una specifica idea. Si tratta di un livello di ingegneria sociale mai visto prima d'ora. Essi catturano e tengono al guinzaglio le persone. (Jonathan Albright)


La politica: una realtà di seconda mano

Il sociologo Michele Sorice, nel descrivere la crisi della rappresentanza politica che da diversi anni ha investito le democrazie occidentali (vedi bibliografia 2016), attribuisce questa crisi a vari fattori tra i quali la spettacolarizzazione della politica che ha trasformato gli "attori politici" in "personaggi mediatici" e la "rappresentanza" in "rappresentazione". Egli scrive (p. 13):


Nel 1990, Dam Nimmo e James Combs definirono la politica come una realtà di seconda mano, dal momento che raramente qualcuno poteva incontrare i politici direttamente o essere coinvolto con essi in forme di attività sociale.


Questa interpretazione della politica poggiava sulla solida base che il giornalista americano Walter Lippmann aveva enunciato nel 1922 nel suo libro più famoso (L'opinione pubblica), in cui sosteneva che la società era diventata troppo complessa per consentire all'uomo una conoscenza diretta del suo ambiente. A causa di questa complessità l'uomo era costretto a rappresentarsi il suo ambiente con modelli semplificati che Lippmann denominò "pseudoambienti".

Gli pseudoambienti esistono ancora oggi, nella mente di ognuno di noi, e vengono alimentati dai mezzi di comunicazione con una ricchezza e varietà impensabili ai tempi di Lippmann.
Cos'è la comunicazione politica

Tradizionalmente la comunicazione politica è governata dalla combinazione di tre effetti:


  1. Agenda Setting: è il condizionamento esercitato dal modo in cui i media scelgono le notizie da pubblicare (la loro salienza)

  2. Framing: è il condizionamento esercitato dal modo in cui le notizie vengono contestualizzate per favorire certe interpretazioni piuttosto che altre

  3. Priming: è il condizionamento esercitato dalla frequenza di ripetizione di una notizia

La politica usava questi tre effetti quando esistevano solo i mezzi di comunicazione tradizionali (TV, radio, giornali) e li usa ancora oggi, nell'era di internet e dei social media, in modo più efficace e integrato per influenzare l'opinione pubblica e determinare i comportamenti degli elettori.
Ma sembra di essere arrivati a un punto di svolta perchè le nuove tecnologie algoritmiche che impiegano Intelligenza Artificiale e Big Data stanno producendo nuove possibilità di influenzare la comunicazione politica. Tali possibilità mettono a rischio la democrazia (nei paesi occidentali) e rafforzano la repressione (nei paesi autoritari).

Lo pseudoambiente in cui viviamo
Lippmann
La rappresentazione che il giornalista Walter Lippmann fece dell'ambiente politico-mediatico in cui l'opinione pubblica si forma.
Come sta cambiando la comunicazione politica

Già da alcuni anni è in corso un processo di modificazione e alterazione della comunicazione politica ad opera dei cosiddetti "Political Bots" (vedi box). I political bots sono programmi software in grado di "fingersi umani" e intervenire (automaticamente) nelle conversazioni sui social media a favore o contro un candidato.

Tale tecnica veniva già usata da qualche anno, con la denominazione di sockpuppet, per motivi di propaganda, da alcuni governi per "orientare" a loro favore l'opinione pubblica di altri paesi sui social media. In passato i messaggi politici e la propaganda mediatica si basavano sulla diffusione della "narrazione politica" del candidato attraverso vari massmedia (TV, radio, giornali), ma oggi sembra che Twitter e altri social media giochino un ruolo fondamentale nel coinvolgere il pubblico nelle conversazioni politiche, e orientando il "framing" delle narrazioni legate a particolari questioni sociali. E' stato dimostrato (vedi bibliografia Aral e Walker) che i social media sono particolarmente efficaci nell'influenzare gli individui. I ricercatori Alessandro Bessi ed Emilio Ferrara (vedi bibliografia) hanno svolto una ricerca empirica sull'impiego di political bots nelle elezioni USA del 2016, rilevando la presenza di circa 400.000 bots (15% dell'intera popolazione di utenti twitter coinvolti) i quali hanno inviato 3.8 milioni di tweets (19% delle conversazioni totali). Bessi e Ferrara hanno anche analizzato la diversa attività degli umani e dei bots nei vari stati americani, che mostra come l'attività dei bots si sia concentrata sugli stati del Midwest e del Sud e in particolare in Georgia (Stati dove si è concentrata l'attenzione di Trump), mentre gli umani negli stati più popolosi della California, del Texas, di New York e del Massachussets. Questo studio ha dimostrato che l'impiego di political bots nella discussione politica online è in grado di alterare e manipolare l'opinione pubblica e, in questo caso, l'integrità delle elezioni presidenziali. Esistono già diversi studi sugli effetti dei Bots sui processi politici, ad esempio il ricercatore Bence Kollanyi scrive (vedi bibliografia):


Gli algoritmi politici  (Political Bots) sono diventati un potente mezzo di comunicazione politica per i movimenti di Astroturfing” , per gestire il sostegno della base. I Bots sono diventati un mezzo di gestire i cittadini, andando oltre la semplice imbottitura delle liste follower fino a generare un forte retweeting di commenti. Ad esempio i Bots hanno generato una parte notevole di tutto il traffico sul referendum nel Regno Unito, dove solo una piccola parte è stato generato da umani.

Tweets Bots alle elezioni USA 2016
Analisi dei Tweets generati da Bots alle elezioni USA 2016 ripartiti per Stato (vedi bibliografia Bessi e Ferrara)
Tweets umani alle Elezioni USA 2016
Analisi dei Tweets generati da umani alle elezioni USA 2016 ripartiti per Stato (vedi bibliografia Bessi e Ferrara)
Artificial Intelligence Propaganda
Un gruppo di ricercatori universitari ha dato vita a un sito (Political Bots) dove è possibile segnalare l'attività sospetta di "account-bot" attivi sui social network. I bot sono programmi progettati per costruire messaggi di testo o vocali (chatbot) a favore delle posizioni dei loro committenti.  Scrive la giornalista Berit Anderson (vedi bibliografia):

Esiste una rete internazionale di governi, società di consulenza e individui che costruiscono e mantengono grandi reti di bots per amplificare i messaggi di attori politici, distribuire messaggi contrari ai loro oppositori e indurre al silenzio coloro le cui idee possono danneggiare i loro committenti. Queste reti di bots sono in vendita al miglior offerente. Esistono anche dei bot più sofisticati, più analogici perchè sono manovrati da persone reali (sockpuppet), che hanno friends e followers, con lo scopo di cambiare le opinioni dei loro followers attaccando i loro punti di vista. Per lo più i sockpuppet sono governativi, ad esempio la rete di bots "The Oxford Team", in passato impiegata per influenzare le conversazioni sul conflitto israelo-palestinese, venne riattivata per fare propaganda durante il referendum sulla Brexit a favore del "Leave".
False identità (sockpuppet) sui Social Media
Fake social media
I Sockpuppet (marionette) sono delle false identità create sui Social Media per esprimere commenti a favore o contro certe tesi e manovrate in funzione dell'interesse del loro creatore
Cos'è un Political Bot
Come scrive il giornalista tecnologico Dan Misener su CBCNews: un political bot è un pezzo di software, che di solito opera su un sito di social media come Twitter o Facebook. Normalmente, essi generano automaticamente dei messaggi sui social media, che possono "ingannevolmente" sembrare redatti da un essere umano. L'obiettivo dei political bot è quello di promuovere una specifica ideologia o idea politica. Per esempio, ci sono eserciti di bot pro-Trump, e bot pro-Clinton, e sono stati molto attivi in tutta la campagna elettorale presidenziale 2016. Phil Howard, che studia i bot e in particolare i political bot - con l'Oxford Internet Institute stima che un terzo dei milioni di tweets in favore di Donald Trump, e un quarto di tweet pro-Clinton, sono stati generati da account automatizzati. Ci sono alcuni modi per individuare un bot, Howard dice. "Un bot di solito è facile da identificare perché ha un numero folle di follower, centinaia di migliaia di follower, o segue centinaia di migliaia di altre persone, e voi. A volte un bot ha inviato un solo post nel corso dell'ultimo anno", ha detto Spark di CBC. "Di solito un bot non ha neanche la foto - ha un piccolo uovo, per esempio, in Twitter. Essi non sembrano avere una vera e propria rete sociale dietro di loro".

Per controllare quanti Fakebot sono presenti tra i propri follower twitter:



Come funziona un Bot su Facebook lo spiega questo website.
Cos'è l'Astroturfing
manipolazione
L'Astroturfing è il tentativo di creare l'impressione di un diffuso supporto di base a favore di una politica, un individuo, o un prodotto. Vengono utilizzate molteplici e fittizie identità online per far credere al pubblico che quella politica, quell'individuo o quel prodotto siano sostenuti da un forte consenso in modo da ingannare l'opinione pubblica. Ne ha descritto l'attività Adam Bienkoff (vedi bibliografia). Sul contrasto all'uso politico dell'astroturfing tramite social media ha pubblicato uno studio l'informatico Jacob Ratkievicz (vedi bibliografia) che descrive  l'impiego di un software "machine learning" che, nelle elezioni USA di medio termine del 2010, è riuscito a intercettare messaggi politici falsificati con il 96% di accuratezza.
Social media e comunicazione politica nel mondo
political communication
La comunicazione politica si sta trasferendo sui social media anche nei paesi con una bassa penetrazione di internet. In India, ad esempio è già stata utilizzata per il dibattito pubblico. (image courtesy: http://wheelerblogs.files.wordpress.com/2012/07/psych_of_social1.png)
Con le nuove tecniche di ricostruzione (re-enactment) è possibile costruire messaggi video con simulazione facciale dei candidati
Come è possibile far dire a un candidato presidenziale ciò che si vuole (vedi bibliografia Nicola Bruno)
Come funziona Cambridge Analytica
politica
La vittoria di Trump è stata determinata dall'uso di Big Data?

Alexander Nix è il CEO di Cambridge Analytica, una società che effettua analisi su grandi masse di Big Data e che è stata ingaggiata da Donald Trump alle ultime elezioni USA (vedi bibliografia Grasseger). La società di Nix ha utilizzato un modello già noto in psicometria (denominato "Big Five") per valutare la personalità degli individui sulla base di cinque dimensioni:

  1. Apertura (Openness): quanto siete aperti a nuove esperienze?

  2. Coscienziosità (Conscientiousness): quanto siete perfezionisti?

  3. Estroversione (Extroversion): quanto siete socievoli?

  4. Gradevolezza (Agreableness): quanto siete premurosi e cooperativi?

  5. Nevrosi (Neuroticism): quanto facilmente venite turbati?

Sulla base di queste dimensioni, note anche come modello OCEAN, acronimo di apertura, coscienziosità, estroversione, gradevolezza, nevrosi, si è in grado di effettuare una valutazione piuttosto precisa del tipo di persona di fronte a noi. Ciò che ha permesso di mettere in atto su grande scala tale modello è stato l'avvento di Internet e, in particolare, di Facebook. Infatti nel 2012 il ricercatore Michal Kosinski dell'Università di Cambridge ha svolto una ricerca sperimentale sui "like" di Facebook, dimostrando che sono sufficienti 68 "like" da parte di un utente per individuare il suo colore della pelle (con il 95% di precisione), il suo orientamento sessuale (88% di precisione), il suo orientamento politico democratico o repubblicano (85% di precisione), più altre caratteristiche quali appartenenza religiosa, dipendenza da droghe, ecc. La scoperta di Kosinski venne sfruttata, a partire dal 2014, da Cambridge Analytica per offrire servizi ai propri clienti, tra i quali Nigel Farage per sostenere la campagna online "Leave-EU". Nel giugno 2016 Alexander Nix dichiarò di essere stato ingaggiato da Donald Trump per la sua campagna elettorale e di aver costruito i profili di personalità degli elettori americani acquistando i dati (tutti i dati personali sono in vendita sul mercato!) da varie fonti quali: catasti, registri automobilistici, iscrizioni a club, ecc. Nix si è vantato di aver profilato la personalità di ogni adulto negli USA: 220 milioni di cittadini. In che modo sono stati utilizzati i dati per produrre risultati tangibili a favore di Donald Trump? In due modi:

  1. Agire sugli elettori democratici scontenti in modo da convincerli a non andare a votare (ad esempio inviando dei messaggi pubblicitari agli elettori afro-americani in cui si mostravano delle dichiarazioni di Hillary Clinton che in passato aveva definito gli uomini neri "predatori")

  2. Individuare, nei collegi elettorali più a rischio, quegli elettori repubblicani su cui indirizzare gli sforzi persuasivi


Alexander Nix ha affermato che sta costruendo un database di profili personali per tutto il mondo e che ha già ricevuto richieste specifiche da Germania, Svizzera e Australia.


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a chi vuole capire la futura comunicazione politica
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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 30 luglio 2017

 
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