Imparare a leggere (e continuare a farlo per tutta la vita) riduce i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale - Pensiero Critico

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Imparare a leggere (e continuare a farlo per tutta la vita) riduce i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale

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Il punto chiave

Recenti studi di neuroimaging (Wandell, Yeatman et al.) hanno mostrato che l'attività di lettura stimola la creazione di connessioni neurali tra materia bianca e materia grigia del cervello. Si ipotizza che tale incremento di connettività cerebrale riduca i deficit cognitivi (sia nei bambini che negli adulti) e l'invecchiamento cerebrale.

Plasticità del cervello
Il recente sviluppo delle tecniche di imaging biomedico (fMRI, RM, PET, ecc.) ha confermato che imparare a leggere influenza positivamente lo sviluppo del cervello dei bambini. In particolare le ultime ricerche (Brian A.Wandell et al. 2012 ved. bibliografia) hanno individuato l'importanza delle connessioni tra i circuiti neurali della materia grigia e quelli della materia bianca. E' stato accertato che tali connessioni si incrementano durante la fase di apprendimento della lettura, consentendo di programmare azioni mirate di training sia nei bambini dislessici che nei bambini sani e negli adulti.
Connessione tra neuroni
cervello
I neuroni sono composti da un corpo cellulare (il nucleo del neurone) a da parecchi dendriti che smistano i segnali elettrici da/verso i corpi cellulari dei neuroni. La materia bianca (costituita da assoni) connette la materia grigia (costituita da neuroni). Cliccare sull'immagine per una breve descrizione del sistema nervoso.
Com'è noto, la plasticità cerebrale diminuisce con l'avanzare dell'età e il volume della corteccia frontale si riduce. Nel 2001 una ricerca sperimentale di neuroimaging (Denise C. Park et al. ved. bibliografia), aveva mostrato che, quando giovani e anziani vengono sottoposti a test cognitivi, mentre i giovani utilizzano l'intero cervello (materia grigia e materia bianca) gli anziani, per fronteggiare l'atrofia cerebrale, reclutano altre aree del cervello per risolvere il compito cognitivo. Ricerche sono ancora in corso ma, un recente studio dell'Università di Tokyo (2014 - Le Scienze ved. bibliografia), ha mostrato che le modifiche più importanti per la plasticità del cervello degli anziani avvengono nella materia bianca (costituita da assoni deputati al trasporto dell'informazione). Lo studio comparato ha accertato infatti che gli anziani, almeno nei test visivi, recuperano plasticità per merito della materia bianca.
bucchi
brain
La materia bianca è il sistema connettivo dell'intero cervello. E' costituita da assoni (equivalenti a fili rivestiti di mielina) che connettono i neuroni della materia grigia. La materia grigia è in realtà di colore rosa a causa dei vasi sanguigni che la irrorano e diventa grigia quando viene separata dal corpo.
Cos'è la materia bianca
Fino agli anni '80 gli studi sul cervello hanno privilegiato la materia grigia, trascurando la materia bianca. Studi recenti (ved. bibliografia) hanno messo in rilievo l'importanza della materia bianca per la salute mentale, infatti ci si è resi conto che la materia bianca mette in connessione tutte le parti della materia grigia che riguardano l'apprendimento. Malattie della materia bianca provocano seri deficit cognitivi sia nei giovani (autismo, difficoltà di lettura, problem-solving, pensiero critico, ecc) che negli anziani (demenza vascolare, Alzheimer, ictus, ecc).
Relazione tra lettura e materia bianca
Un esperimento di neuroimaging, condotto da Keller e Just nel 2010 (ved. bibliografia), che ha coinvolto 72 studenti di 8-12 anni, 47 dei quali con scarse capacità di lettura attribuite alla rilevazione strumentale di minori quantità di materia bianca, è stato condotto sottoponendo i bambini a 100 ore di studio assistito da insegnanti (per sei mesi) per migliorare le loro capacità di lettura. L'esito dell'esperimento ha portato a un incremento delle capacità di decodifica fonologica e a un notevole incremento della materia bianca.
Importanza della materia bianca
L'atto della lettura si compone di due processi cerebrali separati che coinvolgono le aree fonologiche (uditive) e quelle ortografiche (visive) del cervello. In un recente studio di un gruppo di neuroscienziati della Stanford University, guidati da Jason D.Yeatmen (2012 ved. bibliografia) sono stati identificati due fasci principali di materia bianca che afferiscono sia alle regioni della neocorteccia incaricate della manipolazione fonologica sia a quelle incaricate di vedere le parole durante la lettura (vedere figura a lato).
Nel corso della ricerca sperimentale con un gruppo di 55 bambini di 7 anni, seguiti nell'apprendimento con tecniche di neuro-imaging fino a 12 anni è stato notato che, nonostante venisse fornita la stessa qualità di insegnamento, esisteva una grande variabilità di risultati nei soggetti. Il tasso di apprendimento di un bambino che impara presto a leggere alla scuola elementare è altamente predittivo di quello che sarà il suo rendimento di lettura attraverso tutta la sua adolescenza e la vita adulta. I risultati mostrati dall'imaging fanno pensare che si attivino processi biologici in specifici tratti della materia bianca che differiscono da bambino a bambino e che dipendono dalla capacità della materia bianca di svilupparsi in risposta all'attività di lettura. Ulteriori studi saranno necessari per determinare se specifici bambini con difficoltà cognitive possano beneficiare di un addestramento personalizzato.
Ripartizione funzionale del cervello
conversazione
Cliccando sull'immagine si accede a una mappa interattiva del cervello umano con le sue funzioni principali e la loro allocazione nei vari lobi (in inglese)
Differenze nel patrimonio lessicale dei bambini
Uno dei fattori più importanti nello sviluppo di una società è la lotta alla povertà verbale infatti, come scrive Maryanne Wolf citando varie ricerche (pp.114-115): a cinque anni, alcuni bambini cresciuti in ambienti linguisticamente poveri hanno ascoltato 32 milioni di parole in meno rispetto al tipico bambino appartenente al ceto medio. [...]
Nella maturazione linguistica del bambino, niente è isolato e senza conseguenze. [...] 
Nello sviluppo iniziale delle abilità linguistiche, uno dei principali aiuti alla futura capacità di leggere è semplicemente la quantità di tempo riservata al 'chiacchierare a tavola'. L'importanza di gesti così banali come parlare al bambino, leggergli qualcosa e ascoltarlo è una parte importante dello sviluppo linguistico iniziale, ma la realtà di molte famiglie (alcune economicamente disagiate, altre no) è che viene dedicato troppo poco tempo perfino a queste attenzioni elementari prima che il bambino raggiunga i cinque anni. [...] 
Tutti i professionisti che si occupano di bambini possono aiutare a fare in modo che i genitori prendano coscienza del contributo che possono dare alle capacità dei figli.
Un film sulla lettura: The Reader
Un film drammatico sull'intuizione del valore della lettura da parte di una donna analfabeta, sulla percezione di quanto la mancanza della lettura l'abbia danneggiata emotivamente e sulla sua voglia di recuperare l'irrecuperabile.
Leggere
Libri consigliati a chi vuole capire cos'è la lettura per il cervello
 
maryanne wolf
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 10 luglio 2015

 
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