Processo valutazione doc. scientifico: Analisi Quantitativa - Pensiero Critico

Cerca nel sito
Privacy Policy
Vai ai contenuti

Menu principale:

Processo valutazione doc. scientifico: Analisi Quantitativa

Applicazioni
Puoi condividere questa pagina:
Analisi Impatto scientifico e Credibilità di un autore

Una valutazione approssimativa della credibilità di uno studioso e dell'impatto delle sue pubblicazioni può essere fatta calcolando il suo H-Index (Hirsch Index).
L'H-Index è definito come il numero "n" di articoli (o libri) che hanno ricevuto un numero di citazioni uguale o superiore a "n".
Ad esempio se uno studioso ha un H-index pari a 10 ciò significa che egli ha almeno 10 articoli ognuno dei quali ha ricevuto almeno 10 citazioni.
Più alto è l'H-Index più rilevante è l'impatto che le sue pubblicazioni hanno esercitato sulla comunità scientifica di riferimento e, conseguentemente, più alta è la credibilità che quell'autore ha maturato.
Il valore dell'H-Index fornito dai vari software dipende dalla completezza dei database cui essi attingono. Ad esempio il tradizionale ISI Web of Science, che è il più vecchio, non comprende lingue diverse dall'inglese nè riviste minori o recenti, è carente nelle scienze umane, e generalmente fornisce valori di H-Index inferiori al database Google Scholar per quasi tutte le discipline.

Per approfondire sugli indici bibliometrici e webometrici andare alla pagina Webometria
.

Free Software Publish or Perish

Il modo più semplice e rapido, anche se approssimativo, di effettuare analisi quantitative in vari ambiti scientifici è quello di usare il software gratuito Publish or Perish, scaricabile qui.
Publish or Perish, attingendo al database Google Scholar, è in grado di calcolare i principali indici bibliometrici dell'autore e dei suoi contributi scientifici.

Se non si vuole installare Publish or Perish sul proprio computer una valutazione rapida del H-Index di un autore si può fare con lo strumento di Google Scholar: Citation Gadget.

Esempio di impiego di Publish or Perish

Per mostrare l'impiego del software Publish or Perish scegliamo di valutare la credibilità scientifica di un libro fondamentale per i contenuti proposti dal sito pensierocritico.eu: "La credibilità. Quando e perchè la comunicazione ha successo" di Guido Gili, 2005, Editore Rubbettino. Avviando la ricerca per autore digitiamo "Guido Gili" (non G Gili perchè questa dicitura include alcuni omonimi) scegliendo di effettuare la ricerca solo nell'ambito delle Social Sciences, e otteniamo i risultati (sintesi) riportati a fianco, tra i quali un valore dell'H-Index pari a 6.
Nell'inserimento del nome dell'autore da valutare occorre fare attenzione a eliminare gli omonimi, così come è anche opportuno scorrere la lista delle pubblicazioni per eliminare quelle troppo vecchie o inappropriate: un utile documento che facilita il corretto uso del software è quello di Mauro Degli Esposti scaricabile qui
.

Esempio: Sintesi risultati di Author Impact Analysis
Guido Gili
Cliccare per ingrandire

I risultati completi della ricerca sull'autore "Guido Gili" sono riportati a fianco. E' possibile notare che il libro da cui è partita l'esigenza di valutare la credibilità dei contenuti (e del relativo autore) è stato pubblicato nel 2005 e ha ricevuto (al 20 dicembre 2012) 17 citazioni con una media di 2,13 citazioni per anno.
Sebbene vi siano molti indici bibliometrici l'H-Index rimane il più significativo nel parametrizzare l'importanza scientifica di un ricercatore; esso presenta però diverse carenze:

  1. l'H-Index favorisce i ricercatori con maggiore anzianità perchè si basa sulla numerosità delle pubblicazioni

  2. l'H-Index non considera il contesto in cui avviene la citazione, ad esempio essa può essere fatta per esprimere un parere negativo, oppure si può trovare in una parte del testo di natura descrittiva e non esprimere un reale apprezzamento

  3. l'H-Index riduce il valore dato alla singola pubblicazione in favore di un'analisi più complessiva del lavoro di un ricercatore, tuttavia a parità di valore sfavorisce i ricercatori che hanno ricevuto un elevato numero di citazioni per una o più pubblicazioni: questa carenza è in parte risolta dal G-Index

  4. In caso di pubblicazioni con più autori l'H-Index assegna lo stesso valore a tutti gli autori indipendentemente dal contributo di ciascuno (che comunque non è noto); in tal modo vengono favoriti gli autori appartenenti a gruppi di ricerca numerosi

Esempio: Risultati completi per l'autore "Guido Gili"
Guido Gili
Cliccare per ingrandire
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

_____________________________________________________________________________________________________________________________________________

Pagina aggiornata il 23 dicembre 2012

 
copyright 2012-2016 Licenza Creative Commons
I contenuti di pensierocritico.eu sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.
Protected by Copyscape Web Plagiarism Check
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu