Struttura del Testo - Pensiero Critico

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Struttura del Testo

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Il punto chiave

Il testo è una macchina pigra che si appella al lettore perchè faccia una parte del suo lavoro. (Umberto Eco - Sei passeggiate nei boschi narrativi)

Tipologia di Werlich

Tipologia Testo

Funzione

Descrittivo

descrive le qualità di una persona, un oggetto, un luogo, ecc

Argomentativo

sostiene una tesi mediante un ragionamento logico proponendo argomenti a favore e confutando le antitesi

Narrativo

racconta una storia, un fatto, ecc

Regolativo

descrive norme da rispettare, obblighi, divieti, ecc

Informativo

fornisce notizie su fatti, persone, argomenti, ecc

Tipologia di testi

I testi possono essere classificati, secondo la tipologia di Werlich, in cinque categorie che dipendono:

  • dallo scopo che l'autore si prefigge: descrivere, argomentare, informare, narrare, regolamentare)

  • dal destinatario (lettore, utente, studioso, consumatore, cittadino, ecc.)

  • dalle circostanze in cui si svolge lo scambio comunicativo (educazione, commercio, intrattenimento, ecc.)


La classificazione di Werlich è una forzatura
utile solo a riflettere sulle caratteristiche necessarie allo scopo del singolo testo. Nella realtà non esistono tipi testuali puri, ma ogni testo contiene più tipi testuali ed aggrega descrizioni, informazioni e argomentazioni.

Per un quadro di sintesi andare alla pagina Qualità della lettura online
.

Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)
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Libri consigliati a chi vuole capire i fattori che condizionano la qualità di lettura
 
Adriano Colombo
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 6 gennaio 2013

 
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