Strati del Web: dalle ricerche Google al Deep Web e giù fino al Dark Web - Pensiero Critico

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Coloro cui sfugge completamente l'idea che
è possibile aver torto non possono imparare nulla,
tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Strati del Web: dalle ricerche Google al Deep Web e giù fino al Dark Web

Teorie > Metodi > Intelligenza Artificiale
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Il punto chiave
Il Deep Web si riferisce a "una classe di contenuti su Internet che, per vari motivi tecnici, non è indicizzato dai motori di ricerca" e ciò lo rende inaccessibile tramite un motore di ricerca tradizionale. (Kristin Finklea)
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Dopo aver eseguito la scansione del Web oscuro, Ratti e i suoi colleghi hanno scoperto che l'87% dei siti sul Dark Web non ha un singolo link verso un altro sito. (Jordan Pearson)
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dark web
AI
La struttura del Web e le sue stratificazioni

Il Web è complesso e ha varie stratificazioni. Gli strati del web vanno al di là dei contenuti di superficie facilmente accessibili con i motori di ricerca. Si stima che il web di superficie (Surface Web), indicizzato dai motori di ricerca, sia compreso tra l'1 e il 5% dell'intero web (4% è la stima più accreditata). Al di là del Surface Web esistono altri due strati: il Deep Web (web profondo) che contiene tutti quei contenuti privati (database accessibili con autenticazione) non indicizzati dai motori di ricerca, e il Dark Web (web oscuro) sfruttato sia per attività legali, sia per attività criminali quali commercio di droghe, armi, organi umani, pedofilia, ecc. Per approfondire andare alla pagina Strati del Web.
La ricercatrice Kristin Finklea, nel suo report "Dark Web" (vedi bibliografia), esprime così la sue considerazioni finali (p.14):

Il Deep Web e il Dark Web hanno attirato un crescente interesse di ricercatori, forze dell'ordine, e responsabili politici. Tuttavia,  dati chiari sulla portata e la natura di questi strati di Internet non sono disponibili; l'anonimato spesso offerto da servizi come Tor per gli utenti che accedono agli strati più profondi del web contribuiscono a questa mancanza di chiarezza, così come la natura a volte temporanea dei siti web lì ospitati. Gli individui, le imprese e i governi possono tutti fare affidamento sul digitale sommerso. Esso può essere utilizzato per attività legali e illegali che vanno dal mantenere la privatezza delle comunicazioni alla vendita di prodotti di contrabbando. Nonostante alcuni risultati ottenti nell'aumentare la privacy e sicurezza online, i ricercatori si sono chiesti se ci sarà un corrispondente aumento delle persone che si rivolgono a servizi di anonimizzazione come Tor. Essi hanno suggerito che, mentre potrebbe non esserci un incentivo per le persone a migrare la loro  navigazione sulle piattaforme anonimizzanti, è molto più probabile che sviluppi tecnologici legati al Dark Web migliorino la furtività delle reti oscure. In quanto tali, le forze dell'ordine e i responsabili politici possono mettere in dubbio il modo migliore per affrontare l'evoluzione della tecnologia con mezzi quali la crittografia e le sfide di attribuzione in un ambiente anonimo per combattere efficacemente soggetti criminali che sfruttano il cyberspazio, incluso il Dark Web.

Carlo Ratti e la mappa del Dark Web
Com'è profondo il Web: le sue stratificazioni
Fonte: Congressional Research Service (CRS)
Le stratificazioni del Web
Conclusioni (provvisorie): non smettere di cercare risposte migliori
Si stima che il web di superficie (Surface Web), indicizzato dai motori di ricerca, sia compreso tra l'1 e il 5% dell'intero web. E' pur vero che, per la maggior parte delle ricerche il Surface Web è più che sufficiente a soddisfarle, ma occore tener conto che, per particolari temi di ricerca potrebbe essere necessario accedere agli altri strati del web, infatti al di là del Surface Web esistono altri due strati: il Deep Web (web profondo) che contiene tutti quei contenuti privati (database accessibili con autenticazione) non indicizzati dai motori di ricerca, e il Dark Web (web oscuro) sfruttato sia per attività legali, sia per attività criminali.
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Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 26 novembre 2019

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