Credibilità delle fonti informative - Pensiero Critico

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Credibilità delle fonti informative

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Il punto chiave

Vi sono almeno tre tipi di fonti: primarie, secondarie e terziarie; la credibilità aumenta dalle fonti primarie a quelle terziarie.

credibilità
Credibilità delle fonti informative

In generale la credibilità aumenta dalle fonti primarie a quelle terziarie perchè si suppone che l'accettazione di una fonte nel livello superiore presupponga la verifica della sua attendibilità. Ad esempio se un evento pubblico è stato documentato e diffuso da una agenzia di stampa (fonte primaria) si suppone che possa essere incluso in un articolo giornalistico (fonte secondaria) solo dopo un'attenta verifica da parte del giornalista; infine l'articolo del giornalista potrà essere incluso in una bibliografia o enciclopedia (fonte terziaria) solo dopo una ancora più attenta verifica da parte del redattore. In questo sito si trovano alcuni esempi: per la credibilità di una fonte primaria andare alla pagina Valutare un MicroBlog, per la credibilità di una fonte terziaria andare alla pagina Credibilità di Wikipedia.

Classificazione fonti informative
Classificazione di questo sito

Questo sito può essere considerato una fonte secondaria e i riferimenti posti nella bibliografia delle sue varie pagine sono: o fonti primarie (video youtube, interviste, dati sperimentali, ecc) o fonti secondarie (Testi saggistici, articoli di giornale recenti, commenti critici, ecc).

Esempio di fonti informative in varie discipline
fonti primarie secondarie terziarie
Esempio tratto dal website della University of Michigan, che riporta l'attribuzione di fonte primaria, secondaria e terziaria nell'ambito di diverse discipline.
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)
Libri consigliati a chi non vuole correre il rischio di affidarsi a risultati online inaccurati, falsi o fuorvianti
 
Guido Gili
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 27 gennaio 2012

 
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