Peer Review - Revisione Paritaria - Pensiero Critico

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Peer Review - Revisione Paritaria

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Il punto chiave

Il tradizionale modello di peer review delle pubblicazioni scientifiche è in crisi a causa dell'avvento del Web e dell'editoria digitale Open Access. Inoltre tale modello non riesce a evitare le falsificazioni il cui tasso, secondo Enrico Bucci, sfiora il 25%.

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Si sta affermando un meccanismo di revisione aperto, dialogico e meno autoreferenziale (valutazione aperta anche ai non accademici), basato anche sui social media.

Peer Review tra Primati non Umani
Peer Review
Tipico processo di revisione paritaria tra primati non umani
Perchè l'attuale modello di peer review è in crisi?

Nella ricerca accademica la valutazione qualitativa basata sul giudizio tra "pari" (peer review) è una prassi consolidata per decidere la pubblicazione o il rifiuto di un documento scientifico. Tale prassi è stata applicata soprattutto al campo delle scienze dure (matematica, fisica, medicina, informatica, ecc), meno alle scienze umane (sociologia, linguistica, arte, ecc) per varie cause tra le quali: scarsità di fondi messi a disposizione dagli editori, scarso interesse a esercitare un controllo qualitativo nelle scienze umane, forma "monografica" delle pubblicazioni e impiego di valutazione a posteriori  tramite recensioni.

L'attuale processo di peer review è in crisi e riceve sempre più critiche per la sua parzialità, attirandosi il sarcasmo di una parte del mondo scientifico, ad esempio ha vinto, nell'agosto 2015, il terzo premio al "Dumbest & Most Frustrating Modern Invention Contest" con la seguente scherzosa motivazione: "Peer Review Process: eufemismo che indica il modo di sopprimere il dissenso nella scienza. La Scienza è adesso al sicuro nelle mani di esperti che sono diventati esperti non dissentendo dai precedenti esperti. Un cerchio perfetto per produrre una scienza perfettamente circolare."


Con l'avvento del Web e dell'editoria digitale Open Access, il modello tradizionale è stato fortemente modificato
: il meccanismo di revisione è diventato aperto, dialogico e meno autoreferenziale (valutazione aperta anche ai non accademici). Questo nuovo modello è in evoluzione e attualmente presenta aspetti controversi riguardo alla qualità del meccanismo di revisione, ma certamente il modello di peer review pre-pubblicazione è sempre più in crisi.

Social Peer Review

Nella social peer review (o open peer-review) il controllo qualitativo viene prevalentemente svolto dopo la pubblicazione (ex-post) attraverso strumenti digitali quali blog, wiki, social bookmarking websites. Ad esempio la rivista peer-reviewed PLoS ONE, nata nel 2006, è stata concepita come un grande contenitore di contenuti scientifici nel campo medico e consente ai lettori (previa registrazione) di esprimere in rete un voto per ogni singolo articolo pubblicato. Qui sotto è pubblicato un esempio di come PLos ONE riesca a completare la revisione/ accettazione di un nuovo articolo (non sperimentale) dopo solo 4 giorni dalla ricezione, accelerando la sua diffusione: 1059 visualizzazioni in 30 giorni! (Nota: per articoli che richiedono competenze che gli esperti interni non possiedono i tempi medi di peer review sono di alcuni mesi)

Esempio di social peer review
PLosOne scientific document pubblication Sample
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Peer Review tradizionale

Ogni rivista o editore scientifico tipicamente affida a un proprio redattore il compito di selezionare i revisori. Il redattore interpellerà studiosi o esperti dello specifico settore. Invece gli investitori/aziende reclutano un comitato di revisori per validare le richieste di finanziamento. Nell'editoria scientifica vengono impiegate tre forme di peer review:

  • Single-blind peer review: il nome dell'autore è noto al revisore ma il nome del revisore è ignoto all'autore (è attualmente la forma di peer review più utilizzata)

  • Double-blind peer review: sia il nome del revisore che quello dell'autore sono ignoti a entrambi

  • Open peer review: sono note sia l'identità del revisore sia quella dell'autore, nonchè tempi e commenti del processo (è una forma recente e innovativa che prevale nel mondo editoriale Open Access)


Sono state fatte molte critiche (vedere in bibliografia articolo M.Cassella) a questo modello di revisione al quale vengono attribuiti i seguenti svantaggi
:

  • Costi elevati che crescono in funzione del numero di articoli rifiutati

  • Tempi lunghi del processo di revisione e conseguenti ritardi di pubblicazione

  • Parzialità nel giudizio del revisore e possibile conflitto di interessi

  • Applicazione limitata al settore delle scienze dure a causa delle inferiori disponibilità finanziarie delle scienze umane

Visualizzazioni e Download

I dati si possono così riassumere: l'articolo (dall'11 marzo 2009 al 23 novembre 2012) è stato visualizzato 62616 volte ed è stato scaricato in pdf 5549 volte.

 
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Citazioni ricevute - Metriche Alternative (Altmetrics)

I dati si possono così riassumere: l'articolo (dall'11 marzo 2009 al 23 novembre 2012) è stato citato il seguente numero di volte sui vari Database scientifici, Social Network e Blog:   

     

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Un esempio di pubblicazione e disseminazione efficace
plosone
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Soft peer review app
Caratteristiche

Motore di ricerca gratuito basato sul database scientifico open access Mendeley.
Consente di effettuare soft peer-review per il singolo Documento scientifico. Questo motore consente ai ricercatori e agli studiosi indipendenti (anche non riconosciuti accademicamente) di effettuare peer-review su documenti scientifici.

Una piattaforma di Social Peer Review

Un esempio di social peer review è quello della piattaforma PaperCritic che consente a chiunque, previa registrazione, di commentare documenti scientifici.

Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Libri consigliati a chi è interessato alla qualità della ricerca
 
Enrico Bucci
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 6 maggio 2016

 
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