Il Sovraccarico Informativo danneggia la capacità d'attenzione - Pensiero Critico

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Il Sovraccarico Informativo danneggia la capacità d'attenzione

Teorie > Concetti > Ecosistema Mediatico
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Il punto chiave

La ricchezza di informazioni genera una povertà di attenzione.
(Herbert A.Simon)

Rimanere umani nell'Era dell'Iperconnessione
Being human in a hyperconnected Era
Cliccare sull'immagine per andare al Manifesto (PDF)
Sovraccarico Informativo e Capacità di Attenzione

Il progetto "The Onlife Initiative", promosso e finanziato dalla Commissione Europea, ha evidenziato la necessità di contrastare l'abbondanza di informazioni per proteggere e salvaguardare la capacità di attenzione dell'essere umano.

Il Manifesto Onlife argomenta così tale necessità:

Noi riteniamo che le società debbano prendersi cura, proteggere e alimentare le capacità di attenzione proprie dell’essere umano. Con questo non diciamo che si debba rinunciare alla ricerca di miglioramenti, che sono e rimangono sempre utili, ma vogliamo insistere sul fatto che le capacità di attenzione sono una risorsa finita, rara e preziosa. Nell’economia digitale, l’attenzione è vista come una merce, una commodity, che si scambia sul mercato o che viene immessa nel processo produttivo: è una visione meramente strumentale dell’attenzione che ne trascura la dimensione sociale e politica, ossia il fatto che la capacità e il diritto di focalizzare la nostra attenzione sono una condizione necessaria e imprescindibile per l’autonomia, la responsabilità, la riflessività, la pluralità, l’impegno personale e per conservare alla persona un senso di significatività.

Effetto dello stress sull'attività cognitiva e sull'attenzione
Legge dell'Attenzione
La legge di Yerkes-Dodges propone una rappresentazione del declino della capacità cognitiva umana (e della qualità della prestazione relativa) in funzione dello sforzo richiesto dal compito. In compiti semplici quali quelli di routine (non richiedenti un elevato grado di attenzione), l'uomo mantiene elevate prestazioni più a lungo che in compiti complessi. (Cliccare sull'immagine per andare alla fonte)
Cecità attenzionale: test di attenzione selettiva
Contare quante volte i giocatori con la maglietta bianca si scambiano la palla
Web
I am interconnected to the Internet Sewer System worldwide
La necessità di filtri cognitivi ed emotivi

Tutti noi abbiamo la percezione di essere esposti ad un sovraccarico informativo crescente, con il quale ci viene chiesto di accettare senza indagini  tutto ciò che viene offerto (informazioni, notizie, messaggi personali, ecc).

Spam, Virus e altri abusi informatici  hanno delle similitudini con gli abusi mediatici  cui siamo sottoposti. Mentre ci preoccupiamo di proteggere i nostri pc con sofisticati antivirus e potenti firewall,
non poniamo nessun filtro cognitivo tra noi e il mondo dell'informazione.
L'uso di filtri, sia cognitivi sia emotivi, è secondo noi fondamentale per contrastare la quantità (crescente) e la qualità (scadente) dell'informazione alla quale siamo esposti.
Per approfondire i filtri cognitivi andare alla sezione pensiero critico, per approfondire i filtri emotivi andare alla sezione intelligenza euristica.

Letture senza filtri
Information Overload
Mentre ci preoccupiamo di proteggere i nostri pc con antivirus e firewall, non poniamo nessun filtro cognitivo tra noi e il mondo dell'informazione
Dieta alimentare e dieta mediatica

C'è una forte analogia tra la povertà della dieta alimentare e quella della dieta mediatica. Secondo il Rapporto CESVI 2014 (Indice globale della fame -PDF), ciò che conta è la fame nascosta, cioè quella forma di sottonutrizione che si verifica quando l'assunzione e l'assorbimento di vitamine e minerali sono troppo bassi per garantire buone condizioni di sviluppo. Nel mondo, la carenza di microelementi colpisce più di 2 miliardi di persone che forse non moriranno per questo, ma resteranno segnate per sempre. Come ha argomentato il nutrizionista del CESVI Diego Carangio 'avere la pancia piena non basta se il tipo di alimentazione manca di micronutrienti essenziali per una vita sana'. Analogamente possiamo dire che la sovrabbondanza di informazioni di scadente qualità provoca un danno culturale all'intera società minandone lo sviluppo.

Oltre a una buona dieta alimentare dovremmo preoccuparci anche di una buona dieta mediatica, incrementando la nostra capacità di selezionare, in modo critico, contenuti attendibili e non superficiali.

Obesità mediatica

Quanta nuova informazione viene prodotta ogni anno? A questa domanda ha cercato di dare una risposta nel 2003 un progetto dell'Università di Berkeley i cui risultati sono riportati in modo sintetico nell'Executive Summary e, in modo completo, nel report How much information? 2003L'informazione (sia cartacea sia memorizzata digitalmente) è cresciuta del 30% all'anno nel periodo 1999-2003. Nel 2009 è stato effettuato un aggiornamento di questo studio solo per l'informazione prodotta negli USA.
Nell'immagine sottoriportata è mostrata una sintesi del bombardamento informativo al quale siamo esposti.


Lo studio dell'Università di Berkeley è pregevole nel fornire DATI di un fenomeno sociale in crescita ma il problema non è quantitativo. Il vero problema è qualitativo: come distinguere l'informazione che 'informa' da quella che 'disinforma'
e, all'interno di quella che informa, come selezionare quella che ci può essere utile ai fini del nostro specifico obiettivo? 

Patologie del sovraccarico informativo
La diffusione di dispositivi mobili connettibili a Internet sta aumentando il sovraccarico informativo degli utenti.

Negli USA, secondo il report PEW Research Center "The Best (and Worst) of Mobile Connectivity" del 30 novembre 2012, alcuni dati sembrano indicare un aumento delle patologie psichiche (attachment factor) determinate dalla diffusione dei dispositivi mobili (questi dati non comprendono ancora l'effetto internet consentito da Smartphone e Tablet) :

67%  dei possessori di cellulari controlla se ha ricevuto messaggi, avvisi o chiamate anche se il cellulare non squilla o vibra
44%  dei possessori di cellulari ha dormito con il telefonino acceso in prossimità del letto per non rischiare di perdere chiamate o messaggi durante la notte
29%  dei possessori di cellulari descrive il suo dispositivo come "qualcosa di cui non si può immaginare di vivere senza"
Information overload
it records: each phone owns an italian
RAS: un gruppo di neuroni alla radice della nostra attenzione e consapevolezza

La coscienza viene attivata dalla zona del cervello più antico dell'essere umano, posta nel tronco encefalico, denominata "Reticular Activating System" (RAS) e costituita da un gruppo di neuroni specializzati nel controllo dello stato di veglia e del ritmo circadiano. Quindi il RAS è un sistema di allerta che consente all'uomo di "notare" certe cose e ignorarne altre. Se dedicassimo uguale attenzione a tutti gli stimoli che ci arrivano dall'apparato sensoriale saremmo solo confusi: bisogna concentrarsi per essere coscienti di ciò che si fa. Ad esempio, se decidessimo di scrivere un libro o un articolo su un determinato argomento, cominceremmo a notare tutto ciò che, nell'informazione che riceviamo, lo riguarda. Infatti il problema del sovraccarico informativo odierno non è l'enorme quantità di informazione eterogenea che riceviamo, quanto il fatto che disturba il RAS nel compito di mantenere un'attenzione elevata sui temi di nostro interesse. Questa è anche la tesi principale del libro di Nicholas Carr "Internet ci rende stupidi?", cioè che la lettura online (e la facilità di passare rapidamente da un argomento all'altro mediante gli hyperlinks) possa disturbare la lettura lineare cui siamo abituati da secoli ostacolando la focalizzazione sui temi da noi scelti. Il RAS è la prima linea di difesa del cervello animale (incluso quello umano) contro il sovraccarico di stimoli ambientali.

Quando sappiamo esattamente cosa vogliamo il nostro RAS si attiva automaticamente alla ricerca di informazioni utili al nostro scopo. E' il RAS che decide di cosa dobbiamo essere consapevoli e le sue decisioni sono di natura evoluzionistica: sono state utili alla sopravvivenza e lo sono ancora.

Tripartizione evolutiva del cervello
Paul MacLean
Reticular Activating System (RAS)
RAS
Il Reticular Activating System (RAS) è localizzato nella parte evolutivamente più antica del cervello umano (precisamente nel tronco encefalico). Attraverso il fascio tegmentale centrale il RAS stimola il talamo il quale irradia tutta la corteccia cerebrale assicurando lo stato di veglia e la consapevolezza.
Il RAS regola molte importanti funzioni tra le quali: ritmo sonno-veglia, percezione del dolore, controllo dell'attività digestiva, cardiocircolatoria, respiratoria, minzionale, controllo del movimento, attività somatoviscerali quali la deglutizione, vomito, espirazione, ecc. A causa del controllo di queste importanti funzioni vitali una lesione del RAS porta al coma o alla morte.

Il paradigma della tripartizione evolutiva del cervello venne proposto nel 1990 dal neurofisiologo Paul D. MacLean.  Esso suddivide il cervello umano in tre stati evolutivi (diversi ma strettamente interconnessi): il primo e più antico è il "cervello rettiliano" (Reptilian complex), sede degli istinti primari e delle funzioni vitali; il secondo è il "cervello emotivo" (Paleomammalian complex o sistema limbico), tipico dei mammiferi e delegato alla gestione delle emozioni; il terzo, ed evolutivamente più recente,  è la "neocorteccia" (Neomammalian complex) nella quale è riposta tutta l'attività inerente il pensiero e il linguaggio dell'uomo moderno.
Sovraccarico informativo e Big Data

Visto che il sovraccarico informativo continua ad aumentare è stata trovata una soluzione lessicale come argomenta Jeremy Bentley: "siamo passati dal 'sovraccarico informativo' a ciò che viene chiamato 'Big Data' (Chiamarli Big Data insinua la possibilità che noi siamo in grado di gestirli, mentre non potevamo gestire il Sovraccarico Informativo).
Chiamarli 'Big Data' insinua la possibilità che il "Sovraccarico informativo" possa essere gestito...ma è solo un inganno lessicale.

In realtà ciò che i 'Big Data' riescono a gestire non sono le informazioni destinate alle persone ma le aggregazioni algoritmiche sui nostri comportamenti in rete che attuano la profilazione dei cittadini-elettori-consumatori.

sovraccarico informativo
Cliccare per ingrandire
ansia
La crescente disponibilità informativa crea la percezione di crescenti (irraggiungibili) opportunità
Sovraccarico informativo
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


Libri consigliati
 
Goleman
Stablum
eBook gratuito
Luciano Floridi
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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 29 maggio 2016

 
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