E' ipotizzabile una gerarchia della Conoscenza? - Pensiero Critico

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E' ipotizzabile una gerarchia della Conoscenza?

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Il punto chiave

La piramide della conoscenza è una metafora dell'attività cognitiva che evidenzia l'importanza, non dei dati o delle informazioni, quanto delle trasformazioni che si riesce a operare su di essi

piramide conoscenza
Piramide della conoscenza

La piramide della conoscenza è un tentativo che il Knowledge Management ha fatto per categorizzare e semplificare i concetti chiave coinvolti nei processi conoscitivi, con lo scopo di realizzare sistemi informatici in grado di gestire grandi quantità di dati.
Questo modello teorico prevede una gerarchia, denominata DIKW
(Data-Information-Knowledge-Wisdom), che ha (suggestivamente) immaginato il processo della conoscenza come una piramide costituita da una base molto larga di DATI grezzi i quali, andando verso la cima della piramide, vengono sottoposti a un processo di aggregazione-contestualizzazione (INFORMAZIONE) e applicazione-sperimentazione (CONOSCENZA). Infine, sulla cima della piramide è confinata la SAGGEZZA che presuppone un livello conoscitivo che esula dall'ambito di una specifica applicazione. Tali stati conoscitivi sono quindi stati connessi in modo gerarchico immaginando che tra essi ci possa essere una ordinata transizione dal basso verso l'alto.

Spesso le persone attribuiscono lo stesso significato a termini diversi. Così ci sono persone che chiamano "informazione" ciò che sarebbe meglio chiamare "dato" e persone che parlano di "conoscenza" quando hanno a che fare con "informazioni". E' pur vero che si tratta solo di attribuzioni nomenclative ma, quando le persone devono comunicare, si rischia di aggiungere ulteriore confusione a un processo intrinsecamente già così  incerto.

Nonostante le critiche ricevute, la DIKW ha avuto il merito di aver reso più chiaro il significato dei singoli stati conoscitivi e di avere individuato le condizioni che rendono possibile la transizione da uno stato all'altro. La DIKW è una metafora della conoscenza più che un modello, anche se ci si limita all'aspetto cognitivo.
La bibliografia disponibile sul web su tale gerarchia è vastissima. Ci limitiamo pertanto a segnalare in bibliografia due articoli che presentano punti di vista diversi.

DIKW
Il mondo virtuale del Web presenta un'enorme massa di dati e di informazioni. La conoscenza riguarda il mondo reale (anche se influenzato dai mondi virtuali creati dal Web) e le informazioni necessitano delle esperienze individuali (vale a dire azioni umane condotte nel mondo reale) per trasformarsi in conoscenza.
T.S.Eliot e la Piramide della conoscenza

Molti autori attribuiscono ad alcuni versi del poeta TS Eliot, tratti dal poema "The Rock" pubblicato nel 1934, il merito di aver immaginato una simile gerarchia conoscitiva.

Noi pensiamo che il senso di questi versi vada interpretato come una sorta di rimpianto per i fallimenti umani, quindi, in ordine di importanza decrescente, questi versi ci chiedono: a quanta vita abbiamo rinunciato vivendo in modo sbagliato (o inconsapevole); e a quanta saggezza abbiamo rinunciato nel non aver saputo ampliare ed impiegare la nostra conoscenza; e infine, alla base del processo, a quanta conoscenza abbiamo rinunciato nel non avere accortamente utilizzato le informazioni in nostro possesso.
Se si guarda all'intera opera di TS Eliot l'interpretazione di questi versi può farsi più acuta, infatti Eliot, nei personaggi dei suoi drammi, ha sempre descritto gli sforzi dell'essere umano per evitare di partecipare alla realtà e rifugiarsi nell'apparenza e nell'inconsistenza.
In quest'ottica l'essere umano si rifugia nell'informazione per evitare di conoscere, si rifugia nell'azione (saper fare) per evitare che la sua conoscenza si trasformi in saggezza e, infine, evita le occasioni di realtà che la vita gli presenta per assumere atteggiamenti stereotipati e inconsistenti.

Alcuni versi del poeta TS Eliot
La Rocca di TS Eliot
Un esempio semplice

Questo esempio, riadattato da systems-thinking.org, utilizza il caso dell'apertura di un conto di risparmio bancario per mostrare come alcuni dei parametri che lo contraddistinguono (capitale, interesse, tasso di interesse) si relazionano con i concetti di dato, informazione, conoscenza e saggezza.

Dati
: I numeri 100€ o 5%, se non sono correlati a un contesto, restano solo dati senza alcun significato.

Informazioni
: se una persona apre un conto corrente bancario, allora dati quali: gli interessi, il capitale e il tasso di interesse acquistano un significato in questo contesto.

  • Il Capitale è la somma di denaro, ad es.100€, nel conto di risparmio

  • Il Tasso di interesse, ad es. 5%, è il fattore utilizzato dalla banca per calcolare gli interessi sul capitale.


Conoscenza
: Se il correntista aggiunge 100€ nel suo conto corrente, e la banca paga interessi del 5% annuo, alla fine dell'anno egli si aspetterà che la banca calcoli gli interessi di 5€ e li aggiunga al suo capitale. Questo modello rappresenta la conoscenza (sperimentata) che permette al correntista di adeguare i suoi comportamenti alle sue decisioni: se vuole risparmiare sa quanto gli frutteranno le nuove somme depositate e se, invece, vuole prelevare sa che riceverà un minore ammontare di interessi.

Saggezza
: la saggezza è più complicata e richiede un salto qualitativo sia per il singolo individuo (che deve rinunciare alle proprie illusioni) sia per le organizzazioni (che devono conoscere i principi che regolano i sistemi di grado più elevato nei quali la conoscenza specifica si trova ad agire). Se l'investitore prende in considerazione i singoli elementi su cui si basa la sua conoscenza del conto corrente bancario, può essere indotto a credere che, continuando a risparmiare e investire, nel tempo potrebbe diventare ricco. Questa illusione si scontra sia con il fatto che pochissimi sono in grado di risparmiare senza prelevare mai denaro dal proprio conto, sia con fattori macroeconomici imponderabili quali la decisione della banca di ridurre il tasso di interesse oppure il suo fallimento dovuto a  gravi squilibri finanziari mondiali (ad esempio nella crisi del 2008, negli USA, sono fallite più di 100 banche), con  la conseguente perdita di tutto o parte del capitale.


Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)
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Libri consigliati a chi non vuole confondere dati, informazione e conoscenza
 
Piccari
Floridi
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 20 ottobre 2014

 
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