L'invecchiamento è influenzato dalla regolazione dell’espressione genetica. La metilazione del DNA può predire l’insorgenza e la progressione di malattie. - Pensiero Critico

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Coloro cui sfugge completamente l'idea che
è possibile aver torto non possono imparare nulla,
tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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L'invecchiamento è influenzato dalla regolazione dell’espressione genetica. La metilazione del DNA può predire l’insorgenza e la progressione di malattie.

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Il punto chiave
La possibilità di vivere per nove, dieci o più decenni solleva una domanda unicamente del ventunesimo secolo: che cosa faremo con le nostre vite sovradimensionate? (Stanford Center on Longevity)
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A differenza di un oggetto inanimato, che non ha capacità di ripararsi, gli organismi viventi sono sistemi aperti, dinamici, attraverso cui passa di continuo un flusso di nutrienti e quindi sono potenzialmente in grado di riparare le parti danneggiate. In effetti, il catabolismo di vecchi componenti e la sintesi di nuovi sono processi sempre presenti nell’individuo e, in un lasso di tempo di sette anni, un essere umano ha rinnovato circa il 90% del materiale di cui è composto. (Andrea Levi)
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L'umanità risentirà profondamente della scienza e della tecnologia in futuro. Noi prevediamo la possibilità di ampliare il potenziale umano superando l'invecchiamento, le carenze cognitive, le sofferenze involontarie e il nostro confinamento sul pianeta Terra. (dalla dichiarazione transumanista di Nick Bostrom)
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L'accumulo di danno cellulare dipendente dal tempo è ampiamente considerato la causa generale dell'invecchiamento. Il cancro e l'invecchiamento possono essere considerati come due diverse manifestazioni dello stesso processo, vale a dire l'accumulo di danno cellulare.
Inoltre, molte delle patologie associate all'invecchiamento, come l'aterosclerosi e l'infiammazione, coinvolgono la crescita eccessiva cellulare o l'iperattività incontrollata. (Carlos López-Otín et Al.)
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Molto spesso quando qualcuno sembra più vecchio della sua età cronologica, si ammala. Un medico addestrato può indovinare lo stato di salute di un paziente semplicemente guardandolo. Le reti neurali profonde possono farlo meglio e ora possiamo interpretare quali sono i fattori più importanti. Abbiamo sviluppato una vasta gamma di biomarcatori profondi dell'invecchiamento che possono essere utilizzati dalle compagnie farmaceutiche e assicurative, nonché dalla comunità delle biotecnologie della longevità. (Alex Zhavoronkov)
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Diventare postumani significa oltrepassare le limitazioni che caratterizzano gli aspetti meno desiderabili della "condizione umana". I postumani saranno liberi dalle malattie, dall'invecchiamento, dall'ineluttabilità della morte. (Max More)
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Una volta entrati nella Singolarità smetteremo di essere creature inermi e primitive, macchine di carne limitate nei pensieri e nell'azione dal corpo che costituisce il nostro attuale sostrato. La Singolarità ci permetterà di superare queste limitazioni dei nostri corpi e cervelli biologici. Acquisiremo potere sul nostro stesso destino. La nostra mortalità sarà nelle nostre mani. (Ray Kurzweil)
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Ray Kurzweil, pensa che caricheremo le nostre menti intere sui computer entro il 2045 e i nostri corpi saranno sostituiti da macchine entro 90 anni. Conservare con successo il cervello è solo un passo in un processo molto più ampio che include anche il caricamento della mente e un prototipo o avatar di un corpo robotico.
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Il principale mega-progetto scientifico 2045 mira a creare tecnologie che consentano il trasferimento della personalità di un individuo a un vettore non biologico più avanzato e l'estensione della vita, anche al punto di immortalità. (Dmitry Itskov)
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L'uomo non starà ad aspettare passivamente per milioni di anni che l'evoluzione gli offra un cervello migliore. (Corneliu E. Giurgea)
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Come per il DNA mitocondriale, il DNA nucleare accumula danni nell'arco della vita, cosa che può portare teoricamente a innumerevoli problemi. Ad ogni modo credo che solo uno di questi, ovvero il cancro, si ponga come tale nell'ambito di quella che ora consideriamo la normale durata della vita. Così se riuscissimo a sconfiggere definitivamente il cancro, le mutazioni nucleari risulterebbero innocue. L'obiettivo più ambizioso del progetto SENS [Strategies for Engineered Negligible Senescence] è proprio questo: sconfiggere il cancro. (Aubrey de Grey)
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La resistenza alle nuove idee ha conseguenze pesanti su come gli scienziati più anziani valutano le richieste di finanziamenti. (Aubrey de Grey)
Altan
I feel the weight of the years.
Me too, I have them all resting on my balls
Aspettativa di vita
L'aspettativa di vita è la metrica chiave per valutare la salute della popolazione. (Cliccare per approfondire)
Una mappa per cavalcare la longevità
L'aspettativa di vita umana continua ad allungarsi. Scrive l'immunologo Alberto Mantovani nel libro "Il fuoco interiore" (p.120):

Da quando esiste la nostra specie di Homo Sapiens, ossia da circa 200.000 anni, l'aspettativa di vita è stata intorno ai 40 anni: in media, perchè ovviamente le eccezioni ci sono sempre state. [...] Oggi, l'aspettativa nei paesi industrializzati è di oltre 80 anni: in Italia è di 80 anni per gli uomini e 84 anni per le donne. [...] Diversa la situazione nei paesi più poveri: l'aspettativa di vita  più bassa si registra in Sierra Leone (49,3 per gli uomini, 50,8 per le donne) seguita da Angola (50,9-54,0). In generale, a livello globale l'aspettativa di vita è in crescita: nel 2015 era di 71,4 anni (73,8 anni per le donne e 69,1 per gli uomini). E le stime affermano che, nel mondo, la popolazione di età superiore ai 60 anni aumenterà di oltre tre volte durante la prima metà del XXI secolo. [...] Merito innanzitutto di acqua potabile e igiene, ma anche - non meno importanti! - delle innovazioni nel campo della medicina: dai vaccini agli antibiotici, fino alle nuove tecnologie di diagnosi e trattamento.

Questa visione della longevità sta per essere modificata dall'Intelligenza Artificiale che combinata con la disponibilità di grandi set di dati, sta aumentando la varietà di biomarcatori che potrebbero essere considerati potenziali predittori di età. Infatti esistono, per ogni persona, due tipi di età: l'età cronologica, che è il numero di anni vissuti, e l'età biologica, che è influenzata dai nostri geni, dallo stile di vita, dal comportamento, dall'ambiente e da altri fattori. L'età biologica è la misura della vera età ed è la caratteristica più biologicamente rilevante, in quanto strettamente correlata con la mortalità e con lo stato di salute.
Mantovani, riguardo al fenomeno della senescenza cellulare scrive  (p.121):

Il progredire dell'età causa diversi cambiamenti che portano via via a un rallentamento delle funzioni fisiologiche. Muta per esempio il nostro metabolismo: così diventiamo più suscettibili al freddo. [...] La parola metabolismo deriva dal greco e significa cambiamento, trasformazione. Il metabolismo  è l'insieme di tutti i processi biochimici che avvengono nel nostro organismo e sono finalizzati a ricavare energia dagli alimenti, per lo svolgimento dei processi vitali. [...] Qualcosa di molto simile accade alle nostre cellule. Anche loro invecchiano e, infine, muoino. Ogni giorno nel nostro organismo ne muoiono circa 50-70 miliardi. [...] Durante l'invecchiamento, inoltre, a livello del nostro DNA si acculano diverse mutazioni, che costituiscono uno dei motivi dell'aumento dell'incidenza di tumori con il progredire dell'età.

La possibilità di vivere per nove, dieci o più decenni solleva una domanda unicamente del ventunesimo secolo: che cosa faremo con le nostre vite sovradimensionate? L'Università di Stanford si è posta il problema e ha creato lo "Stanford Center on Longevity", che si pone questi obiettivi:

L'iniziativa Stanford Center on Longevity New Map of Life ™ mira a immaginare una società che supporti le persone a vivere una vita sicura e di alta qualità per un secolo o più. Questa nuova iniziativa cercherà e definirà nuovi modelli per l'istruzione e l'apprendimento permanente, riprogetterà il modo in cui lavoriamo, fornirà consulenza su nuove politiche per l'assistenza sanitaria, l'edilizia abitativa, l'ambiente e la sicurezza finanziaria e promuoverà partenariati più intergenerazionali. Farà anche avanzare una nuova narrativa, che ridefinisce cosa significa essere "vecchi" e valorizza le persone nelle diverse fasi della vita. I media, gli inserzionisti e l'industria dell'intrattenimento svolgeranno un ruolo importante in questo sforzo condividendo storie e creando nuove immagini e contenuti sulla longevità e l'invecchiamento.

Insomma, bisognerà costruire una nuova visione culturale della longevità, e sui motivi che hanno spinto a intraprendere questa iniziativa (Perché abbiamo bisogno di una nuova mappa della vita?) lo Stanford Center indica:

  • Le norme esistenti non funzionano più perché si sono evolute per vite lunghe la metà.

  • Il tradizionale corso di vita in tre fasi - istruzione, lavoro e famiglia, pensione - è obsoleto.

  • È necessario un nuovo corso di vita che sia più flessibile e abbia più fasi.
Biomarcatori di longevità
Nel 2019 è stato pubblicato dalla Aging Analytics Agency, il rapporto, intitolato "Biomarcatori di longevità: stato attuale, sfide e opportunità Panoramica del 2019", che fornisce un elenco completo di singoli biomarcatori e gruppi (panels) di biomarcatori di età biologica insieme a profili migliorati. Lo scopo di questi studi è di individuare, per una specifica persona il suo profilo metabolico identificato come predittore di mortalità.
Scrive la consulente aziendale Margaretta Colangelo (vedi bibliografia 2020):

I biomarcatori sono indicatori misurabili di uno stato biologico. Sono usati per misurare la presenza di malattia e per aiutare a determinare una prognosi. Una singola classe di biomarcatori di longevità viene utilizzata per prevedere l'età biologica. La metilazione del DNA viene utilizzata per prevedere l'età con un errore di circa 3,6 anni usando 8.000 campioni e sono state usate anche immagini facciali 3D per prevedere l'età con una deviazione media di 6 anni.
Età cronologica ed età biologica
L'età biologica ha dimostrato di essere un predittore migliore della mortalità e dell'insorgenza della malattia, rispetto all'età cronologica.
Biomarcatori dell'invecchiamento con la AI
L'intelligenza Artificiale ha permesso di individuare un'ampia gamma di biomarcatori dell'invecchiamento che possono essere utilizzati dalle compagnie farmaceutiche e assicurative, nonché dalla comunità delle biotecnologie della longevità.
Esistono, per ogni persona, due tipi di età: l'età cronologica, che è il numero di anni vissuti, e l'età biologica, che è la vera età ed è influenzata dai nostri geni, dallo stile di vita, dal comportamento, dall'ambiente e da altri fattori. L'Intelligenza Artificiale, combinata con la disponibilità di grandi set di dati, sta aumentando la varietà di biomarcatori che potrebbero essere considerati potenziali predittori di età. I biomarcatori sono indicatori misurabili di uno stato biologico, e sono usati per misurare la presenza di malattia e per aiutare a determinare una prognosi.
Sconfiggere l'invecchiamento con metodi vecchi (trasfusioni di sangue giovane)
Nell'antichità, per rallentare l'invecchiamento sono stati usati metodi inappropriati quali, ad esempio, bere il sangue di giovani umani, ritenendo che l'energia giovanile potesse trasferirsi nell'organismo di un vecchio. Il filosofo Marsilio Ficino nel "De vita sana, longa et coelesti", pubblicato a Firenze nel 1489, raccomanda ai vecchi di "suggere" il sangue dei giovani allo scopo di ringiovanire. Forse lo ha fatto Papa Innocenzo VIII (vedi bibliografia Livi), bevendo il sangue di giovani umani, dopo aver avuto un ictus. Scrive Livi:

L’inizio della trasfusione di sangue si fa risalire  al 15° secolo e precisamente al luglio del 1492. Siamo a Roma e sul soglio pontificio siede  Papa Innocenzo VIII. In quei giorni Sua Santità, già sofferente  dei malanni legati all’età, subisce, per colmo di sfortuna, un colpo apoplettico. Cade in uno stato comatoso ed i medici accorsi al suo capezzale disperano ormai di salvarlo. Tra loro si fa avanti un medico ebreo che memore, forse, degli insegnamenti del  contemporaneo Marsilio Ficino che nel suo libro De le Tre vite riteneva che la pratica di  bere il sangue di giovani aiutasse gli anziani ad acquisire vitalità,  propone di tentare  di trasfondergli sangue prelevato appunto da giovani fanciulli. Vengono presi (non è dato sapere  le modalità con le quali vengono selezionati) e in sequenza il loro sangue prelevatogli dalle braccia viene somministrato al pontefice morente. Il risultato, così come ci viene esposto da Pasquale Villari nel 1859 nella sua Vita di Girolamo Savonarola e de’ suoi tempi, fu la morte dei tre giovanetti e del Papa che mai si riprese dall’ictus.

Questa fiducia nella possibilità tecnica di "governare" il DNA umano ha alimentato un'intera generazione di imprenditori. In attesa di rimedi efficaci per sconfiggere l'invecchiamento alcune società statunitensi cercano di cavalcare il vecchio metodo delle trasfusioni di "sangue giovane" in "corpi vecchi" tanto che è intervenuta la Food and Drug Administration (FDA), che ha affermato che le infusioni di plasma da giovani donatori a clienti più anziani "non dovrebbero essere ritenute sicure o efficaci", e ha affermato che destava preoccupazione il fatto che parecchi pazienti fossero preda di società senza scrupoli "che fanno pagare migliaia di dollari per trasfusioni". Negli ultimi due anni ci sono state segnalazioni di una serie di startup che hanno addebitato migliaia di dollari per la trasfusione di sangue dei giovani, sostenendo che il trattamento potrebbe migliorare la forza e la memoria e persino combattere l'Alzheimer o il morbo di Parkinson. La FDA ha invece affermato che i rischi di trasfusioni includevano reazioni allergiche, "sovraccarico circolatorio associato alle trasfusioni" e malattie potenzialmente infettive.
Il business delle trasfusioni di plasma
Ambrosia, a Monterey, in California, è una startup che offre trasfusioni di plasma umano al prezzo di $ 8.000. Finora ha 600 clienti, con un'età media di 60 anni. Il sangue viene raccolto dalle banche del sangue locali, quindi separato e combinato - ci vogliono più donatori per creare un pacchetto.
Sconfiggere l'invecchiamento con metodi nuovi (rallentamento dell'invecchiamento)
Sul rallentamento dell'invecchiamento stanno lavorando molte aziende, soprattutto per sostituire le cellule senescenti negli organismi anziani. Tra gli scienziati che se ne stanno occupando c'è il biologo Bennett Childs che, insieme ad altri, sta studiando la rimozione sperimentale delle cellule senescenti che hanno un ruolo patologeno nella aterosclerosi e in altre patologie (vedi bibliografia 2016). Scrive Childs:

La senescenza cellulare, che è uno stato permanente di arresto del ciclo cellulare indotto dallo stress cellulare, è recentemente emersa come un meccanismo di invecchiamento fondamentale che contribuisce anche alle malattie della tarda vita, tra cui il cancro, l'aterosclerosi e l'artrosi. Le strategie terapeutiche che interferiscono in modo sicuro con gli effetti dannosi della senescenza cellulare, come l'eliminazione selettiva delle cellule senescenti (SNC) o l'interruzione del secretoma SNC, stanno guadagnando un'attenzione significativa, con diversi programmi che si stanno avvicinando agli studi clinici umani.

La fine dell'invecchiamento è stata teorizzata in alcuni romanzi del genere cyberpunk che, dagli anni '80, hanno alimentato la cultura della Silicon Valley. Uno dei romanzi più rappresentativi è "Neuromante" di William Gibson nel quale è riportato questo brano (pp. 18-19):

Julius Deane aveva centotrentacinque anni, e il suo metabolismo veniva alterato a cadenza settimanale da un autentico patrimonio in siero e ormoni. La sua principale barriera contro l'invecchiamento era un pellegrinagggio annuo fino a Tokyo, dove i chirurghi genetici reimpostavano il suo codice DNA, un procedimento non reperibile a Chiba.
Strategie per la longevità
La biotecnologia della longevità sta rapidamente emergendo come un'industria con nuove fonti di finanziamento , modelli di business credibili e primi successi.
Le strategie terapeutiche che interferiscono in modo sicuro con gli effetti dannosi della senescenza cellulare, come l'eliminazione selettiva delle cellule senescenti (SNC) o l'interruzione del secretoma SNC, stanno guadagnando un'attenzione significativa
Le varie strade del transumanesimo
Ci sono vari modi in cui il transumanesimo si esprimerà, sempre tenendo conto degli obiettivi indicati nella dichiarazione transumanista (vedi pagina Transumanesimo). Gli obiettivi sono:

1. Sconfiggere l'invecchiamento

2. Evitare le sofferenze involontarie

3. Superare le carenze cognitive

4. Trovare nuovi mondi da colonizzare per far fronte alla sovrappopolazione terrestre

I primi tre obiettivi sono volti a preservare l'attuale biologia umana tentando di migliorarla: questo è il tentativo descritto dal biogerontologo Aubrey de Gray.
Palo Alto Longevity Prize
Trance anti-invecchiamento
Secondo il biogerontologo Aubrey de Grey esiste una "trance anti-invecchiamento" che ritarda o ostacola l'avanzamento delle ricerche biologiche per la soluzione del problema invecchiamento. Infatti le ricerche sono dipendenti dall'assegnazione di fondi pubblici la cui valutazione è assegnata (in regime di peer review) agli scienziati più quotati scientificamente che, ovviamente, sono anche i più anziani. La maggior parte di essi, com'è umanamente comprensibile avranno difficoltà a screditare le idee sulle quali tutta la loro carriera professionale si è basata.
Biotecnologie del ringiovanimento
Il biogerontologo Aubrey De Grey ha fondato l'istituto di ricerca SENS Research Foundation (Strategies for Engineered Negligible Senescence, cioè Strategie per l'Ingegnerizzazione di una Senescenza trascurabile) per studiare terapie contro l'invecchiamento. Egli, nel libro "La fine dell'invecchiamento", che riassume gli aspetti essenziali del progetto SENS, scrive (p.519):

Il risultato che credo sia necessario raggiungere all'inizio è qualcosa che ho chiamato "robusto ringiovanimento dei topi" o RMR (Robust Mouse Rejuvenation). L'RMR è il risultato dell'estensione della vita del topo. [...] Secondo la mia definizione l'RMR sarà da considerarsi raggiunto quando: almeno  20 topi della specie mus musculus, selezionati da un ceppo dalla durata media della vita di almeno tre anni, che riceva trattamenti non prima di aver raggiunto i due anni d'età, riuscirà a vivere per una durata media di cinque anni, e in buono stato di salute.

Sul rallentamento dell'invecchiamento stanno lavorando molte aziende, soprattutto per rimuovere le cellule senescenti negli organismi anziani. Il SENS organizza convegni dedicati ai ricercatori interessati alle iniziative di ringiovanimento, quali quella di Berlino ottobre 2020 (Undoing Aging 2020):

"Forever Healthy Foundation è un'iniziativa privata e senza scopo di lucro con la missione di accelerare la disponibilità di terapie di ringiovanimento umano e consentire alle persone di prolungare notevolmente la loro durata di vita sana.
Attraverso le sue iniziative "Rejuvenation Now" e "Maximizing Health" Forever Healthy cerca di identificare e valutare  continuamente  nuove terapie di ringiovanimento in riferimento ai loro rischi , benefici  e  potenziali applicazioni e di  sfruttare l'enorme ricchezza delle conoscenze mediche all'avanguardia del mondo per potenziare decisioni informate su salute e benessere."
Strategia della SENS Foundation di Aubrey de Grey
Aubrey de Grey descrive l'invecchiamento come segue: il metabolismo provoca danni e questi alla fine causano patologie. Egli dice , “ il metabolismo (cioè la rete estremamente disordinata di processi omeostatici che ci tengono in vita) fa sì che si crei la patologia (cioè la rete estremamente disordinata di processi anti-omeostatici che ci uccidono).” Pertanto, il suo approccio per risolvere l'invecchiamento è attraverso la manutenzione e la riparazione.
[Le frecce a testa piatta sono una notazione che significa "inibisce", usata nella letteratura dell'espressione genica e della regolazione genica.]
Metaflammazione: gli stili di vita che portano all'infiammazione metabolica cronica
'Induttori' ambientali e di stile di vita della metaflammazione, che mostrano effetti sia indipendenti che dipendenti attraverso l'obesità
Dieta e sistema immunitario: la metaflammazione
Il nostro stile di vita può influenzare negativamente il metabolismo procurandoci uno stato di infiammazione cronica che può comportare l'insorgenza di diverse malattie autoimmuni come scrive l'immunologa Annette Christ (vedi bibliografia 2019):

Malattie autoimmuni come la sclerosi multipla (SM), l'artrite reumatoide (AR), la malattia infiammatoria intestinale (IBD), il diabete di tipo 1 (T1D) e la psoriasi (Ps) sono  un insieme eterogeneo di malattie che condividono caratteristiche comuni tra cui eziologie multifattoriali e un coinvolgimento di meccanismi patologici autoimmuni mediati da cellule T e un decorso clinico che spesso richiede la gestione della malattia per tutta la vita. [...] Il consumo di diete caloricamente ricche di tipo occidentale in combinazione con una sovralimentazione cronica e uno stile di vita sedentario nelle società occidentali evoca uno stato di infiammazione metabolica cronica, chiamata metaflammazione. [...] L'obesità è un danno collaterale nella battaglia per la modernità. Essa è l'onere che molti di noi sopportano a causa della nostra incapacità, o riluttanza, ad adeguarsi alle eccedenze energetiche che emanano dal progresso economico.

La nostra normale condizione è quindi quella di "sovralimentazione cronica".
Le cause note del processo d'invecchiamento sono riconducibili a sette categorie e da oltre 30 anni non se ne scoprono altre, nonostante le continue ricerche e il netto miglioramento delle tecniche usate. Secondo Aubrey de Grey il percorso migliore per incrementare la longevità non è quello di rallentare o impedire l'accumulo di tali danni (che è l'approccio della gerontologia), perché questo implicherebbe la modifica del funzionamento metabolico, cioè comprendere processi biologici molto complessi. de Grey ritiene invece che sia meglio accettare il fatto che tali danni si accumulino e mettere a punto terapie in grado di riparare ognuno di essi prima che raggiungano un livello patologico
Cause dell'invecchiamento (secondo Aubrey De Grey)
Secondo il biogerontologo Aubrey de Grey le cause note del processo d'invecchiamento sono riconducibili a sette categorie e da oltre 30 anni non se ne scoprono altre, nonostante le continue ricerche e il netto miglioramento delle tecniche usate:

  • RIFIUTI:
    • 1) extracellulari (anno della scoperta: 1907), responsabili ad es. di malattie come la malattia di Alzheimer
    • 2) intracellulari (1959), responsabili ad es. dell'arteriosclerosi

  • CELLULE:
    • 3) cellule morte che non vengono rimpiazzate (1955)
    • 4) cellule dannose che vengono accumulate (1965), come ad es. il grasso viscerale

  • MUTAZIONI:
    • 5) nei cromosomi (1959), responsabili dei tumori
    • 6) dei mitocondri (1972), responsabili delle malattie mitocondriali
    • 7) legami reciproci extracellulari tra proteine (1981), responsabili ad es. dell'irrigidimento delle pareti arteriose

Secondo de Grey il percorso migliore per incrementare la longevità non è quello di rallentare o impedire l'accumulo di tali danni (che è l'approccio della gerontologia), perché questo implicherebbe la modifica del funzionamento metabolico, che richiede la comprensione di processi biologici molto complessi. de Grey ritiene invece che sia meglio accettare il fatto che tali danni si accumulino e mettere a punto terapie in grado di riparare ognuno di essi prima che raggiungano un livello patologico.

In tal modo chi si sottoponesse periodicamente a tali terapie vivrebbe a tempo indefinito: ogni 20 - 30 anni il proprio orologio biologico verrebbe riportato indietro e grazie a tale recupero di efficienza non ci si dovrebbe più preoccupare di morire di vecchiaia. Il SENS ha già teorizzato almeno una possibile soluzione per ognuna delle note categorie. Le prime terapie che saranno disponibili non saranno in grado di riparare il 100% dei danni accumulati, ma solo di restituire alcuni decenni di vita.

Le stesse terapie risulterebbero sempre meno efficaci ad ogni successiva somministrazione, a causa del sempre maggior accumulo dei danni non ancora riparabili. Secondo de Grey le prime terapie dovrebbero divenir disponibili entro una trentina d'anni (in pratica verso il 2035) e sarebbero in grado, ad esempio, di restituire ad un sessantenne un fisico da trentenne. Sempre secondo de Grey, verso il 2050 tali tecniche saranno sviluppate a tal punto da permettere un ringiovanimento anche di 50 anni.
Diventerebbe possibile non morire più di vecchiaia solo a partire dal giorno in cui il progresso tecnologico riuscirà a battere in velocità il progredire dell'invecchiamento, impedendogli a tempo indefinito di raggiungere livelli letali: ogni nuovo potenziamento restituirebbe gli anni di vita necessari per poter beneficiare del potenziamento successivo.

Secondo de Grey ci vorranno secoli sviluppare una cura esaustiva e poter persino scegliere la propria età biologica.

Il percorso migliore per incrementare la longevità non è quello di rallentare o impedire l'accumulo dei danni cellulari (che è l'approccio della gerontologia), perché questo implicherebbe la modifica del funzionamento metabolico, che richiede la comprensione di processi biologici molto complessi. Aubrey de Grey ritiene invece che sia meglio accettare il fatto che tali danni si accumulino e mettere a punto terapie in grado di riparare ognuno di essi prima che raggiungano un livello patologico. Le prime terapie che saranno disponibili non saranno in grado di riparare il 100% dei danni accumulati, ma solo di restituire alcuni decenni di vita. Secondo Aubrey de Grey le prime terapie dovrebbero divenire disponibili verso il 2035 e sarebbero in grado, ad esempio, di restituire ad un sessantenne un fisico da trentenne. Sempre secondo de Grey, verso il 2050 tali tecniche saranno sviluppate a tal punto da permettere un ringiovanimento anche di 50 anni.
Le cause dell'invecchiamento (secondo Carlos López-Otín)
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Lo schema enumera i nove tratti distintivi dell'nvecchiamento: instabilità genomica, logoramento, alterazioni epigenetiche, perdita di proteostasi, sensibilità ai nutrienti deregolata, disfunzione mitocondriale, senescenza cellulare, esaurimento delle cellule staminali e comunicazione intercellulare alterata.
Il paradosso della longevità
La longevità umana è andata aumentando negli ultimi decenni, ma ciò ha creato un paradosso, secondo il nutrizionista Fabio Piccini, che egli così descrive nel libro "Alla scoperta del microbioma umano" (p.25):

Non sono tanto la maggiore quantità delle calorie assunte con la dieta, o la maggiore sedentarietà delle popolazioni dei paesi occidentali a fare la differenza, quanto piuttosto la diversa provenienza delle calorie assunte con la dieta e il tipo di sedentarietà che rendono patogeno lo stile di vita. A questo si deve aggiungere il fatto che l'eco-sistema del pianeta è stato completamente sovvertito, che l'uomo moderno vive in uno stato di maggiore isolamento dall'ambiente circostante e dalle forme di vita che lo popolano (animali e microbi compresi), e infine che il progresso ha portato a una diversa organizzazione del lavoro e del tempo libero. Il risultato è un curioso paradosso che è ormai caratteristico di tutti gli abitanti dei paesi maggiormente industrializzati e che pian piano si va estendendo anche a tutti quei paesi in cui è stato importato il medesimo stile di vita. Tale paradosso consite nel fatto che, se da un lato è andata costantemente aumentando la durata media della vita, dall'altro ne è andata costantemente peggiorando la qualità.

In pratica, nel mondo industrializzato, l'invecchiamento è associato a tutta una serie di "malattie del progresso" dovute allo stile di vita malsano.

La longevità umana è andata aumentando negli ultimi decenni, ma ciò ha creato un paradosso: non sono tanto la maggiore quantità delle calorie assunte con la dieta, o la maggiore sedentarietà delle popolazioni dei paesi occidentali a fare la differenza, quanto piuttosto la diversa provenienza delle calorie assunte con la dieta e il tipo di sedentarietà che rendono patogeno lo stile di vita.
Perchè invecchiamo
Scrive il biologo molecolare Carlos López-Otín et Al. (vedi bibliografia 2013):

Negli ultimi anni la ricerca sull'invecchiamento ha registrato un progresso senza precedenti, in particolare con la scoperta che il tasso di invecchiamento è controllato, almeno in una certa misura, da percorsi genetici e processi biochimici conservati nell'evoluzione. Nove segni distintivi rappresentano comuni denominatori dell'invecchiamento in diversi organismi, con particolare attenzione all'invecchiamento dei mammiferi. Essi sono: instabilità genomica, logoramento dei telomeri, alterazioni epigenetiche, perdita di proteostasi, rilevamento dei nutrienti deregolamentato, disfunzione mitocondriale, senescenza cellulare, esaurimento delle cellule staminali e comunicazione intercellulare alterata.
Una delle maggiori sfide è sezionare l'interconnessione tra i fattori candidati e il loro relativo contributo all'invecchiamento, con l'obiettivo finale di identificare gli obiettivi farmaceutici per migliorare la salute umana durante l'invecchiamento con effetti collaterali minimi. [...] A prima vista, il cancro e l'invecchiamento possono sembrare processi opposti: il cancro è la conseguenza di un aumento aberrante della forma fisica cellulare, mentre l'invecchiamento è caratterizzato da una perdita di forma fisica. A un livello più profondo, tuttavia, il cancro e l'invecchiamento possono condividere origini comuni. L'accumulo di danno cellulare dipendente dal tempo è ampiamente considerato la causa generale dell'invecchiamento. In concomitanza, il danno cellulare può occasionalmente fornire vantaggi aberranti a determinate cellule, che alla fine possono provocare il cancro.
Pertanto, il cancro e l'invecchiamento possono essere considerati come due diverse manifestazioni dello stesso processo sottostante, vale a dire l'accumulo di danni cellulari.

La "Life Extension Advocacy Foundation" che promuove programmi di ricerca contro l'invecchiamento scrive:

Esistono molti modi per danneggiare il DNA. I raggi UV, le radiazioni, i prodotti chimici e il tabacco sono tutti fattori di stress ambientale che possono danneggiare il genoma. Anche gli agenti chemioterapici progettati per uccidere il cancro possono potenzialmente causare danni al DNA e cellule senescenti, con conseguente ricaduta. Infine, anche se abbiamo evitato tutte le minacce esterne al nostro DNA, il corpo si danneggia comunque. Le specie reattive all'ossigeno e all'azoto prodotti durante il normale metabolismo possono danneggiare sia il DNA che il DNA mitocondriale.
Per fortuna, abbiamo sviluppato una solida rete di sistemi e meccanismi di riparazione in grado di riparare la maggior parte di questi danni. Disponiamo di enzimi in grado di rilevare e riparare filamenti di DNA rotti o alterazioni inverse apportate alle coppie di basi. Questo processo di riparazione non è perfetto e, a volte, il DNA non viene riparato. Ciò può portare alla macchina di replicazione cellulare che ha letto male le informazioni contenute nel DNA, causando una mutazione. Quando le mutazioni vengono trasmesse alle cellule figlie, il macchinario cellulare tenta di impedire che ciò accada controllando l'integrità del DNA prima e dopo la replicazione. Sfortunatamente, alcune celle riescono ancora a scivolare attraverso la rete.
Il cancro è la malattia più nota associata a questo segno distintivo, sebbene ce ne siano probabilmente altri che sono collegati direttamente o indirettamente a danni al genoma.

L'immunologo Alberto Mantovani scrive nel libro "Il fuoco interiore" (p.7):

L'invecchiamento è senza dubbio parte della vita, ma può avvenire con maggiore o minore successo. Tutti noi invecchiamo sia come organismi complessi sia a livello delle singole cellule. La grande scoperta degli ultimi vent'anni è che questo fenomeno è associato a cambiamenti della risposta infiammatoria orchestrata dal sistema immunitario, che hanno un cambiamento molto profondo sul modo in cui invecchiamo. Questa visione generale dell'invecchiamento viene chiamata "inflammaging", termine che unisce le due parole inglesi inflammation (infiammazione) e aging (invecchiamento), e teorizza una connessione tra i processi fisiologici che portano all'invecchiamento e un'infiammazione lieve ma persistente (cronica), che magari non ha sintomi visibili ma a lungo andare produce effetti sistemici su tutto l'organismo.
Nootropi: le sostanze per potenziare la mente
I nootropi sono sostanze naturali o di sintesi che alterano positivamente le capacità cognitive; migliorando, ad esempio, l’apprendimento, la memoria, la motivazione e la creatività.
Al momento i nostri corpi sono costruiti per durare - "se ti sei preso la cura perfetta del tuo corpo" - 125 anni. Anche se qualcuno vivesse 125 anni è difficile che nelle ultime decadi rimanga in buona condizione fisica. Abbiamo aumentato molto la durata della vita, ma non abbiamo migliorato la qualità della durata della vita
Superare le carenze cognitive
Al momento i nostri corpi sono costruiti per durare - "se ti sei preso la cura perfetta del tuo corpo" - 125 anni, secondo James Strole, direttore della Coalition of Radical Life Extension, un'organizzazione che riunisce scienziati e appassionati interessati all'"immortalità fisica". Strole dice (vedi bibliografia Gabbatt 2019):

Anche se qualcuno vivesse 125 anni è difficile che nelle ultime decadi rimanga in buona condizione fisica. Abbiamo aumentato molto la durata della vita, ma non abbiamo migliorato la qualità della durata della vita.

Uno dei settore del biohacking in più rapida crescita è quello dei cosiddetti "farmaci intelligenti" o integratori che hanno lo scopo di potenziare le funzioni cognitive. Da alcuni anni sono diventati di moda, sia presso i manager più pressati dal raggiungimento di maggiori risultati di business, sia presso studenti universitari che devono sostenere esami particolarmente impegnativi. I farmaci più popolari sono i "nootropi", un termine generale che copre gli integratori che migliorano la funzione cognitiva in settori quali attenzione, intelligenza, memoria e creatività. Il chimico che per sintetizzò il primo di tali integratori ("Piracetam") fu Corneliu E. Giurgea che sviluppò il concetto di “sostanza nootropa” già nel 1964. La parola “nootropo” deriva dalle parole greche “νους” (nous) e “τρoπoς” (tropos), dal significato, rispettivamente, di “mente” e “piegare/cambiare”. I nootropi sono quindi sostanze naturali o di sintesi che incrementano le capacità cognitive. Secondo Giurgea un nootropo poteva definirsi tale se incrementava la capacità di apprendimento, aumentava l'interazione tra gli emisferi cerebrali e migliorava le funzioni esecutive (attività come il pianificare, il prestare attenzione e la consapevolezza spaziale). Inoltre queste sostanze dovevano anche non essere tossiche e non dare dipendenza psicofisica. I nootropi agiscono alterando i livelli neurochimici, di enzimi o di ormoni nel cervello. Ad esempio, il "Piracetam" sintetizzato da Giurgea, aumenta le capacità di memoria alterando i livelli di un neurotrasmettitore, l'acetilcolina, che, di riflesso, modifica la neuroplasticità delle sinapsi. L'efficacia dei nootropi dipende dalla neurochimica del singolo individuo, che è strettamente legata al peso, ai ritmi di sonno e all'umore, per cui i risultati del loro uso possono essere molto vari.
L'orologio epigenetico della vita umana
Diagramma schematico di un orologio epigenetico attraverso una vita umana: l'età biologica di ogni persona viene accorciata dai fattori di rischio del suo stile di vita e aumentata dai fattori protettivi dello stesso.
Avvento della medicina personalizzata: orologio epigenetico e metilazione del DNA
La rilevanza del contesto ambientale per l'espressione del genoma è inequivocabile. Le perturbazioni ambientali rimodellano le reti biologiche, alterano il rischio di malattia e modulano l'emergere di variazioni genetiche ed epigenetiche. Determinare l'età biologica è un passo fondamentale per comprendere gli aspetti fondamentali dell'invecchiamento e sviluppare strumenti per informare le scelte personali. Un recente studio dei genetisti Bernardo Lemos e Meng Wang dell'Università di Harvard (vedi bibliografia 2018) ha stabilito che i livelli di metilazione durante l'invecchiamento portano a predittori dell'età della metilazione che possono stimare con successo l'età cronologica nell'uomo e nei topi. L'età biologica ha dimostrato di essere un predittore migliore della mortalità (per tutte le cause) e dell'insorgenza della malattia rispetto all'età cronologica.
L'RNA ribosomiale (abbreviato come rRNA) è la tipologia più abbondante di RNA presente nella cellula. Non codifica direttamente le proteine, ma è il componente essenziale (circa i due terzi) dei ribosomi, le macchine catalitiche che provvedono all'assemblaggio delle proteine, presenti in tutte le cellule viventi.
Gli orologi biologici sono porzioni del genoma che aiutano a tenere traccia di ciò che gli scienziati chiamano età biologica, che è la vera età del corpo di ognuno, in base ai cambiamenti che si accumulano nel tempo nel DNA individuale, e risulta essere un modo più accurato per prevedere l'insorgenza di patologie correlate all'invecchiamento. L'orologio che Lemos e Wang hanno identificato si trova effettivamente nei ribosomi. Quando Bernardo Lemos osservò quest'effetto in specie diverse come cani, mosche e umani, scoprì che la quantità di metilazione in pochi segmenti del genoma poteva prevedere con precisione l'età cronologica. La metilazione del DNA è un metodo consolidato di regolazione dell’espressione genetica. I ricercatori europei hanno scoperto che la metilazione del DNA può predire l’insorgenza e la progressione del cancro.
L'orologio a DNA ribosomiale (rDNA) appena scoperto può essere usato per determinare con precisione sia l'età cronologica che quella biologica di un individuo. Esso ha applicazioni potenzialmente ampie, inclusa la misurazione del modo in cui l'esposizione a determinati inquinanti o interventi dietetici accelerano o rallentano l'invecchiamento in una varietà di specie, inclusi topi e umani. "Speriamo che l'orologio ribosomiale fornisca nuove intuizioni sull'impatto dell'ambiente e sulle scelte personali sulla salute a lungo termine", ha affermato l'autore  Bernardo Lemos, professore associato di epigenetica ambientale.
L'impatto dell'ambiente e delle scelte di vita sulla longevità degli individui è forte, come scrive Alberto Mantovani nel libro "Il fuoco interiore" (p.151):

Una review di Majid Ezzati ed Elio Riboli ci ricorda che, su 55 milioni di morti ogni anno, 36 sono attribuibili a fattori di rischio modificabili. Oltre 2 miliardi di persone sono in sovrappeso o obese, nonostante questo sia un accertato fattore di rischio per l'insorgenza di malattie infiammatorie e cancro. Troppe poche persone fanno esercizio fisico, nonostante riduca del 60% il rischio di sovrappeso. E troppe persone continuano a fumare.
La pistola fumante dentro di noi
rDNA
I ricercatori Bernardo Lemos e Meng Wang, del Dipartimento di salute ambientale di Harvard, hanno ipotizzato che l'rDNA sia una "pistola fumante" nel controllo genomico dell'invecchiamento.
Cos'è la metilazione
La metilazione del DNA è un meccanismo estremamente importante in quanto, insieme alle modificazioni covalenti degli istoni (proteine che compattano il DNA), modifica l’accessibilità del DNA ai fattori di regolazione dell’espressione dei geni.
L'età biologica ha dimostrato di essere un predittore migliore della mortalità e dell'insorgenza della malattia, rispetto all'età cronologica. L'orologio a DNA ribosomiale (rDNA) scoperto dai genetisti Lemos e Wang può essere usato per determinare con precisione sia l'età cronologica che quella biologica di un individuo. Esso ha applicazioni potenzialmente ampie, inclusa la misurazione del modo in cui l'esposizione a determinati inquinanti o interventi dietetici accelerano o rallentano l'invecchiamento in una varietà di specie, inclusi topi e umani
Conclusioni (provvisorie): l'accertamento di un'età biologica accurata può indicare quanto un individuo sia migliore o peggiore rispetto alla popolazione generale e potrebbe potenzialmente aiutare a monitorare se quella persona è ad aumentato rischio di morte o di una determinata malattia
Da quando esiste la nostra specie di Homo Sapiens, ossia da circa 200.000 anni, l'aspettativa di vita è stata intorno ai 40 anni: in media. Oggi, l'aspettativa nei paesi industrializzati è di oltre 80 anni: in Italia è di 80 anni per gli uomini e 84 anni per le donne. La visione della longevità sta per essere modificata dall'Intelligenza Artificiale che, combinata con la disponibilità di grandi set di dati, sta aumentando la varietà di biomarcatori che potrebbero essere considerati potenziali predittori di età. Infatti esistono, per ogni persona, due tipi di età: l'età cronologica, che è il numero di anni vissuti, e l'età biologica, che è influenzata dai nostri geni, dallo stile di vita, dal comportamento, dall'ambiente e da altri fattori. Lo scopo di vari studi in corso è di individuare, per una specifica persona, il suo profilo metabolico identificato come predittore di mortalità. Il profilo metabolico è costituito da biomarcatori, i quali sono indicatori misurabili di uno stato biologico. L'accertamento di un'età biologica accurata può indicare quanto un individuo sia migliore o peggiore rispetto alla popolazione generale e potrebbe potenzialmente aiutare a monitorare se quella persona è ad aumentato rischio di morte o di una determinata malattia. L'accumulo di danno cellulare dipendente dal tempo è ampiamente considerato la causa generale dell'invecchiamento. In concomitanza, il danno cellulare può occasionalmente fornire vantaggi aberranti a determinate cellule, che alla fine possono provocare il cancro. Esistono molti modi per danneggiare il DNA: i raggi UV, le radiazioni, i prodotti chimici e il tabacco sono tutti fattori di stress ambientale che possono danneggiare il genoma. Tutti noi invecchiamo sia come organismi complessi sia a livello delle singole cellule. La grande scoperta degli ultimi vent'anni è che questo fenomeno è associato a cambiamenti della risposta infiammatoria orchestrata dal sistema immunitario, che hanno un cambiamento molto profondo sul modo in cui invecchiamo. Questa visione generale dell'invecchiamento viene chiamata "inflammaging", termine che unisce le due parole inglesi inflammation (infiammazione) e aging (invecchiamento), e teorizza una connessione tra i processi fisiologici che portano all'invecchiamento e un'infiammazione lieve ma persistente (cronica), che magari non ha sintomi visibili ma a lungo andare produce effetti sistemici su tutto l'organismo. Secondo il biogerontologo Aubrey de Grey il percorso migliore per incrementare la longevità non è quello di rallentare o impedire l'accumulo dei danni cellulari (che è l'approccio della gerontologia), perché questo implicherebbe la modifica del funzionamento metabolico, che richiede la comprensione di processi biologici molto complessi. Aubrey de Grey ritiene invece che sia meglio accettare il fatto che tali danni si accumulino e mettere a punto terapie in grado di riparare ognuno di essi prima che raggiungano un livello patologico. Le prime terapie che saranno disponibili non saranno in grado di riparare il 100% dei danni accumulati, ma solo di restituire alcuni decenni di vita. Secondo Aubrey de Grey le prime terapie dovrebbero divenire disponibili verso il 2035 e sarebbero in grado, ad esempio, di restituire ad un sessantenne un fisico da trentenne. Sempre secondo de Grey, verso il 2050 tali tecniche saranno sviluppate a tal punto da permettere un ringiovanimento anche di 50 anni. Diventerebbe possibile non morire più di vecchiaia solo a partire dal giorno in cui il progresso tecnologico riuscirà a battere in velocità il progredire dell'invecchiamento, impedendogli a tempo indefinito di raggiungere livelli letali: ogni nuovo potenziamento restituirebbe gli anni di vita necessari per poter beneficiare del potenziamento successivo. Questo, almeno, è l'ottimistico auspicio di Aubrey de Grey, secondo il quale ci vorranno secoli per sviluppare una cura esaustiva e poter persino scegliere la propria età biologica.

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a chi è interessato a conoscere le idee dei biologi anti-invecchiamento
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Pagina aggiornata il 20 giugno 2020

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