Logica: cosa sono le inferenze - Pensiero Critico

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Logica: cosa sono le inferenze

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Il punto chiave

Il nostro cervello ha difficoltà ad effettuare ragionamenti che non ha imparato nel corso dell'evoluzione, mentre esegue senza sforzo inferenze che riguardano temi sociali.

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Nella vita quotidiana la logica dell'essere umano si limita all'abduzione, cioè non facciamo altro che spiegare i fatti che ci accadono inventando delle regole ipotetiche che ci portano a una conclusione. Spesso, però, non abbiamo il tempo o la motivazione per verificare che regola e conclusione siano corrette.

brain
L'essere umano ha una razionalità universale o darwiniana?

L'inferenza è un ragionamento logico mediante il quale si esercita il processo di conoscenza; esso consiste nel produrre una conclusione a partire da una serie di premesse. L'inferenza è un processo che impiega il linguaggio e viene usato sia per la conoscenza scientifica che per il ragionamento ordinario.


La logica non ha niente a che vedere con la verità: anche se ci troviamo in presenza di inferenze valide possiamo avere premesse false
che producono una conclusione vera oppure possiamo avere premesse vere che producono una conclusione falsa.

Da alcuni decenni sono in corso ricerche convergenti in psicologia cognitiva, biologia evolutiva e neuroscienze che stanno cambiando la visione scientifica della mente umana.


Secondo la psicologia evoluzionistica (ved. bibliografia Leda Cosmides 1989) il nostro cervello non si è evoluto per essere logico in senso generale ma per risolvere problemi sociali utili alla sopravvivenza. Per questo motivo noi eseguiamo facilmente solo quelle inferenze utili per gli scambi sociali, ma abbiamo difficoltà in molti altri ragionamenti. 


Nel linguaggio comune, quando si pensa alla logica, ci si riferisce solo alla deduzione. In realtà, sia nel ragionamento scientifico che in quello quotidiano, noi impieghiamo tre tipi di inferenza: abduzione, induzione e deduzione.

LAZY BRAIN ?
You eliminate the ideas regularly and NATURALLY.
A pill before going to bed and you'll find quickly your balance.
Sintesi Inferenze
Regole inferenze
Cliccare per ingrandire
Esempi Inferenze
Dalle premesse alla conclusione
Cliccare per ingrandire
Ciclo inferenziale nel ragionamento logico
Ciclo inferenziale
Secondo il filosofo statunitense Charles S.Peirce il processo argomentativo è continuo: la conclusione di ogni inferenza diventa il punto di partenza della successiva. Il processo inizia sempre dall'abduzione, che è l'inferenza più frequente nel ragionamento umano dato che genera ipotesi sulla realtà in cui viviamo.
Abduzione

L'abduzione è un processo a ritroso che si impiega quando si conoscono regole e conclusione e si vogliono ricostruire le premesse. Essa considera un fatto specifico (il conseguente), lo connette a una regola ipotetica (relazione di implicazione) e ne ricava un risultato incerto, cioè una conclusione ipotetica (l'antecedente). Viene impiegata nel ragionamento diagnostico (ad es: un medico di fronte a un sintomo, un elettrauto di fronte a un guasto, ecc), nel ragionamento investigativo (ad es: un detective di fronte a un caso), nel ragionamento scientifico (un ricercatore di fronte a un'ipotesi da verificare).

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Esempio: gli italiani sono disinformati (conseguente), l'informazione di qualità dipende dalla pluralità delle fonti (regola generale ipotetica), in Italia non c'è un pluralismo informativo (antecedente).

Deduzione

La deduzione è un processo in cui si conoscono le premesse e le regole e si vuole ricavare una conclusione (va dal generale al particolare). Essa parte da una regola generale (relazione di implicazione), la applica a un fatto specifico (antecedente) e ne trae un risultato certo (conseguente). La conclusione renderà esplicite informazioni che sono presenti solo implicitamente nelle premesse. Viene impiegata nel ragionamento matematico, mentre nel ragionamento ordinario essa viene impiegata molto raramente a causa della difficoltà di disporre di regole generali certe.

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Esempio: tutti gli esseri umani sono mammiferi (regola generale certa), il Papa è un essere umano (antecedente), il Papa è un mammifero (conseguente certo)

Induzione

L'induzione è un processo in cui si conoscono le premesse e la conclusione e si vogliono ricostruire le regole (va dal particolare al generale). Essa parte da un caso specifico (l'antecedente), lo connette a un altro fatto (il conseguente), e ne trae un risultato incerto, cioè una regola generale probabile (relazione di implicazione).

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Esempio: queste donne sono eleganti (antecedente), la moda italiana è elegante (conseguente), le donne eleganti vestono italiano (regola generale ipotetica)

Il ragionamento logico è un processo iterativo

Il ciclo inferenziale è iterativo, vale a dire che esso deve essere ripetuto più volte per aumentare la probabilità che le conclusioni siano corrette. Nella realtà quotidiana questa condizione è rara perchè non sempre le abduzioni riescono ad avviare delle deduzioni dato che le verifiche possono rivelarsi difficili da praticare; infatti raramente si ha accesso alle informazioni rilevanti per lo scopo che ci si propone o non si ha tempo e voglia per considerare nuovi fatti e formulare nuove ipotesi. Nel ragionamento quotidiano, dunque, il ciclo inferenziale si blocca alle abduzioni e raramente si riesce a procedere verso successive inferenze che riducano l'incertezza insita nelle ipotesi.

Forma logica del ciclo inferenziale
Connessioni inferenziali
Rielaborazione da Opere di C.S.Peirce - Bompiani p.460

Nel ragionamento scientifico è diverso e, per citare Peirce (Opere, p.519):

Quello che si deve fare con le ipotesi è trarne le conseguenze per deduzione, confrontarle con i risultati degli esperimenti per induzione, e scartare l'ipotesi e provarne un'altra non appena la prima, come è presumibile, verrà rifiutata. Non possiamo sapere quanto ci vorrà prima che ci imbattiamo nell'ipotesi che resisterà a tutte le prove, ma speriamo che alla fine succeda."

Abduzione
abduzione
I'm an asshole.
You are certain or you want that we open an investigation?

L'abduzione parte dai fatti osservati senza avere in mente nessuna particolare teoria. Essa è preparatoria al ragionamento.

Come ha scritto Charles S.Peirce (Opere, Bompiani, 2003 - p.519): "nessun nuovo contenuto di verità può derivare da induzione o deduzione, esso può derivare solo da abduzione". Quindi l'abduzione guida l'inventiva umana, ipotizzando connessioni tra fenomeni o fatti. Essa soddisfa la tendenza umana di stabilire legami causali tra eventi e, per questo motivo, è l'unica inferenza che può scoprire qualcosa di nuovo ma, allo stesso tempo, è quella più esposta al rischio di errori. L'esito dell'abduzione è una regola solo probabile, mai certa, e va adottata solo provvisoriamente.

Deduzione
deduzione
My husband is a man of power.
From whom he takes orders?


Un'argomentazione deduttiva è tale che, se le sue premesse sono vere, anche la sua conclusione sarà necessariamente vera. Possiamo esplicitare così la battuta della vignetta di Altan:


  • Regola generale certa: In un sistema di potere gli uomini danno e prendono ordini

  • Antecedente: mio marito è un uomo di potere (cioè appartiene a un sistema)

  • Conseguente certo: tuo marito prende ordini (oltre a darli)

Induzione
induzione
I am ignorant but I know, I am

Un'argomentazione induttiva è tale che, se le sue premesse sono vere, la sua conclusione sarà probabilmente vera.

L'induzione parte da un'ipotesi promettente senza essere guidata fatti specifici, anzi essa cerca dei fatti: studia l'ipotesi e suggerisce gli esperimenti che permettono di verificarla. L'induzione cerca nell'esperienza conferme alla sua conclusione. Il suo valore di verità aumenta statisticamente via via che le conferme arrivano. Essa non potrà però mai arrivare ad una certezza assoluta perchè non potrà ricevere conferme per la totalità dei casi. (vedere di seguito il tacchino induttivista)

Mai trarre conclusioni affrettate: la triste storia del tacchino induttivista
La diffusione del ragionamento induttivo, nella vita quotidiana come in quella scientifica, ci mette di fronte a un importante problema inferenziale che venne segnalato dal logico Bertrand Russell con una storiella: quella del tacchino induttivista (che in origine era un pollo ma negli USA venne trasformato in un tacchino).

La storiella è questa: c'era una volta un tacchino in un allevamento americano. Il tacchino riceveva il cibo ogni giorno alla stessa ora. Ogni mattina alle 9 l'allevatore arrivava e depositava del cibo nella scodella del tacchino. Il tacchino si era quindi convinto che vi fosse una regola generale nella sua vita e ogni giorno riceveva ulteriori conferme della sua correttezza. Finchè giunse il giorno del ringraziamento (il Thanksgiving Day è una ricorrenza cristiana negli USA e in Canada per festeggiare la fine del raccolto) e l'allevatore tagliò il collo al tacchino e lo vendette a mercato.

La morale della storiella è questa: è errato cercare di provare la verità di asserzioni universali mediante la verità di proposizioni singolari, infatti per quanto numerose siano queste ultime, qualsiasi conclusione ottenuta in questo modo può sempre rivelarsi falsa e farci fare la fine del tacchino.

L'induzione è un'inferenza molto usata nella vita quotidiana perchè prende in considerazione delle "regolarità" dalle quali, di solito, l'essere umano ricava leggi generali per ridurre la complessità del suo mondo. Esse ci permettono di fare previsioni sul futuro e sull'esito dei nostri comportamenti ma, a volte, dimentichiamo che queste previsioni possono rivelarsi errate.
Il tacchino induttivista
inductivist turkey
L'induzione errata del tacchino
Tacchino arrosto
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


Commenti
Se ritenete che le tesi del "punto chiave" non vengano sufficientemente supportate dagli argomenti presenti in questa pagina potete esprimere il vostro parere (motivandolo).
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Libri consigliati a chi non vuole correre il rischio di fare la fine del tacchino induttivista
 
Charles Sanders Peirce
Popper
Frixione
D'Agostini
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 4 aprile 2016

 
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