Le maschere quotidiane che ogni individuo indossa nella visione di Saul Steinberg - Pensiero Critico

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Le maschere quotidiane che ogni individuo indossa nella visione di Saul Steinberg

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Il punto chiave

L'identità personale implica la percezione di una fragilità della coscienza e di una serie di discontinuità, che devono essere in un certo modo metabolizzate. (Remo Bodei)

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La più grande battaglia che abbiamo di fronte come esseri umani è la battaglia per proteggere il nostro vero sé dal sé che il mondo vuole che diventiamo. (Edward Estlin Cummings)

Maschere di Saul Steinberg: metafora di ogni persona

Nell'antichità, presso molte popolazioni, le maschere venivano indossate solo in determinate occasioni rituali che marcavano importanti fasi di trasformazione per la comunità di appartenenza (iniziazioni o riti di passaggio).


Il disegnatore Saul Steinberg rilasciò nel 1967 un'intervista a Sergio Zavoli, nella quale fece il seguente commento sulle maschere che gli individui indossano in pubblico per camuffare la propria vera identità:


Prendiamo le maschere che le donne si mettono, specialmente in America; sono maschere di cui le donne si servono per difendersi, per rendersi invisibili, cioè per presentarsi alla società in modo che svia, che altera completamente la loro autentica, la loro vera personalità. E la maschera più comune che si mettono è quella dell'allegria e della buona salute, perchè il peccato più grosso che si possa compiere qui in America è di dare segni di infelicità e di malattia. Allora si ricorre al travestimento; è una cosa indecente che si fa, antisociale quella di lamentarsi, quella di dire che qualcosa va male. Se vuoi farti ascoltare, devi dire che stai benissimo. E c'è anche la maschera del corpo; una donna vecchia, per esempio, non si veste mai da donna vecchia; quando arriva il momento in cui la morte incomincia da apparire, si veste sempre più allegramente. E' un modo indecente di eliminare la pietà degli altri e di fare di questa tragedia, che è la morte, uno scherzo. Dunque si vestono da clown, si dipingono il naso di rosso, i capelli di verde o di azzurro, e queste sono le cose che io disegno, le cose che mi interessano.


Le maschere di Saul Steinberg
Saul Steinberg
Foto: Inge Morath Fonte: Magnumphotos.com
Saul Steinberg
Foto: Inge Morath Fonte: Magnumphotos.com
Saul Steinberg
Foto: Inge Morath Fonte: Magnumphotos.com
Saul Steinberg
Foto: Inge Morath Fonte: Magnumphotos.com
Saul Steinberg
Foto: Inge Morath Fonte: Magnumphotos.com
Intervista a Saul Steinberg
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)
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Libri consigliati a chi vuole approfondire la visione dell'identità di Saul Steinberg
 
Saul Steinberg
Saul Steinberg
Claude Lévi-Strauss
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 5 ottobre 2016

 
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