Differenza tra apprendimento significativo e apprendimento meccanico - Pensiero Critico

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Differenza tra apprendimento significativo e apprendimento meccanico

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Il punto chiave

L'apprendimento è un'attività che non può essere condivisa; è piuttosto una responsabilità che l'individuo deve assumersi. I significati dati alla realtà, invece, possono essere messi in comune, confrontati, concordati. (Joseph.D.Novak)

L'efficacia dell'apprendimento dipende dalla volontà dell'individuo di cercare relazioni tra ciò che già conosce e ciò che gli viene proposto di nuovo. Il compito dell'ambiente sociale (genitori, insegnanti, ecc.) dovrebbe essere quello di favorire tale ricerca personale.

Quadro teorico dell'apprendimento

Il quadro teorico dell'apprendimento è molto cambiato negli ultimi cinquant'anni transitando da un paradigma psicologico basato sulle teorie comportamentistiche ad un altro basato sulle teorie cognitiviste (e in particolare costruttiviste). Possiamo suddividere tutto ciò in due periodi:


  1. Apprendimento Meccanico (basato su una didattica istruzionista) nel quale il focus è posto sull'insegnante che deve trasmettere all'allievo dei contenuti culturali. Propone che esista una conoscenza oggettiva.

  2. Apprendimento Significativo (basato su una didattica costruttivista) nel quale il focus è posto sull'allievo, sulle sue conoscenze pregresse e sulla sua motivazione ad apprendere. Propone che esista una conoscenza soggettiva.

Le due modalità di apprendimento sono mostrate nella seguente mappa concettuale:

Differenza tra apprendimento meccanico e apprendimento significativo
Differenza tra apprendimento meccanico e significativo
Secondo David Jonassen l'approccio migliore all'apprendimento contempla l'impiego di entrambi i paradigmi (meccanico e significativo) applicati a contesti differenti.
Cos'è l'apprendimento

Spesso si confonde il concetto di apprendimento con quello di educazione perdendo di vista la vastità dei processi cognitivi che il vero apprendimento comporta. Infatti, l'apprendimento è libero e richiede motivazione personale, mentre l'educazione è imposta dalla famiglia o dalla società. Come ha scritto il sociologo Jacob L.Moreno (p.534 ved.bibliografia):

Con il termine apprendimento si usa indicare un vasto insieme di processi dei quali l'educazione costituisce soltanto una forma speciale. Questo insieme comprende le forme di apprendimento vissuto, dall'infanzia alla vecchiaia, quello relativo alle forme animali e quello relativo alle forme umane di apprendimento. Comprende l'apprendimento sociale e culturale quale si manifesta nel quadro delle istituzioni sociali e culturali.


Moreno così chiarisce l'elemento chiave dell'apprendimento:

Esistono metodi di apprendimento che richiedono solo un minimo d'impegno e di autonomia da parte del soggetto, mentre ne esistono altri che favoriscono in esso il massimo impegno e la massima autonomia.

Differenza tra apprendimento meccanico e apprendimento significativo

Se si accetta di considerare l'autonomia lasciata al discente della massima importanza nel determinare la qualità dell'apprendimento, possiamo esprimere la differenza tra apprendimento meccanico e apprendimento significativo, con le parole del pedagogista Joseph D. Novak (p.31):

L'apprendimento significativo si verifica quando chi apprende decide di mettere in relazione delle nuove informazioni con le conoscenze che già possiede. [...] L'apprendimento meccanico avviene invece quando chi apprende memorizza le nuove informazioni senza collegarle alle conoscenze precedenti, o quando il materiale da studiare non ha alcuna relazione con tali conoscenze.


Ancora più esplicito è stato lo psicologo David Jonassen secondo il quale (dalla conversazione con Marconato):

Apprendere in modo significativo significa saper risolvere problemi nella realtà quotidiana. La risoluzione di problemi dà uno scopo all'apprendimento che può diventare "significativo" per la persona  solo se essa ne comprende l'utilità per i suoi scopi.
Apprendimento meccanico
Metodi di Apprendimento
Le modalità della situazione in cui si svolge l'apprendimento ne chiariscono ulteriormente le possibilità di successo, che Jacob L.Moreno chiarisce con una metafora (pag.532 ): "Il quadro in cui si svolge un apprendimento simbolizza in qualche modo il tipo d'apprendimento di cui si tratta: tale è, per esempio, il caso del divano in psicoanalisi. Il paziente deve adagiarvisi passivo, in posizione orizzontale." Questo è ciò che chiedono agli studenti, nella maggior parte dei sistemi scolastici, un certo tipo di insegnanti: ascoltare passivamente e non fare domande scomode.
In certi casi anche l'apprendimento meccanico ha dei vantaggi

L'apprendimento meccanico può presentare dei vantaggi in "determinate situazioni scolastiche", in funzione dei metodi di valutazione della conoscenza acquisita. Scrive Novak (p.81):


L'apprendimento meccanico ha un importante vantaggio rispetto all'apprendimento significativo: esso è infatti molto utile in certi casi per poter richiamare le conoscenze apprese nell'esatta forma in cui sono state immagazzinate. I numeri di telefono, ad esempio, non possono essere ricordati in modo approssimativo. Purtroppo le prove scolastiche richiedono troppo spesso questo tipo di apprendimento. Infatti se il compito è quello di ricordare parola per parola le definizioni di concetti o principi, l'apprendimento significativo può risultare addirittura svantaggioso.

Perché con i corsi sulle tecnologie non si innova la didattica?
Marconato
Cliccare sull'immagine per accedere al Blog di Gianni Marconato (grande esperto di apprendimento e tecnologie)
Mappe concettuali: metafore del pensiero razionale

L'apprendimento significativo può essere favorito dall'uso di mappe concettuali (sia con carta e penna sia con software appositi). Le mappe concettuali sono un potente strumento conoscitivo di matrice costruttivista, che richiede uno sforzo cognitivo personale. Anche se il più delle volte lo sforzo è individuale, la produzione di una mappa può essere il risultato di uno sforzo collettivo (una classe, un ufficio, un gruppo, ecc.) per mezzo del quale i significati dati ai concetti e alle relazioni dai singoli partecipanti vengono concordati.

Tecnologie per l'apprendimento: utili o inutili?
David Jonassen (ved. bibliografia "Conversazione con David Jonassen) chiarisce il contributo che le tecnologie possono dare all'apprendimento con le seguenti considerazioni:

  • L'uso prevalente che oggi si fa della tecnologia consiste nella distribuzione di contenuti nel presupposto (errato) che la "semplice lettura" produca un apprendimento.

  • Alcune ricerche sull'apprendimento (ved. bibliografia C. Zucchermaglio 1996) hanno dimostrato che non si impara nè dalle tecnologie nè dagli insegnanti. Si impara mettendo in azione il proprio pensiero.

  • Quando si legge si produce una "conoscenza inerte", nel senso che quando si presenta l'occasione di usarla nella vita reale (non scolastica), essa non viene usata.

  • Chi apprende impara, non dalle tecnologie o dagli insegnanti, ma  pensando a cosa sta facendo (metacognitivamente), cioè utilizzando le tecnologie come supporto al proprio processo di pensiero, piuttosto che scaricando sul proprio computer alcuni testi destinati a rimanere carichi cognitivi improduttivi (se su di essi non si ha tempo e voglia di esercitare il proprio processo di pensiero).

  • Le tecnologie vanno intese come strumenti cognitivi di supporto all'apprendimento (fogli di calcolo, database, web search, chat, social media, blog tematici, software per mappe mentali o concettuali, ecc).

  • Si impara qualcosa in modo significativo quando lo si deve spiegare a qualcun altro, infatti il lavoro di preparazione di una lezione costringe la persona a rielaborare la propria conoscenza del tema e a riassemblarla in modo nuovo.
Perchè gli studenti non apprendono
Secondo David Jonassen, i due principali motivi che ostacolano l'apprendimento sono:

  1. Ipersemplificazione di concetti complessi, che non ne mette in rilievo l'essenza (una buona lettura su questo tema sono "Imparando a imparare" e "Insegnare e imparare con le mappe")

  2. Persistenza di rappresentazioni ingenue di fenomeni (teorie personali), che sono le conoscenze pregresse degli studenti delle quali gli insegnanti non tengono conto per opporvi visioni scientifiche corrette (una buona lettura su questo tema è "Qualcosa là fuori. Come il cervello crea la realtà")
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


Libri consigliati a chi non vuole rischiare di rimanere ancorato a una vecchia visione dell'insegnamento
 
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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 7 aprile 2016

 
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