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Perchè la memoria di lavoro è essenziale per l'apprendimento

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Il punto chiave

La teoria del carico cognitivo sostiene che le principali difficoltà di apprendimento dipendono dalla limitatezza della memoria di lavoro. (Graham Cooper)

Perchè la memoria di lavoro è essenziale per l'apprendimento?

Le limitazioni della mente umana nell'immagazzinare informazioni nella memoria di breve termine, furono evidenziate a partire dagli anni '50 da diversi psicologi cognitivisti tra i quali George Miller (1956), con uno studio (Il numero magico 7) che avviò un intero filone di ricerca.

Il concetto di memoria di lavoro, introdotto da Alan Baddeley e Graham Hitch (1974), ha esteso il significato di memoria di breve termine proponendo che essa sia costituita da una serie di sistemi interagenti.
Il modello di Baddeley e Hitch proponeva che i processi del pensiero umano avvenissero in un sistema dedicato a immagazzinare informazioni nella memoria di breve termine; essa era costituita da tre elementi: un sistema centrale (esecutore), un sistema fonologico (verbale) e un sistema visuo-spaziale (vedi figura).

Struttura della memoria umana
Memoria di lavoro
Ruolo del sistema "memoria di lavoro" nell'ambito della struttura complessiva della memoria umana
Modello di Baddeley e Hitch

Scrive Alan Baddeley nel suo libro del 1986  "La memoria di lavoro" (p.98):

Graham Hitch e io abbiamo abbandonato la teoria di una memoria di lavoro intesa come un magazzino unitario, sostituendola con l'idea che un certo numero di sottosistemi siano controllati da un sistema esecutivo a capacità limitata.[...] Abbiamo scelto di lavorare inizialmente con un sistema tripartito che comprende un sistema supervisore di controllo, l'esecutore centrale, aiutato da due sistemi schiavi, uno di questi specializzato nell'elaborazione del materiale linguistico, il loop articolatorio, l'altro che si occupa della memoria visuo-spaziale, il visuo-spatial scratch pad (taccuino visuo-spaziale).


Nel 2000 Baddeley aggiunse al modello originario della memoria di lavoro un terzo componente costituito dalla memoria episodica (episodic buffer) nel quale vengono aggregate informazioni spaziali, visuali e verbali sequenziate in storie complete di senso.

Modello della memoria di lavoro
Baddeley e Hitch
Rappresentazione semplificata del modello di memoria di lavoro, nel quale le attività del sistema verbale e di quello spaziale vengono separate e controllate da un esecutore centrale. (rielaborazione dal testo "La memoria di lavoro" di Alan Baddeley p.99)
memoria
Still Life
Degrado della memoria di lavoro con l'età

La memoria di lavoro si riduce con l'avanzare dell'età. La gerontologa Elizabeth Zelinsky sostiene che, generalmente, la memoria di lavoro di una persona di 70 anni è ridotta di un terzo rispetto a quando l'individuo aveva 18 anni, benchè vi siano delle variazioni individuali. Può sembrare una piccola riduzione, ma dato che il ruolo della memoria di lavoro è fondamentale per molti processi cognitivi, tale riduzione provoca un degrado mentale maggiore di quanto ci si aspetti. Dice la Zelinsky:

Quando le persone si lamentano dei loro problemi di memoria, probabilmente la maggior parte delle loro difficoltà coinvolge la memoria di lavoro più che, semplicemente, "non essere in grado di ricordare le cose".



Declino cognitivo con l'avanzare dell'età
Il declino cognitivo negli anziani è dovuto sia al declino dell'acuità visiva e uditiva, sia al declino cerebrale nel quale la memoria di lavoro gioca un ruolo centrale a causa della sua importanza nel memorizzare, elaborare e manipolare informazioni. Alcuni studiosi (Hasher e Zacks, ved. bibliografia) hanno attribuito il declino cognitivo alla ridotta capacità di eliminare le informazioni irrilevanti dalla memoria di lavoro. Brickman e Stern (2009, ved. bibliografia) sostengono che i vari sistemi di memoria hanno un declino differenziato con l'avanzare dell'età, ad esempio la memoria dichiarativa declina consistentemente mentre quella semantica non mostra cedimenti ma, anzi, può aumentare con l'età per merito della conoscenza accumulata. Molti studiosi concordano nell'attribuire alla memoria di lavoro, deputata al trattamento dell'informazione, un netto declino che influenza tutti i compiti cognitivi (nelle persone sane).
Perdita della memoria
My self-esteem is increasing, Louise.
You're losing your memory.
Definizioni

Memoria sensoriale: gestisce gli stimoli provenienti dai sensi e si estingue rapidamente: circa 0,5 sec per l'informazione visiva e 3 sec per quella uditiva. L'informazione proveniente dai sensi viene continuamente aggiornata, quindi se non viene identificata, classificata e dotata di senso, viene persa.

Memoria di lavoro:
ha una bassa capacità: 7±2 pezzi di informazione rimane il riferimento più accreditato, e decade molto rapidamente (circa 70msec).

Memoria di lungo termine:
contiene un enorme ammontare di conoscenze, competenze ed esperienze in una forma quasi permanentemente accessibile. Il contenuto di questa memoria ha una forma strutturata ed è possibile immaginarlo come costituito da complesse reti associative e sequenze procedurali. Il trasferimento dei ricordi dalla memoria di lavoro a quella a lungo termine e il loro consolidamento richiede la sintesi di nuove proteine e cambiamenti anatomici.

Ruolo centrale della memoria di lavoro
Baddeley Hitch
Nell'ambito di un modello complessivo della memoria umana, la memoria di lavoro svolge un ruolo centrale che pone in relazione memoria sensoriale e memoria di lungo termine (1998 - G.Cooper ved.bibliografia).
Definizioni

La memoria umana ha una natura polisemica, nel senso che è costituita da vari sistemi ciascuno dei quali attiva una serie di reti cerebrali che svolgono specifici processi mnestici. Nella figura a fianco è mostrata, per avere un quadro complessivo, una rappresentazione semplificata dei principali sistemi di memoria oggi noti tratta da "Sistemi di Memoria" di UNIFE.

Memoria Sensoriale
: gestisce gli stimoli provenienti dai sensi e si suddivide in memoria iconica (visiva) e memoria ecoica (uditiva)
Memoria di Lavoro:
mantiene ed elabora le informazioni durante l'esecuzione di compiti cognitivi (è il nostro presente)
Memoria Episodica
:  è costituita da specifici eventi ed esperienze di vita di ognuno
Memoria Semantica
: costituisce il repertorio di concetti, e il vocabolario linguistico e non linguistico che li esprime, posseduti da ogni persona
Memoria Procedurale
: consiste nel recupero di modi di procedere e sequenze di azioni dei quali la persona non è consapevole
Priming
: è l'identificazione inconscia di parole o oggetti ai quali si è stati esposti nel passato

Nota
: la memoria esplicita è detta anche "dichiarativa" perchè comprende conoscenze che possono potenzialmente essere dichiarate, ossia richiamate alla mente verbalmente o sotto forma di immagini mentali; la memoria implicita è detta anche "non dichiarativa" perchè include forme di apprendimento inconsce quali l'assuefazione e le abitudini

Struttura della memoria umana
articolazione della memoria umana
Struttura semplificata della memoria umana articolata nei suoi principali sistemi
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Libri consigliati a chi non vuole rischiare di dimenticarsi dell'importanza della memoria di lavoro
 
alan baddeley
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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 6 aprile 2014

 
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