Differenza tra libri ed ebook - Pensiero Critico

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Differenza tra libri ed ebook

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Il punto chiave

Quando leggiamo un ebook, il venditore/editore acquisisce una serie di informazioni sulla nostra modalità di lettura online (velocità di lettura, inserimento di segnalibri, inserimento di note e commenti personali, ecc): è opportuno disabilitare questa funzione.

ebook e lettura
Vantaggi e svantaggi degli ebook

Tutti conoscono i vantaggi degli ebook: disponibilità (download immediato), prezzo (inferiore rispetto alla versione cartacea), immaterialità (ridotto peso ed enorme capacità di memoria dei lettori/tablet) e multimedialità (possibilità di inserire hyperlink che diano accesso a contenuti multimediali presenti sul web).

Pochi conoscono però gli svantaggi, ad alcuni dei quali si può ovviare.

C'è una grande differenza tra un libro cartaceo e un ebook, e tale differenza riguarda sia l'aggiornamento dei contenuti che il modo di fruirne (cioè la loro interpretazione), ma  il percorso verso la digitalizzazione della lettura è ormai avviato e non si fermerà.

Gli effetti della lettura online sulle capacità cognitive umane non sono ancora interamente noti ma già affiora il problema della mancanza di punti di riferimenti chiari del procedere della lettura.

Riguardo all'aggiornamento dei contenuti la differenza è nota: un libro cartaceo è "statico" e immutabile, nel senso che una volta pubblicata una certa edizione il contenuto viene "bloccato" dall'editore; un ebook ha invece un contenuto "dinamico", nel senso che l'autore può decidere di modificarlo aggiornando, in accordo con l'editore, l'edizione disponibile online.

Perchè le fonti di pensierocritico.eu sono statiche

Su questo sito web, che cita sempre le fonti delle sue asserzioni, non si fa mai riferimento a fonti "dinamiche", vale a dire a fonti modificabili da utenti anonimi (quali Wikipedia) o fonti in edizione solo digitale (ebook). Il motivo è quello indicato a fianco: la credibilità di una pagina web non può essere affidata alle sabbie mobili della Rete  ma, secondo noi, necessita di un ancoraggio che solo la carta è in grado di dare, quindi: libri cartacei e articoli (con l'eccezione dell'attualità) pubblicati su riviste sia  digitali che cartacee.

PS: Anche se Wikipedia e certi  Blog mantengono la loro grande utilità per "orientarsi" nella fase iniziale dello studio di un tema.

Interpretazione dei contenuti: il conformismo dei segnalibri

A questo riguardo è utile leggere l'opinione di Nicholas Carr, pubblicata in italiano da Internazionale 931 (13 gennaio 2012) e in inglese dal WSJ (ved. bibliografia); egli descrive la propria esperienza di pubblicazione di un ebook con il servizio di Amazon Kindle Direct Publishing che consente a chiunque di pubblicare, senza intermediazioni, e vendere sul sito Amazon i propri ebook.
La differenza maggiore tra libri cartacei ed ebook riguarda però l'interpretazione dei contenuti, infatti gli ebook permettono di aggiungere segnalibri e note personali nelle varie pagine dell'ebook. Tali contrassegni non rimangono privati ma vengono posti online: vedere l'esempio nel box a fianco in cui un ebook, acquistato su amazon, mostra le segnalazioni (highlights) dei passi contrassegnati da altri lettori. Qualcuno potrebbe ritenerlo un vantaggio, a nostro parere invece i segnalibri sono un sentiero verso il conformismo. Conoscere le preferenze altrui (magari dei nostri amici), a nostro modo di vedere, danneggia l'intepretazione del contenuto e rischia di impoverire la riflessione personale su di esso. Per approfondire andare alla pagina valutare un libro/ebook.

Nicholas Carr, nell'evidenziare i vantaggi della facilità di aggiornamento, mette in guardia sugli svantaggi: "I consigli di istituto potrebbero influenzare le letture degli studenti, per esempio modificando i libri di testo che non coincidono con le loro idee. I governi autoritari potranno cambiare i libri per adattarli ai loro interessi politici. E c'è il rischio di perdere il controllo delle revisioni".

Qualcuno potrebbe pensare: cosa c'è di nuovo, è sempre successo. E' vero, nelle nazioni illiberali è sempre successo e succede, ma oggi la tecnologia consentirebbe di farlo ovunque in modo semplice, rapido e invisibile.

tagli
Amazon mostra i segnalibri dei lettori e la loro numerosità
Amazon Kindle Highlights
Questa immagine mostra su un lettore Kindle la posizione dei segnalibri (location), i passi sottolineati ai quali i segnalibri si riferiscono, e il numero di lettori che li hanno apprezzati (popular highlights). Nota: Amazon intende con location un passo di circa 22-23 parole. Il numero di pagina non viene usato per gli ebook perchè le variabili di lettura (formato dello schermo, grandezza e tipo di carattere) ne vanificano l'utilità.
L'editore/venditore sorveglia la nostra modalità di lettura

Occorre sapere che quando leggiamo un ebook, il venditore/editore acquisisce una serie di informazioni online sulla nostra modalità di lettura (velocità di lettura, inserimento di segnalibri, inserimento di note e commenti personali, ecc). Lo scopo dichiarato è quello di impiegare tali informazioni per migliorare quel prodotto editoriale, e oggi è probabilmente così, ma domani? Sappiamo che quando la tecnologia consente di fare qualcosa di nuovo, c'è sempre qualcuno che se ne appropria per i propri interessi economici, politici, ecc. Il rischio è che la sorveglianza sulla modalità di lettura spinga gli editori a chiedere agli autori di modificare in senso peggiorativo  i testi (semplificando, alleggerendo, omettendo, banalizzando, ecc). L'acquisizione di dati sulle modalità di lettura è un problema generale come riportato nell'articolo apparso sul Post il 4 luglio 2012 "Le cose che sanno gli ebook".

Sorveglianza sull'apprendimento e sulla lettura online

Il sociologo Evgeny Morozov (ved. bibliografia) denuncia il rischio insito nell'apprendimento online (ormai esistono molte iniziative sia profit che non profit che offrono corsi online gratuiti aperti a tutti: MOOCs) e al conseguente impiego di testi digitali online.
Coursesmart, una società statunitense leader nei libri di testo digitali, che fornisce circa il 90% dei testi scolastici digitali nel Nordamerica, ha presentato un sistema di verifica online dello studio chiamato CourseSmartAnalytics
; tale sistema monitora le modalità di lettura di ogni studente: pagine lette, tempo trascorso su ogni pagina, capitoli "saltati", ecc. In base a tale monitoraggio il sistema dà un voto all'impegno dello studente e lo comunica al docente. Morozov si chiede quale valore possa avere tale voto dato che non ha nessuna relazione con le capacità critiche dello studente, infatti scrive Morozov: "Essere «critici» significa imparare a distinguere tra fonti diverse, nuotare contro le correnti intellettuali dominanti e a volte rifiutarsi di leggere i testi assegnati. Dovremmo considerare «disimpegnati» gli studenti che in Unione Sovietica fingevano di studiare i principi del marxismo-leninismo - così come gli insegnanti che fingevano di insegnarglieli? Non tutti possono essere liberi pensatori e difendere in pubblico la propria riluttanza a leggere un testo che trovano improprio; la resistenza è spesso passiva e non particolarmente eroica."

Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Libri consigliati a chi vuole capire la differenza tra libri cartacei ed ebook
 
Wolf
Adriano Colombo
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 24 dicembre 2015

 
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