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La fiducia è una soluzione a problemi specifici di rischio

Teorie > Concetti > Credibilità
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Il punto chiave

La fiducia ha come effetto la riduzione della complessità sociale, e quindi la semplificazione della vita attraverso l'assunzione di un rischio. (Niklas Luhmann)

non mi aspetto niente
Relazione tra fiducia e familiarità nella riduzione della complessità sociale

Se si trascura la famiglia, nella quale di solito tra i membri vige una fiducia incondizionata, nelle società complesse per costruire la fiducia sono necessarie istituzioni sociali specifiche quali: gruppi di amici, rapporti di clientela, circoli culturali, in una parola: "reti sociali". Infatti, per affrontare un mondo complesso e non familiare abbiamo bisogno di renderlo familiare attraverso i simboli i quali, secondo il sociologo Niklas Luhmann, rappresentano la distinzione tra familiare  e non familiare. Quindi, nel mondo antico, per affrontare il non familiare si è fatto ricorso prima a miti e poi a religioni mediante i loro simboli. L'ignoto veniva affrontato affidandosi alla "fortuna" o alla "provvidenza divina".

Solo all'inizio dell'era moderna compare il termine "rischio" a indicare che le nostre decisioni possono avere esiti imprevisti, non più considerati solo un aspetto della cosmologia, un'espressione degli intenti segreti della natura o di Dio.


Come Luhmann ha argomentato (ved. bibliografia p.111): "la fiducia è una soluzione a problemi specifici di rischio".
La comprensione del mondo avviene facendo esperienze in modo intersoggettivo ma vi è una grande differenza tra relazionarsi con individui o ambienti familiari
o non familiari, infatti il familiare non permette di riconoscere le differenze ostacolando il pensiero critico. La dimostrazione di quest'ultima asserzione si può trovare nel bias cognitivo del "Priming" che consiste nel fatto che l'esposizione ripetuta a stimoli (percettivi o cognitivi) crea una "familiarità con quello stimolo" che orienta i futuri comportamenti.

Quest'effetto è molto usato nell'ambito pubblicitario e politico per manipolare i comportamenti di consumatori ed elettori.

La fiducia consente di vedere l'altro in un modo nuovo

Ecco come Luhmann descrive il passaggio dal mondo familiare a quello non familiare nel quale si pone la questione del rischio: (pp.28-29)

"Dato che la costituzione del significato e del mondo resta anonima e latente, la gamma completa delle possibilità dell'esperienza, vale a dire l'estrema complessità del mondo, viene esclusa dalla coscienza. Questo significa che il mondo familiare è relativamente semplice e che tale semplicità viene garantita da confini piuttosto angusti. La complessità delle possibilità nel mondo si fa tuttavia sentire, in particolare come cesura fra il familiare e il non familiare, lo sconosciuto, l'inquietante, ciò che va combattuto o neutralizzato. Solo nella misura in cui l'altro individuo si presenta nella coscienza non solo come oggetto nel mondo ma anche come alter ego, come libertà di vedere le cose sotto una luce diversa e di comportarsi in maniera diversa, viene sconvolto il tradizionale carattere di ovvietà del mondo, la sua complessità si manifesta in una dimensione completamente nuova."

Fiducia umana nel mondo antico (e non solo)

Secondo il sociologo Niklas Luhmann, nel mondo antico, per affrontare il non familiare si è fatto ricorso prima a miti e poi a religioni mediante i loro simboli.

Miti classici
Miti arcaici
Simboli religiosi
Carl Gustav Jung
Complementarità tra fiducia e credibilità

La fiducia è complementare alla credibilità, nel senso che più alta è la credibilità di un individuo, e minore sarà la necessità di avere fiducia in lui.
La credibilità di un individuo si basa sul numero e sulla qualità delle argomentazioni che egli è in grado di offrire
, ma oltre un certo limite la crescita e l'accumulo di argomentazioni possono far revocare la fiducia. Quando una persona concede la propria fiducia ad un'altra lo fa costruendo delle argomentazioni ma, come ha evidenziato Luhmann (p.38): "Sebbene chi ha fiducia non sia privo di argomentazioni e sia in grado di spiegare perchè ha fiducia, queste argomentazioni gli servono soprattutto per conservare il rispetto di sé  e per giustificarlo dal punto di vista sociale".

Complementarità
complementarità tra fiducia e credibilità
Vantaggi del concedere la fiducia

Il principale vantaggio nel concedere la propria fiducia a qualcuno (che sia in grado di argomentarla efficacemente) è quello di ridurre la complessità del proprio mondo.
Infatti, dato che la fiducia attinge le sue informazioni dal passato ma è sempre rivolta al futuro, cioè si arrischia a definire un futuro possibile, essa è un modo di offrire all'altro un futuro comune
. La fiducia è, in fondo, una grande apertura alla visione del mondo che l'altro propone riducendo la complessità che gravava su colui che la concede.

Svantaggi del concedere la fiducia

Lo svantaggio del concedere la propria fiducia a qualcuno o qualcosa è quello di produrre indifferenza nei confronti delle differenze, vale a dire: abbassare la guardia nei confronti delle idee altrui e ridurre la volontà di sottoporle a verifica. In altre parole l'accordare la propria fiducia è rinunciare a un pensiero critico, cioè rinunciare a gestire il conseguente sovraccarico di complessità che richiederebbe la ricerca di nuove e migliori argomentazioni.

C'è una minore fiducia nelle persone che si frequentano sul Web rispetto a quelle frequentate nella vita reale

I ricercatori Fabio Sabatini e Francesco Sarracino, in un recente studio (ved. bibliografia) hanno fatto notare che in molti paesi dell'OCSE negli ultimi anni, a fronte di un declino nella partecipazione sociale, abbiamo assistito a un incremento della partecipazione online favorita dai social media. Agli autori sembra quindi che la partecipazione online aiuti a intessere migliori relazioni nella vita reale, anche se il fattore 'fiducia' esprime la differenza tra i due ambiti. Infatti chi usa i social media tende ad essere più diffidente rispetto a chi non li usa proprio per effetto della consapevolezza della maggiore difficoltà nel valutare la credibilità delle persone incontrate in rete.

2016 Trust
Ricerca annuale che misura la fiducia e la credibilità di aziende, governi, media e Ong realizzata da Edelman.
Fiducia nei media (tradizionali e nuovi)
Trust
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


Libri consigliati a chi non vuole corre il rischio di concedere la propria fiducia a chi non la merita
 
Luhman
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 12 ottobre 2015

 
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