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Atteggiamento critico personale

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Classificazione degli atteggiamenti critici

Avere un atteggiamento critico è difficile perchè va contro il senso comune, ed è anche faticoso perchè richiede la ricerca e la valutazione di prove.

Inoltre l'atteggiamento critico è una minaccia per l'Ego e richiede umiltà intellettuale. Però esso è necessario se si vuole migliorare il modo con cui si attribuisce credibilità ad una persona, a una fonte informativa o a un messaggio, infatti la credibilità è influenzata dalla qualità dell'atteggiamento critico del ricevente.


Per valutare, anche se approssimativamente, l'atteggiamento critico delle persone si può impiegare la classificazione proposta da R.Paul e L.Elder in "The miniature guide to understanding the foundations of ethical reasoning
".

Essa suddivide le persone in tre categorie:

  • senso critico assente (persone acritiche)

  • senso critico debole (persone critiche ma egocentriche)

  • senso critico forte (persone critiche e imparziali)


Test atteggiamento critico
atteggiamento
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Senso critico assente



Le persone prive di senso critico non sono in grado di usare la logica nella vita quotidiana, anche se magari credono di usarla. Per logica intendiamo la dialettica intesa come gestione razionale dell’incertezza e descritta brevemente nella pagina Logica: cosa sono le inferenze. Le persone acritiche assorbono le loro credenze dalle persone che frequentano più spesso e si conformano facilmente alle idee altrui. Esse sono facilmente manipolabili ma non sanno di esserlo, e se qualcuno glielo fa notare lo negano. Le persone acritiche generalmente accettano le credenze più facilmente accessibili.  Gli studenti, per esempio, derivano le loro credenze dominanti dai loro insegnanti, dai coetanei, dai libri di testo e dai media (TV, internet, ecc). Le convinzioni delle persone acritiche di solito si conformano a quelle del gruppo con cui più si identificano e nel quale si sentono più a proprio agio. Quando esprimono le loro idee usano frasi fatte che suonano come slogan ma non sono in grado di difendere logicamente le loro posizioni. Pretendono che le loro idee vengano accettate per vere e non ammettono verifiche. Rispondono in modo emotivo e spesso rabbioso alle contestazioni perchè si sentono minacciate nel rinunciare a un'opinione che forniva un senso di completezza e adeguamento all'ambiente (vedere "Il fissarsi della credenza" di C.S.Peirce). Le persone acritiche cambiano idea quando l'ambiente in cui vivono modifica collettivamente la propria opinione: esse si conformano al cambiamento collettivo. Non è l'autonomia di pensiero e di giudizio che guida la loro azione ma le emozioni. Per questo motivo le persone acritiche, spesso, prendono cattive decisioni per se stessi e per gli altri. Inoltre esse possono essere facilmente manipolate e indotte ad atti violenti per gli interessi (politici, economici, sociali) di altri.

Senso critico debole



Le persone con un senso critico debole non sono guidate solo dalle emozioni ma sanno che devono difendere le proprie posizioni con delle ragioni. Esse sono egocentriche, nel senso che hanno un bisogno psicologico di difendere ciò in cui già credono e quindi non
vogliono essere obiettive. L'egocentrismo è, per lo psicologo J.Piaget, una fase intermedia dello sviluppo mentale, nella quale i bambini non prendono in considerazione l'ipotesi che le altre persone possano avere idee diverse da quelle del bambino stesso. Secondo Piaget, fino ai 7-8 anni, ogni bambino si sente al centro del mondo.
Il problema sorge quando l'adulto non è maturato sufficientemente per abbandonare la propria visione egocentrica.
Le persone con un senso critico debole sono comunque in grado di usare la logica, ma la usano solo per difendere il proprio punto di vista, non per analizzarne le criticità. Esse tendono a ignorare le evidenze contrarie al proprio punto di vista, e la logica diventa solo un mezzo per indebolire le ragioni degli altri e per rafforzare le proprie. Le persone con un senso critico debole tendono a evitare che verità
contrarie alle loro prevalgano.

Senso critico forte


Le persone con un senso critico forte sanno che bisogna supportare i propri punti di vista con delle argomentazioni ma, a differenza delle persone con senso critico debole, non a tutti i costi. Vale a dire che esse non utilizzano argomentazioni che sanno non essere "vere", al solo scopo di prevalere sulle argomentazioni altrui. Le persone con un forte senso critico sono consapevoli che l'irrazionalità e l'emotività condizionano la capacità umana di valutare obiettivamente la realtà, e sanno che a questa condizione non sfuggiranno, anche se parzialmente, nemmeno loro. Esse conoscono la logica argomentativa ma, a differenza delle persone con debole senso critico, la usano per valutare imparzialmente sia le argomentazioni altrui, sia le proprie. Le persone con forte senso critico hanno una sufficiente umiltà intellettuale per ammettere che i loro punti di vista sono anche i loro pregiudizi, e quindi sono sempre aperti a valutare prove più convincenti e, conseguentemente, a modificare il proprio punto di vista. Le persone con un debole senso critico faranno invece in modo di non vedere o non incontrare situazioni nelle quali intuiscono che i loro punti di vista verranno messi in discussione con validi argomenti. Le persone con un forte senso critico sono, in confronto con le altre due tipologie, quelle eticamente più dotate.

Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata l' 8 luglio 2015

 
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