Valutare l'impatto di un documento scientifico - Pensiero Critico

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Valutare l'impatto di un documento scientifico

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Il punto chiave

L'impatto di una pubblicazione scientifica si misura principalmente con il numero di citazioni ricevute nell'ambito della comunità di riferimento. Esso dipende sia dalla qualità e originalità intriseca della pubblicazione sia dalla credibilità maturata dal suo autore.

Da cosa dipende l'impatto di un documento accademico

Il metodo proposto in questa pagina non pretende di valutare la credibilità di un ricercatore o di un documento scientifico, bensì di aiutare gli studiosi/studenti a selezionare criticamente i migliori articoli/libri utili al loro scopo, sia nel campo delle scienze dure (matematica, fisica, informatica, medicina, ecc) che di quelle umane (sociologia, linguistica, letteratura, arte, ecc). Per approfondire gli aspetti teorici sui quali si fonda la credibilità della ricerca scientifica andare alla pagina Credibilità scientifica.


Lo sviluppo del Web sta comportando una trasformazione del modello editoriale scientifico che si sposta verso l'Open Access.

Nel modello tradizionale gli elevati costi di sottoscrizione alle riviste scientifiche erano sostenuti dai sottoscrittori e limitavano l'accesso a larghi strati della comunità scientifica soprattutto delle nazioni meno sviluppate. Nell'Open Access i costi di pubblicazione sono sostenuti dagli autori e dai loro sponsor scientifici e i tempi di pubblicazione online sono fortemente ridotti. Questo fenomeno sta comportando la disponibilità gratuita online di un numero sempre più elevato di pubblicazioni scientifiche il cui standard qualitativo dipende dalla correttezza del processo di verifica (peer review). Si stanno affermando nuove forme di peer review (open o social) il cui esito è in corso di valutazione.


L'impatto di una pubblicazione scientifica si misura principalmente con il numero di citazioni ricevute nell'ambito della comunità di riferimento. Esso dipende sia dalla qualità e originalità intriseca della pubblicazione sia dalla credibilità maturata dal suo autore.

Verifiche

La credibilità di un ricercatore e l'impatto delle sue pubblicazioni si misurano effettuando due tipi di analisi:

  • Analisi Quantitativa: misura l'impatto (di un autore, di un istituto di ricerca, di una rivista scientifica, di una pubblicazione, ecc) e si avvale di metodi bibliometrici/webometrici, vale a dire dell'applicazione di metodi matematici e statistici a libri, articoli ed altri mezzi di comunicazione.


  • Analisi Qualitativa: verifica (pre-pubblicazione o post-pubblicazione) della qualità e originalità del singolo contributo scientifico effettuata con un processo di peer review.

Processo di valutazione scientifica
Fase1: effettua l'analisi quantitativa dell'impatto/credibilità dell'autore e delle citazioni ricevute dal documento in esame Fase2: costruisce una mappa concettuale che aggrega i concetti principali e ne individua le connessioni
cliccare per accedere alle singole fasi del processo
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


Commenti
Se ritenete che le tesi del "punto chiave" non vengano sufficientemente supportate dagli argomenti presenti in questa pagina potete esprimere il vostro parere (motivandolo).
Inviate una email con il FORM. Riceverete una risposta. Grazie della collaborazione.
Libri consigliati a chi non vuole correre il rischio di ingannarsi sulla credibilità dei documenti scientifici
 
Guido Gili
Enrico Bucci
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 5 maggio 2016

 
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