Transumanesimo - Pensiero Critico

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Coloro cui sfugge completamente l'idea che
è possibile aver torto non possono imparare nulla,
tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Transumanesimo

Teorie > Metodi > Intelligenza Artificiale
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La natura "incarnata" della cognizione
Le ultime ricerche in neurobiologia, scienze cognitive, linguistica e, soprattutto, intelligenza artificiale e robotica (vedi bibliografia Rolf Pfeifer, Fumiya Iida, Colin Allen) hanno ormai chiarito che la "mente" va intesa in una concezione più ampia che non prevede solo il cervello ma l'intero corpo. Il nostro sistema cognitivo è incarnato nella struttura fisica dell'intero organismo che agisce nell'ambiente circostante. I processi fisici e mentali sono strettamente interallacciati e il cervello e il sistema motorio agiscono simultaneamente in un'ininterrotto scambio di segnali che regola il funzionamento umano.
Nell'attività cognitiva l'essere umano prende le sue decisioni e attua le sue azioni nel mondo non solo con il cervello ma con la "mente" il cui funzionamento è indissolubilmente condizionato dal corpo. Ad esempio insegnare algebra ai bambini è un'attività che include l'immaginare movimenti fisici di un numero attorno ai segni più e meno. A questo proposito scrive Colin Allen (vedi bibliografia):

Questi risultati mostrano i limiti della separazione classica tra il mondo mentale interno e il mondo fisico esterno. In questa visione tradizionale, le rappresentazioni interne accessibili alla mente umana sono solo debolmente collegate al mondo fisico attraverso i sensi fallibili. Gli ultimi sviluppi della scienza cognitiva stanno dimostrando che la mente non è così disaccoppiata dal mondo che cerca di capire e che cervello, corpo fisico e ambiente lavorano in tandem per produrre pensiero.

Il corpo di un agente regola l'attività cognitiva nel tempo e nello spazio, assicurando che cognizione e azione siano strettamente coordinate. Scrive Claudio Lombardo (vedi bibliografia):

La teoria dell’embodied cognition ha come perno della riflessione l’idea che i processi cognitivi sono soggetti a vincoli propri del mondo fisico che includono, ma non si esauriscono, nei vincoli del sistema sensorimotorio (Caruana, Borghi, 2013)



Il punto chiave
La mente non può essere disincarnata dal suo supporto fisico, dal corpo che lo contiene, poiché lo stato mentale spesso emerge da uno stato corporeo. (Claudio Lombardo)

L'Automa che è in noi
Erich Fromm ha descritto l'uomo moderno come un individuo con due volti: da un lato indipendente, autosufficiente e critico, dall'altro isolato e impaurito. Il sentimento di isolamento e impotenza è spaventoso e le persone normali lo stemperano nella routine quotidiana, nel successo economico, nelle distrazioni mondane mentre i cosiddetti nevrotici lo trascendono nell'arte, nella scrittura, nella musica. Dovendo affrontare da solo Dio (o il Mercato) l'uomo cerca la salvezza in una nuova sottomissione.

Le principali vie di fuga sono due: o la sottomissione a un capo (un "protettore magico"), come è avvenuto nei fascismi (passati e presenti), o un conformismo ossessivo, come avviene nelle democrazie (più o meno mature). I meccanismi di fuga dalla libertà possono essere patologici e allora provocano gravi stati schizofrenici o psicotici ma, nella maggior parte dei casi, si verificano in persone normali. Egli ha scritto (p.160):

Questo meccanismo è la soluzione che la maggioranza degli individui normali trova nella società moderna. Per dirla in breve, l'individuo cessa di essere se stesso; adotta in tutto e per tutto il tipo di personalità che gli viene offerto dai modelli culturali; e perciò diventa esattamente come tutti gli altri, e come questi pretendono che egli sia. [...] La persona che rinuncia al suo io individuale, e che diventa un automa, identico a milioni di altri automi che la circondano, non deve più sentirsi sola e ansiosa. Ma il prezzo che paga è alto; è la perdita del suo io.

Il filosofo Carlo Sini, nel libro "L'uomo, la macchina e l'automa", introduce una riflessione profonda sulle ragioni che, da sempre, alimentano l'interesse dell'uomo verso la creazione di un suo "doppio" più potente che sappia conquistare quei poteri che lui non ha. Questa ricerca, secondo Sini, incarna il cammino della civiltà: è all'automa che bisogna guardare perchè i soggetti ne sono il riflesso risultante. Egli scrive (pp.115-116):

La sua azione [dell'automa] è duplice. Da un lato mostra l'angoscia originaria del soggetto umano, in quanto soggetto attivo "della" cultura e cioè "del lavoro". Angoscia perchè il lavoro è la risposta, mai definitiva e sempre precaria, al sapere della morte: il sapere retroflesso dalle protesi della voce, della mano, ecc. Quel sapere di fantasmi che non può trovare soluzioni, sino a che continua a "credere" ai fantasmi e vi si modella come sapere. L'essere umano, sino ad oggi, è tale perchè ha visto la morte e ciò lo induce a ogni possibile "macchinazione" per stornarla, combatterla, cancellarla (compresa la tentazione simbolica, come diceva Freud, di liberarsene dandola ad "altri"). Tutta la storia umana, tutta la "cultura", è così la storia di una successione di automi che mirano, in un modo o in un altro, alla produzione e riproduzione di "vita eterna" (compresa l'ipotesi di una accettazione finale della morte e del nulla, come abito di saggezza e come uscita dall'angoscia). [...]
Il soggetto, diceva Whitehead, non è una sostanza, ma un supergetto: qualcosa che è in cammino e che in sé non è ogni volta che un momento riassuntivo e transeunte di forze effervescenti "in figura". Come effetto di superficie mai definitivo, il soggetto non è la premessa o il "principio" sul quale puntare o da rivendicare, ma piuttosto il risultato da esibire per giustificare ogni volta il lavoro di una determinata cultura.
L'uomo del futuro sarà ibrido (secondo Google)
Il futurologo Ray Kurzweil (dal 2012 ingegnere capo di Google) sostiene, nel suo libro "La singolarità", che il balzo tecnologico-evoluzionistico basato sull'interazione tra genetica, nanotecnologie e robotica, consentirà di "costruire" già dal 2030 individui ibridi che trascenderanno le nostre radici biologiche. Tali ibridi avranno dei nanobot (a base di DNA) nel sangue che, attraverso il flusso sanguigno, si distribuiranno in tutto il corpo umano innalzandone le difese immunitarie. Alcuni nanobot potranno agire nella neocorteccia, collegandosi con le piattaforme cloud, e incrementando l'intelligenza dell'essere umano.
Intelligenza Artificiale: il tentativo di Google e NASA di estendere la vita umana
Il futurologo Ray Kurzweil prevede che tra oggi ed il 2050 il progresso medico consentirà alle persone di prolungare la durata della vita, migliorandone la qualità con l'invecchiamento.

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a chi è interessato a capire i principali concetti psicoanalitici
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 2 luglio 2017

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