L'intelligenza umana equivale alle nostre connessioni neurali (Connettoma)? - Pensiero Critico

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Coloro cui sfugge completamente l'idea che
è possibile aver torto non possono imparare nulla,
tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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L'intelligenza umana equivale alle nostre connessioni neurali (Connettoma)?

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Il punto chiave
Un alto IQ è bello da avere e ci sono abbondanti prove che sia sostanzialmente correlato con la produttività creativa. D'altra parte, molte persone con un alto IQ non riescono a creare nulla e molte persone con un intelletto moderato raggiungono una grandezza duratura. (W. Joel Schneider)

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L'essere umano ha neuroni della stessa natura dei vermi, connessioni sinaptiche della stessa velocità di altri mammiferi, ma un'intelligenza superiore a quella di tutti gli altri esseri viventi. Quest'intelligenza è dovuta alle sue connessioni, cioè al suo Connettoma.

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Abbiamo cento miliardi di neuroni nel nostro cervello, tanti quanti le stelle di una galassia, e un numero ancora più astronomico di legami e combinazioni in cui questi possono trovarsi. Di tutto questo non siamo coscienti. "Noi" siamo il processo formato da questa complessità, non quel poco di cui siamo coscienti. (Carlo Rovelli "Sette brevi lezioni di fisica" p.79)

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Soltanto il nostro cervello umano può prestare un significato alla cieca capacità dei calcolatori di produrre verità. (Karl Popper)
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Sono disponibili innumerevoli test per misurare l'intelligenza, ma nessuno è abbastanza certo di cosa sia l'intelligenza, o addirittura di cosa i test disponibili misurino. (Richard L. Gregory)
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L'intelligenza comporta una miscela sconcertante di concetti, molti dei quali sono altrettanto difficili da definire. (Shane Legg, Marcus Hutter)
Altan
Cos'è l'intelligenza umana

Lo psicologo Raymond Cattell ha proposto nel 1982 (ved. bibliografia) un modello dell'intelligenza generale dell'individuo come se fosse composto da una serie di abilità molteplici.

Cattell sviluppò il suo modello teorico dell'intelligenza insieme allo psicologo John Horn arrivando alla conclusione che l'intelligenza si compone di molte abilità specifiche che interagiscono durante tutto il corso della vita di una persona andando a costituire l'intelligenza generale. Nel corso della vita vi sono delle perdite (in termini di velocità di ragionamento astratto, capacità di memoria e problem solving dovute all'invecchiamento) e dei guadagni (in termini di capacità linguistica, accumulo di esperienze/competenze).

La definizione di intelligenza generale del modello Cattell-Horn la vede suddivisa in due forme:


  1. Intelligenza fluida: è la capacità di pensare logicamente. Si tratta di un'intelligenza processuale, indipendente dalla cultura, prevalentemente non verbale, che declina con l'età.

  2. Intelligenza cristallizzata: è la capacità di utilizzare esperienze, competenze e conoscenze. Si tratta di un'intelligenza pragmatica basata sull'accumulo di esperienze culturali che si accresce, leggermente ma continuamente, con l'età.

L'intelligenza fluida e quella cristallizzata costituiscono l'intelligenza generale umana, denominata "g Factor", la cui esistenza fu proposta dallo psicologo Charles Spearman nel 1904, e che può essere misurata con l' "IQ Test". Per approfondire ved. bibliografia (e in particolare: The Cattell-Horn-Carroll (CHC) Model of Intelligence v2.2).

Evoluzione dell'intelligenza nella vita di una persona
L'intelligenza di ogni individuo cambia nel tempo: mentre si riducono le capacità logiche e di ragionamento (intelligenza fluida di tipo astratto), aumentano le conoscenze e le competenze (intelligenza cristallizzata di tipo pragmatico).
Una proteina ha reso unico il cervello umano
Da una comunicazione del Corriere del Ticino e da un comunicato dell'Ieo arriva una scoperta inattesa da parte di ricercatori che studiavano la proliferazione delle cellule tumorali (vedi bibliografia 2019), e si sono imbattuti nella proliferazione delle cellule neuronali:

Se il cervello umano è il più evoluto fra gli animali della terra lo si deve al ruolo di una proteina, l’enzima GSK3, che assicura lo sviluppo dei neuroni che compongono la corteccia cerebrale, sede di funzioni cognitive complesse quali il pensiero cosciente. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia (Ieo) e dell’Università di Milano, guidato da Giuseppe Testa. Durante il processo di sviluppo i ricercatori hanno esposto gli organoidi a un trattamento di inibizione dell’enzima GSK3 e hanno scoperto che ha un ruolo enorme nell’espansione della corteccia cerebrale, perché quando viene inibito si impedisce la formazione delle caratteristiche alla base dello sviluppo dei neuroni nella migrazione verso la loro destinazione finale nella corteccia.
Connessione tra neuroni
I neuroni sono composti da un corpo cellulare (il nucleo del neurone) a da parecchi dendriti che smistano i segnali elettrici da/verso i corpi cellulari degli altri neuroni ad una velocità media di 350 km/h. La materia bianca (costituita da assoni) connette la materia grigia (costituita da neuroni). I neuroni sono gli elementi di base del cervello e ogni cervello umano ne contiene oltre 100 miliardi. Il numero di connessioni tra neuroni (sinapsi) è di circa 130 mila miliardi (più del numero di stelle contenuto in 500 galassie delle dimensioni della Via Lattea).
Misurare l'intelligenza umana
Nel 1993 Lo psicologo John Carroll propose la cosiddetta "teoria dei tre strati (di abilità cognitive)" con lo scopo di riunire in un unico modello le abilità cognitive di un soggetto. 
Viene svolta un'analisi fattoriale dei dati provenienti da vari tipi di test e si calcolano le correlazioni. Questo modello, riportato nella figura che segue, è costituito dai seguenti strati:

3° Strato: è lo strato più alto che raggruppa tutti gli altri ed esprime l'intelligenza generale "g"
2° Strato: è lo strato che esprime le varie abilità dell'individuo (vedi Cattell–Horn–Carroll theory-WIkiwand) quali:
    • Ragionamento Fluido (Gf): include l'ampia capacità di ragionare, formare concetti e risolvere problemi usando informazioni non familiari o nuove procedure.
    • Comprensione-conoscenza (Gc): comprende l'ampiezza e la profondità della conoscenza acquisita di una persona, la capacità di comunicare la propria conoscenza e la capacità di ragionare usando esperienze o procedure precedentemente apprese.
    • Conoscenza quantitativa (G
      q
      ): è la capacità di comprendere concetti e relazioni quantitativi e di manipolare simboli numerici.
    • Capacità di lettura e scrittura (Grw): include capacità di lettura e scrittura di base.
    • Memoria a breve termine (GSM ): è la capacità di catturare e conservare le informazioni con consapevolezza immediata e quindi di utilizzarle in pochi secondi.
    • Archiviazione e recupero a lungo termine (Glr ): è la capacità di archiviare informazioni e recuperarle fluentemente in seguito nel processo di pensiero.
    • Visual Processing ( Gv ): è la capacità di percepire, analizzare, sintetizzare e pensare con schemi visivi, inclusa la capacità di memorizzare e richiamare rappresentazioni visive.
    • Auditory Processing (Ga ): è la capacità di analizzare, sintetizzare e discriminare gli stimoli uditivi, inclusa la capacità di elaborare e discriminare i suoni del parlato che possono essere presentati in condizioni distorte.
    • Processing Speed ​​(Gs ): è la capacità di eseguire compiti cognitivi automatici, in particolare quando viene misurata sotto pressione per mantenere l'attenzione focalizzata
    • Tempo / velocità di decisione / reazione (Gt ): riflette l'immediatezza con cui un individuo può reagire agli stimoli o a un compito (generalmente misurato in secondi o frazioni di secondi; da non confondere con Gs, che di solito viene misurato a intervalli di 2– 3 minuti)

    1° Strato:  è lo strato che esprime le abilità di dettaglio dell'individuo ( che sono visualizzabili qui ).

    Teoria dei tre strati (delle abilità cognitive)
    Modello di Carroll
    Il modello Cattel-Horn-Carroll (CHC) dell'intelligenza umana
    Lo psicologo Kevin McGrew, nel 2005 ha integrato il modello Horn-Cattell con quello di Carroll creando
    la teoria delle abilità cognitive Cattell-Horn-Carroll (CHC Theory) che da allora influenza lo sviluppo dei test di misurabilità dell'intelligenza umana.

    Il modello CHC estende le proprietà misurate rispetto ai precedenti modelli
    Misura dell'intelligenza: il quoziente d'intelligenza IQ
    Il Test IQ è incompleto e obsoleto?
    Nel 2011 gli psicologi Keith Stanovich e Richard West hanno evidenziato il fatto che gli studi condotti dagli psicologi Kahneman e Tversky negli anni '70 hanno condotto, per una sorta di ironia storica, all'assegnazione a Kahneman del premio Nobel per l'economia nel 2002, per i suoi studi sul pensiero razionale, totalmente mancanti del più noto dispositivo di valutazione mentale delle scienze del comportamento: il Test di intelligenza IQ.
    Keith Stanovich e Richard West hanno rilevato l'assenza, negli attuali test di misura dell'intelligenza (IQ test), di una serie di abilità non-cognitive quali: abilità socio-emotive, motivazione, empatia, moralità e abilità interpersonali. Essi scrivono in "What intelligence tests miss" (ved. bibliografia):

    I test d'intelligenza misurano cose importanti, ma non queste - essi non misurano l'estensione del pensiero razionale. Questa potrebbe non essere un'omissione se non fosse che l'intelligenza era considerata un predittore eccezionalmente forte del pensiero razionale. Tuttavia, la ricerca ha scoperto che essa è al massimo un predittore moderato e che alcune capacità del pensiero razionale possono essere dissociate dall'intelligenza.


    La gaussiana dell'intelligenza
    Cliccare per ingrandire
    Intelligence Quotient
    Marcin Pawlik
    La scultura dell'artista Marcin Pawlik intitolata "Intelligence Quotient" mostra una testa piena di palle da bigliardo che sostituendosi ai neuroni cozzano tra di loro. L'artista voleva segnalare la prospettiva econometrica dell'intelligenza umana data dal Test IQ?
    Intelligenza stimata media per nazione (IQ)
    Fonte: Richard Lynn and Tatu Vanhanen
    (Cliccare per andare alla fonte)
    IQ stimati di alcuni personaggi del passato
    Cosa si intende per intelligenza e come viene misurata
    La psicologia scientifica ha attribuito all'intelligenza umana caratteristiche che la Treccani così riassume: "una capacità di adattamento a situazioni nuove e la possibilità di modificarle quando queste presentano degli ostacoli all’adattamento stesso". Negli anni '70 il neuropsicologo Howard Gardner (ved. bibliografia), studiando sia soggetti con problemi cerebrali, sia soggetti superdotati, si convinse che l'intelligenza sia un potenziale individuale, come scrisse nel suo libro "Formae mentis" (p.88):
    il modo più esatto di pensare un'intelligenza è quella di concepirla come un potenziale: di un individuo che possiede un'intelligenza si può dire che non c'è nessuna circostanza che gli impedisca di usarla

    Gardner propose che l'intelligenza fosse costituita da una serie di costrutti scientifici che egli radunò nella cosiddetta teoria delle intelligenze multiple (Intelligenza linguistica, musicale, logico-matematica, spaziale, corporeo-cinestetica, interpersonale, intrapersonale, naturalistica), mettendo in guardia dalla reificazione di tali costrutti che definì così (p.89):

    queste intelligenze sono finzioni - nel migliore dei casi finzioni utili - per parlare di processi e abilità che (come il resto della vita) formano un continuo

    Gardner fu molto critico sull'utilità dei test per misurare l'intelligenza perchè, ad esempio (p.38):

    un individuo può perdere per intero i lobi frontali diventando nel corso di questo processo una persona radicalmente diversa, ormai incapace di manifestare qualsiasi iniziativa o di risolvere nuovi problemi, e continuare ciononostante a presentare un IQ vicino al livello del genio

    Nonostante queste perplessità, psicologi e sociologi misurano da tempo il quoziente intellettivo (IQ: intelligence quotient) per trovare correlazioni con altri parametri (mortalità, morbilità, benessere economico, ecc). Uno dei metodi più usati è quello proposto nel 1955 dallo psicologo David Wechsler, cioè la Wechsler Adult Intelligence Scale (WAIS), che ha subito varie modifiche fino al 2008, con la versione attualmente in uso (WAIS IV). Quest'ultima versione misura il funzionamento intellettivo generale, attraverso la valutazione di quattro abilità diverse: comprensione verbale, ragionamento visuo-percettivo, memoria di lavoro, velocità di elaborazione. Nel box a fianco è riportata una curva gaussiana che indica le percentuali della società che mediamente hanno valori di IQ debole, medio, superiore, ecc. Potete fare il Test qui.
    L'intelligenza si eredita? Il caso degli ebrei ashkenaziti
    Nel 2006 gli antropologi Gregory Cochran, Jason Hardy e Henry Harpending hanno pubblicato uno studio (Natural History of Ashkenazi Intelligence) che propone delle ipotesi per l'elevata intelligenza riscontrata nel gruppo etnico degli ebrei ashkenaziti. Gli ebrei ashkenaziti hanno il quoziente intellettivo (IQ) medio più alto di qualsiasi gruppo etnico per il quale ci sono dati affidabili con deviazioni standard al di sopra della media europea, corrispondente a un IQ di 112-115. Scrivono gli autori:

    Gli ebrei ashkenaziti sono enormemente sovrarappresentati in occupazioni e campi con le massime esigenze cognitive. Nel corso del 20 ° secolo, costituivano circa il 3% della popolazione degli Stati Uniti, ma hanno vinto il 27% dei premi scientifici USA Nobel e il 25% dei premi A.M.Turing. Rappresentano oltre la metà dei campioni del mondo di scacchi. [...] Gli ebrei ashkenaziti hanno il QI medio più alto di qualsiasi altro gruppo etnico, combinato con un insolito profilo cognitivo, mentre non è stata osservata un'analoga elevazione dell'intelligenza tra gli ebrei in tempi classici nè si vedono oggi negli ebrei sefarditi e orientali.

    Secondo gli autori, nel corso di un periodo di circa 1000 anni (tra l'800 e il 1600 d.C.) gli ashkenaziti sono stati costretti a vivere in un ambiente che ha creato le condizioni per la crescita dell'intelligenza verbale e matematica, in particolare, ma non di quella spaziale. Gli autori hanno individuato tre cause: la specializzazione economica delle loro professioni, l'alfabetizzazione anche nelle classi meno abbienti forzata dalla loro credenza religiosa e la chiusura alle unioni matrimoniali con altri gruppi etnici.
    Nel 2008 le conclusioni di questo studio sono state criticate dall'antropologo R. Brian Ferguson con lo studio "How Jews Became Smart: Anti-"Natural History of Ashkenazi Intelligence".
    Può una macchina pensare? Il Test di Turing
    Cosa distingue veramente una macchina da un essere umano?
    Nel 1950 il matematico Alan Turing pubblicò sulla rivista Mind l'articolo "Computing machinery and intelligence" con il quale propose un Test per determinare se una macchina abbia la capacità di pensare. Sono passati settant'anni da allora e il progresso scientifico e tecnologico inizia a produrre macchine che riescono a superare il Test di Turing. Tuttavia la domanda alla quale l'essere umano deve cercare di rispondere è: Cosa ci rende umani? A questa domanda non si può rispondere: la nostra intelligenza, sarebbe riduttivo. Ognuno di noi pensa che ci sia molto altro, ad esempio: le emozioni, la coscienza di sé, la percezione del tempo, la capacità di intrattenere relazioni con gli altri, le credenze, ovvero tutte quelle peculiarità che rientrano nella definizione di "persona".
    Una delle definizioni più note di 'persona' l'ha data il filosofo John Locke:

    un essere pensante dotato di intelligenza, di ragione e di riflessione, e capace di considerarsi in se stesso come la medesima realtà, in differenti luoghi e tempi.

    Da quando Internet è diventato il paradigma culturale dominante si è stati costretti a riconoscere la grande differenza esistente tra la "persona" e la sua "identità digitale".
    Il Test di Turing
    Nel 1950 Alan Turing sostituì la domanda (Le macchine sono capaci di pensare?) con un gioco che così descrisse (vedi bibliografia):

    La nuova forma del problema può essere descritta in termini di un gioco che chiamiamo "gioco di imitazione". Si gioca con tre persone, un uomo (A), una donna (B) e un interrogatore (C) che possono essere di entrambi i sessi. L'interrogatore rimane in una stanza separata dagli altri due. L'oggetto del gioco per l'interrogatore è determinare quale degli altri due è l'uomo e quale è la donna. Li conosce dalle etichette X e Y e alla fine del gioco dice che "X è A e Y è B" o "X è B e Y è A." L'interrogatore può porre domande ad A e B in questo modo:
    C: X mi dica per favore la lunghezza dei suoi capelli?
    Supponiamo ora che X sia effettivamente A, quindi A deve rispondere. Lo scopo di A nel gioco è provare a far identificare erroneamente C. La sua risposta potrebbe quindi essere:
    "I miei capelli sono a strati, e le ciocche più lunghe sono lunghe circa nove pollici."
    Affinché i toni della voce non possano aiutare l'interrogatore, le risposte dovrebbero essere scritte o, meglio ancora, dattiloscritte.

    Altri test sono stati proposti dopo quello di Turing e un'analisi comparativa è stata condotta dagli psicologi Shane Legg e Marcus Hutter (vedi bibliografia).
    Il Turing Test è stato superato per la prima volta nel 2012 da un ricercatore dell'Università di Reading, Vladimir Veselov, con un software che simulava un ragazzo tredicenne di nome Eugene (vedi bibliografia)
    AI
    Insidie ​​del test di Turing (intersezione viola) come test di intelligenza. Gli umani possono mostrare comportamenti non intelligenti (cerchio rosso) e gli umani non possono mostrare tutte le forme di comportamento intelligente (cerchio blu), come calcoli matematici complessi ultraveloci.
    Il substrato neurofisiologico dell'intelligenza umana: il Connettoma
    Cos'è il Connettoma

    Nuove tecniche d'indagine (neuroimaging) (ved. bibliografia) hanno permesso negli ultimi anni di analizzare il funzionamento del cervello umano. I risultati di queste indagini mettono in discussione la presunta separazione tra mente e cervello o anima e corpo. Il neurofisiologo Alessandro Rossi e la filosofa Alessandra Attanasio hanno riassunto le principali scoperte neuroscientifiche e le loro ricadute filosofiche in un articolo (ved. bibliografia 2015) che getta nuova luce sulla forte relazione tra l'essere umano e le sue esperienze nell'ambiente in cui vive. Scrive il neurofisiologo Alessandro Rossi (p.3 dell'articolo citato):


    Alcuni dei temi più importanti che la Scienza attualmente studia sono le strutture, i comportamenti e l'evoluzione di sistemi complessi, come le cellule, il cervello, gli ecosistemi, la società e le economie globali. Dato che i sistemi complessi non possono essere pensati come la somma dei loro componenti elementari, per capire il loro comportamento occorre non solo la conoscenza dei singoli componenti ma anche i modi in cui questi componenti interagiscono e le proprietà che emergono da queste interazioni.


    Ciò è proprio quel che è emerso studiando i neuroni e le sinapsi, nel senso che non sono loro che caratterizzano l'intelligenza umana, infatti:


    • Neuroni: sono i mattoni base del cervello ma quelli umani non differiscono biologicamente da quelli di molti organismi tra i quali il nematode Caenorhabditis elegans (vedi box) del quale è stata pubblicata nel 2006 la mappa completa delle connessioni. Tale comunanza conferma l'ipotesi darwiniana dell'origine comune di tutte le forme viventi. I neuroni presentano una intrinseca plasticità riferita a persistenti modificazioni delle sue proprietà elettriche (ved. Rossi et al. 2012) che sembra essere alla base di processi cognitivi quali la comprensione e l'apprendimento (Attanasio p.5)

    • Connessioni sinaptiche: sono create dall'attività elettrica dei neuroni e vanno a formare una rete di connessioni in perpetua trasformazione (ved. Santarnecchi et al. 2014). Questa rete connettiva si modifica attraverso modifiche elettriche e biologiche.

    Un nuovo studio di Albert Gidon et Al, pubblicato su Science nel 2020 (vedi bibliografia) ha messo in evidenza che i neuroni non sono dispositivi così semplici come sembrava in passato. Scrive Shelly Fan:

    Per 70 anni, i neuroni sono stati considerati l'unità computazionale di base del cervello. Tuttavia, i neuroni nella nostra corteccia, la "crosta" più esterna del nostro cervello, sembrano essersi evoluti in modo univoco per sostenere calcoli incredibilmente complessi nei loro circuiti di ingresso. È come se qualcuno avesse finalmente ottenuto la prova che il cablaggio elettrico del tuo computer è in realtà costituito da mini-processori, ognuno dei quali esegue calcoli prima di inviare i risultati a una CPU.
    Il Connettoma del cervello si espande ad ogni nuova esperienza di ogni essere umano
    Pronta la nuova mappa del cervello umano: più precisa e definita delle versioni precedenti, raddoppia il numero delle regioni conosciute, portandole a 180 per ogni emisfero cerebrale. Pubblicata sulla rivista Nature, è stata realizzata incrociando i dati relativi a oltre 210 cervelli studiati dal progetto di ricerca Connettoma Umano: grazie ad un software speciale, può essere adattata a ciascun individuo e personalizzata, fornendo un prezioso strumento di indagine ai neurochirurghi e ai ricercatori che studiano malattie come l'autismo e l'epilessia.
    Capire la mente umana per tentare di creare quella artificiale: Annabel ha 2 milioni di neuroni (quello umano 100 miliardi)
    Parallelamente allo studio del cervello umano, le applicazioni di Intelligenza Artificiale diventano sempre più potenti: Annabel è in grado di imparare a parlare, partendo da zero, come un bambino di 4 anni. (Cliccare sull'immagine per approfondire)
    Il progetto Open Worm basato sulle applicazioni del Canoerhabditis Elegans
    Scansione di un Connettoma
    Secondo il MIT Technology Review (vedi bibliografia McIntyre) due ricercatori, Robert McIntyre e Gregory M. Fahy, hanno sviluppato un metodo per la scansione del connettoma di un cervello (i 150 trilioni di microscopiche connessioni sinaptiche che si presume possano codificare tutta la conoscenza di una persona). Quei dati potrebbero essere usati, secoli dopo, per ricostruire un'emulazione dell'intero cervello - caricando i dati del connettoma in un computer o in un corpo robotico, virtuale o sintetico in stile Avatar .
    McIntyre ha costituito una startup chiamata "Nectome" che ha vinto una grossa borsa di studio NIH per la creazione di "tecnologie che consentano la conservazione e l'imaging su nanoscala di un intero cervello".
    Caenorhabditis Elegans: il verme più studiato al mondo
    Il Caenorhabditis Elegans è un verme lungo circa un millimetro il cui sistema nervoso è stato studiato approfonditamente a causa della sua semplicità. Infatti ha solo 302 neuroni con 7 mila connessioni. La struttura nervosa di questo nematode ha consentito di capire il suo comportamento e di replicarlo in un software che gestisce un robot con il progetto "Open Worm Project".
    Noi siamo il nostro connettoma
    Sebastian Seung, fisico, neuroscienziato e autore del libro "Connettoma - La nuova geografia della mente" (abilitare i sottotitoli)
    I movimenti del Caenorhabditis Elegans
    Plasticità cerebrale anche in età avanzata
    In uno studio del 2012, lo psicologo Aron K. Barbey et al. (ved. bibliografia) ha scoperto che l'intelligenza umana è allocata in molte più aree del cervello di quelle tradizionalmente note. I ricercatori hanno sottoposto a scansione (Tomografia Assiale Computerizzata) il cervello di 182 veterani del Vietnam e condotto test intellettivi su di essi, riscontrando che le regioni del cervello coinvolte sono, oltre al lobo frontale tradizionalmente assegnato all'intelligenza, anche il lobo parietale sinistro e la materia bianca che li connette. Tale scoperta conferma che, nel corso della vita di una persona, l'attività cerebrale esercita continuamente una potatura dei neuroni non più utilizzati e un ricablaggio connettivo per mantenere o accrescere le funzionalità intellettive già presenti.

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    Pagina aggiornata il 19 febbraio 2020

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