L'intelligenza umana equivale alle nostre connessioni neurali (Connettoma)? - Pensiero Critico

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L'intelligenza umana equivale alle nostre connessioni neurali (Connettoma)?

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Il punto chiave

L'essere umano ha neuroni della stessa natura dei vermi, connessioni sinaptiche della stessa velocità di altri mammiferi, ma un'intelligenza superiore a quella di tutti gli altri esseri viventi. Quest'intelligenza è dovuta alle sue connessioni, cioè al suo Connettoma.

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Abbiamo cento miliardi di neuroni nel nostro cervello, tanti quanti le stelle di una galassia, e un numero ancora più astronomico di legami e combinazioni in cui questi possono trovarsi. Di tutto questo non siamo coscienti. "Noi" siamo il processo formato da questa complessità, non quel poco di cui siamo coscienti. (Carlo Rovelli "Sette brevi lezioni di fisica" p.79)

Evoluzione dell'intelligenza nella vita di una persona
Intelligenza
L'intelligenza di ogni individuo cambia nel tempo: mentre si riducono le capacità logiche e di ragionamento (intelligenza fluida di tipo astratto), aumentano le conoscenze e le competenze (intelligenza cristallizzata di tipo pragmatico).
Cos'è l'intelligenza umana

Lo psicologo Raymond Cattell ha proposto nel 1982 (ved. bibliografia) un modello dell'intelligenza generale dell'individuo come se fosse composto da una serie di abilità molteplici.

Cattell sviluppò il suo modello teorico dell'intelligenza insieme allo psicologo John Horn arrivando alla conclusione che l'intelligenza si compone di molte abilità specifiche che interagiscono durante tutto il corso della vita di una persona andando a costituire l'intelligenza generale. Nel corso della vita vi sono delle perdite (in termini di velocità di ragionamento astratto, capacità di memoria e problem solving dovute all'invecchiamento) e dei guadagni (in termini di capacità linguistica, accumulo di esperienze/competenze).

La definizione di intelligenza generale del modello Cattell-Horn la vede suddivisa in due forme:


  1. Intelligenza fluida: è la capacità di pensare logicamente. Si tratta di un'intelligenza processuale, indipendente dalla cultura, prevalentemente non verbale, che declina con l'età.

  2. Intelligenza cristallizzata: è la capacità di utilizzare esperienze, competenze e conoscenze. Si tratta di un'intelligenza pragmatica basata sull'accumulo di esperienze culturali che si accresce, leggermente ma continuamente, con l'età.

L'intelligenza fluida e quella cristallizzata costituiscono l'intelligenza generale umana, denominata "g Factor", la cui esistenza fu proposta dallo psicologo Charles Spearman nel 1904, e che può essere misurata con l' "IQ Test". Per approfondire ved. bibliografia (e in particolare: The Cattell-Horn-Carroll (CHC) Model of Intelligence v2.2).

Il Test IQ è incompleto e obsoleto?
Stanovich e West hanno evidenziato il fatto che gli studi condotti dagli psicologi Kahneman e Tversky negli anni '70 hanno condotto, per una sorta di ironia storica, all'assegnazione a Kahneman del premio Nobel per l'economia nel 2002, per i suoi studi sul pensiero razionale, totalmente mancanti del più noto dispositivo di valutazione mentale delle scienze del comportamento: il Test di intelligenza IQ. Stanovich e West sottolineano la necessità di sostituire Il Test di intelligenza IQ con un Test di Razionalità RQ che includa gli effetti di euristiche e bias cognitivi nella capacità di prendere decisioni razionali.

Plasticità cerebrale anche in età avanzata
In uno studio del 2012, lo psicologo Aron K. Barbey et al. (ved. bibliografia) ha scoperto che l'intelligenza umana è allocata in molte più aree del cervello di quelle tradizionalmente note. I ricercatori hanno sottoposto a scansione (Tomografia Assiale Computerizzata) il cervello di 182 veterani del Vietnam e condotto test intellettivi su di essi, riscontrando che le regioni del cervello coinvolte sono, oltre al lobo frontale tradizionalmente assegnato all'intelligenza, anche il lobo parietale sinistro e la materia bianca che li connette. Tale scoperta conferma che, nel corso della vita di una persona, l'attività cerebrale esercita continuamente una potatura dei neuroni non più utilizzati e un ricablaggio connettivo per mantenere o accrescere le funzionalità intellettive già presenti.

Cos'è il Connettoma

Nuove tecniche d'indagine (neuroimaging) (ved. bibliografia) hanno permesso negli ultimi anni di analizzare il funzionamento del cervello umano. I risultati di queste indagini mettono in discussione la presunta separazione tra mente e cervello o anima e corpo. Il neurofisiologo Alessandro Rossi e la filosofa Alessandra Attanasio hanno riassunto le principali scoperte neuroscientifiche e le loro ricadute filosofiche in un articolo (ved. bibliografia 2015) che getta nuova luce sulla forte relazione tra l'essere umano e le sue esperienze nell'ambiente in cui vive. Scrive il neurofisiologo Alessandro Rossi (p.3 dell'articolo citato):


Alcuni dei temi più importanti che la Scienza attualmente studia sono le strutture, i comportamenti e l'evouzione di sistemi complessi, come le cellule, il cervello, gli ecosistemi, la società e le economie globali. Dato che i sistemi complessi non possono essere pensati come la somma dei loro componenti elementari, per capire il loro comportamento occorre non solo la conoscenza dei singoli componenti ma anche i modi in cui questi componenti interagiscono e le proprietà che emergono da queste interazioni.


Ciò è proprio quel che è emerso studiando i neuroni e le sinapsi, nel senso che non sono loro che caratterizzano l'intelligenza umana, infatti:


  • Neuroni: sono i mattoni base del cervello ma quelli umani non differiscono biologicamente da quelli di molti organismi tra i quali il nematode Caenorhabditis elegans (vedi box) del quale è stata pubblicata nel 2006 la mappa completa delle connessioni. Tale comunanza conferma l'ipotesi darwiniana dell'origine comune di tutte le forme viventi. I neuroni presentano una intrinseca plasticità riferita a persistenti modificazioni delle sue proprietà elettriche (ved. Rossi et al. 2012) che sembra essere alla base di processi cognitivi quali la comprensione e l'apprendimento (Attanasio p.5)

  • Connessioni sinaptiche: sono create dall'attività elettrica dei neuroni e vanno a formare una rete di connessioni in perpetua trasformazione (ved. Santarnecchi et al. 2014). Questa rete connettiva si modifica attraverso modifiche elettriche e biologiche. 
Connessione tra neuroni
cervello
I neuroni sono composti da un corpo cellulare (il nucleo del neurone) a da parecchi dendriti che smistano i segnali elettrici da/verso i corpi cellulari degli altri neuroni ad una velocità media di 350 km/h. La materia bianca (costituita da assoni) connette la materia grigia (costituita da neuroni). I neuroni sono gli elementi di base del cervello e ogni cervello umano ne contiene oltre 100 miliardi. Il numero di connessioni tra neuroni (sinapsi) è di circa 130 mila miliardi (più del numero di stelle contenuto in 500 galassie delle dimensioni della Via Lattea).
Caenorhabditis Elegans: il verme più studiato al mondo
Nematode
Il Caenorhabditis Elegans è un verme lungo circa un millimetro il cui sistema nervoso è stato studiato approfonditamente a causa della sua semplicità. Infatti ha solo 302 neuroni con 7 mila connessioni. La struttura nervosa di questo nematode ha consentito di capire il suo comportamento e di replicarlo in un software che gestisce un robot con il progetto "Open Worm Project".
Capire la mente umana per tentare di creare quella artificiale: Annabel ha 2 milioni di neuroni (quello umano 100 miliardi)
intelligenza artificiale
Parallelamente allo studio del cervello umano, le applicazioni di Intelligenza Artificiale diventano sempre più potenti: Annabel è in grado di imparare a parlare, partendo da zero, come un bambino di 4 anni. (Cliccare sull'immagine per approfondire)
Worm
Il progetto Open Worm basato sulle applicazioni del Canoerhabditis Elegans
Noi siamo il nostro connettoma
Sebastian Seung, fisico, neuroscienziato e autore del libro "Connettoma - La nuova geografia della mente" (abilitare i sottotitoli)
I movimenti del Caenorhabditis Elegans
Il Connettoma umano
Brain
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Libri consigliati a chi vuole capire la struttura cerebrale dell'essere umano
 
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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 28 dicembre 2015

 
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