Spirale del Silenzio e Paura dell'isolamento - Pensiero Critico

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Spirale del Silenzio e Paura dell'isolamento

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Il punto chiave

La maggior parte delle persone, quando percepisce di avere un'opinione diversa da quella della maggioranza, si rifugia nel silenzio.

Paura dell'isolamento
pensiero critico
Coloro i quali hanno un'opinione diversa da quella da loro percepita come maggioritaria si rifugiano nel silenzio per timore dell'isolamento.
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Cos'è la spirale del silenzio

La teoria della spirale del silenzio, proposta nel 1984 da Elisabeth Noelle-Neumann, sostiene che le persone hanno sempre un'opinione su quale sia la tendenza della maggioranza in merito a uno specifico tema e, dato che subiscono la paura dell'isolamento, nel caso in cui si trovino ad avere un'opinione difforme da quella della maggioranza preferiscono tacere la propria opinione.

Quando il setting dell'agenda dei media spinge certi temi all'attenzione pubblica e ne trascura altri magari più veri e urgenti, questi ultimi cadranno nella spirale del silenzio accompagnati dalla frustrazione di coloro che vorrebbero che se ne parlasse.

Elisabeth Noelle-Neumann evidenzia il fatto che le opinioni che i mass media trascurano subiscono, nella mente delle persone, un processo di svalutazione e di vergogna ad essere espresse. Poche persone sono abbastanza forti e libere da sostenere il peso psicologico di percepirsi isolati nel loro contesto sociale. Questo comportamento sociale si basa sull'euristica del conformismo
e, in particolari situazioni, può portare a gravi conseguenze come dimostra il caso del plotone 101 descritto qui.

Maggioranza rumorosa e minoranza silenziosa

La teoria della spirale del silenzio nacque dalla constatazione che, nell'ultima fase di una elezione (in Germania negli anni '70), lo spostamento improvviso di opinioni e preferenze elettorali si verificano non nella maggioranza rumorosa (coloro che non hanno timore di dichiarare la propria preferenza), ma nella minoranza silenziosa (coloro che temono la sconfitta della parte preferita e si rifugiano nel silenzio). Secondo la Noelle-Neumann la paura dell'isolamento è una forza centrifuga che accelera la discesa di un'opinione nella spirale del silenzio.

Captare l'opinione della maggioranza

Secondo l'autrice ogni persona è equipaggiata con un organo di senso quasi-statistico  che le permette di captare l'opinione della maggioranza ed è in particolare nell'ambiente virtuale televisivo che tale competenza si esercita.

In questa valutazione le opinioni espresse dai mass media hanno un ruolo prevalente perchè vengono ritenute più autorevoli delle opinioni del proprio circolo familiare o professionale. I mass media creano un'immagine dell'opinione generale (spesso non corrispondente alla realtà), determinando nelle persone una spinta a conformarsi a quell'immagine.

spirale del silenzio

Le opinioni diffuse dai mass media determinano la caduta nella spirale del silenzio delle opinioni da essi trascurate. Ad esempio, i sondaggi elettorali hanno lo scopo di creare delle previsioni che orientino gli elettori e facciano scivolare nel silenzio le opinioni contrarie a quelle previsioni. In tal modo i committenti dei sondaggi elettorali creano una realtà fittizia (uno pseudo-ambiente nella mente di ogni persona direbbe Walter Lippmann) che, spesso, finisce per realizzarsi. Per approfondire gli aspetti legati all'esclusione delle notizie dall'agenda dei media (agenda-cutting) andare alla pagina Agenda Setting e alla pagina Manipolazione mediatica.

I social media aumentano l'effetto della spirale del silenzio

Una ricerca effettuata negli USA dal PEW Research Internet Project (ved. bibliografia) ha evidenziato che l'impiego dei principali social network (Facebook e Twitter) riduce l'espressione delle reali opinioni degli utenti. Infatti, se un utente percepisce di avere un'opinione minoritaria, rispetto alla rete dei propri contatti/amici, decide di non esprimerla in percentuali maggiori che nella vita reale. Ciò accade sia perchè gli utenti non vogliono deludere i loro contatti/amici, ma anche perchè gli utenti non vogliono lasciare tracce digitali delle loro opinioni minoritarie, dato che temono che esse possano danneggiarli in futuro (socialmente, professionalmente, ecc.). 

Per questo motivo molti utenti scoprono, con sorpresa, che i loro amici esprimono sui social network opinioni diverse da quelle espresse verbalmente nella vita reale.

Social Media
silenzio

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Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 6 aprile 2015

 
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