Cosa ne sarà dell'azione benefica del sonno in un mondo"24/7 open" ? - Pensiero Critico

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Cosa ne sarà dell'azione benefica del sonno in un mondo"24/7 open" ?

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Il punto chiave

Il benessere psico-fisico dell'essere umano appare essere sempre più legato alla funzione del sonno (e alla sua qualità), che nuovi studi neuroscientifici attestano. Contemporaneamente si moltiplicano gli attacchi al sonno da parte delle aziende, delle tecnologie e delle economie dei paesi industrializzati.

brutti sogni
Dad, you were screaming in you sleep! I dreamed that I was awake.
Effetti di deprivazione del sonno
sleep
Cos'è il sonno

Nel 1996 Mauro Mancia, nella sua duplice veste di neurofisiologo e psicoanalista, ha raccolto le sue riflessioni nel libro "Sonno & sogno". Egli scrive (p.104):


Sebbene l'uomo trascorra quasi un terzo della sua vita dormendo, non siamo ancora in grado di dare una definizione soddisfacente del significato funzionale del sonno. [...] La privazione di sonno comporta un grave stress per l'organismo e, nell'animale, si assiste a un deperimento organico fino alla morte. Ciò suggerisce che il sonno è indispensabile per l'economia biologica dell'individuo e per la sua stessa vita. Tuttavia, la trasformazione del sonno e delle sue fasi nel corso della filogenesi in rapporto alla corticalizzazione e nel corso della ontogenesi in rapporto alla maturazione del sistema nervoso centrale, l'estrema variabilità individuale rispetto al bisogno di sonno, la relativa indipendenza della durata del sonno dalle funzioni mentali, permettono di avanzare l'ipotesi che il sonno assolva importanti compiti di adattamento che si accordano con la plasticità del sistema nervoso centrale. In questa prospettiva evoluzionistica, il sonno presenta analogie con altre funzioni che favoriscono l'adattamento dell'animale alla propria nicchia ecologica facilitandone la sopravvivenza.


Mancia avanza inoltre l'ipotesi che il sonno serva a stimolare quelle connessioni sinaptiche che non sono state utilizzate durante la veglia, per rinforzarle e prevenirne l'atrofia. Inoltre, riguardo al sonno REM, egli suggerisce l'ipotesi che esso serva sia ad elaborare le informazioni dell'emisfero destro (quello intuitivo) che a "resettare" il sistema di registrazione delle informazioni che raggiungono il cervello durante la veglia. Scrive Mancia riguardo alla funzione del sogno (p.109-116):

Durante il sonno produciamo metafore su cui possiamo costruire i sogni. [...] L'attività onirica di ogni individuo è un'esperienza "affettivo-cognitiva" specifica per ogni individuo, costruita sulla sua storia affettiva personale. Il sonno, d'altra parte, con le sue varie fasi di sincronizzazione e desincronizzazione, è un processo "non-specifico" collegato a condizioni omeotermiche, sostanzialmente identiche per tutti gli individui appartenenti alla stessa specie.
 

Come avviene il consolidamento della memoria durante il sonno

Secondo recenti studi (ved. bibliografia 2015 Susanne Diekelmann e Gordon Feld), l'apprendimento viene favorito da una susseguente fase di sonno NREM e REM. Dopo l'apprendimento durante la fase di veglia (codifica delle nuove informazioni), rimangono tracce delle nuove informazioni sia nella memoria di lavoro (ippocampo) che nella memoria di lungo termine (corteccia). Durante il successivo sonno NREM (a onde lente SWS) avviene il consolidamento di queste tracce mediante la loro riattivazione ripetuta nella memoria di lavoro che, a loro volta, riattivano le "rappresentazioni" create nella memoria di lungo termine. Durante la successiva fase di sonno REM, il cervello viene "liberato" (con la disconnessione tra i due sistemi di memoria a breve e lungo termine) e avviene il consolidamento delle sinapsi nella memoria di lungo termine. In questa fase avviene anche lo sfoltimento (riduzione) delle sinapsi che preparano la memoria per la successiva fase di apprendimento. In generale sembra che la "memoria dichiarativa" benefici particolarmente della fase NREM (SWS), mentre la "memoria procedurale" della fase REM. Nell'immagine a lato è sintetizzato il processo di consolidamento della memoria durante il sonno (cliccare sull'immagine per andare all'articolo).

Consolidamento della memoria durante il sonno
sleep
Funzione del sogno

Sulla potenza dei sogni e sulla loro funzione nel corso del processo analitico Mauro Mancia ha scritto molto (ved. bibliografia).

Riguardo all'aspetto filogenetico del sogno, egli scrive in "Sonno & sogno" (p.80):


Poichè il sonno REM compare con sicurezza solo nei mammiferi aumentando in quantità proporzionalmente all'indice di encefalizzazione, è ragionevole affermare che questa fase del sonno presenta una certa relazione con lo sviluppo della corteccia cerebrale e dell'intelligenza. Per contro il sonno non-REM sembra piuttosto collegato a quei processi fisiologici di recupero biochimico e metabolico tesi ad assicurare la sopravvivenza della specie. [...] Queste considerazioni lasciano pensare che il sonno non-REM possa essere più antico delle altre fasi ed essere comparso nell'era paleozoica, circa 250 milioni di anni fa. Il sonno paradosso, invece, sembra avere un'origine più recente ed essere comparso nell'era mesozoica, circa 130 Milioni di anni fa (Tobler, 1984).

Il Surrealismo fu un movimento artistico fondato sull'onnipotenza del sogno
Andrè Breton
Il primo manifesto del surrealismo, pubblicato nel 1924 da Andrè Breton con un'illustrazione di Renè Magritte
Composizione di una "tipica" notte di sonno
sonno REM

Durante la notte si verificano diversi cicli di sonno della durata di 90-100 minuti. Questi cicli si verificano all'interno di due fasi  (indicate in figura come "sonno ortodosso" e "sonno paradosso" delle quali la prima (sonno ortodosso) è una fase di sonno NREM  (non rapid eye movement), gradatamente sempre più profondo, che inizia da uno Stadio1 di rilassamento a occhi chiusi, seguito da uno Stadio2 di sonno leggero, e poi da uno Stadio3 di sonno profondo con onde cerebrali lente e grandi che, infine, porta allo Stadio4 di sonno molto profondo nel quale l'organismo rigenera i suoi processi metabolici. (Ricerche recenti attribuiscono a questa fase anche una funzione nel consolidamento della memoria). Inizia quindi una seconda fase di sonno REM, detto "sonno paradosso" perchè l'elevata attività cerebrale e i rapidi movimenti oculari sono in contrasto con il rilassamento muscolare del soggetto. Se una persona viene disturbata nella Fase4 di sonno profondo o durante una Fase REM, al risveglio può presentare sintomi di stress e nervosismo.

Ciò che è importante è dunque la qualità del sonno piuttosto che la sua quantità. Chi riesce a fruire di un sonno profondo (Fase4) e di Fasi REM non disturbate può anche ridurre la quantità complessiva del suo sonno. Il sonno è caratterizzato da un ritmo omeostatico, che indica l'andamento della propensione al sonno durante la veglia con una rapida scarica all'inizio del sonno, e da un ritmo ultradiano che descrive l'alternanza di sonno NREM e REM durante il sonno.

Esistono oggi delle applicazioni per smartphone/smartwatch che monitorano la qualità del sonno nelle varie fasi; per leggere una comparazione tra alcuni dispositivi oggi presenti sul mercato cliccare sull'immagine:


Il modello della coscienza AIM

Lo psichiatra J. Allan Hobson, a seguito dei suoi studi sul sonno (ved. bibliografia) ha concepito, nel 1990, un modello della coscienza detto AIM (Activation, Input, Mode), costituito da uno spazio tridimensionale all'interno del quale visualizzare i vari stati di coscienza. In questo modello i tre stati principali della coscienza: Veglia (Waking), sonno NREM e sonno REM sono chiaramente distinti. L'attivazione (Fattore A) è una dimensione energetica che stima la capacità di processare informazione e può essere misurata con un EEG. La funzione di input (Fattore I) riguarda la capacità del cervello di generare informazione e di scambiarla con l'esterno. La modulazione (Fattore M) stima il mix di agenti chimici provenienti dai neuroni del tronco encefalico. In particolare Hobson sottolinea l'attivazione del sistema aminergico durante la fase di veglia, e del sistema colinergico nel sonno REM.

I tre Fattori del modello AIM
Hobson
I vari punti di ogni ciclo della coscienza
Hobson
Ciclo normale della coscienza
Hobson
In funzione dell'intensità dei vari fattori, per ogni stato della coscienza i vari punti si situano sul modello coprendo una certa area.
La velocità di transizione tra i vari stati è: bassa da veglia NREM, rapida da NREM a REM, molto rapida da REM a veglia.
Capitalismo ed economia neoliberista hanno sferrato un attacco al sonno?

Il critico d'arte Jonathan Crary, nel suo ultimo libro ("24/7 Il capitalismo all'assalto del sonno"), conduce una critica radicale alla globalizzazione neoliberista che, a suo dire, sta mettendo in atto processi di lunga durata per la modernizzazione del mondo occidentale che rischiano di sconvolgere i ritmi naturali della vita umana, tra i quali le configurazioni di sonno e veglia. Infatti, dietro al facile slogan 24/7 si cela un indirizzo delle attività umane che rinnega ogni legame con i  ritmi periodici dell'attività umana. Egli scrive (p.13):


Del tutto inutile ed essenzialmente passivo, con tutte le incalcolabili perdite che comporta nei tempi di produzione, di circolazione e di consumo, il sonno è destinato a entrare in netto contrasto con le esigenze di un universo 24/7. L'enorme quantità di tempo che trascorriamo dormendo, affrancati da quella paludosa congerie di bisogni artefatti, rappresenta uno dei grandi atti di oltraggiosa resistenza degli esseri umani alla voracità del capitalismo contemporaneo. Il sonno interrompe il furto di tempo che il sistema capitalistico compie ai nostri danni. La maggior parte delle necessità apparentemente fondamentali della vita umana - dalla fame alla sete all'impulso sessuale, al bisogno, più recente, di amicizia - sono state riproposte in versioni mercificate o finanziarizzate. Il sonno pone il problema di un bisogno umano che si può soddisfare solo in un certo intervallo di tempo e non può quindi essere asservito e aggiogato a una macchina per fare profitti, offrendosi come un'incongrua eccezione, una vera e propria area di crisi nell'ambito della attuale globalizzazione.
Jonathan Crary
Cliccare sull'immagine per andare alla recensione di Marco Belpoliti del libro di Jonathan Crary
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)
Libri consigliati a chi vuole conoscere i veri benefici del sonno
 
Crary
Mauro Mancia
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 21 dicembre 2015

 
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