Valutare la credibilità dei Blog - Pensiero Critico

Cerca nel sito
Privacy Policy
Vai ai contenuti

Menu principale:

Valutare la credibilità dei Blog

Applicazioni
Puoi condividere questa pagina:
Il punto chiave

Quando guardiamo un Blog (o più in generale una pagina web) occorrono alcune decine di secondi prima di riuscire a maturare un giudizio "conscio" sul nostro interesse per quello che vediamo.

Ma la nostra mente ha già emesso (in 50 millesimi di secondo) un giudizio "inconscio" del nostro gradimento. (Gitte Landgaard)

Blogging
Come valutiamo la credibilità dei Blog?

Per valutare la credibilità di un blog dobbiamo capire cosa lo differenzia da un website. Alle origini, prima del 1998, i blog erano dei semplici website che offrivano la possibilità di pubblicare i commenti dei lettori.

Il contenuto informativo dei blog è minore di quello dei website ma più aggiornato.
Un blog (o weblog) è la registrazione cronologica di un diario personale online i cui articoli (post) e commenti vengono pubblicati in ordine cronologico inverso (il più recente in alto). Quando la relazione tra giornalismo e blog si manifestò molti iniziarono a sfruttare il potenziale di questo mezzo per la diffusione di notizie in alternativa ai giornali tradizionali online. L'efficacia dei blog e la crescita esponenziale dei lettori hanno contribuito alla modifica del giornalismo tradizionale: oggi tutti i giornali tradizionali online pubblicano i post di collaboratori esterni che dispongono di alta credibilità nel loro settore.
Inoltre i blog, nati come diari personali, sono diventati strumenti per il marketing aziendale: i blog aziendali hanno lo scopo di integrare i website aziendali offrendo contenuti aggiuntivi, informali e coinvolgenti.

Architettura Blog
Farsi un'opinione in 50 millisecondi

Una ricerca condotta dalla ricercatrice Gitte Landgaard ha dimostrato che un gruppo di volontari, sottoposti alla visualizzazione flash di un centinaio di website, ha maturato un'opinione inconscia (positiva o negativa) su ognuno di essi,  in un tempo di circa 50 millesimi di secondo.


A supporto delle sue ricerche la Landgaard cita i risultati di alcuni studi neurofisiologici (Damasio 2000, LeDoux 1992, Ekman 1992), che hanno evidenziato come, in presenza di uno stimolo visivo il sistema limbico (cioè il nostro cervello emotivo), viene interessato prima
che questo stimolo possa essere interpretato dalla neocorteccia (il nostro sistema cognitivo).


Quando una persona guarda la pagina di un website, il suo sguardo impiega alcune decine di secondi prima che egli possa maturare un'opinione conscia
del suo interesse per quella pagina.


In un tempo molto più breve, la stessa persona ha però maturato un'opinione inconscia del suo gradimento estetico, indipendente dalla qualità e usabilità di quel website.

Per approfondire andare alla pagina fisiologia della visione.

Ciò che conta nella blogosfera

Sebbene la struttura di un blog sia molto variabile, ne sintetizziamo la forma tipica nella figura sopra riportata. Nella blogosfera i link (entranti e uscenti) sono oggetto di un vero e proprio commercio perchè innalzano fittiziamente l'indice Technorati. Come ha scritto Fabio Metitieri (Il grande inganno del Web 2.0 - 2009 Laterza, p.44-45): "la popolarità dei blog, soprattutto in un ambiente piccolo come quello italiano, è in gran parte dovuto ai link reciproci fra gruppetti di blogger amici, che si conoscono già, anche se solo online. Nei post, un blogger cita un secondo blogger, tra quelli della sua cerchia, linkandolo; il secondo blogger legge e scrive un post di commento, linkando il primo per restituirgli il favore e così via. Oltre a questo esistono i blogroll, gli elenchi che ciascun blogger compila e tiene nella sua pagina principale, con i collegamenti ai blog che legge abitualmente o che sono scritti dai suoi amici. I blogroll costituiscono una vera e propria merce di scambio".

L'analisi di credibilità dei blog, così come per i website, si compone di due dimensioni: autorevolezza e qualità dell'informazione
: i parametri necessari a valutare la credibilità vanno cercati nella testata (dovrebbe rispondere alle domande Chi? e Perchè) e nel Post+Sidebar (risponde alle domande Cosa? Quando? Dove?). Per approfondire andare alla pagina Credibilità dell'Ecosistema Mediatico Emergente.

Analisi Sistematica

Un'analisi completa della credibilità di un blog può essere fatta con la checklist scaricabile qui:


Analisi Flash

Se non si ha molto tempo si consiglia una prima analisi rispondendo a queste cinque domande:
a

Chi
: Il blog è "personale" (appartiene a una sola persona, il cui nome è specificato, che ne determina i contenuti autonomamente) o "aziendale"?
Perchè
: É specificato lo scopo che il blog si prefigge? (ad esempio: vendere, informare, educare, ecc.)
Cosa
: I contenuti del blog indicano fonti e riferimenti bibliografici rintracciabili (autori, documenti, libri, website, ecc.)?
Quando
: Con quale frequenza vengono pubblicati i post (settimanale, mensile, altra)?
Dove
: Se il blog è l'estensione di un sito web, effettuare anche l'analisi flash del website

Processo in 5 fasi per valutare la credibilità dei Blog
Analisi di legittimità: individua il responsabile dei contenuti di un blog e la sua credibilità riguardo ai temi proposti Analisi di finalità: valuta la finalità che il blog si propone (vendere, informare, convincere, ecc.) Analisi dei contenuti: valuta la qualità, verificabilità, usabilità, e obiettività dei contenuti di un blog Analisi di aggiornamento: valuta la durata di pubblicazione e la frequenza di aggiornamento di un blog Analisi dominio internet: valuta la numerosità di link uscenti
cliccare per accedere alle singole fasi del processo
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)


Commenti
Se ritenete che le tesi del "punto chiave" non vengano sufficientemente supportate dagli argomenti presenti in questa pagina potete esprimere il vostro parere (motivandolo).
Inviate una email con il FORM. Riceverete una risposta. Grazie della collaborazione.
Libri consigliati a chi non vuole correre il rischio di ingannarsi sulla credibilità dei Blog che frequenta
 
Mittnick
Guido Gili
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

_____________________________________________________________________________________________________________________________________________

Pagina aggiornata il 4 mggio 2016

 
copyright 2012-2016 Licenza Creative Commons
I contenuti di pensierocritico.eu sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.
Protected by Copyscape Web Plagiarism Check
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu