Libri per un pensiero critico: come difendersi dal conformismo - Pensiero Critico

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Libri per un pensiero critico: come difendersi dal conformismo

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Il punto chiave

La nostra civiltà e di conseguenza il nostro insegnamento hanno privilegiato la separazione a scapito dell'interconnessione, l'analisi a scapito della sintesi. Interconnessione e sintesi rimangono sottosviluppate. E' per questo che sia la separazione che l'accumulo, senza l'interconnessione delle conoscenze, vengono privilegiate a scapito dell'organizzazione che interconnette le conoscenze. (Edgar Morin)

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L'assimilazione di prospettive multisciplinari e interdisciplinari rafforza gradualmente le abilità metacognitive, il pensiero critico e la costruzione di una epistemologia personale.

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Come 'costruire' una mente critica

La costruzione di una mente critica richiede un approccio interdisciplinare: un pensatore critico deve superare i limiti delle singole discipline che trattano dell'essere umano e del suo ambiente socioculturale, per integrare e amalgamare i concetti di diverse discipline scientifiche ed umanistiche.

Lo storico Michel Serres, nel delineare il cambiamento in atto nelle scuole favorito dalla connettività delle nuove tecnologie, scrive (nel libro "Non è un mondo per vecchi" p.38):


Il sapere si offriva un tempo soltanto ritagliato, fatto a pezzi. Una pagina dopo l'altra, le classificazioni scientifiche distribuivano ad ogni disciplina una parte, una sezione, dei locali, dei laboratori, una porzione di biblioteca, dei crediti, dei portavoce e il relativo corporativismo. Il sapere si divideva in sette. Così la realtà andava in frantumi.


Evitare che la realtà vada in frantumi è anche stato lo scopo del filosofo Edgar Morin il quale, nel riflettere sulla complessità del pensiero umano, incitava a cercare sempre le relazioni tra ogni fenomeno e il suo contesto. Egli scrive (nel libro "La testa ben fatta" p.19):


Lo sviluppo dell'attitudine a contestualizzare tende a produrre l'emergenza di un pensiero "ecologizzante", nel senso che esso situa ogni evento, informazione o conoscenza in una relazione di inseparabilità con il suo ambiente culturale, sociale, economico, politico e, beninteso, naturale. Esso non si limita a situare un evento nel suo contesto, ma incita a vedere come modifichi questo contesto o come lo chiarisca altrimenti. Tale pensiero diventa con ciò anche inevitabilmente pensiero del complesso, poichè non basta inscrivere ogni cosa ed evento in un "quadro" od "orizzonte".


Un approccio interdisciplinare all'insegnamento e all'apprendimento impiega metodologie, strumenti interpretativi e terminologie di diverse discipline, per affrontare lo studio di un tema specifico. In tal modo gli studenti acquisiscono e integrano prospettive diverse su quel tema piuttosto che conoscenze specifiche derivanti da un'unica disciplina.

L'assimilazione di prospettive multisciplinari e interdisciplinari rafforza gradualmente le abilità metacognitive, il pensiero critico e la costruzione di una epistemologia personale.


Questo tipo di apprendimento significativo  contribuisce all'assimilazione di conoscenza che gli studenti sono in grado poi di trasferire ad altri contesti, questioni, problemi. In tal modo, forse, possono ridurre il rischio di diventare dei perfetti conformisti.

Le differenze tra vari approcci all'insegnamento e all'apprendimento sono mostrate nella tabella sottostante:

Caratteristiche di vari processi di apprendimento

Livello  strutturale di apprendimento

Descrizione

Risultati

Unidisciplinare

ci si focalizza su una singola disciplina

Conoscenza dichiarativa e procedurale in una disciplina

Multidisciplinare

si studiano diverse discipline ma non le si integra

Conoscenza dichiarativa e procedurale in diverse discipline relative a un tema centrale

Interdisciplinare
(Relazionale)
(interdisciplinare ma limitato a un tema centrale)

si integrano le conoscenze di diverse discipline attorno a un tema centrale (vengono sviluppate capacità di pensiero critico e la consapevolezza dei pregi e dei limiti delle prospettive offerte da ogni singola disciplina)

Conoscenza dichiarativa e procedurale in diverse discipline relative a un tema centrale e capacità di pensiero interdisciplinare.
Acquisizione di capacità critiche e metacognitive

Interdisciplinare
(astratto ed esteso)
(interdisciplinare ed esteso a diversi temi)

si acquisisce una struttura conoscitiva che integra diversi strumenti interpretativi (concetti, metodi, strumenti, teorie, paradigmi, ecc.). Si usano capacità metacognitive per monitorare i propri processi di pensiero.

Conoscenza dichiarativa e procedurale; capacità critiche e metacognitive.
Sviluppo di credenze epistemologiche.
Capacità di trasferimento di conoscenza interdisciplinare


Tabella tratta da "Interdisciplinary Learning: Process and Outcomes" di Lana Ivanitskaya, Deborah Clark, George Montgomery and Ronald Primeau (2002). Tale tassonomia dei processi di apprendimento deriva dagli studi degli psicologi John B. Biggs e Kevin F. Collis i quali, nel loro libro "Evaluating the quality of learning - The SOLO Taxonomy (Structure of the observed learning outcome)", proposero nel 1982 un metodo per valutare le risposte degli studenti in una vasta gamma di discipline. Biggs e Collis presero in considerazione molti fattori che influenzano l'apprendimento degli studenti quali ad esempio: conoscenza pregressa, idee errate, motivazioni e intenzioni riguardo alla formazione e le loro strategie di apprendimento. Per approfondire sulla valutazione dell'apprendimento andare alla pagina: Evidence Based Education.
L'Italia delude nei Test PISA

Come riporta Internazionale del 3 dicembre 2013 l'Italia delude nei test Pisa. È Shanghai la città in testa alle classifiche dei test Pisa 2012 (Programme for international student assessment), pubblicate il 3 dicembre dall’Ocse. I test vengono condotti nelle scuole di tutto il mondo ogni tre anni e valutano le competenze in matematica, scienze e la capacità di lettura negli studenti di 15 anni. Per un'analisi critica dei risultati, condotta dal ROARS (Return On Academic ReSearch) andare all'articolo. Due grafici (comprensione linguistica e matematica) sono mostrati nei box sottostanti.

Lettura
OECD
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Matematica
OECD
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Testi chiave di riferimento per un pensatore critico

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Libri che "formano" il pensiero
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"Non ci sono venti favorevoli per il marinaio che non sa dove andare" (Lucio Anneo Seneca). Molti secoli dopo Rainer Maria Rilke aggiunse: "ma per noi che lo sappiamo, anche una lieve brezza sarà proficua". Il pensiero critico può essere quella brezza che ci sospinge lievemente nella direzione che abbiamo deciso.

Comunicazione (Teoria dei media) - Sociologia

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Zygmunt Bauman
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Psicologia

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Howard Gardner
Gerd Gigerenzer
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Antonio Calvani
 Sherry Turkle
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Epistemologia

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Luciano Floridi
Charles Sanders Peirce
Andrea Iacona
Franca D'Agostini
Franca D'Agostini
Roland Barthes

Linguistica - Semiotica

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Cesare Pavese
Gustavo Zagrebelsky
Ivan Illich

Neuroscienze

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Marco Santambrogio
Alan Baddeley
Antonio Damasio
Maryanne Wolf
Edelman Tononi
Metzinger
Nassim Taleb
David Eagleman
Fabrizio Benedetti

Intelligenza Artificiale

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Mayer-Schonberger - Cukier
Brian Christian
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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 22 giugno 2016

 
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