Credibilità dell'Ecosistema Mediatico - Pensiero Critico

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Credibilità dell'Ecosistema Mediatico

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I SEO più professionali strutturano le interconnessioni tra i vari mezzi di comunicazione
I mezzi d'informazione più veloci e di minore contenuto informativo vengono usati per diffondere più velocemente quelli di maggiore contenuto informativo
Il punto chiave


Quanto più veloce è un mezzo informativo, tanto minore è il suo contenuto informativo.


Rapidità e qualità non vanno d'accordo

Valutare la credibilità di una fonte o di un messaggio diventa più difficile quanto più è rapida la sua diffusione. Infatti, quanto più veloce è la diffusione di un'informazione tanto minore è il suo contenuto informativo. Le informazioni rischiano di essere dei copia e incolla di dati e informazioni tratte da altri mezzi e non sottoposte a un vaglio critico.

fiducia nel web

Questo è il caso di molti blog tematici, nei quali si nota una forte approssimazione e uno scarso valore aggiunto. Peraltro ve ne sono alcuni eccezionalmente accurati. In molti casi la qualità dell'informazione dei blog e l'autorevolezza del suo autore vengono danneggiate dalla elevata frequenza con cui vengono pubblicati i post.


Le stesse considerazioni valgono per il microblogging (Twitter): la voglia di pubblicare con frequenza giornaliera tweet (tranne il caso di organismi professionali che possono contare su numerosi collaboratori) ne riduce la credibilità.

Giornalismo partecipativo in Italia

La credibilità dell'ecosistema mediatico emergente, arricchito dal giornalismo partecipativo (Blog, Forum online, Social Network, ecc) è in discussione e rischia di essere inferiore a quella percepita nel giornalismo tradizionale.
Per innalzare la qualità dell'informazione online la fondazione Ahref ha lanciato nell'ottobre 2011 una iniziativa, denominata TIMU
, che propone ai giornalisti metodi e strumenti per produrre informazione di qualità che viene poi certificata e i cui migliori contributi verranno segnalati ai media tradizionali. L'esito non è scontato.

Il lato oscuro di Internet

Già nel lontano 2001, un professore di diritto statunitense, Cass Sunstein, aveva pubblicato un libro (Republic.com), nel quale metteva in guardia dai rischi della personalizzazione delle informazioni in rete, vale a dire dai filtri con i quali i motori di ricerca selezionano i risultati delle nostre ricerche personali (per approfondire: Emozioni e Comunicazione).
Egli sosteneva che la voglia dell'essere umano di leggere, vedere e sentire solo quello che gli piace veniva favorita da Internet, e che in un futuro molto prossimo la personalizzazione dei filtri avrebbe aumentato esponenzialmente tale tendenza. Sunstein si chiedeva allora se questa fosse una buona cosa per la democrazia, per la repubblica e per la libertà di parola. Infatti, la democrazia dipende dalla condivisione delle esperienze e richiede che i cittadini siano esposti a idee, informazioni e argomenti non selezionati in anticipo
. Una società siffatta, secondo Sunstein, correrebbe il rischio della frammentazione sociale che sfocia nell'autoisolamento. Quel libro innescò un acceso dibattito e Sunstein ricevette molti apprezzamenti e anche molte critiche. Nel 2007 con i social network ormai imperanti, Sunstein aggiornò il suo pensiero pubblicando Republic 2.0, nel quale ha descritto gli effetti della blogosfera, dove blogger di diverse tendenze pubblicano interpretazioni variamente polarizzate che, secondo Sunstein, effettuano una operazione di filtraggio che favorisce la propagazione di tantissime opinioni.


L'argomento centrale di questo dibattito è: chi è autorizzato a filtrare i contenuti? Infatti la posizione di Sunstein sembra essere quella di chi preferisce che i mezzi di informazione tradizionali e centralizzati si occupino di selezionare i contenuti e, si suppone (...), che lo facciano nell'interesse generale. In bibliografia sono riportate alcune interessanti opinioni sulle idee di Sunstein, che è stato consigliere di Obama nel suo primo mandato.

Credibilità del  sistema mediatico emergente
Credibilità di un sistema

Il problema della credibilità sorge dall'assenza di un contesto. Se una fonte o un messaggio vengono distribuiti attraverso un sistema di strumenti informativi interconnessi, ad esempio microblog+blog oppure blog+website (vedere box sotto), allora si hanno più informazioni da sottoporre a verifica. Se invece la fonte e il messaggio non appartengono a nessun sistema (ad esempio messaggi Twitter dal territorio non collegati a nessun blog o website), allora la valutazione di credibilità diventa più ardua e occorre fare una rischiosa "anticipazione di credibilità".

Per approfondire andare alle pagine Applicazioni  
e Credibilità di un website.

Come si misura il successo dei Blog e che rapporto c'è con la loro credibilità

Di solito l'importanza della credibilità percepita dagli utenti non è un concetto noto e considerato dai Blogger. Secondo la maggior parte dei blogger la misura del successo del loro blog è esclusivamente quantitativa.

I parametri generalmente ritenuti più importanti sono:

  • rapporto tra post pubblicati e periodo di tempo

  • rapporto tra numero di parole in un post e numero di post
  • crescita del numero di visitatori nell'arco di un determinato periodo di tempo
  • numero di sottoscrittori al proprio Feed RSS
  • rapporto di conversione (cioè rapporto tra il numero di commenti e il numero di post)
  • numero di citazioni di altri al proprio blog (cioè link entranti o trackbacks); un modo per misurarlo può essere il Technorati Authority


Technorati Authority


Per i blog esisteva (fino al 2014) un indice di riferimento denominato "Technorati Authority". Esso misurava l'influenza di un blog nella blogosfera e, probabilmente a causa della crescita di altri social media, ha perso nel tempo la propria utilità. L'autorevolezza era calcolata, per un breve periodo di tempo, in base ai link entranti, alla sua categoria e ad altri dati non meglio specificati. L'autorevolezza di un blog può rapidamente salire e scendere a seconda di cosa la blogosfera sta discutendo in quel momento, e a quanto spesso un blog produce contenuti ai quali altri blog fanno riferimento, linkandolo. A nostro parere questo parametro non aveva niente a che fare con la credibilità. Se si va a esaminare a quali blog (box a fianco) erano attribuiti i più alti livelli di "Technorati Authority" si può notare che si trattava solo di una valutazione commerciale.

Popolarità e credibilità non sono la stessa cosa
Technorati inutilità
Classifica mondiale Technorati al 31 gennaio 2012
Credibilità delle fonti di WikiLeaks

Negli ultimi anni Wikileaks si è proposta di smascherare la manipolazione che i media tradizionali attuano sia nelle nazioni democratiche che in quelle non democratiche, e lo ha fatto con eventi che hanno fatto scalpore; tuttavia, se volessimo valutare la credibilità delle sue fonti, avremmo grossi problemi dato che la sua azione si basa sul nascondere la loro identità. Julian Assange ne parla nel video a fianco (in inglese con sottotitoli in italiano).

Intervista a Julian Assange sulla funzione di WikiLeaks (in inglese con sottotitoli in italiano)
Bibliografia ( chi fa delle buone letture è meno manipolabile)
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 31 marzo 2016

 
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