Carico Cognitivo negli Ipertesti e Ipermedia - Pensiero Critico

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Carico Cognitivo negli Ipertesti e Ipermedia

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Il punto chiave

L'apprendimento multimediale può aumentare il carico cognitivo del discente se la progettazione del mezzo multimediale è carente.

bucchi
Ipertesti e Ipermedia incrementano il carico cognitivo

Nell'apprendimento multimediale la presentazione simultanea di parole e illustrazioni può eccedere la capacità di elaborazione dell'utente/lettore, cioè provocare l'incremento del carico cognitivo.

Uno schema dell'apprendimento multimediale secondo le teorie del carico cognitivo
(Chandler e Sweller, 1991), della doppia codifica (Clark e Paivio, 1991) e delle rappresentazioni mentali (Schnotz e Bannert, 2003) è riportato nello schema sottoriportato.

Mayer e Moreno (2003) hanno indicato delle linee guida rivolte ai progettisti di prodotti multimediali (instructional design) per ridurre tale carico.

Per un quadro di sintesi andare alla pagina Qualità della lettura online
.

Schema dell'apprendimento multimediale
Ipermedia
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)
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Libri consigliati a chi vuole capire i fattori che condizionano la qualità di lettura
 
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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 6 gennaio 2013

 
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