Chi determina l'Agenda Setting in Italia - Pensiero Critico

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Chi determina l'Agenda Setting in Italia

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Il punto chiave

Secondo Reporter senza frontiere, nella classifica mondiale 2015 della libertà di stampa l'Italia è scesa di 4 posti rispetto al 2014 e si colloca al 73° posto.

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Nel mondo "la sopravvivenza di un'informazione indipendente sta diventando sempre più precaria, sia nei media privati o controllati dagli stati, a causa delle ideologie, soprattutto religiose, ostili alla libertà di stampa" (Reporter senza Frontiere)

Tre agende in conflitto permanente

Una generica agenda è una lista di azioni da fare o una lista di temi ai quali dare la priorità, ma vi sono agende collettive la cui importanza si estende a un'intera nazione e che i sociologi hanno così definito:

  • l'agenda dei media (temi rilevanti per i mass media)

  • l'agenda pubblica (temi rilevanti per l'opinione pubblica)

  • l'agenda politica (temi rilevanti per le organizzazioni politiche)


Queste tre agende si influenzano reciprocamente e i suoi attori cercano di esercitare il massimo potere di cui dispongono per condizionare le altre, cioè per trasferire le proprie priorità sulle altre agende.

Chi condiziona chi?
agenda setting
politica
L'inconsistenza dell'agenda politica

Walter Lippmann ha scritto pagine significative (ved.bibliografia) sui criteri che, in ogni paese, formano l'agenda politica; egli scrive (p.150): "Quando i partiti politici o i giornali si dichiarano a favore dell'americanismo [nel nostro caso potremmo sostituire tale termine con europeismo], del progressismo, della legge e dell'ordine, della giustizia, dell'umanità, sperano di amalgamare il sentimento di fazioni in contrasto che sicuramente si dividerebbero se, invece di questi simboli, venissero invitate a discutere uno specifico programma. Infatti, quando è stata realizzata una coalizione intorno al simbolo, il sentimento confluisce verso il conformismo sotto il simbolo piuttosto che verso il vaglio critico dei provvedimenti."
Lippmann evidenzia la distanza esistente tra la nebulosità delle dichiarazioni politiche (che poi formano l'agenda politica e conseguentemente quella dei media) e la discussione dei provvedimenti politici che avviene dietro le quinte, nascosta all'opinione pubblica.
Infatti, scopo delle dichiarazioni politiche è quello di mascherare intenti contraddittori delle forze politiche, spesso in contrasto con l'opinione pubblica.

Reporter senza frontiere
Cliccare per andare alla fonte
Libertà di stampa: Italia al 73° posto nel mondo nel 2015

Il setting dell'agenda dei media è correlato al livello della libertà di stampa di un paese. In Italia, secondo Reporter senza Frontiere, la libertà di stampa nel 2015 continua ad essere quella di un paese del Terzo Mondo e vede il nostro paese piazzarsi al 73° posto dietro a Senegal e Moldavia. Per vedere le reazioni a questo risultato cliccare sull'immagine a fianco.

Due anni prima Frank La Rue
, relatore speciale dell’Onu sulla promozione e la protezione del diritto alla libertà di opinione e di espressione, aveva presentato il 18 novembre 2013 una relazione sullo stato di salute della libertà di stampa in Italia. “La priorità per l’Italia – ha detto La Rue ai giornalisti - è la deconcentrazione dei media che va di pari passo con la concentrazione del potere politico e limita la diversità e il pluralismo della libertà di espressione.” Un'altra importante raccomandazione che La Rue ha indicato nella sua relazione: "La mia raccomandazione è che la RAI sia sottoposta a un ente indipendente dallo Stato, come un fondo fiduciario o un ente di Teleradiodiffusione, e che sia amministrata come bene pubblico."

L'agenda italiana degli ultimi anni

In Italia l'agenda dei media è fortemente influenzata dall'agenda politica. Uno dei motivi per cui ciò accade è che un politico (Berlusconi) possiede (Mediaset) o controlla (RAI) i principali canali televisivi e alcuni quotidiani e settimanali. Per questo motivo, da molti anni, l'agenda dei media ha ammorbato l'opinione pubblica italiana con le dichiarazioni (e le immediate smentite) di Berlusconi spesso su temi irrilevanti o secondari rispetto a quelli di interesse pubblico. Da quando Berlusconi è stato estromesso dalla politica attiva, continua ad esercitare il suo potere sui media attraverso il Patto di non belligeranza con Matteo Renzi. La TV pubblica è sempre stata oggetto di spartizione e condizionamento politico fin dalla sua creazione. In questa pagina sono raccolti solo pochi esempi già noti a tutti.

L'inconsistenza dei discorsi politici

I politici italiani usano i mezzi di comunicazione per due scopi:

  • Dialogare tra di loro


  • Rendersi noti al grande pubblico



Nel box a fianco è mostrato un video che descrive i criteri della teoria dell'agenda setting.

Silvio Berlusconi

Sarà ricordato per le "sue" TV
agenda setting e berlusconi
Dichiarazioni e smentite
Un flusso continuo di dichiarazioni e di immediate smentite da molti anni satura l'informazione italiana. In questo modo Berlusconi ha intasato l'agenda dei media occupando la maggior parte degli spazi disponibili
Il caso Berlusconi

Berlusconi è un soggetto politico con un notevole potere mediatico e una capacità mediatica personale che non hanno eguali nel panorama politico italiano.
La sua tenacia e il disprezzo per le leggi e le regole gli hanno permesso di mantenere un potere che non ha riscontro in nessun'altra nazione democratica.

Romano Prodi

Sarà ricordato per l'introduzione dell'Euro
prodi ed euro
Non è sufficiente sembrare una persona seria
Per essere convincenti nel raccontare panzane ci vuole arte e Romano Prodi non ce l'ha
Economia ed Europa

Prodi è stato il fautore dell'introduzione della moneta unica in Europa, magnificandone fin dall'inizio (2002) i futuri benefici. Il tema dei vantaggi e degli svantaggi dell'Euro ha dominato l'agenda politica e quella dei media negli ultimi dieci anni e probabilmente dominerà anche i prossimi anni.
Adesso che sono stati evidenziati i difetti strutturali delle modalità di introduzione dell'Euro, Prodi insiste nel rivendicarne l'efficacia.

Mario Monti

Sarà ricordato per l'introduzione dell'IMU...
monti e tasse
Parole di plastica
Per essere un politico esordiente ha imparato in fretta a parlare in modo fumoso anche di fronte a domande dirette.
Tasse per tutti (tranne i ricchi)

Monti è stato il rigido applicatore della disciplina del rigore nei conti pubblici italiani (rispetto dei vincoli di bilancio europei). Avrebbe fatto di più ma PDL e PD glielo hanno impedito. Godeva di una buona reputazione personale che ha buttato a mare decidendo di "salire in politica".

Beppe Grillo

Sarà ricordato per l'introduzione del Vaffanculo nel gergo politico
grillo e ingovernabilità
Un comico che sembra un politico (e non il contrario)
Beppe Grillo si è allenato per vent'anni a contrastare il populismo di Berlusconi con mezzi analoghi
L'utopia che Internet rafforzi la democrazia

Nel vuoto politico italiano dominato, dopo Tangentopoli, da un lato da un centro-destra affarista (Forza Italia-PDL) e razzista (Lega) e dall'altro da un centro-sinistra inconsistente (Margherita-Ulivo) e rinunciatario (DS-PD), è stato possibile per Beppe Grillo offrire alla delusione degli elettori un messaggio nuovo (annullare la partitocrazia) ma fraudolento (democrazia diretta attraverso Internet). Per un'analisi del Movimento 5stelle del sociologo Evgeni Morozov cliccare qui.

Matteo Renzi

La conquista del Potere

Dopo aver conquistato senza essere mai stato eletto, la Presidenza del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi si è affrettato a cercare di mettere al sicuro al sua conquista approvando una nuova legge elettorale (Italicum) che, alla Camera, assegnerebbe un premio di maggioranza alla lista che prendesse il 37% dei voti (o la vittoria al ballottaggio). Inoltre ha varato una Riforma Costituzionale che trasformerebbe il Senato in una camera che non potrà più dare la fiducia al Governo.

Sarà ricordato per il tentativo di modificare la Costituzione
Renzi
La Riforma contestata
Bibliografia (chi fa delle buone letture è meno manipolabile)
Libri consigliati a chi non vuole rischiare di credere a tutto ciò che i mass media propongono
 
Rolando Marini
Commenti
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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 26 maggio 2016

 
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