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Coloro cui sfugge completamente l'idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Falsificazionismo di Popper tra Errori e correzioni
TEORIE > CONCETTI > DEMOCRAZIA E WEB
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Karl Popper è stato un filosofo della scienza il cui contributo epistemologico più importante è il "falsificazionismo", cioè l'idea che quando ci si confronta con una Teoria non è bene cercare prove scientifiche che la sostengano, ma è più saggio cercare prove che la contraddicano, quindi che la falsifichino. Egli ha espresso questa convinzione in ogni ambito della sua ricerca, da quella sociale, con l'opposizione alle idee di Platone, Hegel e Marx, dei quali scrisse nel libro "La società aperta e i suoi nemici" (p.8): "Platone fu costretto a combattere il libero pensiero e il perseguimento della verità; fu indotto a difendere la menzogna, i miracoli politici, la superstizione dei tabù, e la soppressione della verità e, alla fine, la violenza brutale. Nonostante l'avvertimento di Socrate a guardarsi dalla misantropia e dalla misologia, fu indotto ad avere sfiducia nell'uomo e a temere l'argomentazione razionale. Nonostante il proprio odio della tirannide, fu spinto a vedere nel tiranno un possibile aiuto e a difendere le più tiranniche misure". Su Hegel egli scrisse: "Il successo di Hegel segnò l'inizio dell'era della disonestà e dell'era della irresponsabilità; prima di irresponsabilità intellettuale e poi, come una delle sue conseguenze, di irresponsabilità morale; l'inizio di una nuova era dominata dalla magia di parole altisonanti e dalla potenza del gergo". Dario Antiseri, nalla premessa al libro scrive: "Popper vede nella filosofia hegeliana una delle più grandi menzogne che siano state scagliate contro la società aperta. Essa è l'arsenale dei moderni movimenti totalitari. E' l'arsenale del nazismo e della nefasta fede fascista, dottrina materialistica e al medesimo tempo mistica, totalitaria e insieme tribale. Ed è dall'hegelismo, sostiene Popper, che scaturiscono gli aspetti peggiori del marxismo, e cioè lo storicismo e il totalitarismo. Nonostante parecchi sinceri apprezzamenti nei confronti di Marx (non ultimo quello per cui tornare a una scienza sociale pre-marxista è impossibile), Popper è stato forse il più acuto e tenace critico contemporaneo di Marx".
Altan
Punti chiave
Invece di posare a profeti, è nostro compito fare le cose nel miglio modo possibile - e andare alla ricerca dei nostri errori. (Karl Popper  - Le fonti della conoscenza e dell'ignoranza p.9)
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Esperienza - ripete più d'una volta Popper insieme ad Oscar Wilde - è il nome che ciascuno di noi dà ai propri errori. (Dario Antiseri p.10)
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I tre mondi di Popper
Il filosofo Dario Antiseri, nell'introduzione al libro di Karl Popper "Le fonti della conoscenza e dell'ignoranza", scrive (p. 9):
Se errare humanum est, è ancora più tipico dell'uomo correggere senza sosta, come un Sisifo felice, gli eventuali errori che possono annidarsi nelle proprie e nelle altrui teorie. Il moscone sbatte contro il vetro e torna indietro, sbatte una seconda volta contro il vetro e torna di nuovo indietro, sbatte ancora contro il vetro...finchè muore con la sua aspettativa errata. Einstein, invece, fa morire la teoria al posto suo, perchè è teso a far tesoro dei propri errori. Egli è stuzzicato dal piacere di trovare un errore nella propria teoria: sa che prima trova un errore, prima mette se stesso e la comunità scientifica nell'urgente necessità di trovare e provare una teoria migliore. Qui sta la ragione per cui la fisica va avanti: "va avanti perchè non sbaglia mai due volte allo stesso modo" (R. Oppenheimer).
Un esempio medico di come venga considerato l'errore è costituito dal passaggio teorico tra due modelli della regolazione fisiologica umana, cioè l'omeostasi  e l'allostasi, come descritto dal fisiologo e neuroscienziato Peter Sterling (vedi bibliografia 2004):
Il primo modello, l'omeostasi ("stabilità attraverso la costanza"), ha dominato la fisiologia e la medicina da quando Claude Bernard ha dichiarato: "Tutti i meccanismi vitali ... hanno un solo oggetto: preservare costanti le condizioni ... dell'ambiente interno". Il suo detto è stato interpretato letteralmente nel senso che lo scopo della regolazione fisiologica è di bloccare ogni parametro interno a un "setpoint" rilevando gli errori e correggendoli con feedback negativo (Fig. 1.1; Cannon, 1935).
Sulla base di questo modello, i medici ragionano sul fatto che quando un parametro devia dal suo valore di setpoint, alcuni meccanismi interni devono essere violati. Di conseguenza, progettano terapie per riportare il valore “inappropriato” a “normale. Il modello dell'omeostasi ha contribuito incommensurabilmente alla teoria e alla pratica della medicina scientifica, quindi criticarlo potrebbe sembrare quasi assurdo.
Tuttavia, tutti i modelli scientifici alla fine incontrano nuovi fatti che non si adattano, e questo è ora il caso dell'omeostasi.
In fisiologia, si accumulano prove che i parametri non sono costanti.
Le loro variazioni, piuttosto che significare un errore, sono apparentemente progettate per ridurre l'errore.
In medicina, ora aumentano in prevalenza le principali malattie, come l'ipertensione essenziale e il diabete di tipo 2, le cui cause non possono essere spiegate dal modello di omeostasi.
Perché contrariamente all'ipertensione causata da un'arteria renale ristretta e al diabete causato dalla distruzione immunitaria delle cellule che secernono insulina, questi nuovi disturbi non presentano alcun meccanismo evidentemente difettoso.
Trattarli con farmaci per riparare i meccanismi di basso livello che non si rompono risulta non funzionare particolarmente bene.

Il secondo modello, l'allostasi ("stabilità attraverso il cambiamento"), ha praticamente la visione opposta.
Suggerisce che l'obiettivo della regolamentazione non è la costanza, ma piuttosto l'idoneità nella selezione naturale.
L'idoneità vincola la regolamentazione ad essere efficiente, il che implica la prevenzione degli errori e la riduzione al minimo dei costi.
Entrambe le esigenze vengono soddisfatte al meglio utilizzando le informazioni preliminari per prevedere la domanda e quindi regolando tutti i parametri per soddisfarla (Fig.1).
ma piuttosto fitness sotto selezione naturale.

Figura 1. Modelli alternativi di regolazione. L'omeostasi descrive i meccanismi che mantengono costante una variabile controllata rilevando la sua deviazione da un "setpoint" e reagendo per correggere l'errore. L'allostasi descrive i meccanismi che modificano la variabile controllata prevedendo quale livello sarà necessario e ignorando il feedback locale per soddisfare la domanda prevista
Conclusioni (provvisorie): Il solo modo per non rimanere "tribali" nei nostri atteggiamenti, è quello di trasformare le nostre società nella direzione della società aperta
Il filosofo Henri Bergson, nel 1932 scrisse un libro ("Le due fonti della morale e della religione") nel quale, per primo, espresse il significato delle società chiuse, infatti egli pensava che se per ipotesi dovessero scomparire tutte le tracce di civiltà delle società umane, l'istinto delle società chiuse di includere o escludere gli altri, rimarrebbe. Il curatore del libro Matteo Perrini, scrive: "Le società chiuse - dal clan tribale allo Stato totalitario del XX secolo, siano esse primitive e arretrate o provviste in grado eccezionale degli strumenti moderni della civilizzazione - si somigliano tutte perchè in esse la morale dominante è quella della pressione sociale e perchè "hanno come essenza quella di includere, in ogni momento, un certo numero di individui e di escluderne gli altri". Secondo Karl Popper le società chiuse si distinguono per essere autocratiche, mentre le società aperte si basano sulla democrazia. La società italiana è aperta o chiusa (secondo i criteri di Popper)? Secondo le conclusioni di una ricerca europea svolta nel 2019 da "Voices and Values" la società italiana è ambivalente: " I dati raccolti con la ricerca “Voices on values” descrivono la situazione italiana come ambivalente: italiane ed italiani presentano i più alti valori di adesione ai principi della società aperta e, al tempo stesso, il più forte sostegno dato a principi assimilabili a visioni di chiusura. Gli italiani e le italiane sembrano sostenere senza esitazione i principi fondanti delle democrazie liberali a tutela dei propri diritti, ma sembrano riluttanti ad estenderne i benefici a chi proviene “da fuori”, tanto da essere disposti a sacrificarli per difendere il proprio benessere. Non bastano i concetti di “razzismo” o “populismo” per spiegare alcuni atteggiamenti/propensioni. E, forse, sono anche categorie che non aiutano a inquadrare bene questa “ambiguità” verso la società aperta."  E dato che siamo in Italia, e il prossimo 25 settembre si terranno le elezioni, mi sembra che, ancor più del passato, loccorra accettare il fatto che la scelta NON sia tra destra e sinistra, tra fascismo e democrazia di centrosinistra, quanto tra chi vuole mantenere l'Italia una "società chiusa" e chi vuole tentare di aprirla. Se ci chiediamo quali forze politiche spingono verso la società chiusa e quali invece verso la società aperta, che è uno degli indicatori più attendibili nel percorso dalla tradizione alla modernità, possiamo dire che poche persone (anzi quasi nessuna) si chiedono se preferirebbero vivere in una società chiusa (cioè vincolata ai valori consueti) o in una società aperta (cioè favorevole all'aggiornamento dei propri valori verso la libertà degli altri). Le forze politiche che vorrebbero che l'Italia andasse verso una società (più) chiusa sono quelle della destra (Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia) e i motivi sono chiari, e sono tutti di chiusura: ostilità verso l'immigrazione, rifiuto di assistere i meno abbienti, desiderio di favorire le minoranze benestanti (imprenditori, possidenti, tecnocrati, ecc); poi vi sono le forze politiche di centrosinistra (PD, Azione e +Europa, Italia Viva, Verdi, M5S, ecc.) che teoricamente dovrebbero essere orientati verso una società aperta, ma la loro apertura è variegata e incompleta in molti casi. Ma molti altri Paesi stanno peggio: la Russia oggi è un caso estremo di società chiusa e le motivazioni addotte da Vladimir Putin per spiegare la guerra in Ucraina lo hanno certificato. Anche la Cina, nelle cui braccia Putin sta per deporre la sua Russia prima che collassi, è una società chiusa. Si tratta di società in cui il processo di apertura è troppo recente per mostrare risultati tangibili, ma è solo questione di tempo...i secoli passeranno veloci, tranne incidenti nucleari. Pur con tutte le varianti di chiusura e di apertura che si presentano nelle tante società del mondo occidentale, per concludere, il giornalista Bill Emmott scrive: "Le nostre società hanno bisogno di una cosa: investire in tutto quello che ci può aiutare a sentirci uguali come cittadini, tutti più o meno in grado di adattarci ai cambiamenti che l’apertura porta, e di godere delle nuove opportunità. Ciò che alcune nazioni, tra cui l’Italia, la Gran Bretagna e l’America, non sono riuscite a fare negli ultimi vent’anni è continuare a investire nell’istruzione, nel sostegno a chi vuole cambiare mestiere o vuole avvicinarsi al luogo di lavoro. In poche parole: abbiamo smesso di investire nell’uguaglianza. È questa la protezione di cui hanno bisogno i nostri cittadini: investimenti in tutto ciò che li rende uguali come cittadini. Non lo otterranno se le porte rimangono chiuse, perché non potranno permetterselo. E se le porte rimangono chiuse, e se il potere si concentra in poche mani ed è impenetrabile alle sfide e alla concorrenza, le nostre società rischiano di diventare come la Russia e l’Ungheria: genuinamente illiberali e repressive. Quando ciò accade, i potenti prosperano sempre, mentre il resto di noi – compresi i nostri figli e i figli dei nostri figli – ne fa le spese".
per scaricare le conclusioni (in pdf):
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Spesa annua pro capite in Italia per gioco d'azzardo 1.583 euro, per l'acquisto di libri 58,8 euro (fonte: l'Espresso 5/2/17)

Pagina aggiornata il 27 agosto 2022

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Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
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