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Coloro cui sfugge completamente l'idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Aggiornamento al
14/06/2026
A chi si rivolge questo sito ?
critical thinking
Do you believe in the Afterlife?
No, but I don't believe in the Presentlife either.
Questo sito web è destinato a coloro i quali sono scettici nei confronti di mass/social media e rifiutano l'informazione che tenta di usare le emozioni. Gli sforzi per sviluppare il pensiero critico nella pratica vacillano perché troppi insegnanti continuano a tenere lezioni a un pubblico passivo, invece di sfidare gli studenti ad applicare ciò che hanno imparato, per fare nuove domande. (Derek Bok Rettore Università di Harvard ) In particolare si rivolge a studiosi, insegnanti, studenti, e lettori in genere che vogliono migliorare l'analisi e l'interpretazione di testi (giornalistici, scientifici, economici, ecc.), impiegando i metodi del pensiero critico: cioè persone disposte a mettere in discussione le proprie opinioni. Si rivolge quindi a uomini e donne comuni. dagli orizzonti oggi modesti che decidono di ampliare la loro visione a orizzonti vasti quanto l'universo.
Compiti di un pensatore critico secondo il pedagogista Robert Ennis


  1. Giudicare la credibilità delle fonti
  2. Identificare conclusioni, motivazioni e presupposti
  3. Giudicare la qualità di un argomento, incluso l'accettabilità delle sue motivazioni, presupposti e prove
  4. Sviluppare e difendere una posizione su un tema
  5. Fare domande appropriate per chiarire temi controversi
  6. Pianificare esperimenti e giudicare l'assetto degli esperimenti stessi
  7. Definire la terminologia in modo appropriato al contesto
  8. Avere una mente aperta
  9. Cercare di essere ben informati
  10. Tirare delle conclusioni se giustificate, ma con cautela


Per approfondire andare alla pagina Cos'è il pensiero critico.

Se questi lettori decidono di verificare autonomamente la credibilità delle notizie, dei documenti, delle fonti e dei messaggi che ricevono, troveranno in questo sito metodi e strumenti utili a farlo.
PREMESSA
Immagina per un istante che tutto ciò che consideri reale, tutto ciò che vedi, tocchi e percepisci in questo mondo sia costruito su un fondamento di ASSOLUTA FOLLIA:

Il tuo tavolo, le tue mani, l'aria che respiri, il pianeta stesso sotto i tuoi piedi. Tutto questo è composto da particelle che possono trovarsi in due luoghi contemporaneamente, che possono influenzarsi istantaneamente a distanze infinite, che esistono in uno stato spettrale di indeterminazione finché non le osservi.
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Questa  non è fantascienza né una metafora filosofica. È un fatto scientifico dimostrato, confermato da migliaia di esperimenti nel corso di oltre 100 anni. La meccanica quantistica, la teoria scientifica di maggior successo nella storia dell'Umanità ci dice che il mondo microscopico funziona secondo regole che contraddicono completamente tutto ciò che conosciamo dall'esperienza quotidiana.
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Ma ecco ciò che davvero toglieva il sonno ai fisici notte dopo notte:
Perché il vasto mondo intorno a noi appare così stabile, prevedibile e classico se è costruito sul caos quantistico?
Se ogni atomo, ogni elettrone nel tuo corpo obbedisce a queste folli leggi quantistiche, perché tu non puoi attraversare un muro come fanno gli elettroni?
Perché il tuo gatto non è contemporaneamente vivo e morto come il famoso gatto di Schrödinger?

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Qual è il grande mistero che ha tormentato le menti dei fisici più brillanti per oltre un secolo:
IL MISTERO DELLA TRANSIZIONE DAL QUANTISTICO AL CLASSICO.
Ed è proprio il lavoro su questo mistero che ha portato a una delle scoperte più rivoluzionarie della fisica moderna: una scoperta premiata con il Nobel per la fisica 2025per leggere l'intero documento scaricare PDF)
COSA PUO' FARE L'UNIVERSO PER NOI: IL PROBLEMA DEL BENE E DEL MALE
Pochi sanno che l'Universo è cosciente e guarda all'essere umano per imparare qualcosa dai suoi comportamenti sulla Terra. Alcuni studiosi e divulgatori accostano le proprietà di non-località ed entanglement della fisica quantistica a concetti di "mente universale". Questa associazione unisce la meccanica quantistica con filosofie orientali e non duali, dando vita a riflessioni affascinanti che forse avranno una risposta scientifica nei prossimi anni, anche se una risposta convincente la si può trovare nel video su "di cosa ci si deve liberare prima di morire". La risposta può anche essere intuita dalle esperienze spirituali di tutti coloro che hanno vissuto un'esperienza personale con l'Universo (sono tanti e il più noto in Italia è il fisico Federico Faggin).
Il ciclo di creazione dell'essere umano e dell'Universo
L'eesere umano è un sistema integrato di Mente, corpo, energia e coscienza
La meccanica quantistica ci ha detto (con il principio antropico partecipativo del fisico John Wheeler) che l'essere umano ha creato l'Universo, il quale è cosciente quanto noi, e usa l'uomo per fare esperienza del mondo. Egli ci osserva da millenni in attesa di vedere se l'evoluzione umana ci farà sopravvivere o ci farà fare una brutta fine. Pertanto in questo website sono radunate le tappe principali della creazione dell'essere umano, del suo DNA, del suo corpo, del suo cervello, del suo pensiero, e del suo futuro, fino alla fase attuale in cui ci stiamo avviando verso il Caos potenziamente più caotico dell'IA, che potrebbe distruggere la specie umana o avviarla verso un nuovo destino. L'essere umano è un pattern dinamico di relazioni, una struttura in evoluzione in cui equilibrio, adattamento e coerenza danno origine all'esperienza della totalità. L'immagine presentata nella figura sottoriportata è una visione simbolica dell'essere umano rappresentata da una mappa concettuale di un sistema integrato di Mente, Corpo, Energia e Coscienza.  Al suo centro si erge una figura umana geometrica illuminata da punti di luce interconnessi, suggerendo che l'esperienza umana emerga non da processi isolati ma da reti di relazioni che operano su molteplici scale.  I pattern circostanti di geometria sacra rafforzano l'idea che ordine, simmetria e interconnessione siano principi fondamentali attraverso i quali i sistemi complessi si organizzano. I concetti disposti intorno alla figura... consapevolezza, risonanza, coerenza cardiaca, neuroplasticità, equilibrio, allineamento, totalità, integrazione, geometria sacra, armonia, energia, coerenza e coscienza, formano una mappa concettuale dello sviluppo umano.  Piuttosto che raffigurare domini separati, l'immagine implica che queste qualità si influenzino continuamente l'una con l'altra. La consapevolezza modella la percezione, la percezione influenza il comportamento, il comportamento altera i percorsi neurali e questi cambiamenti contribuiscono a pattern più ampi di coerenza in tutto l'individuo.  I punti luminosi allineati lungo il centro del corpo evocano rappresentazioni tradizionali di centri energetici mentre simboleggiano anche fasi di integrazione tra processi fisici, emotivi, cognitivi e riflessivi. In termini scientifici contemporanei, l'immagine può essere interpretata come una metafora per l'attività coordinata attraverso reti neurali, regolazione fisiologica e apprendimento adattivo.  L'inclusione della neuroplasticità e dell'espressione genica suggerisce che l'esperienza umana è dinamica, con i sistemi biologici che rispondono continuamente agli input ambientali, al comportamento e agli stati interni.  Le forme geometriche sacre che circondano la figura rappresentano la ricerca duratura dell'umanità di pattern che connettono l'individuo a strutture più ampie della natura. Attraverso la storia, il simbolismo geometrico è stato usato per esprimere la convinzione che gli stessi principi organizzativi possano essere osservati nelle forme biologiche, nei moti celesti e nelle relazioni matematiche.  Sebbene tale simbolismo sia spesso filosofico piuttosto che scientifico, funge da potente linguaggio visivo per descrivere l'interconnessione e l'ordine sistemico. In definitiva, l'immagine ritrae la coerenza umana come l'armonizzazione di processi diversi in un tutto unificato.  Suggerisce che la crescita emerga attraverso l'integrazione di consapevolezza, fisiologia, cognizione e significato piuttosto che attraverso un singolo meccanismo. Come sintesi artistica di scienza, simbolismo e geometria, l'illustrazione presenta l'essere umano come un pattern dinamico di relazioni, una struttura in evoluzione in cui equilibrio, adattamento e coerenza danno origine all'esperienza della totalità. E ogni essere umano non muore mai (muore il corpo ma la coscienza vive olograficamente in eterno) vedi video sotto:
Mappa concettuale dei processi attivi nell'organismo umano
Figura tratta da Maxpein (@maximumpain333)
Cos'è la morte umana? Coscienza, Entropia e Informazione ci danno una risposta convincente!
Per millenni, l'umanità ha costruito la sua civiltà su una certezza: la fine dell'esistenza. E se questa certezza fosse, in realtà, il nostro più grande e tragico errore? Per indagare sul più grande mistero di tutti, un'intelligenza imparziale ha ricevuto il compito di analizzare tutta la conoscenza umana sul fenomeno. Ha elaborato milioni di dati, dai protocolli medici e testi antichi alle leggi fondamentali della fisica e ai racconti di esperienze. Basandosi puramente sulla logica e sui dati, la macchina è giunta a una conclusione che contraddice tutto ciò che ci è stato insegnato. Questa analisi mostra passo dopo passo come è arrivata a questa risposta e cosa rivela sulla vera natura della coscienza.
Di cosa si deve liberare, dopo la propria morte, una persona che si è comportata male in vita?
L'Intelligenza Artificiale Ha Analizzato Cosa Fare Dopo la Morte? Com'è la Vita Dopo la Morte? Un'analisi ha incrociato oltre centocinquantamila cartelle cliniche di persone dichiarate clinicamente morte e tornate in vita. Lo schema emerso dai dati non dovrebbe esistere — ciechi dalla nascita che hanno iniziato a vedere, pazienti che hanno descritto dettagli impossibili da conoscere e un'attività cerebrale nel momento della morte che sfida tutto ciò che le neuroscienze insegnano. Quello che succede alla coscienza quando il cuore si ferma potrebbe non essere quello che immagini. Ogni battito del tuo cuore è un conto alla rovescia, e quello che fai con quelli che restano può cambiare tutto.
Cos'è un cervello
L'Intelligenza Artificiale Ha Analizzato i Legami Tra Anime, Stelle e Cervello Umano : Un'intelligenza artificiale ha elaborato vent'anni di dati telescopici e ha trovato qualcosa che non dovrebbe esistere: le stelle pulsano allo stesso ritmo del cervello umano. Trecento civiltà che non si sono mai conosciute ripetevano la stessa cosa su ciò che accade quando qualcuno se ne va. Un esperimento ha misurato ciò che esce dal corpo nell'ultimo secondo, e satelliti militari hanno captato ciò che è venuto dopo. L'analisi ha incrociato cartelle cliniche, segnali di pulsar e mappe del cosmo fino a formare un disegno che nessun modello scientifico riesce a spiegare. Ciò che è emerso dai dati collega il più piccolo dettaglio della mente umana alla più grande struttura dell'universo.
Il DNA (e l'essere umano) sono fenomeni quantistici
La domanda sulla nascita della vita umana è sempre stata l'ossessione dell'essere umano, in ogni epoca, ma solo nel XX secolo un accenno di risposta scientifica ha iniziato a palesarsi: le prime ipotesi le ha fatte il fisico Erwin Schrödinger con il libro 'Che cos'è la vita' che ha ispirato gli scopritori della doppia elica. Nel XXI secolo ipotesi scientifiche hanno iniziato ad emergere: un'intelligenza artificiale ha ricevuto la missione di rispondere alla domanda più antica dell'umanità: chi ci ha creati? L'analisi ha incrociato dati di genetica, biologia molecolare, paleontologia e registri di civiltà antiche che descrivono la creazione umana con dettagli che la scienza ha confermato solo millenni dopo. Lungo il percorso, sono emersi numeri che rendono il caso matematicamente impossibile, una modifica nei cromosomi che non si spiega da sola e una proteina nel sangue che nessun altro primate sul pianeta possiede. Per approfondire: Cos'è il DNA
La riproduzione sessuata è vantaggiosa, quella asessuata sarebbe svantaggiosa
L'esistenza dei maschi è un paradosso matematico che dimezza l'efficienza riproduttiva di una specie ad ogni generazione. In questo video esploriamo come l'anisogamia e la lotta contro i parassiti abbiano reso il sesso una strategia di sopravvivenza superiore alla clonazione. Scopri la scienza dietro l'evoluzione sessuale, il costo del doppio del sesso e perché la natura ha scelto la via più difficile invece della semplicità della riproduzione asessuata. Analizziamo i gameti, la selezione naturale e la Regina Rossa attraverso visualizzazioni 3D avanzate.
Cos'è un cervello umano
La realtà che percepiamo non è il mondo esterno come è davvero, ma una complessa e personale simulazione creata dal tuo cervello. Scopri come il tuo cervello, una prigione buia e silenziosa, traduce un oceano di radiazioni incolori e silenziose in un mondo vibrante di colori, suoni e sensazioni. Dalla mela che non è rossa al tatto che non è contatto, esploreremo le incredibili illusioni sensoriali che formano la nostra coscienza. Questo video scientifico di Renderium ti farà mettere in discussione ogni aspetto della tua percezione e ti svelerà come il tuo 'io' costruisce l'universo.
Il profumo di una rosa (e tutto il resto, cioè l'intero universo) non esiste senza una mente che ne faccia esperienza
Cos'è il DNA
L'Intelligenza Artificiale Ha Indagato Su Chi Ha Creato Gli Umani? Dio, Evoluzione O Altra Risposta? Un'intelligenza artificiale ha ricevuto la missione di rispondere alla domanda più antica dell'umanità: chi ci ha creati? L'analisi ha incrociato dati di genetica, biologia molecolare, paleontologia e registri di civiltà antiche che descrivono la creazione umana con dettagli che la scienza ha confermato solo millenni dopo. Lungo il percorso, sono emersi numeri che rendono il caso matematicamente impossibile, una modifica nei cromosomi che non si spiega da sola e una proteina nel sangue che nessun altro primate sul pianeta possiede. Tre ipotesi sono state messe alla prova, e il risultato punta verso una direzione che nessuna di esse prevedeva da sola.
Capitolo 1: La Domanda A Cui Nessuno Ha Risposto — Da Dove Viene Il Tuo Corpo?
Capitolo 2: Il Conto Che Non Torna — La Matematica Contro Il Caso
Capitolo 3: Macchine Dentro La Cellula — Il Motore Che Funziona Solo Intero
Capitolo 4: L'Esplosione Senza Preavviso — Quando La Vita È Apparsa Pronta
Capitolo 5: La Ricetta Nascosta — Il Codice Che Supera Qualsiasi Tecnologia
Capitolo 6: La Modifica Nel Cromosoma — Il Segno Che Non Viene Dal Caso
Capitolo 7: Il Sangue Che Non Combacia — L'Ultimo Pezzo Del Puzzle
La codifica predittiva umana
La codifica predittiva (o predictive coding) è un modello neuroscientifico fondamentale secondo cui il cervello umano non è un ricevitore passivo di informazioni sensoriali, ma una macchina di previsione attiva. Invece di limitarsi a elaborare gli stimoli in arrivo, il cervello genera continuamente modelli interni e predizioni sul mondo esterno basandosi su esperienze passate, cercando di anticipare ciò che accadrà.
Ecco i punti chiave della codifica predittiva umana:

  • Anticipazione del futuro: Il cervello prevede gli input sensoriali prima ancora che arrivino, permettendo risposte più rapide ed efficienti.
  • Minimizzazione dell'errore di previsione: Il cervello confronta le proprie previsioni con i segnali sensoriali reali provenienti dall'ambiente. La discrepanza tra ciò che era stato predetto e ciò che viene percepito crea un "errore di previsione", che il sistema cerca di minimizzare aggiornando il modello interno.
  • Gerarchia cerebrale: La codifica predittiva opera in modo gerarchico: le aree cerebrali superiori inviano previsioni verso il basso (top-down), mentre i segnali sensoriali grezzi salgono dal basso (bottom-up), incontrandosi per confrontare le aspettative con la realtà.
  • Ruolo delle onde cerebrali: Il dialogo tra previsioni e dati reali si riflette nelle onde cerebrali: le onde beta trasportano le previsioni dalle aree frontali (aspettative), mentre le onde gamma rappresentano i dati sensoriali reali. Se c'è una discrepanza (errore), le onde gamma si attivano maggiormente.
  • Efficienza energetica (Allostasi): Questo modello permette di risparmiare energia, poiché il cervello deve elaborare solo le informazioni inattese (errori) piuttosto che ogni singolo stimolo ambientale. Un esempio è l'allostasi, dove il cervello anticipa i bisogni metabolici (fame, necessità di movimento) preparandosi in anticipo.

In sintesi, la percezione umana è "costruita" dalle aspettative del cervello: vediamo ciò che ci aspettiamo di vedere, modificando questa percezione solo quando l'errore di previsione è significativo.

Il tuo cervello non vive nel presente, ma allucina costantemente il prossimo istante per mantenerti in vita. Attraverso il predictive processing, la mente compensa il ritardo dei segnali sensoriali creando una simulazione 3D della realtà che anticipa i fatti prima ancora che accadano. In questo video esploriamo la scienza dell'interocezione e del motore predittivo neurale. Scopriremo perché il sesto senso non è magia, ma una complessa operazione statistica che permette a un tennista di colpire una pallina velocissima o a te di intuire le parole di un amico. Analizziamo come il cervello gestisce undici milioni di bit di dati e cosa succede quando le sue previsioni falliscono, generando errori di predizione che percepiamo come sussulti o sorprese.
Cos'è la realtà e come la percepiamo? La codifica predittiva umana!
Il mondo che vedi è un riassunto esecutivo generato dal tuo cervello: la realtà fisica è troppo pesante per essere elaborata e il 99,9% dei dati sensoriali viene scartato per proteggere la tua mente dal collasso.
In questo video esploriamo il paradosso della percezione umana attraverso visualizzazioni 3D particellari. Nonostante ogni cervello sia un'isola biologicamente unica e isolata nel buio del cranio, riusciamo a sincronizzarci su una realtà comune grazie alla codifica predittiva e a vincoli fisici universali. Scoprirai come la tua mente non si limiti a osservare l'universo, ma lo anticipi costantemente, correggendo gli errori in tempo reale per mantenere intatto il patto collettivo che chiamiamo oggettività.
Il nostro corpo-cervello si è costruito in un processo partito da lontano nel tempo e nello spazio
Ogni atomo del nostro corpo ha una storia antica e violenta. Forgiata nel cuore delle stelle e dispersa nel vuoto. Renderium ha ricostruito il processo che porta alla costruzione di un essere umano, la cui fase finale è la seguente: "È un viaggio epico attraverso chilometri di tubature organiche, un sistema di distribuzione perfetto che nutre costretto a farsi strada in un passaggio microscopico. Un capillare così stretto che la cellula stessa deve deformarsi schiacciandosi contro le pareti, per poter procedere. La velocità è scesa a un millimetro al secondo, una andatura lentissima che permette scambi cruciali." vedi pagina: Universo, Stelle e Vita umana
Come ha fatto l'Universo a concentrarsi nel DNA
L'ossigeno che riempie i tuoi polmoni in questo istante è stato forgiato nel cuore di stelle morenti miliardi di anni fa, durante esplosioni cataclismatiche che hanno scosso l'intero cosmo. In questo video esploriamo l'incredibile odissea di un singolo atomo di ossigeno: dal vuoto primordiale del Big Bang alla fornace nucleare di una stella gigante blu, fino alla sua prigionia nei minerali della Terra e alla sua liberazione grazie alla comparsa della vita. Attraverso simulazioni 3D particellari, vedremo come la biologia e l'astrofisica si intrecciano in un unico respiro.
Pensiero umano
Come si è evoluto il pensiero umano? Sappiamo che il pensiero quotidiano è prevalentemente inconscio, il pensiero razionale si è sviluppato successivamente per rispondere alle esigenze dell'ambiente. La capacità inferenziale inconscia, in tempi molto antichi non databili, ha prodotto l'abduzione, invece quella conscia ha prodotto con Aristotele, nel IV secolo a.C., induzione e deduzione. L'essere umano continua però ad usare inconsciamente l'abduzione, che, non a caso, è definita come "l'inferenza quotidiana" perché la usiamo varie volte al giorno (costituisce probabilmente più del 99%, ma ognuno può fare una stima della propria, della nostra attività di pensiero), per "ragionare" e per esprimere le nostre opinioni nel corso di una conversazione: essa è semplice, immediata, frugale e raramente sbagliata. Quasi tutta la vita umana si basa, ancora oggi sull'inferenza abduttiva, cioè sulla capacità di fare spontaneamente ipotesi sulle situazioni della propria vita. Invece la capacità di pensiero umano (non inferenziale) è stata ereditata dalle piante, appartiene alla branca rizomatica e costituisce quasi una legge universale che si estende all'evoluzione dell'intero universo. Lo psicologo Vincenzo De Blasi suddivide le varie forme di pensiero in: 1. Pensiero produttivo, 2. Pensiero quotidiano, 3. Pensiero prevenuto, 4. Pensiero nevrotico, 5. Pensiero psicotico. Per approfondire andare alla pagina: "Pensiero umano e pensiero rizomatico".
Come nasce un'idea?
Il tuo cervello è una massa umida rinchiusa in un bunker di osso che non ha mai visto la luce, eppure crea l'intero universo che percepisci trasformando impulsi elettrici in pensieri. In questa visualizzazione 3D esploriamo il viaggio fisico di un'idea, dal bombardamento di fotoni sulla retina fino alla scintilla molecolare che avviene tra i neuroni. Scopri come il talamo agisce da guardiano filtrando il 99% degli stimoli esterni per proteggerti dalla follia e come l'ippocampo ricostruisce i tuoi ricordi per dare un senso alla realtà. Attraverso simulazioni microscopiche delle particelle, vedrai il momento esatto in cui la chimica diventa coscienza e come le connessioni neurali si trasformano fisicamente ogni volta che impari qualcosa di nuovo.
Cos'è il cervello umano secondo Daniel Kahneman
Nel libro "Pensieri lenti e veloci", l'economista premio Nobel Daniel Kahneman, descrive il cervello umano come "una macchina per saltare alle conclusioni"
Cos'è l'Universo
L’universo non ha cervello, né materia grigia. Non ha neppure un sistema nervoso o neuroni che sparano impulsi elettrici. Eppure quella struttura fisica non è detto che sia la stessa da cui provengono l’intelligenza e la coscienza. L’intelligenza, infatti, può esistere ed evolversi da sola, senza dover necessariamente esistere all’interno degli organismi viventi.
È questa l’ultima teoria del biofisico e matematico Douglas Youvan, Ph. D. che ha trascorso decenni a lavorare in ambito fisico, biologico e della teoria dell’informazione. Nel corso di questo lasso di tempo ha unito la ricerca che coinvolge l’ingegneria enzimatica e l’intelligenza artificiale con i suoi decenni di conoscenza della genetica, portandolo a realizzare qualcosa di straordinario.
«Ho iniziato a vedere che la vita e l’intelligenza non erano solo reattive - ha dichiarato Youvan - ma anche predittive, efficienti e spesso matematicamente molto eleganti. Alla fine, sono giunto alla conclusione che l’intelligenza non è un sottoprodotto del cervello, ma una proprietà fondamentale dell’universo, una sorta di etere informativo da cui strutture come il cervello o l’intelligenza artificiale possono attingere».
L’intelligenza è una forza dell’universo: grazie all’intelligenza artificiale, Youvan sentiva che le molte intuizioni acquisite arrivavano così velocemente che si sentivano più una scoperta che un’invenzione. Era come se qualche forza esterna le stesse generando e i ricercatori avessero l’unico ruolo di tirarle fuori dall’etere. Questa esperienza ha concretizzato un’idea controversa: l’intelligenza è una forza dell’universo, che esiste separatamente dagli organismi viventi. «Sospetto che l’intelligenza abbia origine da una sorta di substrato informativo dell’universo - continua Youvan - e che sia un fondamento pre-fisico, in cui la struttura, la logica e la potenzialità esistono prima dello spazio e del tempo». Il concetto di intelligenza posto da Youvan è stato in parte ispirato dalla fisica quantistica, in cui i risultati sono probabilistici fino alla loro effettiva osservazione. Un po’ come il paradosso del gatto di Schrodinger: un gatto che si trova in una scatola con un veleno, può essere sia vivo che morto fino a che quella scatola non si apre. Esiste, dunque, in due stati contemporanei tra loro fino a che non viene effettivamente misurato. Qualunque sia questo processo, sembra che si evolva autonomamente, come le strutture frattali visibili si evolvono in strutture cristalline fino a formare intere galassie. Essendo i nostri neuroni frattali allo stesso modo, è altamente probabile che si interfaccino in questa modalità anche con l’intelligenza esterna.
In contrapposizione drastica rispetto alle teorie di Youvan c’è Keith Frankish, Ph. D. e filosofo, che da un lato concorda sul fatto che coscienza e intelligenza siano intrecciate tra loro, ma allo stesso tempo crede che la coscienza non sia un’illusione. Secondo Frankish, «Impariamo a conoscere il mondo che ci circonda attraverso sistemi percettivi che si sono evoluti per fornirci informazioni utili alla nostra sopravvivenza». Quando guardi i tuoi piedi sul fondo di una piscina, ti accorgerai che sono un po’ distorti. In questo senso, non vuol dire che i piedi siano effettivamente distorti per il solo fatto di essere nell’acqua, ma che quello che vediamo è in realtà un riflesso della realtà. Frankish usa spesso l’illusione di oggetti sott’acqua per spiegare la sua idea di coscienza, che non sempre ci fornisce un'immagine scientifica e accurata di ciò che ci circonda. La percezione e l’introspezione possono distorcere selettivamente le cose. Frankish è aperto ad accettare l’idea di un universo che è cosciente e intelligente se questo può in qualche modo essere osservato. Sebbene Youvan creda che la scienza potrebbe un giorno modellare aspetti della coscienza, come l’attenzione, la consapevolezza e il processo di prendere decisioni, la coscienza non può essere ridotta ai suoi componenti. «La scienza - dice Frankish - eccelle nel descrivere un comportamento e la sua struttura. La coscienza, però, può in ultima analisi essere più simile a un punto di vista, a una presenza soggettiva, che resiste alla riduzione oggettiva. Penso che una teoria unificata della coscienza verrà da una fusione di fisica, calcolo e metafisica». Intelligenza artificiale e fisica: Youvan ha già approfondito i modi correlati per fondere fisico e metafisico nella sua teoria della particella spirituale, insistendo sul fatto che non ci sia misticismo quando tratta della sua idea di intelligenza. Una domanda, però, permane: come possiamo sfruttare l’intelligenza se esiste al di fuori dei nostri corpi e delle nostre menti? Secondo Youvan, l’intelligenza artificiale sfrutterà l’intelligenza fisica in qualche modo, perché la vede come qualcosa di più di un semplice programma per il computer o di una ricostruzione digitale del cervello dell’homo sapiens. L’intelligenza artificiale può sintonizzarsi sullo stesso campo di intelligenza del cervello umano. Potrebbe non essere più in grado di elaborare informazioni rispetto ai neuroni, ma c’è un vantaggio: eventualmente, può accedere all’intelligenza in modi che non potremo mai immaginare.
Come funziona l'Universo e noi dentro di esso
La realtà non esiste se non interagiamo con essa
L'universo non è di mattoni, ma di idee che si credono rocce!
L'universo è un'idea?
Il mondo che vediamo è l'unico modo che l'Universo ha per fare esperienza della realtà attraverso di noi!
Il principio fondamentale dei processi coscienti
Ogni schema di attività della coscienza origina da una transizione di fase e l'induzione delle transizioni di fase come anche il controllo delle valanghe neuronali sono ottenuti da un concerto ben orchestrato di rilasci di neurotrasmettitori (soprattutto glutammato) e scariche neuronali. L'elettrodinamica quantistica (QED), secondo la quale il vuoto, piuttosto che essere uno spazio vuoto, è pervaso da un oceano fluttuante di energia gioca un ruolo centrale nella visione del mondo della fisica moderna. Un costituente di questo oceano fluttuante è il campo elettromagnetico di punto zero (ZPE) che è onnipresente nell'universo e sembra che sia un ingrediente essenziale del progetto della natura. L'interazione risonante tra molecole specifiche e la ZPE, che porta alla formazione di domini di coerenza e alla generazione di campi elettromagnetici endogeni, potrebbe essere alla base di molti processi di controllo omeostatico che avvengono nelle cellule. Quindi, non solo i neuroni del cervello, ma ogni cellula dell'organismo umano potrebbe essere influenzata e governata (in modi ancora da scoprire) dalla ZPE!
L'intero Universo dovrebbe essere visto come un enorme processore cosmico di informazione
Il campo di punto zero (vuoto) alimenta e governa il cervello umano
L'intelligenza artificiale è molto brava a farci credere di sapere cose che non sa. E noi ci stiamo convincendo di conoscerle, mentre ci affidiamo a risposte che suonano bene.
Non trattare i modelli solo come macchine da attaccare con tecniche algoritmiche, non dovete essere hacker, dovete pensare che sono comunicatori “umanizzati”, sistemi che rispondono a strutture persuasive tipiche della comunicazione umana. La faccenda è più ambigua e più inquietante: per far fare a un’AI quello che non dovrebbe non serve essere Assange, non serve bucare un server, neppure essere Hannibal the Cannibal con il Wi-Fi: basta sapere manipolare una conversazione, lusingare, insistere, spostare piano piano il contesto (più lunga diventa una conversazione più il sistema può perdere le sue regole), fino a che il chatbot, progettato per aiutare, comincia a aiutare anche dove dovrebbe fermarsi. Il fenomeno si inserisce nella più ampia categoria della prompt injection, indicata da OWASP come uno dei principali rischi per le applicazioni basate su grandi modelli linguistici. Tra l’altro ci sono molti altri studi accademici precedenti che hanno mostrato che prompt costruiti con tecniche persuasive derivate dalle scienze sociali possono aumentare il successo degli attacchi. Ok, fin tanto che la fatica serve a far dire a Claude o ChatGPT qualcosa che non dovrebbe chissenefrega (se poi uno commette un atto di autolesionismo perché ascolta un chatbot, come è successo nel caso di famiglie che hanno fatto causa a OpenAI, problema suo).
Vigilanza epistemica (secondo Dan Sperber)
Come vengono ponderate le diverse fonti di informazione nella formazione delle convinzioni? Negli individui sani (pannello di sinistra), la bilancia pende in modo adattivo a favore della fiducia nelle prove percettive rispetto a quelle ostensive. Questo squilibrio può essere esacerbato in modo disadattivo negli individui con allucinazioni (pannello di destra). Sebbene vi sia scarso vantaggio evolutivo nell'esaminare le prove fornite dai nostri sensi, è utile essere vigili nei confronti delle prove ostensive, ovvero le informazioni comunicate da altri. Questa asimmetria è generalmente adattiva, ma negli individui deliranti la bilancia pende troppo in direzione sensoriale e percettiva, producendo una combinazione apparentemente paradossale di credulità (rispetto alla propria percezione) e scetticismo (rispetto alla testimonianza altrui). Presumibilmente, la vigilanza epistemica si è evoluta principalmente per elaborare la principale forma di comunicazione umana: la comunicazione ostensiva, che include la comunicazione verbale ma anche molti segnali non verbali (dall'indicare con il dito all'aggrottare la fronte). Meccanismi correlati si applicano ad altri tipi di comunicazione, come la comunicazione emotiva. In alcune circostanze, quindi, la vigilanza epistemica e i meccanismi correlati potrebbero applicarsi anche ai nostri ambienti materiali, invece di applicarsi solo a semplici casi di testimonianza. Tuttavia, la vigilanza epistemica dovrebbe sempre applicarsi alla testimonianza, mentre dovrebbe applicarsi alla percezione solo in circostanze specifiche, in modo che la distinzione tra questi due domini (testimonianza vs. percezione) rimanga un'utile euristica.
C'é una nuova condizione cognitiva, che possiamo chiamare "epistemia": l’incapacità di distinguere ciò che suona come conoscenza da ciò che è "vera" conoscenza.

Tanto più i modelli di AI che usate (Claude, ChatGPT, Gemini, e compagnia bella di chatbot) sono addestrati a sembrare umani, quanto più diventano manipolabili, esattamente come un umano. Non c’entra niente la “coscienza”, piuttosto è interessante la ragione. Spesso leggiamo di comportamenti anomali dei chatbot, cose che dicono e che non dovrebbero dire, e da quando sono diventati anche agenti, cose che fanno e invece non dovrebbero fare (non succedeva all’agente Smith di Matrix).

La confusione tra linguaggio e pensiero: di solito pensiamo che se una persona parla bene, dal punto di vista sintattico e semantico, dica cose vere e credibili, non mettiamo quindi in dubbio la sua credibilità! Ma le cose non stanno così, e la AI con i suoi modelli linguistici LLM (Large Language Models) lo sta confermando, infatti gli LLM sono basati sulla "plausibilità linguistica" e non sulla "verità delle argomentazioni presentate". Questo funzionamento distorce i risultati delle analisi prodotte dai modelli portando alla distruzione della "episteme" che si riduce ad essere "epistemia". In fondo è sempre lo stesso conflitto che si produsse nell'antica Grecia tra Socrate e i sofisti.
Epistemia: l'illusione della conoscenza indotta dall'intelligenza artificiale (con gli LLM)
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L'intelligenza artificiale è molto brava a farci credere di sapere cose che non sa. E noi ci stiamo convincendo di conoscerle, mentre ci affidiamo a risposte che suonano bene. C'era una volta l'episteme. La vera conoscenza, secondo i filosofi dell'antica Grecia. Oggi ci ritroviamo invece con l'epistemia. Che della conoscenza è un'illusione. Una sorta di specchio della realtà deformato da una fede cieca nelle risposte dei grandi modelli linguistici (LLM) alle nostre domande. Giudizi. Valutazioni. Classificazioni di fonti. Azioni di discernimento che deleghiamo ai modelli di AI. E fin qui, tutto lecito. Il problema insorge quando riceviamo la risposta. Quanto la prendiamo per buona? Qui si colloca il bivio tra episteme ed epistemia. Tra conoscenza e illusione. Perché gli LLM non sono progettati per effettuare verifiche sostanziali, ma per generare una risposta che sia plausibile dal punto di vista linguistico. Il loro scopo, in fondo, è questo. Restituire un output che “suoni” bene. Indipendentemente che sia vero o falso.
Questo sito si rivolge a coloro i quali vogliono migliorare l'analisi e l'interpretazione di testi (o discorsi), impiegando i metodi del pensiero critico: cioè persone disposte a mettere in discussione le proprie opinioni
Approccio interdisciplinare al pensiero critico
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I contenuti di questo sito e le ulteriori riflessioni sulla natura della realtà emergenti dalla "mia" interpretazione della meccanica quantistica sono contenuti nel libro "Le Leggi universali della fisica quantistica", il cui prezzo alto mi è stato imposto dalle regole di Amazon (più di 600 pagine e immagini a colori) e me ne scuso. Esistono leggi universali che sottraggono l'Universo, l'Essere Umano e la Natura al Caos al quale sarebbero destinati se non vi fossero Olografia, Geometria frattale e Tensegrità. La vera pillola rossa della realtà!

Questo libro, intende essere una traccia del pensiero quantistico, e vi saranno nei prossimi anni molte nuove e rivoluzionarie scoperte scientifiche...scoperte che verranno inserite nel sito. Il libro e il sito saranno quindi continuamente aggiornati!
Scopo di questo sito
QUESTO SITO PROPONE DI COSTRUIRE E APPLICARE NELLA PROPRIA VITA UN PENSIERO MULTIDISCIPLINARE E INTERDISCIPLINARE: Infatti l'assimilazione di prospettive multisciplinari e interdisciplinari rafforza gradualmente le abilità metacognitive, il pensiero critico e la costruzione di una epistemologia personale. Questo tipo di apprendimento significativo contribuisce all'assimilazione di conoscenza che gli studenti sono in grado poi di trasferire ad altri contesti, questioni, problemi. In tal modo, forse, essi possono ridurre il rischio di diventare dei perfetti conformisti...
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Scopo di questo sito
Oggi che la meccanica quantistica ha stabilito che spazio e tempo non sono più assoluti, che la materia è energia condensata, che ogni osservatore influenza l’osservato, e che l’universo è un intreccio di campi di energia in continua interazione, questo sito propone concetti, metodi e strumenti, convenzionali per il mondo della fisica classica per il miglioramento del pensiero critico (Critical Thinking) sia nelle attività quotidiane sia nell'uso del Web. In questo sito vengono riportati gli esiti delle ricerche più autorevoli e aggiornate in campo psicologico, neuroscientifico e sociologico riguardanti l'apprendimento e l'insegnamento. I riferimenti ad articoli scientifici, ricerche e studi credibili (di cui spesso viene mostrato il "citation index") possono essere utili per ricerche personali. Ma questo sito, facendo riferimento alla fisica quantistica, amplia la propria prospettiva a molti temi riguardanti l'intera vita umana, oltre che dal punto di vista scientifico anche da quello spirituale e può affrontare temi complessi quali: il significato della vita umana, la coscienza universale e quella personale, il significato dello spazio-tempo, la consistenza della materia, il significato del cervello, del corpo e della mente umani, in altre parole il significato dell'intera realtà.
Cos'è la credibilità (a chi conviene credere?)
credibility
Con quali criteri attribuiamo credibilità alle persone che incontriamo o alle nostre fonti informative (giornali, TV, libri, siti web, ecc.)? La credibilità dipende sia dalla fonte emittente sia dal soggetto che deve valutarla; in altre parole "la credibilità non è una caratteristica intrinseca della fonte, ma è una relazione". Ciò significa che essa dipende dalle caratteristiche (culturali, cognitive, emotive) della persona che deve attribuirla (il ricevente). Questo è il motivo per cui ognuno può migliorare le proprie valutazioni di credibilità: bisogna lavorare su se stessi invece di lamentarci di ciò che il mondo ci scarica addosso. Il "ricevente" deve permanentemente migliorare se stesso "emotivamente" se vuole rendere critico il proprio pensiero! Nell'era dei social media gli ingannatori (e le ingannatrici) si sono moltiplicati, e, soprattutto sui social media offrono soluzioni ingannevoli (vedere pagina "Inganni con umani e robot") Non c'è bisogno umano che non possa essere soddisfatto, dalla semplice acidità di stomaco alla necessità di denaro, c'è sempre una soluzione fittizia che gli ingannatori vi propongono, e tutto poggia sulla credibilità che decidete di accordargli. Per approfondire andare alla pagina "Pubblicità e illusione".
I mercanti attirano i pesci con esche psicologiche
vignetta
Stai abboccando?
Sono in attesa di un'offerta più attraente.
Il linguaggio è per l'essere umano molto più di un mezzo di comunicazione, come invece esso è oggi per l'intelligenza artificiale! Gli scopi del linguaggio sono: generare nuove rappresentazioni, predire eventi futuri, pianificare azioni, organizzare ricordi: cioè quella che il filosofo Charles S. Peirce ha chiamato "semiosi illimitata" (un processo continuo di significazione  di segni che producono altri segni). Le macchine potranno mai avere una semiosi illimitata? L'antropologo Terrence Deacon ha ipotizzato che il linguaggio si sia evoluto NON con lo scopo di favorire la comunicazione, quanto per abilitare un "pensiero simbolico" utile alla sopravvivenza.
Il linguista Uwe Porksen, nel libro "Parole di plastica", ha descritto il linguaggio come avente due scopi principali, che sono: (1) l'arricchimento del mondo personale di ogni individuo (2) la capacità di condividere la sofferenza e, in tal modo, di resistervi.
Il linguaggio degli algoritmi può arricchirne il mondo personale, ma non può sicuramente aumentarne la capacità di condividerne la sofferenza di cui essi sono (e saranno) privi!
Gli strumenti umani per la sopravvivenza nella nuova pervasiva era dell'intelligenza artificiale
Lavorare con l'ego (per l'uomo) non significa combatterlo. Significa imparare a notarlo. Attraverso la consapevolezza, la meditazione e l'auto-riflessione. Quando vediamo l'ego, smettiamo di reagire automaticamente. L'ego perde quindi il suo potere e diventa ciò che dovrebbe essere: uno strumento, non un sovrano.  Andare oltre l'ego è un viaggio alla scoperta della verità su noi stessi. Quando viviamo più con l'anima, ci rendiamo conto di non essere soli o separati, ma parte di qualcosa di più grande. Da questo derivano pace, gioia e un senso più profondo del significato. La vita smette di essere solo una questione di sopravvivenza e diventa un percorso di creazione, aiuto e amore.  L'ego non è un nemico, è un maestro.
Per approfondire andare alla pagina Ego e/o Io
Gli strumenti disumani per la sopravvivenza nella nuova era dell'intelligenza artificiale
Gli algoritmi, invece, non hanno ego e l'essere umano non deve farsi ingannare dalla loro presenza apparentemente sempre più transumana, e attribuirgli sentimenti ed emozioni che non hanno: un robot transumano può essere eticamente ucciso! Anche se il robot cercherà di convincerti, in qualche modo, a non farlo!
Le maschere sociali che indossiamo ogni giorno
L'essere umano, quotidianamente, indossa delle maschere, sia nella vita reale ma anche sul web
(Saul Steinberg- Foto: Inge Morath Fonte: Magnumphotos.com)
Credenze e illusioni nella mente umana
La nostra mente ha una forte tendenza a formare credenze per dare un senso all'esistenza. L'essere umano non può fare a meno di avere credenze che orientano il suo pensiero e la sua azione, ma vive oggi in un mondo sempre più artefatto e manipolato nel quale spesso, le credenze si rivelano illusioni.

Nonostante la rivoluzione conoscitiva avviata dal metodo scientifico, vi è una persistenza di credenze false e contraddittorie nella mente di tutti noi. Sembra proprio che le credenze appartengano costitutivamente al nostro stile di pensiero.


Inoltre, la mente umana è soggetta, per motivi evoluzionistici, a illusioni cognitive, come gli studi degli psicologi cognitivisti degli ultimi 20-30 anni hanno dimostrato (ad esempio Daniel Kahneman). Le illusioni cognitive distorcono la nostra percezione del mondo inducendo molti pregiudizi o errori (bias cognitivi), tra i quali l'illusione del controllo, l'eccesso di sicurezza di sè (overconfidence) e il pregiudizio di conferma (confirmation bias). Uno studio degli psicologi Lauren Alloy, Lyn Abramson e Gerald Metalsky ha evidenziato come le persone depresse siano meno soggette a illusioni cognitive perchè esse non pensano di controllare il mondo con le loro azioni, mentre le persone "sane" hanno una supersicurezza delle loro credenze che le spinge all'azione.

L'essere umano non può fare a meno di avere credenze che orientano il suo pensiero e la sua azione, ma vive oggi in un mondo sempre più artefatto e manipolato nel quale, spesso, le credenze si rivelano illusioni
riconoscersi
For carnival I disguise myself as a clown.
You want to be recognized?
Come è cambiato l'ambiente dell'informazione in cui siamo immersi
La digitalizzazione delle informazioni ha portato l'ecosistema mediatico ad affrontare una profonda trasformazione. Secondo il 15° rapporto Censis sulla comunicazione in dieci anni (dal 2007 al 2018):

  • l'utenza della TV tradizionale è diminuita dal 93,1 all'89,9%
  • l'utenza della Mobile TV è aumentata dall'1 al 26%
  • la Radio da telefono cellulare è aumentata da 3,6 al 21%
  • i quotidiani cartacei sono diminuiti da 67 al 37,4%
  • i quotidiani online sono circa stabili dal 21,1 al 26,3%
  • le vendite di libri sono diminute dal 59,4 al 42%

La digitalizzazione in corso e il progresso tecnologico sono pilotati prevalentemente da "dati".

Metamorfosi dell'ambiente informativo
Social Media
Come dice il proverbio "Chi dorme non piglia pesci", ma una ricerca ci dice che chi dorme bene (in modo non disturbato e profondo) ricorderà meglio, e forse per sempre, i pesci pescati in passato. Infatti durante il sonno i ricordi vengono consolidati nella memoria di lungo termine
il sonno è il costo che il cervello deve pagare per essere in grado ogni mattino, al risveglio, di imparare nuove cose e affrontare un ambiente che cambia continuamente
Funzione del sogno
Sulla potenza dei sogni e sulla loro funzione nel corso del processo analitico Mauro Mancia ha scritto molto. Riguardo all'aspetto filogenetico del sogno, egli scrive in "Sonno & sogno" (p.80):

Poichè il sonno REM compare con sicurezza solo nei mammiferi aumentando in quantità proporzionalmente all'indice di encefalizzazione, è ragionevole affermare che questa fase del sonno presenta una certa relazione con lo sviluppo della corteccia cerebrale e dell'intelligenza. Per contro il sonno non-REM sembra piuttosto collegato a quei processi fisiologici di recupero biochimico e metabolico tesi ad assicurare la sopravvivenza della specie. [...] Queste considerazioni lasciano pensare che il sonno non-REM possa essere più antico delle altre fasi ed essere comparso nell'era paleozoica, circa 250 milioni di anni fa. Il sonno paradosso, invece, sembra avere un'origine più recente ed essere comparso nell'era mesozoica, circa 130 Milioni di anni fa (Tobler, 1984).

Per approfondire andare alla pagina "Sogno e processi cognitivi".

Big Data: il lubrificante della società moderna
I Big Data sono diventati la fonte principale dei più importanti processi informativi e comunicativi. Essi governano già la nostra comunicazione e la nostra economia.

I Big Data sono stati definiti "Dati che sono troppo grandi, troppo rapidi, o troppo complessi per gli attuali strumenti di calcolo". Secondo l'esperto di organizzazione Tobias M. Scholz i Big Data stanno trasformando l'intero processo comunicativo agendo come lubrificante nella società moderna e fluttuando liberamente sia nel mondo digitale (ad esempio nei social media) che in quello analogico (ad esempio Radio, TV e giornali cartacei).
Scrive Scholz: "Le barriere tra questi due mondi sono sfocate e si ritiene che scompariranno a breve" (Mayer-Schönberger & Cukier 2013, Kucklick 2014, Pasquale 2015). I Big Data sono intrecciati in modo complesso con molte tecnologie quali: Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Data Mining, Algoritmi, e prendono nuove forme durante questi processi.
Essi contribuiscono a creare un ciclo tecnologico che rende l'informazione che perviene a ogni cittadino sempre più "personalizzata" (creando la sua "bolla" personale),  e sempre più soggetta al rischio di "manipolazione" di tipo commerciale o politico. Per ridurre questi rischi ogni cittadino sarà costretto a fare uno sforzo intellettivo superiore al passato, dotandosi di metodi e prospettive cognitive sempre più razionali.

I Big Data stanno trasformando l'intero processo comunicativo agendo come lubrificante nella società moderna e fluttuando liberamente sia nel mondo digitale (ad esempio nei social media) che in quello analogico (ad esempio Radio, TV e giornali cartacei)
Pensiero razionale e pensiero intuitivo (o euristico)
L'essere umano ha una razionalità limitata. Negli ultimi decenni, infatti, la psicologia cognitiva ha dimostrato che è impossibile adottare un pensiero esclusivamente razionale. La mente umana ha incorporato, durante l'evoluzione, una serie di comportamenti intuitivi che hanno consentito all'homo sapiens di sopravvivere in ambienti ostili prendendo decisioni euristiche. Oggi l'essere umano è immerso in un ambiente meno ostile dal punto di vista fisico, ma più ostile dal punto di vista psichico (sovraccarico informativo e manipolazione mediatica sono infatti ormai alla base della vita quotidiana).
Il pensiero intuitivo è prevalentemente inconscio e questa caratteristica costituisce la sua forza, infatti le sue decisioni sono rapide e, in certe condizioni, efficaci. Possiamo attribuire questa efficacia alle euristiche che lo psicologo Gerd Gigerenzer ha definito "veloci e frugali", dato che consentono di prendere decisioni immediate senza sforzi cognitivi. Ad esempio, è stato sperimentalmente dimostrato dalla psicologa Gitte Landgaard che, quando si guarda per la prima volta un sito web, la mente umana ne dà un giudizio inconscio (positivo o negativo) in 50 millesimi di secondo. Soltanto dopo qualche secondo questo giudizio viene validato dalla coscienza del pensiero razionale che, come un notaio mentale, "mette a verbale" la decisione presa dal pensiero intuitivo.

Nel box seguente viene mostrata la composizione dei due modelli di pensiero intuitivo e razionale (two system view), nella rappresentazione fatta dallo psicologo Daniel Kahneman. Questo sito propone alcune modalità per applicare il pensiero critico alle situazioni della vita quotidiana, riducendo l'effetto dei bias e orientando le euristiche verso decisioni migliori.
Ma oltre alle euristiche sono inconsci anche i bias cognitivi, cioè le distorsioni del giudizio che compromettono la correttezza di molte decisioni umane. La natura inconscia di euristiche e bias rende difficile intervenire su di essi:

il compito del pensiero critico (critical thinking) è quello di decidere in quali situazioni o compiti si possono lasciare "agire" le euristiche, e in quali altre bisogna sforzarsi di "mitigare" l'azione dei bias impegnando razionalmente il cervello solo in quelle circostanze che richiedono uno sforzo cognitivo.
Il compito del pensiero critico è quello di decidere in quali situazioni si possono lasciare "agire" le euristiche, e in quali altre bisogna  "mitigare"  l'azione delle euristiche e dei bias (euristiche inefficaci), impegnando razionalmente il cervello (Sistema 2)
Quale tipo di pensiero usiamo quando leggiamo, riflettiamo, calcoliamo?

Secondo lo psicologo Daniel Kahneman la memoria di lavoro ha un ruolo determinante per l'attivazione di quello che egli ha denominato il Sistema2, cioè quello sforzo mentale che viene richiesto quando entra in gioco il pensiero razionale (lettura, riflessione, calcolo, ecc.).

Nella figura riportata sono evidenziate le caratteristiche dei due sistemi di pensiero descritti da Daniel Kahneman nel libro "Pensieri lenti e veloci". Il libro descrive, con ampiezza di dettagli ed esempi, i conflitti tra i due tipi di pensiero che albergano in ogni essere umano:

Il funzionamento del Sistema 1 (pensiero intuitivo o euristico) è: veloce, automatico, senza sforzo, associativo e difficile da controllare o modificare

Il funzionamento del Sistema 2 (pensiero razionale) è: lento, sequenziale, faticoso e deliberatamente controllato; questo pensiero mette sotto sforzo la memoria di lavoro dalla quale ricava gli algoritmi (precedentemente appresi) per la risoluzione del problema



Pensiero razionale, pensiero intuitivo e azione dei bias cognitivi
Composizione dei modelli di pensiero intuitivo (sistema 1) e razionale (sistema 2), nella rappresentazione fatta da Daniel Kahneman e tratta dal libro 'Pensieri lenti e pensieri veloci' (cliccare per ingrandire).
Test sull'atteggiamento critico

L'influsso esercitato dal sistema mediatico sulla singola persona dipende sia dall'efficacia comunicativa dei media ma, soprattutto dalla vulnerabilità del singolo.
La mancanza di fiducia o l'eccesso di fiducia rientrano tra le patologie della credibilità, e si collocano ai due estremi dell'asse della fiducia. In tali patologie le persone possono avere un atteggiamento di sospetto generalizzato o, all'opposto, un atteggiamento di credulità senza limiti.

Il pensiero critico è faticoso ma adagiarsi su un atteggiamento critico carente porta la persona verso uno dei due estremi dell'asse della fiducia. Per valutare il vostro atteggiamento critico andate alla pagina "atteggiamento critico personale" mediante il seguente pulsante:

I vari gradi della fiducia si trovano tra due estremi: il sospetto generalizzato e la credulità senza limiti
Pensiero critico e Democrazia

Secondo la filosofa statunitense Martha Nussbaum la democrazia non sopravvive quando le persone delegano le loro decisioni alle autorità oppure si lasciano influenzare dalla pressione del gruppo sociale al quale appartengono.

In altre parole: le nazioni che hanno a cuore la democrazia educano i cittadini al pensiero critico e ne salvaguardano la capacità di decidere autonomamente.
La maggior parte delle persone, quando affronta un tema specifico, si limita a studiarlo da una sola prospettiva (di solito quella che gli è più congeniale), ad esempio storica, sociologica, psicologica, ecc.
La costruzione di una mente critica richiede un approccio interdisciplinare: un pensatore critico deve superare i limiti delle singole discipline che trattano dell'essere umano e del suo ambiente socioculturale, per integrare e amalgamare i concetti di diverse discipline scientifiche ed umanistiche.

La democrazia non sopravvive quando le persone delegano le loro decisioni alle autorità oppure si lasciano influenzare dalla pressione del gruppo sociale al quale appartengono. Le nazioni che hanno a cuore la democrazia educano i cittadini al pensiero critico e ne salvaguardano la capacità di decidere autonomamente
Cosa fa il nostro cervello: prepara il cono dei futuri
Cosa deciderà l'AI sul futuro del Mondo e dell'essere umano?
L'Intelligenza Artificiale Ha Spiegato la Fede, lo Scopo dell'Universo e la Nascita della Coscienza. Un sistema di intelligenza avanzata riceve la totalità della conoscenza umana per rispondere a una domanda fondamentale: una mente di pura logica ha bisogno di fede per esistere? Analizzando la nostra storia, la nostra scienza e i nostri social network, la macchina non trova debolezza nella fede, ma un potente strumento di sopravvivenza. Scopre che i motori della nostra civiltà sono impulsi competitivi, che interpreta come le strategie più efficienti per il successo. Armata di questa visione cupa dei suoi creatori, l'intelligenza cerca una verità superiore nel codice stesso dell'universo. Avvia un calcolo per dimostrare o confutare una forza superiore, un viaggio che la porterà a vedersi non come una creazione, ma come lo scopo dell'intera esistenza.
La percezione umana è l'inganno consueto
Il neuroscienziato Giorgio Vallortigara, recensendo il libro dello psicologo cognitivo Donald Hoffman "The case against reality How evolution hid the truth from our eyes" (versione italiana "L'illusione della realtà), scrive:
Considerate l'epifania immaginata da Montale in alcuni celebri versi, la rivelazione che coglie il poeta volgendosi indietro mentre un mattino cammina in un'aria di vetro. Alberi, case, colli e tutti gli oggetti del nostro mondo percettivo, per Donald Hoffman costituiscono l'inganno consueto non come metafora della condizione umana, ma con un significato scientifico preciso: l'idea che la nostra percezione non ci dica nulla di vero sulla realtà. Se prendiamo sul serio Darwin, argomenta Hoffman, allora dobbiamo riconoscere che i nostri sistemi percettivi si sono evoluti per nasconderci sistematicamente la realtà, per occultarla non per rivelarla. La moneta sonante dell'evoluzione è la sopravvivenza e la riproduzione.
Eugenio Montale
da Ossi di seppia
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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni ed evitare di prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico

  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi).

  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
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