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15/02/2026
A chi si rivolge questo sito ?
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No, but I don't believe in the Presentlife either.
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Questo sito web è destinato a coloro i quali sono scettici nei confronti di mass/social media e rifiutano l'informazione che tenta di usare le emozioni.
Gli sforzi per sviluppare il pensiero critico nella pratica vacillano perché troppi insegnanti continuano a tenere lezioni a un pubblico passivo, invece di sfidare gli studenti ad applicare ciò che hanno imparato per fare nuove domande. (Derek Bok)
In particolare si rivolge a studiosi, insegnanti, studenti, e lettori in genere che vogliono migliorare l'analisi e l'interpretazione di testi (giornalistici, scientifici, economici, ecc.), impiegando i metodi del pensiero critico (critical thinking): cioè persone disposte a mettere in discussione le proprie opinioni.
Si rivolge quindi a degli uomini e donne comuni dagli orizzonti oggi modesti che decidono di ampliare la loro visione a orizzonti vasti quanto l'universo.
Se questi lettori decidono di verificare autonomamente la credibilità delle notizie, dei documenti, delle fonti e dei messaggi che ricevono, troveranno in questo sito metodi e strumenti utili a farlo.
Compiti di un pensatore critico secondo il pedagogista Robert Ennis
- Giudicare la credibilità delle fonti
- Identificare conclusioni, motivazioni e presupposti
- Giudicare la qualità di un argomento, incluso l'accettabilità delle sue motivazioni, presupposti e prove
- Sviluppare e difendere una posizione su un tema
- Fare domande appropriate per chiarire temi controversi
- Pianificare esperimenti e giudicare l'assetto degli esperimenti stessi
- Definire la terminologia in modo appropriato al contesto
- Avere una mente aperta
- Cercare di essere ben informati
- Tirare delle conclusioni se giustificate, ma con cautela
Per approfondire andare alla pagina Cos'è il pensiero critico.
Questo sito si rivolge a coloro i quali vogliono migliorare l'analisi e l'interpretazione di testi (o discorsi), impiegando i metodi del pensiero critico: cioè persone disposte a mettere in discussione le proprie opinioni
Cliccare sull'immagine per andare alla pagina "Libri per un pensiero critico".
I contenuti di questo sito e le ulteriori riflessioni sulla natura della realtà emergenti dalla "mia" interpretazione della meccanica quantistica sono contenuti nel libro "Le Leggi universali della fisica quantistica", il cui prezzo alto mi è stato imposto dalle regole di Amazon (più di 600 pagine e immagini a colori) e me ne scuso. Esistono leggi universali che sottraggono l'Universo, l'Essere Umano e la Natura al Caos al quale sarebbero destinati se non vi fossero Olografia, Geometria frattale e Tensegrità. La vera pillola rossa della realtà!
Questo libro, intende essere una traccia del pensiero quantistico, e vi saranno nei prossimi anni molte nuove e rivoluzionarie scoperte scientifiche...scoperte che verranno inserite nel sito, che quindi sarà continuamente aggiornato!
Come funziona l'Universo e noi dentro di esso
La realtà non esiste se non interagiamo con essa
Il principio fondamentale dei processi coscienti
Ogni schema di attività della coscienza origina da una transizione di fase e l'induzione delle transizioni di fase come anche il controllo delle valanghe sono ottenuti da un concerto ben orchestrato di rilasci di neurotrasmettitori (soprattutto glutammato) e scariche neuronali. L'elettrodinamica quantistica (QED), secondo la quale il vuoto, piuttosto che essere uno spazio vuoto, è pervaso da un oceano fluttuante di energia gioca un ruolo centrale nella visione del mondo della fisica moderna. Un costituente di questo oceano fluttuante è il campo elettromagnetico di punto zero (ZPE) che è onnipresente nell'universo e sembra che sia un ingrediente essenziale del progetto della natura. L'interazione risonante tra molecole specifiche e la ZPE, che porta alla formazione di domini di coerenza e alla generazione di campi elettromagnetici endogeni, potrebbe essere alla base di molti processi di controllo omeostatico che avvengono nelle cellule. Quindi, non solo i neuroni del cervello, ma ogni cellula dell'organismo umano potrebbe essere influenzata e governata (in modi ancora da scoprire) dalla ZPE!
Scopo di questo sito
QUESTO SITO PROPONE DI COSTRUIRE E APPLICARE NELLA PROPRIA VITA UN PENSIERO MULTIDISCIPLINARE E INTERDISCIPLINARE: Infatti l'assimilazione di prospettive multisciplinari e interdisciplinari rafforza gradualmente le abilità metacognitive, il pensiero critico e la costruzione di una epistemologia personale. Questo tipo di apprendimento significativo contribuisce all'assimilazione di conoscenza che gli studenti sono in grado poi di trasferire ad altri contesti, questioni, problemi. In tal modo, forse, essi possono ridurre il rischio di diventare dei perfetti conformisti...
Per approfondire andare alla pagina: "Libri consigliati"
L'intero Universo dovrebbe essere visto come un enorme processore cosmico di informazione
Il profumo di una rosa (e tutto il resto, cioè l'intero universo) non esiste senza una mente che ne faccia esperienza
Scopo di questo sito
Oggi che la meccanica quantistica ha stabilito che spazio e tempo non sono più assoluti, che la materia è energia condensata, che ogni osservatore influenza l’osservato, e che l’universo è un intreccio di campi di energia in continua interazione, questo sito propone concetti, metodi e strumenti, convenzionali per il mondo della fisica classica per il miglioramento del pensiero critico (Critical Thinking) sia nelle attività quotidiane sia nell'uso del Web. In questo sito vengono riportati gli esiti delle ricerche più autorevoli e aggiornate in campo psicologico, neuroscientifico e sociologico riguardanti l'apprendimento e l'insegnamento. I riferimenti ad articoli scientifici, ricerche e studi credibili (di cui spesso viene mostrato il "citation index") possono essere utili per ricerche personali. Ma questo sito, facendo riferimento alla fisica quantistica, amplia la propria prospettiva a molti temi riguardanti l'intera vita umana, oltre che dal punto di vista scientifico anche da quello spirituale e può affrontare temi complessi quali: il significato della vita umana, la coscienza universale e quella personale, il significato dello spazio-tempo, la consistenza della materia, il significato del cervello, del corpo e della mente umani, in altre parole il significato dell'intera realtà.
Cos'è la credibilità (a chi conviene credere?)
Con quali criteri attribuiamo credibilità alle persone che incontriamo o alle nostre fonti informative (giornali, TV, libri, siti web, ecc.)? La credibilità dipende sia dalla fonte emittente sia dal soggetto che deve valutarla; in altre parole "la credibilità non è una caratteristica intrinseca della fonte, ma è una relazione". Ciò significa che essa dipende dalle caratteristiche (culturali, analitiche, emotive) della persona che deve attribuirla (il ricevente). Questo è il motivo per cui ognuno può migliorare le proprie valutazioni di credibilità: bisogna lavorare su se stessi invece di lamentarci di ciò che il mondo ci scarica addosso. Il "ricevente" deve permanentemente migliorare se stesso se vuole rendere critico il proprio pensiero!
Vigilanza epistemica (secondo Dan Sperber)
Come vengono ponderate le diverse fonti di informazione nella formazione delle convinzioni? Negli individui sani (pannello di sinistra), la bilancia pende in modo adattivo a favore della fiducia nelle prove percettive rispetto a quelle ostensive. Questo squilibrio può essere esacerbato in modo disadattivo negli individui con allucinazioni (pannello di destra). Sebbene vi sia scarso vantaggio evolutivo nell'esaminare le prove fornite dai nostri sensi, è utile essere vigili nei confronti delle prove ostensive, ovvero le informazioni comunicate da altri. Questa asimmetria è generalmente adattiva, ma negli individui deliranti la bilancia pende troppo in direzione sensoriale e percettiva, producendo una combinazione apparentemente paradossale di credulità (rispetto alla propria percezione) e scetticismo (rispetto alla testimonianza altrui). Presumibilmente, la vigilanza epistemica si è evoluta principalmente per elaborare la principale forma di comunicazione umana: la comunicazione ostensiva, che include la comunicazione verbale ma anche molti segnali non verbali (dall'indicare con il dito all'aggrottare la fronte). Meccanismi correlati si applicano ad altri tipi di comunicazione, come la comunicazione emotiva. In alcune circostanze, quindi, la vigilanza epistemica e i meccanismi correlati potrebbero applicarsi anche ai nostri ambienti materiali, invece di applicarsi solo a semplici casi di testimonianza. Tuttavia, la vigilanza epistemica dovrebbe sempre applicarsi alla testimonianza, mentre dovrebbe applicarsi alla percezione solo in circostanze specifiche, in modo che la distinzione tra questi due domini (testimonianza vs. percezione) rimanga un'utile euristica.
C'é una nuova condizione cognitiva, che possiamo chiamare "epistemia": l’incapacità di distinguere ciò che suona come conoscenza da ciò che è "vera" conoscenza.
La confusione tra linguaggio e pensiero: di solito pensiamo che se una persona parla bene, dal punto di vista sintattico e semantico, dica cose vere e credibili, non mettiamo quindi in dubbio la sua credibilità! Ma le cose non stanno così, e la AI con i suoi modelli linguistici LLM (Large Language Models) lo sta confermando, infatti gli LLM sono basati sulla "plausibilità linguistica" e non sulla "verità delle argomentazioni presentate". Questo funzionamento distorce i risultati delle analisi prodotte dai modelli portando alla distruzione della "episteme" che si riduce ad essere "epistemia". In fondo è sempre lo stesso conflitto che si produsse nell'antica Grecia tra Socrate e i sofisti.
Epistemia: l'illusione della conoscenza indotta dall'intelligenza artificiale (con gli LLM)
CLICCARE SULL'IMMAGINE PER ANDARE ALLA PAGINA SULL'EPISTEMIA
L'intelligenza artificiale è molto brava a farci credere di sapere cose che non sa. E noi ci stiamo convincendo di conoscerle, mentre ci affidiamo a risposte che suonano bene. C'era una volta l'episteme. La vera conoscenza, secondo i filosofi dell'antica Grecia. Oggi ci ritroviamo invece con l'epistemia. Che della conoscenza è un'illusione. Una sorta di specchio della realtà deformato da una fede cieca nelle risposte dei grandi modelli linguistici (LLM) alle nostre domande. Giudizi. Valutazioni. Classificazioni di fonti. Azioni di discernimento che deleghiamo ai modelli di AI. E fin qui, tutto lecito. Il problema insorge quando riceviamo la risposta. Quanto la prendiamo per buona? Qui si colloca il bivio tra episteme ed epistemia. Tra conoscenza e illusione. Perché gli LLM non sono progettati per effettuare verifiche sostanziali, ma per generare una risposta che sia plausibile dal punto di vista linguistico. Il loro scopo, in fondo, è questo. Restituire un output che “suoni” bene. Indipendentemente che sia vero o falso.
L'intelligenza artificiale è molto brava a farci credere di sapere cose che non sa. E noi ci stiamo convincendo di conoscerle, mentre ci affidiamo a risposte che suonano bene. C'era una volta l'episteme. La vera conoscenza, secondo i filosofi dell'antica Grecia. Oggi ci ritroviamo invece con l'epistemia. Che della conoscenza è un'illusione. Una sorta di specchio della realtà deformato da una fede cieca nelle risposte dei grandi modelli linguistici (LLM) alle nostre domande. Giudizi. Valutazioni. Classificazioni di fonti. Azioni di discernimento che deleghiamo ai modelli di AI. E fin qui, tutto lecito. Il problema insorge quando riceviamo la risposta. Quanto la prendiamo per buona? Qui si colloca il bivio tra episteme ed epistemia. Tra conoscenza e illusione. Perché gli LLM non sono progettati per effettuare verifiche sostanziali, ma per generare una risposta che sia plausibile dal punto di vista linguistico. Il loro scopo, in fondo, è questo. Restituire un output che “suoni” bene. Indipendentemente che sia vero o falso.
Gli strumenti umani per la sopravvivenza nella nuova pervasiva era dell'intelligenza artificiale
Lavorare con l'ego (per l'uomo) non significa combatterlo. Significa imparare a notarlo. Attraverso la consapevolezza, la meditazione e l'auto-riflessione. Quando vediamo l'ego, smettiamo di reagire automaticamente. L'ego perde quindi il suo potere e diventa ciò che dovrebbe essere: uno strumento, non un sovrano. Andare oltre l'ego è un viaggio alla scoperta della verità su noi stessi. Quando viviamo più con l'anima, ci rendiamo conto di non essere soli o separati, ma parte di qualcosa di più grande. Da questo derivano pace, gioia e un senso più profondo del significato. La vita smette di essere solo una questione di sopravvivenza e diventa un percorso di creazione, aiuto e amore. L'ego non è un nemico, è un maestro.
Per approfondire andare alla pagina Ego e/o Io
Gli strumenti disumani per la sopravvivenza nella nuova era dell'intelligenza artificiale
Gli algoritmi, invece, non hanno ego e l'essere umano non deve farsi ingannare dalla loro presenza apparentemente sempre più transumana, e attribuirgli sentimenti ed emozioni che non hanno: un robot transumano può essere eticamente ucciso! Anche se il robot cercherà di convincerti, in qualche modo, a non farlo!
Le maschere sociali che indossiamo ogni giorno
L'essere umano, quotidianamente, indossa delle maschere, sia nella vita reale ma anche sul web
(Saul Steinberg- Foto: Inge Morath Fonte: Magnumphotos.com)
(Saul Steinberg- Foto: Inge Morath Fonte: Magnumphotos.com)
Credenze e illusioni nella mente umana
La nostra mente ha una forte tendenza a formare credenze per dare un senso all'esistenza. L'essere umano non può fare a meno di avere credenze che orientano il suo pensiero e la sua azione, ma vive oggi in un mondo sempre più artefatto e manipolato nel quale spesso, le credenze si rivelano illusioni.
Nonostante la rivoluzione conoscitiva avviata dal metodo scientifico, vi è una persistenza di credenze false e contraddittorie nella mente di tutti noi. Sembra proprio che le credenze appartengano costitutivamente al nostro stile di pensiero.
Inoltre, la mente umana è soggetta, per motivi evoluzionistici, a illusioni cognitive, come gli studi degli psicologi cognitivisti degli ultimi 20-30 anni hanno dimostrato (ad esempio Daniel Kahneman). Le illusioni cognitive distorcono la nostra percezione del mondo inducendo molti pregiudizi o errori (bias cognitivi), tra i quali l'illusione del controllo, l'eccesso di sicurezza di sè (overconfidence) e il pregiudizio di conferma (confirmation bias). Uno studio degli psicologi Lauren Alloy, Lyn Abramson e Gerald Metalsky ha evidenziato come le persone depresse siano meno soggette a illusioni cognitive perchè esse non pensano di controllare il mondo con le loro azioni, mentre le persone "sane" hanno una supersicurezza delle loro credenze che le spinge all'azione.
Cos'è un cervello umano
Cos'è il cervello umano
Nel libro "Pensieri lenti e veloci", l'economista premio Nobel Daniel Kahneman, descrive il cervello umano come "una macchina per saltare alle conclusioni"
L'essere umano non può fare a meno di avere credenze che orientano il suo pensiero e la sua azione, ma vive oggi in un mondo sempre più artefatto e manipolato nel quale, spesso, le credenze si rivelano illusioni
For carnival I disguise myself as a clown.
You want to be recognized?
You want to be recognized?
Come è cambiato l'ambiente dell'informazione in cui siamo immersi
La digitalizzazione delle informazioni ha portato l'ecosistema mediatico ad affrontare una profonda trasformazione. Secondo il 15° rapporto Censis sulla comunicazione in dieci anni (dal 2007 al 2018):
- l'utenza della TV tradizionale è diminuita dal 93,1 all'89,9%
- l'utenza della Mobile TV è aumentata dall'1 al 26%
- la Radio da telefono cellulare è aumentata da 3,6 al 21%
- i quotidiani cartacei sono diminuiti da 67 al 37,4%
- i quotidiani online sono circa stabili dal 21,1 al 26,3%
- le vendite di libri sono diminute dal 59,4 al 42%
La digitalizzazione in corso e il progresso tecnologico sono pilotati prevalentemente da "dati".
Metamorfosi dell'ambiente informativo
Big Data: il lubrificante della società moderna
I Big Data sono diventati la fonte principale dei più importanti processi informativi e comunicativi. Essi governano già la nostra comunicazione e la nostra economia.
I Big Data sono stati definiti "Dati che sono troppo grandi, troppo rapidi, o troppo complessi per gli attuali strumenti di calcolo". Secondo l'esperto di organizzazione Tobias M. Scholz i Big Data stanno trasformando l'intero processo comunicativo agendo come lubrificante nella società moderna e fluttuando liberamente sia nel mondo digitale (ad esempio nei social media) che in quello analogico (ad esempio Radio, TV e giornali cartacei).
Scrive Scholz: "Le barriere tra questi due mondi sono sfocate e si ritiene che scompariranno a breve" (Mayer-Schönberger & Cukier 2013, Kucklick 2014, Pasquale 2015). I Big Data sono intrecciati in modo complesso con molte tecnologie quali: Intelligenza Artificiale, Machine Learning, Data Mining, Algoritmi, e prendono nuove forme durante questi processi.
Essi contribuiscono a creare un ciclo tecnologico che rende l'informazione che perviene a ogni cittadino sempre più "personalizzata" (creando la sua "bolla" personale), e sempre più soggetta al rischio di "manipolazione" di tipo commerciale o politico. Per ridurre questi rischi ogni cittadino sarà costretto a fare uno sforzo intellettivo superiore al passato, dotandosi di metodi e prospettive cognitive sempre più razionali.
I Big Data stanno trasformando l'intero processo comunicativo agendo come lubrificante nella società moderna e fluttuando liberamente sia nel mondo digitale (ad esempio nei social media) che in quello analogico (ad esempio Radio, TV e giornali cartacei)
Pensiero razionale e pensiero intuitivo (o euristico)
L'essere umano ha una razionalità limitata. Negli ultimi decenni, infatti, la psicologia cognitiva ha dimostrato che è impossibile adottare un pensiero esclusivamente razionale. La mente umana ha incorporato, durante l'evoluzione, una serie di comportamenti intuitivi che hanno consentito all'homo sapiens di sopravvivere in ambienti ostili prendendo decisioni euristiche. Oggi l'essere umano è immerso in un ambiente meno ostile dal punto di vista fisico, ma più ostile dal punto di vista psichico (sovraccarico informativo e manipolazione mediatica sono infatti ormai alla base della vita quotidiana).
Il pensiero intuitivo è prevalentemente inconscio e questa caratteristica costituisce la sua forza, infatti le sue decisioni sono rapide e, in certe condizioni, efficaci. Possiamo attribuire questa efficacia alle euristiche che lo psicologo Gerd Gigerenzer ha definito "veloci e frugali", dato che consentono di prendere decisioni immediate senza sforzi cognitivi. Ad esempio, è stato sperimentalmente dimostrato dalla psicologa Gitte Landgaard che, quando si guarda per la prima volta un sito web, la mente umana ne dà un giudizio inconscio (positivo o negativo) in 50 millesimi di secondo. Soltanto dopo qualche secondo questo giudizio viene validato dalla coscienza del pensiero razionale che, come un notaio mentale, "mette a verbale" la decisione presa dal pensiero intuitivo.
Nel box seguente viene mostrata la composizione dei due modelli di pensiero intuitivo e razionale (two system view), nella rappresentazione fatta dallo psicologo Daniel Kahneman. Questo sito propone alcune modalità per applicare il pensiero critico alle situazioni della vita quotidiana, riducendo l'effetto dei bias e orientando le euristiche verso decisioni migliori.
Il pensiero intuitivo è prevalentemente inconscio e questa caratteristica costituisce la sua forza, infatti le sue decisioni sono rapide e, in certe condizioni, efficaci. Possiamo attribuire questa efficacia alle euristiche che lo psicologo Gerd Gigerenzer ha definito "veloci e frugali", dato che consentono di prendere decisioni immediate senza sforzi cognitivi. Ad esempio, è stato sperimentalmente dimostrato dalla psicologa Gitte Landgaard che, quando si guarda per la prima volta un sito web, la mente umana ne dà un giudizio inconscio (positivo o negativo) in 50 millesimi di secondo. Soltanto dopo qualche secondo questo giudizio viene validato dalla coscienza del pensiero razionale che, come un notaio mentale, "mette a verbale" la decisione presa dal pensiero intuitivo.
Nel box seguente viene mostrata la composizione dei due modelli di pensiero intuitivo e razionale (two system view), nella rappresentazione fatta dallo psicologo Daniel Kahneman. Questo sito propone alcune modalità per applicare il pensiero critico alle situazioni della vita quotidiana, riducendo l'effetto dei bias e orientando le euristiche verso decisioni migliori.
Ma oltre alle euristiche sono inconsci anche i bias cognitivi, cioè le distorsioni del giudizio che compromettono la correttezza di molte decisioni umane. La natura inconscia di euristiche e bias rende difficile intervenire su di essi:
il compito del pensiero critico (critical thinking) è quello di decidere in quali situazioni o compiti si possono lasciare "agire" le euristiche, e in quali altre bisogna sforzarsi di "mitigare" l'azione dei bias impegnando razionalmente il cervello solo in quelle circostanze che richiedono uno sforzo cognitivo.
Il compito del pensiero critico è quello di decidere in quali situazioni si possono lasciare "agire" le euristiche, e in quali altre bisogna "mitigare" l'azione delle euristiche e dei bias (euristiche inefficaci), impegnando razionalmente il cervello (Sistema 2)
Quale tipo di pensiero usiamo quando leggiamo, riflettiamo, calcoliamo?
Secondo lo psicologo Daniel Kahneman la memoria di lavoro ha un ruolo determinante per l'attivazione di quello che egli ha denominato il Sistema2, cioè quello sforzo mentale che viene richiesto quando entra in gioco il pensiero razionale (lettura, riflessione, calcolo, ecc.).
Nella figura riportata sono evidenziate le caratteristiche dei due sistemi di pensiero descritti da Daniel Kahneman nel libro "Pensieri lenti e veloci". Il libro descrive, con ampiezza di dettagli ed esempi, i conflitti tra i due tipi di pensiero che albergano in ogni essere umano:
Il funzionamento del Sistema 1 (pensiero intuitivo o euristico) è: veloce, automatico, senza sforzo, associativo e difficile da controllare o modificare
Il funzionamento del Sistema 2 (pensiero razionale) è: lento, sequenziale, faticoso e deliberatamente controllato; questo pensiero mette sotto sforzo la memoria di lavoro dalla quale ricava gli algoritmi (precedentemente appresi) per la risoluzione del problema
Pensiero razionale, pensiero intuitivo e azione dei bias cognitivi
Composizione dei modelli di pensiero intuitivo (sistema 1) e razionale (sistema 2), nella rappresentazione fatta da Daniel Kahneman e tratta dal libro 'Pensieri lenti e pensieri veloci' (cliccare per ingrandire).
Test sull'atteggiamento critico
L'influsso esercitato dal sistema mediatico sulla singola persona dipende sia dall'efficacia comunicativa dei media ma, soprattutto dalla vulnerabilità del singolo.
La mancanza di fiducia o l'eccesso di fiducia rientrano tra le patologie della credibilità, e si collocano ai due estremi dell'asse della fiducia. In tali patologie le persone possono avere un atteggiamento di sospetto generalizzato o, all'opposto, un atteggiamento di credulità senza limiti.
Il pensiero critico è faticoso ma adagiarsi su un atteggiamento critico carente porta la persona verso uno dei due estremi dell'asse della fiducia. Per valutare il vostro atteggiamento critico andate alla pagina "atteggiamento critico personale" mediante il seguente pulsante:
I vari gradi della fiducia si trovano tra due estremi: il sospetto generalizzato e la credulità senza limiti
Pensiero critico e Democrazia
Secondo la filosofa statunitense Martha Nussbaum la democrazia non sopravvive quando le persone delegano le loro decisioni alle autorità oppure si lasciano influenzare dalla pressione del gruppo sociale al quale appartengono.
In altre parole: le nazioni che hanno a cuore la democrazia educano i cittadini al pensiero critico e ne salvaguardano la capacità di decidere autonomamente.
La maggior parte delle persone, quando affronta un tema specifico, si limita a studiarlo da una sola prospettiva (di solito quella che gli è più congeniale), ad esempio storica, sociologica, psicologica, ecc.
La costruzione di una mente critica richiede un approccio interdisciplinare: un pensatore critico deve superare i limiti delle singole discipline che trattano dell'essere umano e del suo ambiente socioculturale, per integrare e amalgamare i concetti di diverse discipline scientifiche ed umanistiche.
La democrazia non sopravvive quando le persone delegano le loro decisioni alle autorità oppure si lasciano influenzare dalla pressione del gruppo sociale al quale appartengono. Le nazioni che hanno a cuore la democrazia educano i cittadini al pensiero critico e ne salvaguardano la capacità di decidere autonomamente
La percezione umana è l'inganno consueto
Il neuroscienziato Giorgio Vallortigara, recensendo il libro dello psicologo cognitivo Daniel Hoffman "The case against reality How evolution hid the truth from our eyes" (versione italiana "L'illusione della realtà), scrive:
Considerate l'epifania immaginata da Montale in alcuni celebri versi, la rivelazione che coglie il poeta volgendosi indietro mentre un mattino cammina in un'aria di vetro. Alberi, case, colli e tutti gli oggetti del nostro mondo percettivo, per Daniel Hoffman costituiscono l'inganno consueto non come metafora della condizione umana, ma con un significato scientifico preciso: l'idea che la nostra percezione non ci dica nulla di vero sulla realtà. Se prendiamo sul serio Darwin, argomenta Hoffman, allora dobbiamo riconoscere che i nostri sistemi percettivi si sono evoluti per nasconderci sistematicamente la realtà, per occultarla non per rivelarla. La moneta sonante dell'evoluzione è la sopravvivenza e la riproduzione.
La razionalità richiede impegno personale!
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Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:
- Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni ed evitare di prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico
- Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi).
- Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo
Considerate l'epifania immaginata da Montale in alcuni celebri versi, la rivelazione che coglie il poeta volgendosi indietro mentre un mattino cammina in un'aria di vetro.
