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Coloro cui sfugge completamente l'idea che è possibile aver torto non possono imparare nulla, tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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In quale modo acquisiamo conoscenza del nostro mondo? Forse non ce ne rendiamo conto, ma siamo immersi dalla nascita in un universo di segni che solo l'essere umano crea nella propria mente per dare un significato a ciò che è in grado di percepire. Questa visione del mondo è stata proposta dal filosofo Charles Sanders Peirce, secondo cui noi guidiamo il pensiero, nel suo ritmo logico e inferenziale attingendo ai segni mentali. Peirce vede l'intero universo come composto da segni o processi di significazione che hanno un fondamento naturalistico entro un universo che ha un intrinseco carattere semiotico. Universo, essere umano e cultura si uniscono, perchè la relazione segnica si basa su una forte ontologia (esplorazione di quel che «è»). Scrivono i semiologi Bent Sørensen et al.: "Il segno di Peirce è veramente generale ed ontologico e vede continuità ovunque guardi, e per lui  non c'è separazione assoluta tra i processi dell'universo, l'esistenza dell'uomo, e la cultura mediatrice tra i due". Se si adotta questa visione della conoscenza umana dobbiamo accettare l'ipotesi che il pensiero umano sia nato dal riconoscimento di segni e dalla creazione di relazioni tra essi. L'intero processo conoscitivo umano è, secondo Peirce, affidato ai segni, come spiega il filosofo Dario Antiseri nell'introdurre il libro "Come rendere chiare le nostre idee" di Charles Sanders Peirce, Antiseri scrive: "La conoscenza non è intuizione, non è accettazione acritica delle assunzioni del senso comune; non è sintesi a-priori. Per Peirce, la conoscenza è ricerca. Peirce ci viene a dire che il dubbio è uno stato di irritazione, che la credenza è uno stato di soddisfazione, che il processo conoscitivo è la ricerca che ci permette di passare dal dubbio alla credenza, che ogni credenza è una norma di azione, che avere una credenza implica il ritenerla vera, e, da ultimo, che la verità non significa nè incorregibilità nè utilità". Se si accetta questa prospettiva, allora, attribuire un significato a tutti i segni che percepiamo costituisce lo scopo della vita umana.
Punti chiave
Il complesso della vita sociale è principalmente una realtà fatta di segni.  Di segni che significano determinati concetti. Le parole stesse sono già dei segni; ogni parola è un segno linguistico che rimanda al suo correlativo significato. Ogni segno, però – che sia immagine, parola, gesto, simbolo – ha pur sempre una natura convenzionale. La parola “casa”, ad esempio, di certo non somiglia a una casa, ma il suo segno, il suo insieme di lettere, produce un morfema, un lemma, che diventa il referente linguistico di un oggetto fisico esistente. Tale parola sarebbe un segno visivo, se lo leggessimo; un segno acustico se invece la percepiamo e la comprendiamo con l’udito. (Francesco Macaluso)
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Per  rendere  conto  degli oggetti  della realtà esterna noi  abbiamo  bisogno  di segni.  Il segno  quindi  costituisce  il  fulcro  della semiosi,  in  quanto  media  tra l’oggetto  e l’interpretante:  un  segno  è determinato  da un  oggetto  e genera un  interpretante. (Charles Sanders Peirce p.6)
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La semiosi è il processo di cooperazione tra i segni, i loro oggetti e i loro interpretanti. (Michael Hoffmann p.19)
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Ogni pensiero è un segno e ogni azione o ragionamento consiste nell'interpretazione di segni. I segni funzionano come mediatori tra il mondo esterno degli oggetti e il mondo interno delle idee. (Michael Hoffmann p.18)
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Ciò che è in gioco [nel cercare l'origine culturale della semiotica] è una ricerca di identità per la semiotica che, a pochi decenni dalla sua nascita, ha ampliato sempre più il campo del proprio interesse e della propria applicazione, fino a farlo coincidere con l'insieme dei fenomeni culturali, intesi come fenomeni di comunicazione e di senso (Giovanni Manetti p.7)
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La semiotica ha raggiunto la sua attuale maturità quando ci si è resi ben conto che i segni non servono solo a pensare, riflettere, contemplare, rappresentare il mondo, ma anche, e soprattutto ed essenzialmente "a trasformare il mondo": insomma che gli uomini emettendo agli altri e a se stessi dei segni compiono azioni, azioni trasformative. (Massimo Bonfantini p.12)
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La semantica (dal greco semeion = segno), è la disciplina che studia il rapporto dei segni con gli oggetti cui si riferiscono, ossia il rapporto di designazione. Il termine fu coniato per la prima volta da Brèal nel 1897, e compare nel titolo del suo saggio, col quale la suddetta disciplina fu presentata per la prima volta (Essais de semantique. Science des significations). La semantica è quindi quella parte della linguistica – e in particolare della logica – che studia e analizza la funzione significatrice dei segni, i nessi tra i segni linguistici (parole, frasi, ecc.) e i loro significati. (Francesco Macaluso)
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Approfondire  una  teoria  del  segno  facendone  un  elemento  fondamentale  in  un  processo  epistemologico significa  interrogarsi  se  e  in  che  misura  il  segno  entra  a  far  parte  delle  normali  procedure  attraverso  le  quali  è  prodotta ed  acquisita  la  conoscenza.  Nel  far  questo  la  moderna  teoria  del  segno  si  inserisce  in  una  lunga  tradizione,  un  “fiume carsico”,  come  l’ha  definito  Umberto  Eco,  soggiacente  al  pensiero  filosofico,  che  parte  dall’antichità  classica  e, attraversando   il   Medio     Evo  e  l’Età  moderna,  giunge  poi  fino  al  Novecento  e  viene  consegnata  all’epoca contemporanea. (workshop)
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Lo scopo del ragionamento è procedere dal riconoscimento della verità che già conosciamo alla conoscenza di una nuova verità. Questo lo possiamo fare per istinto o per un'abitudine di cui siamo a malapena consapevoli. (Charles Sanders Peirce)
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Noi siamo emozioni, sentimenti, siamo pensieri… e al tempo stesso siamo, nell’immediato concreto, anche segni, a nostra volta immersi in un universo sociale di segni, in ogni istante rechiamo, connaturati a noi, anche i segni del nostro pensiero, del nostro essere, del nostro modo di vivere. (Francesco Macaluso)
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La semiotica è “lo studio sistematico del significato”, dove tra i tanti diversi tipi di significato, i segni sono un tipo speciale (e importante). [...] Ciò che rende la coscienza umana diversa da quella di altri primati è dovuto soprattutto a uno o più aspetti della funzione segno, piuttosto che alla lingua in sé. (Jordan Zlatev)
Qual è lo scopo della vita umana?
Qual è lo scopo della vita? Secondo la semiologa Silvia Molè, sulla scorta delle idee di Charles Sanders Peirce, lo scopo della nostra vita consiste nell'attribuire un significato a tutto ciò che siamo in grado di percepire. Lo facciamo con la "creatività abduttiva", cioè formulando continuamente ipotesi sul mondo (vedi bibliografia 2011):
"quando il bambino era bambino / era l’epoca di queste domande / perché io sono io e perché non sei tu / perché sono qui e perché non sono li / quando comincia il tempo e dove finisce lo spazio… / c’è veramente il mare e gente veramente cattiva… / Quando il bambino era bambino, | su niente aveva un’opinione" (Peter Handke, "Il Cielo sopra Berlino"). Ciascuno di noi è solito chiedersi quale sia lo scopo della propria vita: le risposte possono essere molteplici e solo apparentemente in contraddizione tra loro, dico apparentemente in quanto per ciascuno di noi, come per il bimbo nella poesia di Peter Handke, si tratta di individuare dei significati nella realtà che ci circonda, per cui ben si potrebbe dire che lo scopo della nostra vita consiste nell’attribuzione di significati a tutto ciò che siamo in grado di percepire. L’attribuzione di un significato presuppone un metodo di ragionamento.
Conclusioni (provvisorie): Il filosofo Charles Sanders Peirce vede l'intero universo come composto da segni o processi di significazione che hanno un fondamento naturalistico entro un universo che ha un intrinseco carattere semiotico
In quale modo acquisiamo conoscenza del nostro mondo? Non ce ne rendiamo conto, ma siamo immersi dalla nascita in un universo di segni che solo l'essere umano crea nella propria mente per dare un significato a ciò che è in grado di percepire. Questa visione del mondo è stata proposta dal filosofo Charles Sanders Peirce, secondo cui noi guidiamo il pensiero, nel suo ritmo logico e inferenziale attingendo ai segni mentali. Peirce vede l'intero universo come composto da segni o processi di significazione che hanno un fondamento naturalistico entro un universo che ha un intrinseco carattere semiotico.
Universo, essere umano e cultura si uniscono, perchè la relazione segnica si basa su una forte ontologia (esplorazione di quel che «è»). Scrivono i semiologi Bent Sørensen et al.: "Il segno di Peirce è veramente generale ed ontologico e vede continuità ovunque guardi, e per lui  non c'è separazione assoluta tra i processi dell'universo, l'esistenza dell'uomo, e la cultura mediatrice tra i due". Se si adotta questa visione della conoscenza umana dobbiamo accettare l'ipotesi che il pensiero umano sia nato dal riconoscimento di segni e dalla creazione di relazioni tra essi. L'intero processo conoscitivo umano è, secondo Peirce, affidato ai segni, come spiega il filosofo Dario Antiseri nell'introdurre il libro "Come rendere chiare le nostre idee" di Charles Sanders Peirce, Antiseri scrive: "La conoscenza non è intuizione, non è accettazione acritica delle assunzioni del senso comune; non è sintesi a-priori. Per Peirce, la conoscenza è ricerca. Peirce ci viene a dire che il dubbio è uno stato di irritazione, che la credenza è uno stato di soddisfazione, che il processo conoscitivo è la ricerca che ci permette di passare dal dubbio alla credenza, che ogni credenza è una norma di azione, che avere una credenza implica il ritenerla vera, e, da ultimo, che la verità non significa nè incorregibilità nè utilità". Se si accetta questa prospettiva, allora, attribuire un significato a tutti i segni che percepiamo costituisce lo scopo della vita umana.
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Spesa annua pro capite in Italia per gioco d'azzardo 1.583 euro, per l'acquisto di libri 58,8 euro (fonte: l'Espresso 5/2/17)

Pagina aggiornata il 17 luglio 2022

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Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 2.5 Generico
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