Settembre 2017 - Pensiero Critico

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Settembre 2017

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I temi trattati in questo numero sono:

  • Narrazioni e neuroscienze: La funzione delle narrazioni nella costruzione della mente è stata determinante per la cultura umana. Il primo indice dell'impoverimento di una cultura è infatti quello della riduzione delle risorse narrative. In particolare le narrazioni sono essenziali per la costruzione del "senso di sé" nei bambini. Ciò accade perchè i racconti trasformano la realtà in una "realtà attenuata", che consente al bambino di accettare il suo ambiente sociale senza grandi traumi. Il neuroscienziato Michael Gazzaniga sostiene che le storie mettono ordine nel caos della vita, e attribuisce tale funzione all'emisfero sinistro del cervello. Quando raccontiamo la nostra storia personale strutturiamo il nostro pensiero rielaborandolo e rendendolo cosciente, come avviene in ogni pratica psicoterapeutica.

  • Digital Storytelling: A partire dagli anni Novanta del Novecento, negli USA come in Europa, la capacità narrativa è stata trasformata dai meccanismi dell'industria dei media e dal capitalismo globalizzato nel concetto di storytelling: una potentissima arma di persuasione nelle mani dei guru del marketing, del management, della comunicazione politica per plasmare le opinioni dei consumatori e dei cittadini. Sotto l'immensa accumulazione di racconti prodotti dalle società moderne, viene alla luce un "Nuovo Ordine Narrativo" che presiede alla formattazione dei desideri e alla propagazione delle emozioni, per mezzo della loro messa in narrazione, indicizzazione e archiviazione, diffusione e standardizzazione, strumentalizzazione attraverso tutte le modalità di controllo.

  • Il viaggio dell'eroe: Lo storico delle religioni Joseph Campbell sosteneva che la maggior parte dei miti arcaici si basa prevalentemente su un eroe e sul suo viaggio simbolico. Secondo Campbell, l'eroe è colui (o colei) che riesce a superare le proprie limitazioni personali e ambientali per pervenire a delle forme universalmente valide per la rigenerazione dell'intera società. Questo fa del "monomito del viaggio dell'eroe" un percorso di formazione utile all'uomo contemporaneo. Ancora oggi i miti arcaici indirizzano le storie di cui si nutre la cultura contemporanea, come ha documentato lo scrittore Christopher Vogler nel suo manuale per sceneggiatori cinematografici "Il viaggio dell'eroe", indirizzato agli sceneggiatori cinematografici di Hollywood. In particolare egli descrive i principi universali che rendono efficace una narrazione, principi che, secondo Vogler, sono gli stessi che governano la vita umana.

  • Psicologia della Mafia: Anche dopo la sconfitta subita al Maxiprocesso del 1986-1992, la mafia viene ritenuta invincibile. Secondo lo psicologo Innocenzo Fiore tale invincibilità deriva da un fondamentalismo psichico, costruito storicamente in secoli di attività, che attribuisce alla famiglia un ruolo perverso. La famiglia mafiosa annulla l'identità dei suoi membri rendendoli incapaci di decisioni autonome. Lo spazio mentale del "noi" sociale al quale le persone normali accedono è impossibile da frequentare per un mafioso. Solo il pentitismo inventato da Giovanni Falcone è riuscito a ristrutturare la mente di certi mafiosi consentendogli una visione della realtà alternativa a quella imposta dalla "famiglia". Tale perversione mentale è stata inoltre, secondo il magistrato Roberto Scarpinato, assorbita e fatta propria da buona parte della classe borghese e delle élite economiche del Paese e continua a stimolare la volontà di potenza e l'inclinazione corruttiva della parte peggiore della popolazione.
 
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