Mappe cognitive: mentali, concettuali, argomentative - Pensiero Critico

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Coloro cui sfugge completamente l'idea che
è possibile aver torto non possono imparare nulla,
tranne la tecnica. (Gregory Bateson)
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Mappe cognitive: mentali, concettuali, argomentative

TEORIE > STRUMENTI > MAPPE
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Il punto chiave

Le mappe mentali e quelle concettuali hanno scopi diversi: le mappe mentali consentono di strutturare rapidamente un testo e mostrarne la struttura graficamente. Le mappe concettuali consentono di "riflettere", approfonditamente e lentamente, sui concetti espressi in un testo, cercando correlazioni tra concetti noti e concetti ignoti, cioè di avviare un processo di apprendimento significativo.

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Gli analfabeti del XXI secolo non saranno quelli che non sanno leggere e scrivere, ma quelli che non saranno in grado di imparare, disimparare e reimparare (Alvin Toffler)
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Gli studenti che lottano per creare buone mappe concettuali sono essi stessi coinvolti in un processo creativo, e questo può essere impegnativo, specialmente per gli studenti che hanno trascorso gran parte della loro vita imparando a memoria. (Joseph D. Novak, Alberto J. Cañas)
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È importante riconoscere che una mappa concettuale non è mai finita. Dopo aver costruito una mappa preliminare, è sempre necessario rivedere questa mappa. Altri concetti possono essere aggiunti. Le buone mappe di solito risultano da tre a molte revisioni. (Joseph D. Novak, Alberto J. Cañas)
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La tua psiche è come il tuo paesaggio personale. Sai come raggiungere luoghi importanti partendo da casa tua, così come il negozio di alimentari, il posto di lavoro, l'associazione di cui fai parte e le case dei tuoi amici. Hai formato un insieme "interno" di percorsi familiari e probabilmente sei infastidito se qualche ostacolo imprevisto ti costringe a deviare su una strada che non conosci. Quindi, questa è la nostra mappa. La "mappatura mentale", il nostro GPS, descrive come diventiamo abituati alla nostra prospettiva: le nostre opinioni, esigenze e credenze. (Katherine Ramsland)
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La mappa non è il territorio e il nome non è la cosa designata. (Alfred Korzybski)
La mappa non è il territorio e il nome non è la cosa designata
Le mappe, pur essendo molto utili, non devono far dimenticare che sono soltanto una rappresentazione (povera) di una realtà (complessa). Il filosofo e antropologo Gregory Bateson ha messo in rilievo la differenza fondamentale che corre tra una mappa (che esprime la visione specifica di un soggetto) e il territorio (fisico o mentale) che essa rappresenta.
La mappa non è il territorio
Una mappa gigante di Berlino in scala 1:775 è stata l'omaggio nel 775° anniversario della fondazione della città
La mappatura concettuale è un modo semplice per incoraggiare livelli molto alti di prestazioni cognitive, quando il processo è ben eseguito
La memoria di lavoro (working memory) condiziona il ragionamento
Le mappe concettuali aiutano a strutturare grandi quantità di conoscenza in sequenze ordinate di iterazioni tra memoria di lavoro e memoria a lungo termine man mano che nuove conoscenze vengono ricevute ed elaborate
La memoria di lavoro è essenziale per l'apprendimento

Le limitazioni della mente umana nell'immagazzinare informazioni nella memoria di breve termine, furono evidenziate a partire dagli anni '50 da diversi psicologi cognitivisti tra i quali George Miller (1956), con uno studio (Il numero magico 7) che avviò un intero filone di ricerca.

Il concetto di "memoria di lavoro", introdotto dagli psicologi Alan Baddeley e Graham Hitch (1974), ha esteso il significato di memoria di breve termine proponendo che essa sia costituita da una serie di sistemi interagenti.

Vari tipi di mappe per pensare
Ogni essere umano quando deve orientarsi nello spazio impiega un sistema di posizionamento mentale (una specie di GPS) che gli fa costruire, "inconsciamente", delle mappe mentali che gli permettono di muoversi nello spazio fisico:


La psicologa Katherine Ramsland ha descritto (vedi bibliografia 2014) il sistema di posizionamento degli esseri umani, del quale scrive:

Negli anni '40, lo psicologo Edward Chase Tolman fece correre dei topi in un labirinto (Tolman's Maze), scoprendo che una volta che ne avessero familiarizzato, avrebbero potuto farcela con meno errori durante le prove successive, anche con blocchi posti sulla loro strada. Se il labirinto era pieno d'acqua, potevano ancora nuotare sulla rotta corretta. Suppose che avevano interiorizzato la rotta. Essa era diventata un ricordo del corpo. Altri ricercatori lo hanno poi confermato anche nell'uomo. [ad esempio lo psicologo Michael Polanyi con la conoscenza tacita]



Analogamente a quanto visto per lo spazio fisico, gli esseri umani sviluppano un sistema di posizionamento cognitivo per il loro spazio mentale. Esso è guidato dalle esperienze fatte e dall'educazione ricevuta, entrambe filtrate da una serie di filtri mentali sviluppati nel corso dell'Evoluzione per salvaguardarne la sopravvivenza. Le mappe sono, in senso generale, rappresentazioni grafiche della conoscenza. L'antropologo e psicologo Gregory Bateson ci ha messo in guardia dalla pretesa di attribuire loro un valore superiore al dovuto citando una frase di Alfred Korzybski: "La mappa non è il territorio e il nome non è la cosa designata" che evidenzia la differenza profonda tra realtà e rappresentazione. Tuttavia le mappe non servono solo a fare delle "rappresentazioni" come nel caso delle mappe mentali. Vi sono mappe che servono a pensare, a ragionare, cioè diventano strumenti che aiutano e stimolano i processi cerebrali di costruzione del pensiero intorno a temi specifici: è questo il caso delle mappe concettuali e delle mappe argomentative.

Mappe concettuali
I fondamenti epistemologici delle mappe concettuali sono stati espressi dagli psicologi Joseph D. Novak e Alberto J. Cañas (vedi bibliografia 2006). Essi scrivono:

Concetti e proposizioni sono i mattoni per la conoscenza in qualsiasi dominio. Possiamo usare l'analogia che i concetti sono come gli atomi della materia e le proposizioni sono come le molecole della materia. Esistono solo circa 100 diversi tipi di atomi, che costituiscono un numero infinito di diversi tipi di molecole.

Mappe argomentative
I fondamenti epistemologici delle mappe argomentative sono stati riassunti da Chris Reed e Glenn Rowe (vedi bibliografia 2007). Essi scrivono:

L'analisi schematica del ragionamento è una caratteristica comune sia alla pedagogia che alla pratica in molti campi in cui è richiesto un ragionamento sofisticato. Molti di questi campi hanno sviluppato le proprie tradizioni di ipotesi, strutture e approcci a tali diagrammi. Con il supporto del computer l'analisi diventa sempre più disponibile, le relazioni tra questi diversi stili di diagrammi degli argomenti hanno iniziato ad essere esplorate in dettaglio.

Uno specialista italiano dell'analisi argomentativa è il docente Pietro Alotto (vedi bibliografia 2017) che scrive:
Ragionare e Argomentare sono due processi di pensiero indipendenti, ma simili. Quando ragioniamo in modo intenzionale (altro è il discorso per le inferenze che facciamo senza pensarci troppo su), ci poniamo una domanda, esaminiamo una serie di dati (recuperati in qualche modo) e considerazioni traiamo da questi dati e da queste considerazioni una certa conclusione. Quando argomentiamo, il ragionamento a fini di “scoperta”, fatto allo scopo di stabilire una qualche conclusione, o prendere una certa decisione, ce l’abbiamo già. Quello che facciamo quando argomentiamo è di esplicitare il nostro ragionamento, come giustificazione per una determinata opinione, che esprime la nostra posizione su un dato tema.
La gente non mangia solo il cibo, ma anche le parole, e il sapore del primo è spesso influenzato dal sapore delle seconde
Come la rappresentazione influenza la realtà: un aneddoto


Un giorno il linguista Alfred Korzybski, mentre teneva una lezione ad un gruppo di studenti, s'interruppe per prendere dalla sua borsa un pacchetto di biscotti avvolto in un foglio bianco. Borbottò che aveva solo bisogno di mandar giù qualcosa, e offrì i biscotti agli studenti seduti nella prima fila. Alcuni ne accettarono uno. – Buoni questi biscotti, non vi pare? – disse Korzybski dopo averne preso un secondo. Gli studenti masticavano vigorosamente. Poi tolse il foglio bianco mostrando il pacchetto originale. Sul quale c'era l'immagine di una testa di cane e le parole “biscotti per cani”. Gli studenti videro il pacchetto e rimasero scioccati. Due di loro si precipitarono fuori dall'aula verso i bagni tenendo le mani davanti alle bocche. – Vedete signori e signore? – commentò Korzybski – ho appena dimostrato che la gente non mangia solo il cibo, ma anche le parole, e che il sapore del primo è spesso influenzato dal sapore delle seconde -. La sua burla mirava ad illustrare come certe sofferenze umane vengano originate dalla confusione tra la rappresentazione linguistica della realtà e la realtà stessa.

(Fonte: R. Diekstra, Haarlemmer Dagblad, 1993, citato da L. Derks & J)

MAPPE MENTALI

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Le mappe mentali sono metafore del pensiero intuitivo

Le mappe mentali sono rappresentazioni grafiche della conoscenza, basate sulle idee di un dinamico psicologo cognitivista col senso degli affari, Tony Buzan (thinkbuzan), che consentono di fare associazioni rapide attorno a un concetto centrale. Sono molto conosciute per merito della loro semplicità applicativa che impiega immagini, simboli, colori e spessore delle linee per evidenziare e caratterizzare i vari elementi.

Nell'immagine a fianco è mostrata una mappa mentale nella quale Tony Buzan (un pò narcisticamente) mostra il suo Curriculum Vitae.

Le mappe mentali sono rappresentazioni grafiche della conoscenza che consentono di fare associazioni rapide attorno a un concetto centrale
Esempio di mappa mentale
mappa mentale
Cliccare per ingrandire
MAPPE CONCETTUALI

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Le mappe concettuali sono metafore del pensiero razionale

Coloro che conoscono poco (e male) le mappe concettuali pensano che si tratti di uno strumento di rappresentazione della conoscenza di tipo grafico, una specie di powerpoint più dotato. Non è così.
Le mappe concettuali sono un potente strumento conoscitivo di matrice costruttivista, che si fonda sulla teoria dell'apprendimento significativo  che lo psicologo statunitense David P. Ausubel espresse nel 1968 nel libro "Educazione  e processi cognitivi".


Secondo Ausubel, un contenuto da apprendere è tanto più significativo (per quel soggetto), quanto maggiore è la relazione che lo lega alla sua struttura cognitiva (vale a dire a ciò che quel soggetto sa già). Può sembrare un'ovvietà ma, in molte situazioni educative o informative, non si tiene conto di questo principio.

Le mappe concettuali sono un potente strumento conoscitivo di matrice costruttivista, che si fonda sulla teoria dell'apprendimento significativo
Il primo passo per conoscere qualcosa è porre le domande giuste: la domanda focale è il primo passo per costruire una buona mappa concettuale
È importante aiutare gli studenti a riconoscere che tutti i concetti sono in qualche modo correlati tra loro. Pertanto, è necessario essere selettivi nell'identificare i collegamenti incrociati ed essere il più precisi possibile nell'identificare le parole di collegamento che collegano i concetti
È importante riconoscere che una mappa concettuale non è mai finita. Dopo aver costruito una mappa preliminare, è sempre necessario rivedere questa mappa. Altri concetti possono essere aggiunti. Le buone mappe di solito risultano da tre a molte revisioni.
Quando gli studenti lavorano in modo cooperativo in gruppi e usano mappe concettuali per guidare il loro apprendimento, si verifica un apprendimento significativamente maggiore
Esempio di mappa concettuale
mappa concettuale
cliccare per ingrandire
Nel seguente diagramma viene indicato un "iter procedurale" per costruire una mappa concettuale con il software Cmap.



Iter per costruire, in tre passi, una mappa concettuale con Cmap
Processo costruzione mappa concettuale
Nota: questa non è una mappa concettuale, ma un iter procedurale costruito con lo strumento Cmap
Apprendimento con le mappe concettuali

Nel 1984 l'epistemologo Joseph D.Novak e lo psicologo D. Bob Gowin, rafforzando le idee di Ausubel, hanno espresso chiaramente il loro pensiero riguardo all'apprendimento nel libro "Imparando a imparare" (p.35):

L'apprendimento è un'attività che non può essere condivisa; è piuttosto una responsabilità che l'individuo deve assumersi. I significati dati alla realtà, invece, possono essere messi in comune, confrontati, concordati. Quando le mappe concettuali vengono costruite da gruppi di due o tre studenti svolgono un'utile funzione sociale e stimolano la classe a discutere.


Il loro libro descrive l'uso di due strumenti (mappe concettuali e diagramma a V) che favoriscono l'apprendimento significativo facendo leva sulle conoscenze pregresse degli studenti (p.36):

Il punto più importante da ricordare, a proposito della condivisione dei significati in un contesto educativo, è che gli studenti portano sempre qualcosa di personale nella discussione; non sono una tabula rasa su cui la scuola deve scrivere nè un vaso vuoto da riempire.


Le mappe concettuali sono dunque uno strumento per organizzare la conoscenza e per favorire l'apprendimento, la cui struttura è sintetizzata dalle parole dello stesso Novak (pp.21-35):

Definiamo concetto una "regolarità", un insieme di caratteristiche costanti, riscontrata negli eventi o negli oggetti e designata con un nome. Le mappe concettuali dovrebbero servire a mettere in evidenza le connessioni di significato tra i concetti che formano le proposizioni. Il termine proposizione identifica un'unità semantica in cui due o più concetti sono legati tra loro da parole. Costruire mappe concettuali è un'espediente per schematizzare un insieme di significati nascosti dentro una rete di proposizioni.



Differenza tra mappe concettuali e mappe mentali

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Caratteristiche delle mappe concettuali

Per le mappe concettuali la conoscenza è nelle relazioni tra concetti.
Esse sono particolarmente indicate per lo sviluppo e la verifica dell'apprendimento (apprendere ad apprendere) e impiegano:

  • tipologia di relazione: complessa (concetti legati tra di loro da relazione di qualunque tipo)

  • codice linguistico: proposizioni formate parole (concetti e relazioni); di solito non impiegano immagini o altri oggetti grafici

  • una logica connessionista: ciò che lega i concetti è una relazione orientata, definita, esplicita,  (è una logica lineare, razionale che si può immaginare appannaggio dell'emisfero sinistro del cervello)

  • una geometria reticolare: i nodi si sviluppano ad albero a partire da un concetto generale che risponde a una domanda focale. La disposizione ad albero non è comunque obbligatoria; se si ritiene che la struttura a raggiera sia più graficamente più efficace, si può utilizzare una struttura a raggiera purchè

  • una struttura inclusiva: dal generale al particolare, dal sovraordinato al sottoordinato, ecc.

Caratteristiche delle mappe mentali

Per le mappe mentali la conoscenza è nei concetti.
Esse sono particolarmente indicate per lo sviluppo della creatività (brainstorming) e impiegano:

  • tipologia di relazione: semplice (concetti legati tra di loro con due soli tipi di relazione: subordinata (padre-figlio) o correlata (fratello-fratello)

  • codice grafico: immagini, icone, simboli e oggetti grafici

  • una logica associazionista: ciò che lega i concetti è la loro associazione a proprietà, idee, pensieri (è una logica non lineare, intuitiva, emotiva che si può immaginare appannaggio dell'emisfero destro del cervello)

  • una geometria radiale: i nodi si sviluppano a raggiera a partire da un concetto centrale

  • una struttura gerarchica: la posizione dei concetti ne indica l'importanza

Differenza tra mappe espressa in una mappa concettuale
differenza tra mappe (concettuali e mentali)
Per le mappe mentali la conoscenza è nei concetti. Esse sono particolarmente indicate per lo sviluppo della creatività (brainstorming)
Software per realizzare mappe mentali

Vi sono vari software commerciali e opensource che consentono la costruzione di mappe mentali.
Ne abbiamo scelto uno (Freeplane) di cui mostriamo caratteristiche e modalità applicative. Una tabella di confronto tra vari software opensource si trova qui.

Per le mappe concettuali la conoscenza è nelle relazioni tra concetti. Esse sono particolarmente indicate per lo sviluppo e la verifica dell'apprendimento (apprendere ad apprendere)
Software per realizzare mappe concettuali

Vi sono vari software commerciali e opensource che consentono la costruzione di mappe concettuali. Ne abbiamo scelti due opensource (Cmap e VUE) di cui mostriamo caratteristiche e modalità applicative.

MAPPE ARGOMENTATIVE

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Struttura del Dibattito regolamentato (Debate)
Lo schema mostra le quattro fasi principali in cui il Debate è strutturato
Struttura dei testi argomentativi
You are a scoundrel.
I have to mature, soon I will be a charlatan.
Il dibattito regolamentato come metodo per imparare ad argomentare
Le mappe argomentative sono molto utili qualora si voglia praticare il "dibattito regolamentato" (Debate), quella forma di dibattito argomentativo piuttosto diffuso nel mondo anglosassone, che ha lo scopo di sviluppare la "competenza epistemica" degli studenti, ossia la capacità di "trasmettere conoscenza", oltre alla capacità di riconoscerla, svilupparla, conseguirla e giustificarla.

I cultori italiani di questo tipo di dibattito sono i pedagogisti e formatori Manuele De Conti e Matteo Giangrande che hanno descritto nel libro "Debate" il metodo da applicare se si vuole introdurre il dibattito quale metodologia d'avanguardia per la trasformazione della scuola italiana.

Il dibattito regolamentato si può suddividere in quattro fasi:


  1. Formulazione della mozione (proposition): affinchè il dibattito si avvii occorre che la mozione venga formulata in modo chiaro che non consenta diverse interpretazioni. I vari tipi di mozione sono descritti nel capitolo 3 del libro e, in particolare alle pagine 30-43.

  2. Sviluppo della linea argomentativa: la costruzione di una linea argomentativa presuppone una strategia che consenta di difendere efficacemente la propria posizione dagli attacchi della controparte. In questo senso vale il detto "il miglior attacco è la difesa", nel senso che, oltre a pensare alla qualità dei propri argomenti, occorre anticipare le mosse offensive della controparte, costruendo argomenti che incorporino le risposte alle obiezioni più probabili. Si può dire che la linea argomentativa è vincente se è in grado di superare l'antitesi. La teoria dell'argomentazione è descritta nel capitolo 5 del libro e, in particolare alle pagine 55-61. Si consiglia di consultare, per quest'argomento, anche i capitoli 6 e 8.

  3. Stile comunicativo: dato che il dibattito si fa con la voce, l'efficacia della comunicazione ha un ruolo centrale. L'oratore (il debater) deve essere in grado di trasmettere efficacemente le proprie idee al pubblico e alla giuria. Il modo in cui si costruisce un discorso credibile ed efficace è delineato nel capitolo 9 del libro e, in paticolare alle pagine 123-134.

  4. Valutazione del dibattito: il giudice ha la responsabilità di contribuire all'acquisizione da parte dei dibattenti di una matura competenza epistemica. Infatti, la prospettiva del giudice nel valutare gli incontri influisce sulla valutazione. I dibattenti dovrebbero cercare di capire quale paradigma guida le scelte del giudice e adeguarsi ad esso. Così, se per il giudice sono più importanti i contenuti (gli argomenti) o la capacità di esporli efficacemente (lo stile), è un paradigma che va compreso rapidamente. Giudici con paradigmi diversi possono dare valutazioni molto diverse dello stesso dibattito.

L'estensione del metodo del dibattito regolamentato all'apprendimento scolastico, consentirebbe di applicare una sorta di apprendimento cooperativo a piccoli gruppi di studenti con conoscenze disomogenee, e sarebbe in grado di stimolare processi cognitivi che la lezione frontale non consente. Il dibattito regolamentato aiuta gli studenti a maturare un pensiero critico, a migliorare la loro competenza argomentativa, e a diventare dei cittadini più democratici e meno autoritari.



Il dibattito regolamentato aiuta gli studenti a maturare un pensiero critico, a migliorare la loro competenza argomentativa, e a diventare dei cittadini più democratici e meno autoritari
Conclusioni (provvisorie): costruire mappe concettuali è un'espediente per schematizzare un insieme di significati nascosti dentro una rete di proposizioni.
L'apprendimento è un'attività che non può essere condivisa; l'apprendimento è piuttosto una responsabilità che l'individuo deve assumersi. I significati dati alla realtà, invece, possono essere messi in comune, confrontati, concordati. Le mappe cognitive sono uno strumento essenziale per condurre un apprendimento significativo, vale a dire un apprendimento volto a impiegare e arricchire le conoscenze pregresse che il discente possiede e connetterle integrandole a nuove conoscenze. Le mappe concettuali sono un potente strumento conoscitivo di matrice costruttivista, utili a organizzare la conoscenza e a  favorire l'apprendimento. Costruire mappe concettuali è un'espediente per schematizzare un insieme di significati nascosti dentro una rete di proposizioni. Quando le mappe concettuali vengono costruite da gruppi di due o tre studenti svolgono un'utile funzione sociale e stimolano la classe a discutere. Le mappe mentali sono più semplici, per esse la conoscenza è nei concetti e sono particolarmente indicate per lo sviluppo della creatività (brainstorming). Le mappe argomentative possono essere utilizzate per evidenziare l'ossatura di una linea argomentativa indispensabile per prepararsi a sostenere un dibattito regolamentato in pubblico: dovrebbe essere obbligatorio per coloro i quali decidono di "buttarsi" in politica...

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Libri consigliati
a chi vuole incrementare le proprie connessioni cerebrali
Spesa annua pro capite in Italia per gioco d'azzardo 1.583 euro, per l'acquisto di libri 58,8 euro (fonte: l'Espresso 5/2/17)

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Pagina aggiornata il 27 maggio 2020

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