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Mappe mentali, concettuali, cognitive

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Vari tipi di mappe per pensare

Gli strumenti che consentono di rappresentare graficamente la conoscenza vengono comunemente chiamati "Mappe informative" o "Reti semantiche".
All'interno di questa categoria di strumenti vi sono diverse tipologie (visualizzabili e scaricabili in un articolo di Marco Guastavigna "Rappresentazioni grafiche della conoscenza").

In questa pagina prenderemo in considerazione:

  • le mappe concettuali  che sollecitano il pensiero logico-razionale


  • le mappe mentali  che sollecitano prevalentemente il pensiero intuitivo


Vengono nel seguito chiarite le principali proprietà e differenze tra mappe mentali e mappe concettuali. In particolare è  da notare l'efficacia dell'impiego di mappe concettuali per favorire l'apprendimento significativo.

Il punto chiave

Le mappe mentali e quelle concettuali hanno scopi diversi: le mappe mentali consentono di strutturare rapidamente un testo e mostrarne la struttura graficamente. Le mappe concettuali consentono di "riflettere", approfonditamente e lentamente, sui concetti espressi in un testo, cercando correlazioni tra concetti noti e concetti ignoti, cioè di avviare un processo di apprendimento significativo.

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Gli analfabeti del XXI secolo non saranno quelli che non sanno leggere e scrivere, ma quelli che non saranno in grado di imparare, disimparare e reimparare (Alvin Toffler)

La mappa non è il territorio e il nome non è la cosa designata

Le mappe, pur essendo molto utili, non devono far dimenticare che sono soltanto una rappresentazione (povera) di una realtà (complessa). Il filosofo e antropologo Gregory Bateson ha messo in rilievo la differenza fondamentale che corre tra una mappa (che esprime la visione specifica di un soggetto) e il territorio (fisico o mentale) che essa rappresenta.

Mappe mentali

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Esempio di mappa mentale
mappa mentale
Cliccare per ingrandire
Le mappe mentali sono metafore del pensiero intuitivo

Le mappe mentali sono rappresentazioni grafiche della conoscenza, basate sulle idee di un dinamico psicologo cognitivista col senso degli affari, Tony Buzan (thinkbuzan), che consentono di fare associazioni rapide attorno a un concetto centrale. Sono molto conosciute per merito della loro semplicità applicativa che impiega immagini, simboli, colori e spessore delle linee per evidenziare e caratterizzare i vari elementi.

Nell'immagine a fianco è mostrata una mappa mentale nella quale Tony Buzan (un pò narcisticamente) mostra il suo Curriculum Vitae.

Mappe concettuali

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Esempio di mappa concettuale
mappa concettuale
cliccare per ingrandire
Le mappe concettuali sono metafore del pensiero razionale

Coloro che conoscono poco (e male) le mappe concettuali pensano che si tratti di uno strumento di rappresentazione della conoscenza di tipo grafico, una specie di powerpoint più dotato. Non è così.
Le mappe concettuali sono un potente strumento conoscitivo di matrice costruttivista, che si fonda sulla teoria dell'apprendimento significativo
 che lo psicologo statunitense David P. Ausubel espresse nel 1968 nel libro "Educazione  e processi cognitivi".
Secondo Ausubel, un contenuto da apprendere è tanto più significativo (per quel soggetto), quanto maggiore è la relazione che lo lega alla sua struttura cognitiva (vale a dire a ciò che quel soggetto sa già). Può sembrare un'ovvietà ma, in molte situazioni educative o informative, non si tiene conto di questo principio.

Apprendimento con le mappe concettuali

Nel 1984 l'epistemologo Joseph D.Novak e lo psicologo D. Bob Gowin, rafforzando le idee di Ausubel, hanno espresso chiaramente il loro pensiero riguardo all'apprendimento nel libro "Imparando a imparare" (p.35):

L'apprendimento è un'attività che non può essere condivisa; è piuttosto una responsabilità che l'individuo deve assumersi. I significati dati alla realtà, invece, possono essere messi in comune, confrontati, concordati. Quando le mappe concettuali vengono costruite da gruppi di due o tre studenti svolgono un'utile funzione sociale e stimolano la classe a discutere.


Il loro libro descrive l'uso di due strumenti (mappe concettuali e diagramma a V) che favoriscono l'apprendimento significativo facendo leva sulle conoscenze pregresse degli studenti (p.36):

Il punto più importante da ricordare, a proposito della condivisione dei significati in un contesto educativo, è che gli studenti portano sempre qualcosa di personale nella discussione; non sono una tabula rasa su cui la scuola deve scrivere nè un vaso vuoto da riempire.


Le mappe concettuali sono dunque uno strumento per organizzare la conoscenza e per favorire l'apprendimento, la cui struttura è sintetizzata dalle parole dello stesso Novak (pp.21-35):

Definiamo concetto una "regolarità", un insieme di caratteristiche costanti, riscontrata negli eventi o negli oggetti e designata con un nome. Le mappe concettuali dovrebbero servire a mettere in evidenza le connessioni di significato tra i concetti che formano le proposizioni. Il termine proposizione identifica un'unità semantica in cui due o più concetti sono legati tra loro da parole. Costruire mappe concettuali è un'espediente per schematizzare un insieme di significati nascosti dentro una rete di proposizioni.



Differenza tra mappe concettuali e mappe mentali

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Caratteristiche delle mappe mentali

Per le mappe mentali la conoscenza è nei concetti.
Esse sono particolarmente indicate per lo sviluppo della creatività (brainstorming) e impiegano:

  • tipologia di relazione: semplice (concetti legati tra di loro con due soli tipi di relazione: subordinata (padre-figlio) o correlata (fratello-fratello)

  • codice grafico: immagini, icone, simboli e oggetti grafici

  • una logica associazionista: ciò che lega i concetti è la loro associazione a proprietà, idee, pensieri (è una logica non lineare, intuitiva, emotiva che si può immaginare appannaggio dell'emisfero destro del cervello)

  • una geometria radiale: i nodi si sviluppano a raggiera a partire da un concetto centrale

  • una struttura gerarchica: la posizione dei concetti ne indica l'importanza

Caratteristiche delle mappe concettuali

Per le mappe concettuali la conoscenza è nelle relazioni tra concetti.
Esse sono particolarmente indicate per lo sviluppo e la verifica dell'apprendimento (apprendere ad apprendere) e impiegano:

  • tipologia di relazione: complessa (concetti legati tra di loro da relazione di qualunque tipo)

  • codice linguistico: proposizioni formate parole (concetti e relazioni); di solito non impiegano immagini o altri oggetti grafici

  • una logica connessionista: ciò che lega i concetti è una relazione orientata, definita, esplicita,  (è una logica lineare, razionale che si può immaginare appannaggio dell'emisfero sinistro del cervello)

  • una geometria reticolare: i nodi si sviluppano ad albero a partire da un concetto generale che risponde a una domanda focale. La disposizione ad albero non è comunque obbligatoria; se si ritiene che la struttura a raggiera sia più graficamente più efficace, si può utilizzare una struttura a raggiera purchè

  • una struttura inclusiva: dal generale al particolare, dal sovraordinato al sottoordinato, ecc.

Differenza tra mappe espressa in una mappa concettuale
differenza tra mappe (concettuali e mentali)
Differenza tra mappe espressa in una mappa mentale
differenza tra mappe concettuali e mentali
Utilizzare il cursore in alto a destra per ingrandire la mappa e il mouse per spostarsi al suo interno
Software per realizzare mappe mentali

Vi sono vari software commerciali e opensource che consentono la costruzione di mappe mentali.
Ne abbiamo scelto uno (Freeplane) di cui mostriamo caratteristiche e modalità applicative. Una tabella di confronto tra vari software opensource si trova qui.

Software per realizzare mappe concettuali

Vi sono vari software commerciali e opensource che consentono la costruzione di mappe concettuali. Ne abbiamo scelti due opensource (Cmap e VUE) di cui mostriamo caratteristiche e modalità applicative.

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Libri consigliati
a chi vuole incrementare le proprie connessioni cerebrali
Novak e Gowin
Novak
fogarolo e guastavigna
Spesa annua pro capite in Italia per gioco d'azzardo 1.583 euro, per l'acquisto di libri 58,8 euro (fonte: l'Espresso 5/2/17)
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello. Inoltre, il  miglioramento cerebrale viene potenziato dalla lettura critica dei testi (non narrativi). 
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

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Pagina aggiornata il 14 luglio 2015

 
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