Conversazioni digitali con un Robot - Pensiero Critico

Cerca nel sito
Privacy Policy
Vai ai contenuti

Menu principale:

Conversazioni digitali con un Robot

Teorie > Concetti > Ecosistema Mediatico
Puoi condividere questa pagina:
Conversare con un Robot

Si sta diffondendo l'uso di assistenti virtuali (chatbot) che utilizzano software di intelligenza artificiale sempre più sofisticati. Uno dei primi esempi, nel 2005, è stato quello di Ikea con l'assistente denominata Anna. Arriverà il momento in cui sarà difficile distinguere se stiamo interagendo con una persona o con un robot.
Per conversare (in inglese) con un robots andare al sito: A.L.I.C.E. Artificial Intelligent Foundation. Ecco una conversazione del 4 febbraio 2012:

Conversazione tradotta in italiano

Io: non mi piace parlare con le persone, figurati coi robot!
Alice: cosa ti piace?
Io: mi piace stare solo e guardare la gente
Alice: non sono sicura che mi piacerebbe fare questo. Cosa c'è di bello?
Io: puoi capire quanto sia assurdo essere qui
Alice: Capisco cosa dici

Conversazione originale

Judge: i don't like speak to persons, imagine to robots
Alice: What do you like?
Judge: I like to stay alone watching the people
Alice: I'm not sure if I would like to do it. What's it like?
Judge: you can understand how absurd is to be here
Alice: I understand your meaning.

Per conversare con un chatbot ci si può connettere al sito del box sottostante dove, pagando 10$ per un intero mese, si può conversare con Claudio, un chat-robot psicologo che effettua su di voi un test di personalità (secondo i criteri dell'Enneagramma) e vi dà un responso personalizzato.

Il punto chiave

Le macchine stanno già diventando più capaci di comunicare tra loro di quanto non lo siano gli esseri umani. La situazione si fa comica: cresce sempre più l'interesse per la comunicazione in sè, e diminuisce l'interesse a comunicare. (Ronald D.Laing - La politica dell'esperienza p.38)

relazioni digitali
Siamo sicuri di sapere con chi stiamo chattando?
Testa di fumo
Robot italiani

Per conversare (gratuitamente) in lingua italiana:

con Toby cliccare qui

con Ginny cliccare qui

Una lista di altri chatbot è possibile reperirla qui
.
Per altri link vedere in bibliografia.

C.L.A.U.D.I.O. Personality Test Bot
Chatbot
Chattare con un robot per fare un test di personalità

Il sito alicebot.org offre la possibilità di determinare la propria tipologia di personalità (basato sul modello dell'Enneagramma), mediante una conversazione test con il chatbot c.l.a.u.d.i.o. (cliccare sul box qui accanto).

Bibliografia
Pagine correlate
Commenti
Se ritenete che le tesi del "punto chiave" non vengano sufficientemente supportate dagli argomenti presenti in questa pagina potete esprimere il vostro parere (motivandolo).
Inviate una email con il FORM. Riceverete una risposta. Grazie della collaborazione.
Cosa si può fare per diventare "pensatori critici"
E' stato ampiamente dimostrato negli ultimi 30-40 anni da parecchi psicologi tra i quali Amos Tversky, Daniel Kahneman, Gerd Gigerenzer e altri, che l'essere umano crede di essere razionale ma non lo è. Quando un individuo si trova a prendere decisioni in condizioni di incertezza il più delle volte usa un "pensiero intuitivo" facendo ricorso alle euristiche, cioè a scorciatoie mentali maturate nel corso dell'evoluzione. Nella maggior parte delle situazioni della vita quotidiana le decisioni euristiche si rivelano giuste ma in situazioni più complesse, apparse solo con la modernità, le euristiche portano a distorsioni del giudizio (bias) che danno luogo a decisioni errate.
Secondo Daniel Kahneman (pp.464-465 di Pensieri lenti e veloci - Mondadori) il nostro pensiero intuitivo non è facilmente educabile e ostacola il riconoscimento dei segnali ambientali che in certi casi renderebbero necessario il passaggio a un pensiero razionale e critico. Un osservatore esterno è sempre meno coinvolto emotivamente di colui che prende decisioni e compie azioni. Occorre quindi impegnarsi a costruire una "società critica", nella quale ci siano "osservatori critici" che sappiano avvertirci dei pericoli insiti in certe situazioni decisionali. Questo è un compito primario delle Istituzioni che devono investire in programmi di formazione al "pensiero critico" degli educatori scolastici. A livello individuale, ecco alcune attività perseguibili:

  1. Atteggiamento critico: sforzarsi di assumere un atteggiamento critico contrastando la tendenza umana innata di saltare subito alle conclusioni e prendere decisioni impulsive. Per approfondire andare alla pagina: Atteggiamento critico 
  2. Lettura: diversi studi confermano che l'attività di lettura migliora l'attività del cervello contrastando i deficit cognitivi e l'invecchiamento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Lettura e Cervello
  3. Apprendimento linguistico: recenti studi hanno confermato che imparare lingue diverse dalla propria (anche in età avanzata) migliora il rendimento cerebrale. Per approfondire andare alla pagina: Bilinguismo e incremento cognitivo

__________________________________________________________________________________________________________________________________________________________

Pagina aggiornata il 25 maggio 2014

 
copyright 2012-2016 Licenza Creative Commons
I contenuti di pensierocritico.eu sono distribuiti con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.
Protected by Copyscape Web Plagiarism Check
Copyright 2015. All rights reserved.
Torna ai contenuti | Torna al menu